Sed Lex/ Questo sito non è stampa

di Daniele Minotti - Servono nuove regole per i blog e i siti web italiani? Lo dice il Garante per la privacy, scatenando un putiferio di polemiche. Ma sono dichiarazioni che vengono da lontano

Roma - Le parole del Garante per la tutela dei dati personali, che si interroga su come applicare ai blog le regole dell'informazione, significano soltanto una cosa: queste regole vanno applicate anche perché i blog costituiscono, secondo lui, un pericolo per la privacy della gente.
I paranoici si sono già scatenati: censura!
Io, per natura sono più cauto (o, forse, soltanto meno responsabile), ma non posso fare a meno di ricordare che, da tempo, il Web (non soltanto i blog) è sotto assedio. Soltanto qualche esempio.

Chi rammenta la legge 62/2001? Penso molti, se guardiamo al numero di disclaimer presenti in Rete e che dicono, in sostanza, "questo sito non è stampa" proprio perché non ci sono i requisiti della menzionata legge.
Per smemorati e ultimi arrivati, ricordo che quella legge, disciplinando il cd. "prodotto editoriale", creò un pasticcio interpretativo non da poco. E certe decisioni non erano, in fondo, così sballate e forcaiole. Erano soltanto il frutto di un'interpretazione possibile, forse dovuta, anche se a qualcuno non andava proprio giù.
Gli innocentisti osservavano che la legge era stata promulgata esclusivamente per poter erogare alcune provvidenze. Io, ai tempi, rimasi della mia idea, anche se nel 2003 cambiò qualcosa. Con l'art. 7, comma 3, del d.lgs. 70/2003 si fece un po' di chiarezza, pur con esplicito riferimento soltanto alla registrazione delle testate.

Molto più di recente è arrivata la famosa sentenza di Aosta che equipara un blogger al direttore responsabile di una testata, con le conseguenze del caso. Un'acrobazia che sarebbe degna di un sublime ginnasta, se non fosse per l'evidente ineleganza. Comunque preoccupante, molto.
Ed ora arriva il Garante. Se da un lato va detto che già nel 2002 riconosceva ai siti Internet il diritto di cronaca/critica tipico della stampa professionale (ma io penso che sia già una banalità dire che l'art. 21 Cost. riguarda tutti), da un lato, subito, richiamava, implicitamente, anche per queste nuove realtà il cd. "decalogo del giornalista"
.
Questa la frase estrapolata dal discorso: "Come applicare le regole dell'informazione al fenomeno dei blog, i siti autogestiti che ogni giorno si moltiplicano sulla rete?". Come detto sopra, paranoici o "tranquilli", la frase è chiara e non si riferisce, giusto per fare il primo esempio che mi viene in mente, al trattamento degli IP o degli indirizzi email dei commenti che risultano visibili al blogger. Regole dell'informazione, è chiarissimo.

Ma il Garante non fa i conti con la realtà. Internet è un'altra cosa. Internet è refrattaria alle regole anche se conosce "ordinamenti" propri (la Netiquette). D'altro canto, l'informazione non può essere esclusivo appannaggio delle testate anche se è ancora in vigore l'anacronistico e illiberale art. 16 (stampa clandestina) della legge sulla stampa.
Invocare un giro di vite è fuori luogo (la legge c'è già, come il reato di diffamazione) e attenta alle libertà dei singoli.

Se è vero che chi sbaglia deve pagare, penso che i blogger (e, comunque, chi fa informazione non professionale in Rete) non vogliano essere considerati "clandestini" o persone da regolare perché pericolose per gli altri, a prescindere.

C'è una coscienza che proprio non riesce a radicarsi nella gente, specie quando il tutto poggia sulle basi di una tecnofobia evidente nei Poteri.

avv. Daniele Minotti
www.minotti.net
35 Commenti alla Notizia Sed Lex/ Questo sito non è stampa
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  • Se il blog è veramente una testata giornalista voglio che valga come pratica per il praticantato giornalistico...
    se mi devo beccare gli oneri, almeno qualche vantaggio!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Miles
    > Se il blog è veramente una testata giornalista
    > voglio che valga come pratica per il praticantato
    > giornalistico...
    >
    > se mi devo beccare gli oneri, almeno qualche
    > vantaggio!

