Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Il computer era Uno

di Marco Calamari - I Pensieri dei Vecchi (C) e le occasioni perdute, come si affrontava la tecnologia un tempo e come la si digerisce oggi. La prima, la seconda e la terza era informatica

Roma - Sono rimasto sorpreso della quantità di commenti ricevuti, sia sul forum che di persona, all'articolo sul paradiso perduto dell'informatica. È pur vero che molti di essi suggerivano che fossero solo le nostalgie di un rimbambito, però... Tra l'altro il caso (o la saggezza della Redazione) ha voluto che sullo stesso numero apparisse un notizia breve con il link ad un filmato pubblicitario di retrocomputing.

Il filmato, che ovviamente si trova su YouTube ma che potete anche raggiungere da questo link dovrebbe essere visto come prerequisito al resto di questa lettura.

È una vecchissima (1994) pubblicità commerciale Digital (quella dei minicomputer Vax, per intenderci) la quale utilizzava (a ragione) la sua pionieristica attività e presenza su Internet per farsi pubblicità con un lungo spot anche ricco di informazioni di carattere generale sulla Rete, che allora era vista come "The Next Great Thing".
Nel '94 però c'erano già web, posta elettronica e connessioni via modem da casa; il '94 è stato l'inizio dell'Era Informatica attuale, mentre nello scorso articolo cercavo di descrivere la rivoluzione precedente.

Sì, perché quando ho cominciato ad amare l'informatica era il 1975, io ero una matricola di ingegneria che, grazie alla scelta di un corso di laurea tecnologico (i corsi di laurea in Informatica non erano ancora consolidati) al quarto anno avrebbe avuto la fortuna di poter lavorare, usando le perforatrici descritte l'altra volta, su un "moderno" IBM 1130 del Centro di Calcolo per l'Automatica di Ingegneria.

In una numerazione arbitraria si potrebbe dire che quella era la fine della Prima Era Informatica, e che la nostra è la Terza, quella della telematica e del personal computing di massa, cominciata appunto negli anni novanta.

Nella Prima Era Informatica non esisteva la telematica. Anche i terminali remoti erano una ghiotta rarità; di solito ci si recava direttamente nella stanza del Computer per lavorare con terminali attaccati col filo alla porta seriale (o di altro tipo) del 1130. Non c'erano schede di rete, non c'erano reti locali, non c'erano monitor, solo telescriventi su carta, il computer era Uno; schede perforate, lucine ad incandescenza lampeggianti, sancta sanctorum del mainframe, tuttavia la potenza e le possibilità percepite erano senza confini.

C'è stata in Italia (molto meno negli Stati Uniti, che non avevano il "vantaggio" di avere un monopolista della telecomunicazioni) una lunga età di mezzo, la Seconda Era Informatica, che potremmo datare tra il 78 e la fine degli anni ottanta, in cui sono arrivati, per la gioia di pochi hacker smanettoni disposti a tutto, sia la telematica che i primi personal computer (Apple II Europlus) in cui qualsiasi porta di comunicazione, anche la parallela o la seriale, erano costose opzioni.
Oddio, la telematica erano linee telefoniche con accoppiatori acustici diretti da computer a computer (avete presente War Games?) ed i BBS erano una pallida immagine della futura Internet, ma allora erano il cielo.
Da un punto di vista della conoscenza, il passaggio dalla Prima alla Seconda Era Informatica, quella ancora senza Internet ma con la telematica, è stata una rivoluzione diversa, e forse più grande, di quella avvenuta tra la Seconda e la Terza.

L'inizio della Seconda Era Informatica (sempre numerazione arbitraria) vede, intorno al 1982, l'arrivo di Internet in Italia, o meglio dell'Italia in Internet. Infatti, uno dei 9 computer che formavano il backbone di Internet (NSFNet OliveA) si trovava, come gli altri, negli Stati Uniti ma in Olivetti (la sede OATC di Mariani Avenue - Cupertino, indovinate chi c'era di fronte?), dove ebbi la fortuna di andare a lavorare nel 1986, trovandomi di punto in bianco su, anzi, dentro Internet. All'epoca nella Silicon Valley succedeva di tutto; si facevano persino riunioni tecnologiche congiunte (semiclandestine) Apple/Olivetti, e l'unica cosa che gli Olivettiani invidiavano ai Melisti erano i party aziendali del venerdì pomeriggio.

