Luca Annunziata

Censura, Pechino potrebbe ripensarci

La Grande Muraglia digitale non č pių in grado di fermare l'avanzata di Internet, bisogna farsi amici i media, non nascondere le informazioni. Non lo dicono gli attivisti, lo dice un importante esponente del Governo

Roma - Le dichiarazioni di Wang Guoqing, riassunte dal quotidiano China Daily, hanno il sapore del "nuovo corso". Secondo il viceministro dell'informazione "è stato dimostrato più volte che bloccare le informazioni è una strada che conduce ad un vicolo cieco". Che la Grande Muraglia digitale che circonda la rete cinese sia pronta a crollare?

Secondo il viceministro, "fermare le cattive notizie" è sempre più complicato: le nuove tecnologie, come Internet e i cellulari, pongono il governo di Pechino in una situazione complicata. Sebbene qualcuno, dice Wang, creda ancora che il 90 percento delle notizie si possa insabbiare e il restante 10 percento controllare, la recente politica di maggiore trasparenza e dialogo tra stato e giornalisti complica di molto la gestione di questa politica.

Per fare un esempio, viene citato lo scandalo che ha coinvolto le province di Shanxi ed Henan: un vero proprio traffico di schiavi-bambini era stato scoperto in aprile, ma l'autorità locale aveva fatto di tutto per tenere la notizia lontana dai media. Il risultato, secondo Wang, è che quando lo scandalo è scoppiato il risultato è stato ben peggiore di quanto avrebbe potuto essere all'inizio: con grave danno per l'immagine di tutto il paese.
Ma se i media locali risentono ancora del peso di anni di politiche repressive il progresso della rete appare inarrestabile. I cittadini si informano attraverso i blog, che sono talmente tanti da sfuggire al controllo dello stato. Persino le famiglie dei bambini deportati nelle fabbriche di mattoni, utilizzano la rete per ritrovare i propri congiunti scomparsi.

Tutto questo sembrerebbe un'ovvia conseguenza del Decreto di apertura dell'informazione governativa, che dallo scorso maggio impone maggiore trasparenza alle strutture pubbliche. Wang insiste quindi sulla necessità che governanti e politici migliorino le loro capacità di comunicazione: impedire ai media di coprire gli avvenimenti pubblici (come le prossime olimpiadi) è una strategia destinata al fallimento, e con esso alla diminuzione del consenso popolare.

D'altronde, come ignorare l'influsso che i nuovi media hanno sulla società cinese? Se lo stesso stato utilizza i cellulari per avvisare la popolazione di un disastro imminente, Pechino è poi costretta a cedere davanti alla protesta sotto forma di SMS. Forse è presto per parlare di fine della repressione, ma certo sono le denunce come quelle di organizzazione quali Reporter Senza Frontiere che non mancano di sottolineare le contraddizioni in cui si dibatte ancora oggi il grande paese asiatico.

Luca Annunziata
12 Commenti alla Notizia Censura, Pechino potrebbe ripensarci
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  • Agli amici governanti cinesi dico una cosa. Studiate bene le democrazie ed in particolare quella italiana (che peraltro spesso i Cinesi sono accostati come stile di vita e carattere ai napoletani). Imparerete una cosa: per fare i politici con la mani in pasta, intrallazzi e ruberie varie, non c'è bisogno di dittatura. Si fanno tranquillamente anche in democrazia!
    Basterebbe un bel corso di 6 mesi con Mastella e Dell'Utri per convincere i rappresentanti del Partito alla svolta democratica...
    Per quanto amaramente ironico, è la realtà. Quantomeno i cittadini son più liberi e contenti. Fanno i lecchini lo stesso, ma per convenienza, senza terrore e repressione. Anzi, ne sono pure contenti!
  • - Scritto da: Ekleptical
    > Agli amici governanti cinesi dico una cosa.
    > Studiate bene le democrazie ed in particolare
    > quella italiana (che peraltro spesso i Cinesi
    > sono accostati come stile di vita e carattere ai
    > napoletani). Imparerete una cosa: per fare i
    > politici con la mani in pasta, intrallazzi e
    > ruberie varie, non c'è bisogno di dittatura. Si
    > fanno tranquillamente anche in
    > democrazia!
    > Basterebbe un bel corso di 6 mesi con Mastella e
    > Dell'Utri per convincere i rappresentanti del
    > Partito alla svolta
    > democratica...
    > Per quanto amaramente ironico, è la realtà.
    > Quantomeno i cittadini son più liberi e contenti.
    > Fanno i lecchini lo stesso, ma per convenienza,
    > senza terrore e repressione. Anzi, ne sono pure
    > contenti!

    Si ma dovrebbero mettere su anche in stile "Glande Flatello" per stordirli bene bene.
    non+autenticato
  • ... toglie la censura, seguirà un'ondata di democrazia (Quella vera, non quella esportata dagli iu-es-sei).
    Seguiranno sindacati, proteste dei lavoratori e il prezzo della manodopera aumenterà. Come conseguenza la Cina smetterà di far paura al lavoratore/piccolo imprenditore occidentale e magari finalmente si porrà fine a certe pazzie super-inquinanti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: capoccione
    > ... toglie la censura, seguirà un'ondata di
    > democrazia (Quella vera, non quella esportata
    > dagli
    > iu-es-sei).
    > Seguiranno sindacati, proteste dei lavoratori e
    > il prezzo della manodopera aumenterà. Come
    > conseguenza la Cina smetterà di far paura al
    > lavoratore/piccolo imprenditore occidentale e
    > magari finalmente si porrà fine a certe pazzie
    > super-inquinanti.

