Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Caccia alle streghe

di Marco Calamari - Dove sono i terroristi catturati in rete? Dove sono le orde di pedofili pronti a qualsiasi violenza? Cercarli in rete è talmente comodo che pur di trovarceli si possono anche inventare

Roma - Il generale Agosto avanza a grandi passi e comincia ad occupare, come naturale, le prospettive mentali della maggior parte degli Italici; i pensieri sulla difesa dei diritti civili e della Rete appartengono purtroppo all'esercito dei pensieri messi in rotta dalla sua avanzata. Oddio, non proprio tutti sono preda di sindrome vacanziera; la classe politica è ancora al lavoro, ma l'attenzione e quasi tutto l'impegno dei due Poli sono assorbiti dal futuro Partito Democratico, dai cambi di equilibrio che comporterà, e dall'utilizzo di qualunque avvenimento per i progetti di ribaltone.

In questo panorama, quotidiani e telegiornali devono comunque essere riempiti di notizie, quindi riferiscono anche camei di cronaca "nera" che, letti non superficialmente, sono notizie inquietanti sull'escalation della censura e della limitazione dei diritti civili in Rete. La stampa ha riportato nei dettagli l'uso dell'infrastruttura "cinese" di controllo della Rete italiana contro un sito estero, che a detta di chi l'ha consultato, pur non contenendo immagini pedopornografiche, faceva "apologia" della pedofilia.

È recente la storia del sequestro del blog di Piero Ricca per aver avuto una lunga querelle con Emilio Fede, ed aver diffuso uno spezzone di filmato a lui sgradito. Di questi tempi sembra normale che invece di una denuncia per diffamazione, si tuteli l'onorabilità del più fuoriondato giornalista italiano censurando d'autorità la libera espressione di un cittadino.
È altrettanto recente la notizia che alcune persone, pare ragazzi, siano state accusate di aver pubblicato su un sito documenti Internet che contenevano informazioni sulla costruzione di bombe. Questa notizia non ha avuto la risonanza della precedente, ma è a mio parere ancora più preoccupante.

Dal punto di vista delle libertà in Rete, le tre notizie sembrano forse meno importanti rispetto alla ormai consolidata censura tecnologica dei siti di gioco online sgraditi alle finanze dello Stato Italiano, censura che è divenuta attività rituale e megalomane di chi vuole controllare, o fare il possibile per controllare, la Rete. L'unico obbiettivo propagandato è, come sempre, la tutela del nostro bene; forse il vostro, non il mio. Infatti come altri abitanti della Rete non ritengo di aver bisogno di questo tipo di tutela, anzi la aborrisco. Ma proseguiamo; non amo nemmeno essere preso per i fondelli.

La giustificazione filosofica usata contro i ragazzi che hanno caricato i documenti su come si costruiscono le bombe sul loro sito (peraltro reperibili facilmente tramite Google) è gravissima, ed è la stessa usata contro i videogiochi "violenti"; si devono limitare i diritti dei cittadini normali per difenderli da quello che potrebbero fare elementi mentalmente instabili od aspiranti terroristi se avessero le stesse libertà.

La censura non scatta pero' solo nei confronti dei "ragazzacci".
Non puo' esistere una censura "limitata", come non esiste una ragazza "limitatamente incinta"; se si censura anche solo un pensiero sgradito ad una società allora esiste la censura, e se questa censura sembra ragionevole alla maggioranza, si tratta perdipiù di una censura "trionfante".

Una frase attribuita a Voltaire (ma non sua) l'aveva ben enunciato: "Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu possa continuare a dirlo". In nessun altro campo imbavagliare le persone normali per tutelare malati e violenti, senza oltretutto nessuna prova dell'efficacia dei metodi usati, sarebbe giudicato accettabile. Purtroppo contro i nuovi presunti mostri che popolano la Rete c'è la sospensione della ragionevolezza, e si fa accettare, e si accetta, tutto.

Ma dove stanno i pedofili violenti, i terroristi che fanno saltare in aria la gente; stanno in Rete? Quanti ne sono stati trovati in Rete? E quanti invece popolano le strade che ogni giorno percorriamo, dove possono essere catturati, ahimé troppo di rado? La mancata cattura di terroristi e pedofili veri dovrebbe portare logicamente ad un maggiore impiego di uomini, mezzi ed intelligence. Andreottianamente pensando, il rimedio finisce per essere quello di cercare criminali in Rete, perché sono più facilmente accessibili, anche a costo di inventarli e di scrivere nuove leggi che sostengano questa moderna crociata, che diano vita persino a reati virtuali, in pieno stile kafkiano.