Ho visto in Olivetti cose che voi umani... persino una QuickTime due anni prima di quella Apple, ma i manager che comandavano erano italiani in Italia, troppo impegnati a farsi la guerra tra loro come principi medioevali per essere creativi e lungimiranti, quindi sono state solo occasioni perdute.

Il top di scambio di conoscenze, preziose ed essenziali anche in campo aziendale, erano i newsgroup Usenet; ricordo di essere stato preso più volte per matto quando raccontavo che se si aveva un astruso problema tecnologico bastava mandare una mail lì dentro ed i massimi esperti al mondo si precipitavano a risponderti in poche ore. Allora pero' erano i tempi d'oro, quando la beneducazione era obbligatoria, anzi naturale, e non rispondere ad una mail personale era considerato un atto riprovevole e da additare al pubblico ludibrio; anche rispondere dopo un paio di giorni richiedeva comunque delle scuse esplicite.

Poi è arrivata la Terza Era Informatica, quella dove a comunicare non sono più i computer ma direttamente le persone, e la Rete ha cessato di essere una disciplina da apprendere ed è diventata una risorsa diffusa, una commodity. La Rete ha cambiato il Mondo ed il Mondo ha cambiato la Rete, per il meglio o per il peggio è difficile dirlo.

Quello che è certo è che il sapore di un Rete forte e contemporaneamente giocosa, fatta quasi solo di cavalieri Jedi e di generosità ed in cui i Sith erano una rara eccezione ed il Grande Fratello non esisteva, si è perso per sempre, ed il suo ricordo rimane solo nella memoria dei vecchi. È il corso delle cose.

Marco Calamari

(I Pensieri dei Vecchi è copyright della Vecna Inc.)

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
23 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Il computer era Uno
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  • Nella Terza Era(*) informatica non possiamo più parlare di cavalieri Jedi e Sith...

    Già... è un pò che siamo in mano ai Sith... d'altro canto cosa possono pochi Jedi contro una marea di Sith?
    Non possiamo dire "è colpa nostra che non abbiamo saputo educarli": laddove quest'occasione l'abbiamo avuta (v. BBS, con una discreta "barriera d'ingresso") i Sith son stati educati e molti son diventati bravi Jedi a loro volta... mentre quelli "Sith dentro" sono semplicemente rimasti ai margini o buttati direttamente fuori a ragliare nel buio.

    Ma si sapeva che le barriere non avrebbero retto in eterno: ora i Jedi si son ritirati su posizioni ultra-tecnologiche, veniamo scherniti con termini come "geek" e "nerd", ma i Sith non hanno mai provato l'emozione di assemblare una routine ASM su S3/90, far girare procedure NCL che dialogano via message queuing... e cose simili (c'è anche di molto più techOcchiolino).

    La realtà, ora, è questa: non siamo più cavalieri Jedi, prodi difensori del Core... siamo Lo-Tech, amanti del retrocomputing e delle tecnologie più spinte: le uniche che i Sith non riescono ad utilizzare (senza formattare LOL) perchè non le capiscono, non le hanno mai capite: sono users, d'altro canto.Occhiolino

    Il pEnorama è diventato più sfumato: una volta c'erano Jedi e Sith, ora abbiamo nerd/geek, users e troll.

