Alfonso Maruccia

P2P, la UE protegge gli utenti

Presa di posizione dell'avvocato generale della Corte di Giustizia europea: i provider non hanno alcun obbligo nei processi civili di consegnare alle major i nomi dei propri utenti accusati di far un uso illegale del P2P

P2P, la UE protegge gli utentiRoma - Č una esternazione di alto profilo quella di Juliane Kokott, avvocato generale della Corte di Giustizia Europea, nei confronti delle major che vogliano associare agli IP individuati nelle reti di sharing nomi di utenti in carne e ossa, per poterli poi denunciare. Secondo Kokott, infatti, la legge europea non prevede alcun obbligo per i provider di fornire questo genere di informazioni ai detentori dei diritti d'autore, anche quando questi sostengono che gli IP rilevati sono di utenti che hanno commesso degli illeciti. Un'affermazione che riguarda tutti i procedimenti civili.

A rivelarlo è il Timesonline ma l'eco delle parole di Kokott si fa sentire un po' ovunque, anche nella blogosfera e anche oltre Atlantico. Kokott si è pronunciata nell'ambito della causa intentata da Promusicae, associazione discografica spagnola, contro il provider Telefonica per non aver prontamente ricevuto da quest'ultima nomi e indirizzi di presunti "pirati", utenti di un sistema di sharing ormai in declino, KaZaA.

L'avv. generaleSecondo l'avvocato generale, la presunzione di colpevolezza non basta per obbligare gli ISP a spifferare tutto sui propri utenti, risultando quindi valida la posizione espressa in tribunale dal provider spagnolo, il maggiore del paese, che ha ribattuto alla richiesta dei discografici sostenendo che sia possibile condividere tali dati con soggetti terzi solo in caso di indagini per crimini gravi o di pubblica sicurezza, e non certo per illeciti civili.
Il parere di Kokott non è vincolante, ma dovrebbe fungere da autorevole consiglio legale propedeutico alla decisione dei giudici iberici: secondo il Times, esiste una probabilità dell'80% che tale parere venga recepito e trasformato in sentenza da parte della corte giudicante.

Segnali dunque contrastanti dal Vecchio Continente nei confronti della condivisione della conoscenza e dei contenuti senza autorizzazione degli aventi diritto: non sarà forse indispensabile spifferare le identità dei netizen, ma l'obbligo di filtrare i file illegali è stato recentemente invocato da un tribunale belga. Per i giudici è necessaria l'istituzione dei cosiddetti provider poliziotti, alla stessa stregua di quanto accade negli USA con AT&T e i suoi nuovi amici: RIAA, MPAA e organizzazioni affini.

E in Italia? Nel bel paese il caso Peppermint vs. utenti P2P continua a tenere banco, dopo le decisioni con cui il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso dell'etichetta discografica tedesca per la mancata consegna dei nominativi degli utenti da parte di Wind e Telecom. Tali pretese sono infondate, hanno stabilito i giudici, e sarà ora interessante valutare le motivazioni delle ordinanze. Ma, al di là del caso specifico, grazie alla Legge Urbani, in Italia condividere file è considerato un reato penale, il che significa che i principi espressi da Kokott nel Belpaese potrebbero infrangersi sugli scogli di una normativa controversa e contraddittoria.

Sia come sia, le recenti decisioni pro-utenti del Tribunale capitolino non vanno proprio giù all'industria musicale nostrana: in un comunicato stampa pubblicato ieri, il presidente della piccola e media industria aderente a FIMI, Mario Allione, si è lanciato in una invettiva contro quella che definisce una minaccia per le società di settore, ossia la condivisione non autorizzata di brani, con particolare riguardo alle realtà "indie", etichette indipendenti che si rivolgono ad un pubblico di nicchia e che vedono la propria sopravvivenza minacciata dallo scambio illecito.

"Le etichette indipendenti costituiscono una delle risorse più importanti nello sviluppo della cultura musicale europea, è necessario però che questo lavoro sia adeguatamente tutelato consentendo la diffusione della produzione indipendente nel mondo attraverso anche il commercio legale di contenuti musicali", sottolinea Allione, che si lamenta delle decisioni dei giudici, a suo dire inneggianti alla pirateria telematica. "Decisioni come quelle di questi giorni - si legge ancora nel comunicato - rischiano di favorire una pirateria indiscriminata, proprio a danno dei repertori più deboli. Sono convinto che le Istituzioni debbano riflettere attentamente sulla questione".