Nulla di nuovo, nulla di originale, è la versione moderna della caccia alle streghe. Le streghe erano innocenti, forse malate mentali, forse in preda ad allucinogeni, forse semplicemente persone sgradite al potere, allora come oggi assai intollerante contro i diversi ed i critici. Ora è sentimento diffuso che siano state capri espiatori, vittime innocenti della Storia.

In altri tempi e paesi è toccato agli ebrei, poi agli anticomunisti, poi ai comunisti, poi.... Essere le moderne streghe da distruggere è il rischio che gli abitanti della Rete corrono, è il modo con cui molta gente "normale", molti sottosviluppati informatici, molti politici, la maggioranza dei lettori di giornali e dei telespettatori, la maggioranza della popolazione ci vedono.

Trasformare alla prima occasione favorevole una maggioranza di gente tranquilla e "normale" in folla scatenata con torce e forconi è riuscito tante volte nella storia. Non facciamo finta di niente. Non sottostimiamo il rischio. Non sentiamoci tranquilli. Basta trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Non facciamoci fregare.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
87 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Caccia alle streghe
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  • la matrice non è violenta
    la violenza è l'unica matrice di sé stessa
    non+autenticato
  • http://www.scribd.com/doc/200480/La-Casta-cosi-i-p...
    leggetelo o scaricatelo qui.
    Vanno mandati a casa tutti.
    non+autenticato
  • Il mio intervento "Qualche censura ci vuole", ho paura che sia stato frainteso. Anche io sono convinto che siamo di fronte a una pericolosa escalation della censura, ma forse dobbiamo essere un po' più realisti.

    Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su cui la magistratura può intervenire senza far mettere filtri ai provider) vengono pubblicate delle foto pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che quelle foto devono rimanere online fino al termine di tutti i gradi di giudizio ?

    E se si tratta di istigazioni a delinquere (cosa diversa dall'invito alla disobbedienza civile o dall'affermazione che un certo divieto non dovrebbe esistere) ? O comunicati delle B.R. ?

    Se ammettiamo che quel materiale deve essere rimosso il prima possibile, allora ammettiamo che deve esistere una forma di controllo esercitato da un’autorità sui mezzi di informazione. E' corretto, come ho fatto io, chiamarla "censura" ? Se sì, la questione è "quando censurare ?", altrimenti la questione diventa "cosa è censura e cosa non lo è ?". Rimane la stessa questione.

    Grammatica a parte, il controllo di cui parliamo può quindi essere giusto o sbagliato. Non mi riferisco solo ai casi singoli, ma anche alle regole che devono stabilire quando dei contenuti vanno rimossi o oscurati (quali autorità ? quali procedure ? quali limiti ?).

    Noi ci lamentiamo, a mio avviso giustamente, del sequestro del blog di Piero Ricca, delle accuse agli pseudo-bombaroli, dell'oscuramento dei siti di gioco online, del ritiro dei videogiochi "violenti", dell'oscuramento di "Operazione Pretofilia", della caccia ai pedofili "sbilanciata" (in Rete piuttosto che per le strade), ma come si esce da tutto questo ? Quello che voglio dire è che si tratta di un problema tutt'altro che banale.

    Come ben sappiamo, la Rete è qualcosa di completamente nuovo e le regole che valgono per i tradizionali mezzi di informazione non possono essere trasferite alla Rete senza essere profondamente rielaborate, principalmente perché la Rete ha una dimensione sovranazionale e perché consente forme di anonimato. I paragoni con le forme di stampa, radio e televisione non si possono fare.

    Le testate giornalistiche e le emittenti che diffondono informazioni in un paese, infatti, sono preventivamente registrate dalle autorità di quel paese, e i soggetti responsabili sono sempre ben identificati. Questo in Rete non è nemmeno pensabile.