    Sappi che il praticantato non lo puoi fare senza un contratto speciale che dipende dalla presenza in redazione di un giornalista professionista. Se invece vuoi diventare pubblicista devi pubblicare molti articoli in una testata, pagare e poi smettere di lavorare perchè nessuno ti pagherà mai i minimi sindacali.
    non+autenticato
  • Internet é uguale al resto della società, perché vogliamo attribuirle regole diverse?
    Internet non é niente altro che un acceleratore come sono ad esempio le macchine da scrivere rispetto alla scrittura manuale.
    Il Blog é l' evoluzione elettronica del "manifesto". Chiedere di mettere i blog sotto tutela delle leggi che controllano i giornali é identico a dire che per un volantino o un manifesto attaccato al muro ci vuole un direttore responsabile!
    Se affiggo al muro un manifesto dove parlo male di qualcuno, costui potrà querelarmi e, naturalmente, lo stesso può avvenire per un blog.
    Il fatto che il mezzo sia straordinariamente più efficace del manifesto rende solo il tutto più complesso, ma non muta la sostanza dei termini.
    Si potrà obiettare che un blog potrebbe essere anonimo, ma anche i manifesti non portano necessariamente una firma, eppure non sento parlare il garante a loro proposito.
    Va da se che Internet sta ponendo un problema molto serio relativamente alla necessità di uniformare e rendere interoperabili le legislazioni dei diversi paese. In altri termini, restando al paragone precedente, se trovo un manifesto che mi diffama, posso presentare una denunzia e gli inquirenti possono setacciare le tipografie alla ricerca di chi ha richiesto la stampa del manifesto. Allo stesso modo gli inquirenti dovrebbero poter conoscere dall' ISP chi é il titolare del blog per poterlo perseguire in caso di denunzia anche se l' ISP risiede fuori dall' Italia.
    Oddio é vero che se il manifesto lo stampo col computer non c' é indagine che possa consentire di rintracciare l' autore, ma siamo daccapo allo stesso problema, le nuove tecnologie sono acceleratori che richiedono un' adeguamento del resto della società.....
    Max
    non+autenticato
  • La sostanza è sempre la stessa: il controllo. Quindi si fanno leggi illiberali che mettono potenzialmente fuori legge tutti i blogger, ma la legge viene usata solo alla bisogna, per stangare questo o quello quando serve. Cosi' la facciata di questa pseudodemocrazia è salva.

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • La sostanza è sempre la stessa: il controllo. Quindi si fanno leggi illiberali che mettono potenzialmente fuori legge tutti i blogger, ma la legge viene usata solo alla bisogna, per stangare questo o quello quando serve. Cosi' la facciata di questa pseudodemocrazia è salva.

    http://www.aghost.wordpress.com/
  • - Scritto da: aghost
    > La sostanza è sempre la stessa: il controllo.

    Esatto.

    > Quindi si fanno leggi illiberali che mettono
    > potenzialmente fuori legge tutti i blogger, ma la
    > legge viene usata solo alla bisogna, per stangare
    > questo o quello quando serve.

    Esatto.

    > Cosi' la facciata
    > di questa pseudodemocrazia è
    > salva.
    >

    Esatto.

    E ora che hai ribadito l'ovvio, cosa è cambiato?

    Il mondo è stato sempre così: una legge per il Re, una per il popolo. E chi si oppone, giù bastonate (quando va bene). Cambiano i Re, ma la sostanza è la stessa: loro comandano, noi dobbiamo obbedire. Guai a chi sgarra.
  • In generale è vero, ma ogni tanto qualcosa succede: nessuno si ricorda la rivolta dei sans culottes, meglio conosciuta come Rivoluzione Francese?
    Per un periodo di tempo almeno anche i Re hanno avuto paura del popolo....Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo Per Scelta
    > In generale è vero, ma ogni tanto qualcosa
    > succede: nessuno si ricorda la rivolta dei sans
    > culottes, meglio conosciuta come Rivoluzione
    > Francese?

    Già, rivoluzione che si è rivelata in breve ancora più oppressiva e sanguinolenta della monarchia.
    Gli stessi capi della rivoluzione rischiavano facilmente la ghigliottina.