    C'è da dire che dove in Cina c'è libertà (a Pechino, Shanghai, a ShenZhen) ci sono già segnali che questo stia avvenendo: nascono le prime associazioni per la difesa dei lavoratori autorizzate dal governo (non li chiamano sindacati ma questo sono) e cominciano i primi scioperi.
    Lentamente, ma le cose stanno cambiando.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Senbee
    > - Scritto da: capoccione
    > > ... toglie la censura, seguirà un'ondata di
    > > democrazia (Quella vera, non quella esportata
    > > dagli
    > > iu-es-sei).
    > > Seguiranno sindacati, proteste dei lavoratori e
    > > il prezzo della manodopera aumenterà. Come
    > > conseguenza la Cina smetterà di far paura al
    > > lavoratore/piccolo imprenditore occidentale e
    > > magari finalmente si porrà fine a certe pazzie
    > > super-inquinanti.
    >
    > C'è da dire che dove in Cina c'è libertà (a
    > Pechino, Shanghai, a ShenZhen) ci sono già
    > segnali che questo stia avvenendo: nascono le
    > prime associazioni per la difesa dei lavoratori
    > autorizzate dal governo (non li chiamano
    > sindacati ma questo sono) e cominciano i primi
    > scioperi.
    > Lentamente, ma le cose stanno cambiando.


    Le cose in Cina non possono che cambiare lentamente secondo me.

    E' impensabile una rivoluzione immediata ed una conquista dei diritti immediati come piacerebbe a noi.

    Loro sono 1 miliardo e passa, noi abbiamo casini a non finire e non siamo nemmeno 60 milioni.

    Cambiare drasticamente per loro sarebbe una rovina che potrebbe portare anche ad una spaccatura del paese stesso.
    non+autenticato
  • ATT : Luca Annunziata

    Non si tratta di "politiche repressive" ma solo
    di armonizzazione del flusso informativo nel
    rispetto della normativa vigente.

    Comunque sia la discussione iniziata da Wang si
    riferisce a come meglio ottimizzare la diffusione
    di notizie e opinioni tramite il canale telematico
    e mobile, non certo come credi tu di "de-censurare"
    blogs o siti illegali pieni di notizie false, propaganda
    anti-governativa, sfoghi politici, frustrazioni, pornografia,
    pedofilia, e-commerce di droghe e farmaci proibiti, etc etc

    In sintesi, un portavoce del governo ha solo reso noto
    che dopo aver analizzato la situazione si sono resi
    conto che i metodi finora intrapresi per la gestione
    di notizie poco edificanti necessita di essere limati
    e ripensati in un ottica piu' lassista.

    Se credi che le cose cambieranno ti sbagli di grosso :
    giusto ieri e' passato un nuovo decreto che censura
    riferimenti sessuali nelle pubblicita' televisive.

    (beh c'e' da dire che qui hanno anche pubblicita' al limite del trash...)

    Sbanneranno il firewall nelle olimpiadi per poi
    far tornare tutto come prima.

    Come sempre, Punto Informatico non perde occasione
    per pubblicare notizie anti cinesi ma questa
    d'altronde non e' una novita'.



    Il Detrattore,
    Pechino
    non+autenticato
  • dimenticavo,

    Non poteva mancare l'immancabile menzione a RSF alla fine dell'articolo ...

    Giusto per ribadire quanto siete solo dei sinistri radical-chic qualunque, proni agli squilli di tromba della propaganda occidentale, eunuchi in materia di analisi della realta' geopolitica, moralisti con chi sta a 10.000 km di distanza, genuflessi con sponsors, poteri forti, e inserzionisti.

    Proprio un bel quadretto.
    D'altronde avete dei degni lettori.
    Business is business.
    non+autenticato
  • Aggiungi anche me agli anti cinesi
    non+autenticato
  • - Scritto da: Il Detrattore

    > Giusto per ribadire quanto siete solo dei
    > sinistri radical-chic qualunque,

    Se ti fa tanto schifo PI, perché ci perdi tempo ?
    Vattene, ne guadagnerai te ma soprattutto noi che più dovremo leggere questi tuoi noiosissimi sfoghiSorride !
    non+autenticato
  • Nessuno ti costringe a stare qui a lamentarti come un bambino perche' pi non e' come lo vorresti tu.
    Cambia aria e non rompere piu' che giova e te e sopratutto a noi.
    Sayonara!


    - Scritto da: Il Detrattore
    > dimenticavo,
    >
    > Non poteva mancare l'immancabile menzione a RSF
    > alla fine dell'articolo ...
    >
    >
    > Giusto per ribadire quanto siete solo dei
    > sinistri radical-chic qualunque, proni agli
    > squilli di tromba della propaganda occidentale,
    > eunuchi in materia di analisi della realta'
    > geopolitica, moralisti con chi sta a 10.000 km di
    > distanza, genuflessi con sponsors, poteri forti,
    > e
    > inserzionisti.
    >
    > Proprio un bel quadretto.
    > D'altronde avete dei degni lettori.
    > Business is business.
    non+autenticato
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