Alfonso Maruccia
45 Commenti alla Notizia P2P, la UE protegge gli utenti
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  • sono disposto a pagare 10 euro in piu al mese come contributo per le case discografiche ma non ci devono rompere i c... viva il p2p grazie a tutti per questa vittoria stavo per disdettare l adsl
    non+autenticato
  • cari amici della FIMI, mi ritengo una grande appassionata di musica e ho sempre frequentato grandi appassionati di musica, quindi mi sento titolata a parlare dell'argomento indies quanto se non pù di voi, che la passione per la musica ce l'avete solo in funzione della moneta che vi porta.
    La mia esperienza personale è questa:
    1) l'etichetta indipendente è un'etichetta quasi sempre di nicchia, quindi rivolta al pubblico di appassionati, e gli appassionati hanno sempre voluto, vogliono e sempre vorranno il supporto originale.
    2) possiedo circa 700 tra cd e lp rigorosamente ORIGINALI, perchè se un disco mi piace lo voglio originale, con copertina e tutto. Così anche tutte le persone APPASSIONATE di Musica che conosco. La passione è anche feticismo. L'appassionato di filatelia non vuole la fotocopia del francobollo, vuole il francobollo VERO.
    3) l'mp3 per l'appassionato di musica è nè più nè meno di quel che era la cassetta registrata dall'amico di 15 anni fa. Se il disco piace alla fine lo si compra, se non piace rimane in fondo a un cassetto e al prossimo trasloco lo si butta via. Non sostituisce l'acquisto, però permette di evitare di acquistare patacche, questo sì. Il che mi sembra più che legittimo.
    4) l'mp3 per l'appassionato di musica è nè più nè meno di quel che era la cassetta registrata dall'amico di 15 anni fa. Se un disco è introvabile l'mp3 ti permette di fruire di un'opera di cui non potresti altrimenti fruire. Il che mi sembra più che legittimo.
    5) le etichette indipendenti hanno politiche economiche ben più condivisibili e rispettabili delle stupidissime major, che col bacino d'utenza che hanno potrebbero permettersi di fare prezzi moooooolto più bassi rispetto alle indies. Invece curiosamente avviene il contrario. Una indie il più delle volte non la paghi più di 14-15 euro. E ci sono anche etichette che vendono a 10, sebbene le vendite attese non vadano oltre le migliaia di copie (non milioni!!!) e la qualità del prodotto sia quella del disco che TI RESTA PER UNA VITA, non certo quella del prodotto usa-e-getta (come le cagate che le major si permettono di spacciare per musica).
    6) non dimentichiamo che UN SACCO DI INDIES VENDONO CD NON COPERTI DA DIRITTO D'AUTORE. Avete capito bene: senza copyright. Perchè nessuno lo dice? Chi produce musica per PASSIONE fa anche questo, perchè il piacere di far diffondere l'artista che ami supera il piacere della moneta.
    7) per quel che riguarda gli "artisti" commerciali... beh, che vadano a zappare, la cosa non mi riguarda. E i loro produttori vadano a vendere prosciutti, che per loro vendere musica o vendere prosciutti è lo stesso.
    8) come già detto da qualcuno sul forum, trovo estremamente meschino e poco pertinente tirare fuori l'argomento indies. Sono un pianeta a parte rispetto al vostro, quelli trattano Musica, voi trattate musica (la minuscola è voluta) come se fosse prosciutto.

    Io compro e sempre comprerò dischi, ma veder soccombere certi imbecillotti vacui cinici e senza contenuti non può che farmi piacere.
    non+autenticato
  • Ricordate quando la legge Urbani venne approvata per questioni meramente politiche ?
    Ricordate come lo stesso Urbani disse che quella legge era da modificare e ridimensionare ?
    Ricordate come quel Verde di cui non ricordo il nome la appoggio' e ne favori' l'approvazione dicendo che aveva ottenuto assicurazioni che la legge sarebbe stata riveduta e ridimensionata, una volta approvata ?

    MA CI CREDETE ANCORA NEI POLITICI ITALIANI E NELLE LORO PROMESSE ??????? QUELLI SI RIFUGIANO NEL LORO CASTELLO DI CRISTALLO E LO PROTEGGONO A TUTTI I COSTI! NON VEDRETE MAI UN POLITICO CHE RINUNCIA AL PROPRIO VITALIZIO !!! PENSANO A SE STESSI MOLTO PIU' CHE AGLI ITALIANI !!!!!!!!

    Kokott, sei la donna dei miei sogni !!!!
    Vedete ? Lei si che hai le palle !!!! E non a caso NON e' un politico italiano !!!!!!!!!!!
    non+autenticato
  • "sostenendo che sia possibile condividere tali dati con soggetti terzi solo in caso di indagini per crimini gravi o di pubblica sicurezza, e non certo per illeciti civili."

    il problema è questo da noi è illecito penale(thx urbani!)
    in spagna a quanto pare no.
    non+autenticato
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