    Da Wikipedia:
    Fino al 1794 la Francia venne governata in modo dittatoriale dal comitato di salute pubblica di Robespierre che giustiziava senza processo gli oppositori. Egli aveva infatti fatto approvare la legge dei sospetti in base a cui la gente accusata di tradimento veniva ghigliottinata senza processo. La lista dei sospetti era molto estesa: vi rientravano i nobili, gli emigrati, i preti refrattari, i federalisti, gli speculatori e le loro famiglie. Essi dovevano essere imprigionati fino alla pace. Le società popolari, controllate dai sanculotti, ricevettero dei poteri di sorveglianza e di polizia. Nel periodo della dittatura di Robespierre vennero giustiziate migliaia di persone (17000 solo a Parigi) a causa di questa legge e per questo venne chiamato periodo del terrore.
    [...]
    Delle misure di scristianizzazione, spontanee o organizzate dai rappresentanti in missione, si estendevano a tutta la Repubblica. I preti refrattari furono uccisi.
    [...]
    La legge di Pratile fece nascere il Grande Terrore. Nelle settimane seguenti più di 1400 persone furono ghigliottinate a Parigi. Il Terrore poteva reggersi solo sulla necessità di difendere una Repubblica in crisi: venuta meno l'emergenza grazie alle vittorie interne ed esterne, essa cominciava a perdere il sostegno popolare e la sua ragion d'essere. Perciò, per mantenere il massimo potere, i leader del Terrore cominciarono a eliminare chiunque non fosse della loro schiera.


    Bella soluzione! Come la soluzione (assenza di qualsiasi concetto di stato) che vorrebbero gli anarchici, i quali ignorano che se tutti possono fare qualsiasi cosa, allora tutti o la maggior parte dei nostri vicini sarebbero i nostri tiranni, che quindi si moltiplicherebbero invece che diminuire. Ci sarebbe il caos totale e come uniche leggi la dittatura dei singoli e la legge della giungla, il più forte mangia il più piccolo, senza che vi si possa porre alcun rimedio.
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    Modificato dall' autore il 17 luglio 2007 11.07
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    ldsboy
    2515
  • ...Già, rivoluzione che si è rivelata in breve ancora più oppressiva e sanguinolenta della monarchia...

    D'altronde non c'erano alternative.
    O tenersi la monarchia ricca e opprimente con il popolo alla fame (quella vera), o trovare altre vie.
    Se oggi godi della democrazia e delle sue libertà lo devi anche alla rivoluzione francese.
    La libertà spesso si guadagna con il sangue non lo sapevi ?
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    Modificato dall' autore il 17 luglio 2007 11.19
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  • - Scritto da: zerouno
    > ...Già, rivoluzione che si è rivelata in breve
    > ancora più oppressiva e sanguinolenta della
    > monarchia...

    >
    > D'altronde non c'erano alternative.

    Sicuro?
    Mai sentito parlare delle "rivoluzioni di velluto"?


    > O tenersi la monarchia ricca e opprimente con il
    > popolo alla fame (quella vera), o trovare altre
    > vie.
    > Se oggi godi della democrazia e delle sue libertà
    > lo devi anche alla rivoluzione francese.
    > La libertà spesso si guadagna con il sangue non
    > lo sapevi?

    Lo so, sto solo facendo notare che la rivoluzione francese si è rivelata più oppressiva della preesestente monarchia.
    ldsboy
    2515
  • ...Mai sentito parlare delle "rivoluzioni di velluto"?...

    Quando la gente muore di fame e di stenti c'è poco da andare sul velluto.
    A parte il fatto che la rivoluzione francese è nata da un corteo di protesta sfociata poi in una sparatoria e da quel punto non si è più tornati indietro (per fortuna).

    Per quanto riguarda l'oppressione della rivoluzione (periodo del terrore) è stata si spietata e sanguinosa, ma è anche durata pochissimo rispetto all'oppressione che la popolazione francese ha dovuto subire per secoli. Però da quel punto tutto il continente è stato scosso da una forte voglia di libertà e di ugualianza e i vari monarchi hanno cominciato a ricredersi circa la loro "superiorità" rispetto al popolino e ha cominciato a prendere più in considerazione le richieste della popolazione.

    Anche l'Italia è stata unita a fucilate e non certo con le carezze.
  • - Scritto da: zerouno

    > Quando la gente muore di fame e di stenti c'è
    > poco da andare sul
    > velluto.