    (*)molto tolkeniana (ed azzeccata) ehOcchiolino
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  • Ho letto con interesse questo tuo secondo pensiero in relazione a ciò che è il cosiddetto "passato teconologico" notando che questa volta ti sei soffermato sulla rete...(carino il filmato della digital l'ho visto la notte in cui ti ho postato il primo commento) e su come ha influito nel mondo dell'informatica trasformandolo radicalmente. Lascio perdere il discorso (giustamente accennato da molti lettori) delle aziende italiane. Il caso Olivetti si commenta da se, devi infatti sapere che tra la altre cose ne parlavo un mesetto fa con una persona che ho conosciuto in Grecia (a Kos ridente isola del dodecaneso ho recentemente aperto un ristorante!!!:D) e che agli inzi degli anni 80 lavorava proprio per l'Olivetti alla progammazione firmware... e che poi se n'e' andato per gestire la fabbrica di plastica di famiglia. Ad ogni modo a parte lo scintillio nei suoi occhi al ricordo di quei tempi (abbiamo passato ore a parlare di come gestiva gli interrupt!!!), mi ha confermato la totale incapacità del managment. Detto ciò torniamo al networking che in italia è giunto come realtà intorno agli anni 80. Per quanto mi riguarda ricordo con estrema nostalgia la mitica Itapac (rete a commutazione di pacchetto italiana realizzata dall'allora mistero delle poste e telegrafi e dalla sip, basata sul vetusto x25 ed ancora in uso!!!!) le fantastiche BBS ed i modem a 2400 baudA bocca aperta. Siamo al solito discorso, la rete primordiale come i primi microcomputer era utilizzata da un ambiente ristretto autoreferenziale ed elittario, quindi come dici tu "forte" ma al contgempo giocoso. La maggiorparte delle volte ci si trovava per parlare di un argomento preciso, a volte anche per cazzeggiare ma certamente c'era uno "stile" per certi versi anche accademico nelle cose, nelle coversazioni, inoltre la rete di per se era una sfida di competenze.. per usarla BISOGNAVA conoscerla per forza di cose, sapere come funzionava punto e basta. Oggi purtroppo schiacci semplicemente il tastino con l'occhietto di alice(per parafrasare una famosa pubblicità) e via. Ed in contesto del genere che pretendi? i cavalieri jedi?!??! Al massimo ti becchi la massaia annoiata , l'adolescente brufoloso e pieno di ormoni, il lameraccio buffoncello (e per nulla preparato) che ti minaccia di hackerare il pc, ed una marea di blog "cyber fighetti" scritti da gente che ha davvero ben poco da dire.
    Hai detto bene la rete ha cambiato il mondo ed il mondo ha cambiato la rete.. e non e' finita qui... siamo solo all'inizio di questa grande rivoluzione che e' internet, ma proprio per questo conviene rimanere "cavalieri jedi" e non cedere al lato oscuro, chissà magari potremmo trovare quache skywalker a cui passare il testimone .. non si sa maiA bocca aperta
    non+autenticato
  • ...io sono stato matricola più tardi, diciamo nella "seconda era", e mi ricordo anche gli svantaggi: nei primi anni di corso, prima del quarto e quinto l'accesso a computer "seri" era molto limitato, ed essendo Ingegneria sovraffollata, anche accedere ai tesi migliori in biblioteca per documentarsi era un processo lungo e penoso, con liste di prenotazione e perfino telefonate a casa (ora con la legge sulla privacy manco si potrebbe più) per sollecitare chi aveva un libro richiesto in prestito e non lo restituiva entro la scadenza.
    Mi ricordo però un grosso vantaggio, la velocità della rete era perfettamente adeguata all'uso che se ne faceva, Usenet era addirittura una favola, visto che avevamo un ben assortito newsserver dipartimentale e ad esso si accedeva a velocità da rete locale Ethernet, la differenza la notavamo le volte che si doveva accedere a server esterni.
    E mi ricordo anche un grossissimo svantaggio: dato che all'università si poteva accedere a computer "esagerati" e a una rete veloce e sempre connessa, le alternative disponibili per uso domestico prima che i 486 e i Pentium diventassero di uso comune erano veramente troppo limitanti, io praticamente ho rifiutato di "smanettare" col BASIC, visto che all'università, sia pur poche ore alla settimana, usavo Pascal e Fortran77 su un VAX, tornato a casa lo Spectrum mi stava stretto per usi seri.
    In seguito l'evoluzione è stata sorprendente sono andato abbondantemente fuori corso, e andando avanti, riprendendo gli esami lasciati indietro, mi stupivo e mi stupisco di quanto stessero diventando più facili, sia per i programmi alleggeriti, sia per l'enorme facilità attuale di trovare documentazione, informazioni, le dispense stesse online, che coi professori che spiegano più veloci i miei appunti erano zampe di gallina incomprensibili...
    Non rimpiango assolutamente i tempi in cui Analisi I e II, Geometria, Comunicazioni, Controlli, etc erano tali "bestie nere" da sottrarre veramente troppo tempo a qualsiasi altra materia si volesse studiare.
    Del passato rimpiango poche cose per esempio non aver fatto a tempo ad arrivare agli esami di quinto anno per lavorare su certe macchine dell'epoca d'oro del RISC che avevano destato il mio interesse nei corsi, ho usato delle Sparc, delle HP Apollo, i Power di IBM e un Alpha, ma non ho mai avuto occasione di mettere le mani su dei Motorola 88000 né sulle mitiche Silicon Graphics, ricordo ancora le mandibole penzolanti mia e di un mio compagno di corso, quando un prof all'esame ci disse che se avesse saputo che volevamo prendere così sul serio il progetto per il suo esame, ce l'avrebbe fatto fare su una Indigo, anziché un PC, dove avevamo smadonnato di più per l'obsoleta gestione della memoria del DOS (i progettini per gli esami hanno zero budget, quindi nessuna possibilità di avere un DOS extender ed era appena entrata in vigore la prima legge italiana sulla pirateria SW, applicata in certi lab con sacro zelo, quindi piratare era escluso) che per le parti utili del programma.
    Anche Smalltalk mi sarebbe interessato, prima di cambiare l'indirizzo del piano di studio.
    E un'altra brutta cosa ricordo: le occasioni perdute del PowerPC e ancor prima dell'architettura 68000... be', quando mi sono iscritto, l'occasione più ghiotta l'aveva già persa da anni, ma avendo apprezzato i computer a 32bit come il VAX prima di fare un balzo indietro con lo Z80, anni dopo non potei che essere d'accordo quando su Byte lessi un articolo di un professore che raccomandava il 68000 come "processore didattico", anziché l'ubiquo Z80, con le sue limitazioni anacronistiche come il registro accumulatore.
    non+autenticato
  • Le ultime schede perforate dell'IBM 1130 mi sono andate perdute con l'allagamento del garage l'anno scorso (sigh! erano sopravvissute per più di 20 anni) ... ricordi del 1975, tra cui una serie di schede che stampate tutte di seguito disegnavano A CARATTERE una madonna con bambino ... adesso la chiamano TEXTART (o qualcosa del genere, scusate l'imprecisione) e sembra che l'abbiano inventata poche ore fà, ma anche questo c'era gia nella Prima Era, prima ancora dei modem e di Internet ...