    Se ci troviamo di fronte a certe censure è principalmente perché le norme del passato non sono state aggiornate, e non a causa di quelle nuove. Se in Italia il gioco d'azzardo è regolato in un certo modo, chi si trova in Italia non deve usare siti stranieri di gioco online. Sarà una legge sbagliata o male interpretata, ma non è stata inventata per la Rete. E' stata solo brutalmente applicata. E direi che si potrebbero fare analoghe considerazioni per la censura a Piero Ricca (disposta dalla procura di Roma).

    Sembra che si stiano facendo dei passi indietro, ma non è così. A metà degli anni '90 veniva criminalizzata tutta la telematica (vi ricordate l'operazione "Hardware One"), più tardi si criminalizzava Internet (oggi lo si fa molto meno), poi si è iniziato a capire che i provider non devono essere perseguibili (ormai l'hanno capito), poi si è iniziato a capire che chi gestisce un sito non è responsabile di tutti i contenuti (su questo per ora siamo un po' indietro).

    Purtroppo ci vuole tempo. I nodi stanno venendo al pettine e quello che sta accadendo si poteva anche prevedere: la politica si rende conto che la Rete ha bisogno di regole nuove e, purtroppo maldestramente, sta cercando di adattare quelle vecchie.

    I filtri, ad esempio, come ben sappiamo, sono facilmente aggirabili, colpiscono domini interi, e non è ben chiaro come venga compilata la lista. Su quest'ultimo punto qualche progresso potremmo ottenerlo, ma l'abolizione dei filtri ce la possiamo scordare. Anzi, quando la gente si accorgerà dei proxy anonimizzanti, questi verranno inseriti nella lista (se non si adegueranno ad essa). E i siti o proxy che cambieranno IP verranno inseguiti e resteranno oscurati. Agghiacciante vero ?

    Quello che dobbiamo fare è veramente iniziare a farci sentire, come giustissimamente qualcuno ha detto, ma facciamo attenzione perché se scendiamo in piazza e ci limitiamo a dire "NO" a tutte le rimozioni di contenuti disposte dalla magistratura e a tutti i filtri, non otterremo mai assolutamente nulla. Appena la gente si renderà conto che i siti pedoporno russi, e i siti pedofili in generale, resterebbero accessibili, le uniche risposte che otterremmo sono occhi sgranati, segni della croce, gesti a ombrello e sputazzi in faccia.

    La politica è l'arte del possibile. Naturalmente, la politica, per chi cerca di non fare demagogia e populismo, significa anche sputazzi in faccia (io su PI ne ho appena preso qualcuno), ma una politica che porta solo a questo è inutile. La folla scatenata si scatenerebbe ancora di più, non verrebbe affrontata nemmeno la questione delle proprietà intellettuali, e finiremmo per rimpiangere Gentiloni.

    Alcune delle cose che dobbiamo cercare di ottenere sono:
    - regole per definire i reali responsabili dei contenuti, cioè non i provider e i blogger (per i post di altri);
    - regole chiare e ponderate, cioè risultanti da un confronto il più possibile aperto, su quali contenuti devono essere rimossi o oscurati (e di conseguenza quali contenuti devono essere assolutamente lasciati stare), in modo da evitare le discrezionalità e le conseguenti escalation;
    - promozione di una azione a livello internazionale per armonizzare le regole relative alla Rete e attivare canali di intervento di polizie e magistrature, in modo da ridurre il più possibile l'uso dei filtri;
    - regolare l'anonimato (questa è durissima)

    Non dico che tutto questo sia bello e giusto, dico solo che è la realtà. La strada è lunga e tortuosa, ma è l'unica possibile. Se ci dividiamo è la fine. Lo stesso Gentiloni, nell'attuale contesto politico e di opinione pubblica, difficilmente avrebbe potuto prendere decisioni migliori. Chi governa deve dare delle risposte. Io non ho perduto tutte le speranze che possa ascoltarci e correggere un po' la rotta. Del resto riponevamo delle speranze: vi ricordate, il "ministro-blogger" ?

    E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il mondo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Riccardo Giordani

    >
    > E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il
    > mondo.

    Errore. Vi hanno già fermati, non ve ne siete ancora accorti.

    La Rete è stata venduta e comprata. Presto sarà la prigione della vostra mente, per sempre.

    Non c'è nulla che possiate fare. Avete aspettato troppo. E' finita.