    Appunto. Cosa che adesso non accade. Magari siamo costretti ad arrabbattarci e a lottare per arrivare a fine mese, ma NON moriamo di fame e di stenti. Sappiamo che se dovessimo ribellarci, ci verrebbe tolto anche quel poco che abbiamo che è comunque tanto rispetto a chi non ha nulla (e non conta nulla, mai vedrai la rivolta degli homeless).

    La pratica rende perfetti. E poi, perchè affamare il popolo? Popolo = consumatori. I consumatori vanno lasciati liberi quel tanto che basti perchè, appunto, consumino.

    >Anche l'Italia è stata unita a fucilate e non certo con le
    >carezze.

    Quello è il passato. L'Europa viene unita dal denaro e dal mercato. Il popolo è stato, a tutti gli effetti, bypassato. Là dove si è votato il processo di unificazione (vedi costituzione europea) ha subito battute d'arresto. Solo temporanee, ovviamente, nessuna popolazione potrà mai arrestare una macchina economica tanto potente.
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    Modificato dall' autore il 17 luglio 2007 13.33
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  • ...L'Europa viene unita dal denaro e dal mercato. Il popolo è stato, a tutti gli effetti, bypassato. Là dove si è votato il processo di unificazione (vedi costituzione europea) ha subito battute d'arresto. Solo temporanee, ovviamente, nessuna popolazione potrà mai arrestare una macchina economica tanto potente...

    Un popolo magari no, ma il sistema, una volta colassato su se stesso, si.Occhiolino
  • contenuto non disponibile
  • Lo so benissimo che oggi non siamo nella stessa situazione che ha dato il via alla rivolusione francese.
    La mia era semplicemente una risposta a ldsboy in merito alle "rivoluzioni di velluto". Però sempre posta nel periodo storico in questione.

    Invece per quanto riguarda la situazione attuale, oggi non siamo ancora in quella situazione, ma visto che sempre di più la gente fa fatica ad arrivare a fine mese per tutta una serie di motivi (che di anno in anno diventano sempre più numerosi e più gravi), non è detto che in un prossimo futuro un qualcosa di molto simile alla rivoluzione francese non possa verificarsi di nuovo.
    Chiaramente con esisti molto più catastrofici.

    D'altronde il nostro è un sistema destinato al collasso.
    Rassegnatevi.Occhiolino
  • un blog su wordpress o su blogger, o un sito su .net o .com, non fanno differenza da un .it?
    per il .it ci vuole la carta e la firma, per gli altri ci vogliono 5 minuti, ma la legge fa distinzione riguardo la localizzazione ed ai domini?

    ps: leggi idiote a prescindere quando si parla di castrare la libertà d'espressione. non quella di diffamazione, che è già codificata e non vedo perché su internet dovrebbe essere diversa, se provata e non preventivata.
    non+autenticato
  • Se sei cittadino italiano e residente in italia (i) si applicano (almeno) le leggi italiane.
    non+autenticato
  • assolutamente no! Che c'entra dove abito io? Cos'è se sono italiano ma ho una impresa in svizzera credi che si occuopi di me la giurisdizione italiana? Non date risposte se non sapete! .it se ne occupa l'Italia tutti gli altri l'italia può solo censurarvi...per questo fanno tutti .com!
    non+autenticato
  • - Scritto da: kaiserxol
    > assolutamente no! Che c'entra dove abito io?

    Che come persona rispondi civilmente e penalmente di quello che fai alle leggi italiane. Quindi o hai registrato una ditta in svizzera, una srl o spa per avere una persona giuridica, ed il tuo dominio ed il tuo blog sono intestati a tale azienda, oppure ne rispondi in italia. E penalmente ne rispondi sempre e comunque in Italia, quindi se diffami dal tuo blog (o anche da quello della tua azienda, non cambia nulla) e ti citano penalmente ne rispondi ad un tribunale italiano.

    > Cos'è se sono italiano ma ho una impresa in
    > svizzera credi che si occuopi di me la
    > giurisdizione italiana? Non date risposte se non
    > sapete! .it se ne occupa l'Italia tutti gli altri
    > l'italia può solo censurarvi...per questo fanno
    > tutti
    > .com!
    non+autenticato
  • Certo che e' così. Mi fa ridere che ha pure detto di non parlare se non si sa... Il problema è che poi altra gente lo legge e pensa che sia così.
    non+autenticato
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