    Quando tutto al massimo era di 80 caratteri e la chiocciolina si mangiava con le pinze ...

    MAURO
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mauro Paccapelo
    > Le ultime schede perforate dell'IBM 1130 mi sono
    > andate perdute con l'allagamento del garage
    > l'anno scorso (sigh! erano sopravvissute per più
    > di 20 anni) ... ricordi del 1975, tra cui una
    > serie di schede che stampate tutte di seguito
    > disegnavano A CARATTERE una madonna con bambino
    > ... adesso la chiamano TEXTART (o qualcosa del
    > genere, scusate l'imprecisione) e sembra che
    > l'abbiano inventata poche ore fà, ma anche questo
    > c'era gia nella Prima Era, prima ancora dei modem
    > e di Internet
    > ...
    >
    > Quando tutto al massimo era di 80 caratteri e la
    > chiocciolina si mangiava con le pinze
    > ...
    >
    > MAURO
    e dell'ascii art fatta con le macchine da scrivere elettriche ne vogliamo parlare?Sorride alle superiori avevamo un paio di fogli siffatti attaccati in bacheca [per dare un peiodo, in aula avevamo degli XT e un s/36]
    non+autenticato
  • Sono vissuto durante la seconda rivoluzione informatica 83-1990 come maticola di ingegneria elettronica a Roma. devo dire che rimpiango quei tempi dove la staticita di molte cose informatiche (dos borland, c, .. dbIII cobol rpg) permetteva di diventare esperti e di dimostrarlo. Oggi è tutto molto relativo, si è pagati poco, tutti si sentono esperti, non si ottiene mai il controllo completo di un sistema...perche dopo lo cambiano, il software veniva copiato tra le stesse macchine ed era legale (mi ricordo che IBM faceva pagare le macchine con contratto di manutenzione e poi forniva gratuitamente software, codice sorgente, programmi di lavoro e quant'altro)...beh erano altri tempi!!!
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