    Imparate a servire ed amare i vostri padroni.
  • > Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su cui
    > la magistratura può intervenire senza far mettere
    > filtri ai provider) vengono pubblicate delle foto
    > pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che
    > quelle foto devono rimanere online fino al
    > termine di tutti i gradi di giudizio
    > ?

    personalmente direi di no, anche se ci sarebbe da fare alcune precisazioni:
    la prima è che il sequestro in ogni caso debba essere disposto o confermato, così come chiede la legge, da un magistrato, e la seconda è che il sequestro riguardi solo le parti "incriminate" e non l'intero server, che magari ospita siti che neppure c'entrano.

    > Grammatica a parte, il controllo di cui parliamo
    > può quindi essere giusto o sbagliato. Non mi
    > riferisco solo ai casi singoli, ma anche alle
    > regole che devono stabilire quando dei contenuti
    > vanno rimossi o oscurati (quali autorità ? quali
    > procedure ? quali limiti
    > ?).
    >
    le regole esistono, quello che io ho contestato non è stata l'esistenza delle regole ma l'abuso che di queste è stato fatto.
    Prendiamo il caso concreto del sito sulla giornata dell'ogoglio pedofilo, se quel sito era da oscurare/sequestrare il sequestro doveva, secondo quanto stabiliscono le nostre leggi, essere disposto da un magistrato, non dal ministro.
    E' ipocrita appellarsi alla legge e contemporaneamente essere i primi ad evaderla.

    > Le testate giornalistiche e le emittenti che
    > diffondono informazioni in un paese, infatti,
    > sono preventivamente registrate dalle autorità di
    > quel paese, e i soggetti responsabili sono sempre
    > ben identificati. Questo in Rete non è nemmeno
    > pensabile.
    >
    però molti paralleli si possono fare, spesso molte persone sono identificabili facilmente dalla magistratura e dalle forze dell'ordine.

    > Se ci troviamo di fronte a certe censure è
    > principalmente perché le norme del passato non
    > sono state aggiornate, e non a causa di quelle
    > nuove. Se in Italia il gioco d'azzardo è regolato
    > in un certo modo, chi si trova in Italia non deve
    > usare siti stranieri di gioco online.

    e qui si vede il localismo e la miopia italiana, esiste una legge che vieta ai cittadini italiani di andare a giocarsi le mutande al casinò di montecarlo ? di perdere anche il c... a las vegas ?
    certo un viaggio a las vegas costa e questo rende quei casinò molto più difficili da raggiungere rispetto a quelli in rete, a differenza di quelli in rete.
    Che diciamocela tutta, come tutti i casinò reali e virtuali sono pensati per far vincere il banco.


    > Alcune delle cose che dobbiamo cercare di
    > ottenere
    > sono:
    > - regole per definire i reali responsabili dei
    > contenuti, cioè non i provider e i blogger (per i
    > post di
    > altri);

    giusto

    > - regole chiare e ponderate, cioè risultanti da
    > un confronto il più possibile aperto, su quali
    > contenuti devono essere rimossi o oscurati (e di
    > conseguenza quali contenuti devono essere
    > assolutamente lasciati stare), in modo da evitare
    > le discrezionalità e le conseguenti
    > escalation;

    il problema è che le regole ci sono, ma spesso per la rete si cerca di far passare l'idea dello "stato di emergenza" per colpire con procedure, diciamo non molto ortodosse.
    Vedi il caso di IBDL, ci voleva molto ad avere un decreto di urgenza da un magistrato? decreto contro il quale si poteva far ricorso ed andare al processo?
    era proprio neccessario che si muovesse il ministro?

    > - promozione di una azione a livello
    > internazionale per armonizzare le regole relative
    > alla Rete e attivare canali di intervento di
    > polizie e magistrature, in modo da ridurre il più
    > possibile l'uso dei
    > filtri;

    impossibile e utopistico, magari siti che per noi italiani sono leciti per altri possono invece essere censurabilissimi, vedi ad esempio siti che trattano dell'omosessualita o siti di critica religiosa.

    > E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il
    > mondo.

    la rete non è la panacea del mondo, è semplicemente uno specchio che lo riflette.
    Vedere il riflesso può essere utile per migliorare, se si ha il coraggio di guardarlo.
  • - Scritto da: shevathas
    > > Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su
    > cui
    > > la magistratura può intervenire senza far
    > mettere
    > > filtri ai provider) vengono pubblicate delle
    > foto
    > > pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che
    > > quelle foto devono rimanere online fino al
    > > termine di tutti i gradi di giudizio
    > > ?
    >
    > personalmente direi di no, anche se ci sarebbe da
    > fare alcune
    > precisazioni:
    > la prima è che il sequestro in ogni caso debba
    > essere disposto o confermato, così come chiede la
    > legge, da un magistrato,

    Su questo potrei essere male informato. Correggimi se sbaglio, per favore. Non è che la legge prevede che i sequestri devono essere disposti da un magistrato solo per i siti italiani, dal momento che non può perseguire stranieri che commettono reati all'estero ? Per quanto riguarda i filtri, che non sono disposti dal magistrato, sono stati usati anche per siti italiani ? E' previsto che possano farlo ?

    > e la seconda è che il
    > sequestro riguardi solo le parti "incriminate" e
    > non l'intero server, che magari ospita siti che
    > neppure
    > c'entrano.

    Giusto. Spero che se ne rendano conto il prima possibile, così come si sono resi conto che non sono responsabili i provider.

    > > Grammatica a parte, il controllo di cui parliamo
    > > può quindi essere giusto o sbagliato. Non mi
    > > riferisco solo ai casi singoli, ma anche alle
    > > regole che devono stabilire quando dei contenuti
    > > vanno rimossi o oscurati (quali autorità ? quali
    > > procedure ? quali limiti
    > > ?).
    > >
    > le regole esistono, quello che io ho contestato
    > non è stata l'esistenza delle regole ma l'abuso
    > che di queste è stato
    > fatto.
    > Prendiamo il caso concreto del sito sulla
    > giornata dell'ogoglio pedofilo, se quel sito era
    > da oscurare/sequestrare il sequestro doveva,
    > secondo quanto stabiliscono le nostre leggi,
    > essere disposto da un magistrato, non dal
    > ministro.
    > E' ipocrita appellarsi alla legge e
    > contemporaneamente essere i primi ad
    > evaderla.

    E' vero. Quantomeno perché in relazione agli strumenti usati era stato messo nero su bianco "contrasto della pedopornografia", ma poi è stato oscurato un sito (straniero) non porno.

    > > Le testate giornalistiche e le emittenti che
    > > diffondono informazioni in un paese, infatti,
    > > sono preventivamente registrate dalle autorità
    > di
    > > quel paese, e i soggetti responsabili sono
    > sempre
    > > ben identificati. Questo in Rete non è nemmeno
    > > pensabile.
    > >
    > però molti paralleli si possono fare, spesso
    > molte persone sono identificabili facilmente
    > dalla magistratura e dalle forze
    > dell'ordine.

    Hai ragione. Quello che volevo dire è che i siti accessibili in un paese (cioè i siti del mondo in generale) non è pensabile che siano tutti registrati e autorizzati dalle autorità di quel paese. E' una delle ragioni per cui è difficile definire le regole della Rete.

    > > Se ci troviamo di fronte a certe censure è
    > > principalmente perché le norme del passato non
    > > sono state aggiornate, e non a causa di quelle
    > > nuove. Se in Italia il gioco d'azzardo è
    > regolato
    > > in un certo modo, chi si trova in Italia non
    > deve
    > > usare siti stranieri di gioco online.
    >
    > e qui si vede il localismo e la miopia italiana,
    > esiste una legge che vieta ai cittadini italiani
    > di andare a giocarsi le mutande al casinò di
    > montecarlo ? di perdere anche il c... a las vegas
    > ?
    > certo un viaggio a las vegas costa e questo rende
    > quei casinò molto più difficili da raggiungere
    > rispetto a quelli in rete, a differenza di quelli
    > in
    > rete.

    E' per questo che una connessione non è equiparabile ad un viaggio. Altra ragione per cui è difficile definire le regole della Rete.

    > Che diciamocela tutta, come tutti i casinò reali
    > e virtuali sono pensati per far vincere il
    > banco.
    >
    >
    > > Alcune delle cose che dobbiamo cercare di
    > > ottenere
    > > sono:
    > > - regole per definire i reali responsabili dei
    > > contenuti, cioè non i provider e i blogger (per
    > i
    > > post di
    > > altri);
    >
    > giusto
    >
    > > - regole chiare e ponderate, cioè risultanti da
    > > un confronto il più possibile aperto, su quali
    > > contenuti devono essere rimossi o oscurati (e di
    > > conseguenza quali contenuti devono essere
    > > assolutamente lasciati stare), in modo da
    > evitare
    > > le discrezionalità e le conseguenti
    > > escalation;
    >
    > il problema è che le regole ci sono, ma spesso
    > per la rete si cerca di far passare l'idea dello
    > "stato di emergenza" per colpire con procedure,
    > diciamo non molto
    > ortodosse.
    > Vedi il caso di IBDL, ci voleva molto ad avere un
    > decreto di urgenza da un magistrato? decreto
    > contro il quale si poteva far ricorso ed andare
    > al
    > processo?
    > era proprio neccessario che si muovesse il
    > ministro?

    Gentiloni ha sottolineato il "particolare significato di questo successo, sia per l'ubicazione all'estero dell'indirizzo elettronico (come tale non assoggettabile all'autorità italiana), sia per la collaborazione prestata dai provider italiani".

    Volevano bloccarlo per forza e l'hanno fatto nell'unico modo possibile.

    > > - promozione di una azione a livello
    > > internazionale per armonizzare le regole
    > relative
    > > alla Rete e attivare canali di intervento di
    > > polizie e magistrature, in modo da ridurre il
    > più
    > > possibile l'uso dei
    > > filtri;
    >
    > impossibile e utopistico, magari siti che per noi
    > italiani sono leciti per altri possono invece
    > essere censurabilissimi, vedi ad esempio siti che
    > trattano dell'omosessualita o siti di critica
    > religiosa.

    Lo dico perché l'unica alternativa sono i filtri. Se almeno tra i paesi occidentali si riuscisse a stringere qualche accordo, in un caso come ILBD potrebbe intervenire la magistratura del paese in cui si trova.

    Poi non mi sembra utopistico iniziare a definire dei protocolli in sede ONU. Potremmo usare i filtri solo verso i paesi che non si adeguano.

    > > E poi non ci possono fermare. La Rete salverà il
    > > mondo.
    >
    > la rete non è la panacea del mondo, è
    > semplicemente uno specchio che lo
    > riflette.
    > Vedere il riflesso può essere utile per
    > migliorare, se si ha il coraggio di
    > guardarlo.

    L'ho detto per sdrammatizzare un pochino. Ma sono davvero convinto che la Rete abbia un enorme potenziale, e che nessuno abbia più il potere di controllarla al punto da vanificare questo potenziale.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Riccardo Giordani
    > - Scritto da: shevathas
    > > > Faccio un esempio. Se su un sito italiano (su
    > > cui
    > > > la magistratura può intervenire senza far
    > > mettere
    > > > filtri ai provider) vengono pubblicate delle
    > > foto
    > > > pedoporno, c'é forse qualcuno che pensa che
    > > > quelle foto devono rimanere online fino al
    > > > termine di tutti i gradi di giudizio
    > > > ?
    > >

    Chi mette su un sito civetta che cosa fa secondo te, sta preoccupandosi di non diffondere materiale pedoporno o semplicemente spera di beccare qualche sfigato?


    Oscurare il pedoporno no, al contrario, oscurare le idee sì!

    Complimenti per la lucidità.
    non+autenticato
  • > La politica è l'arte del possibile. Naturalmente,
    > la politica, per chi cerca di non fare demagogia
    > e populismo, significa anche sputazzi in faccia
    > (io su PI ne ho appena preso qualcuno), ma una
    > politica che porta solo a questo è inutile. La
    > folla scatenata si scatenerebbe ancora di più,
    > non verrebbe affrontata nemmeno la questione
    > delle proprietà intellettuali, e finiremmo per
    > rimpiangere
    > Gentiloni.

    Sostenere che è giusto censurare un sito per le idee in esso espresso o è un demagogo o è una vittima della demagogia
    non+autenticato
  • ottimo intervento,peccato che al di fuori della rete regna l'ottusità e la disinformazione più copmpleta 1
    dovremo essere noi a dare la sveglia!!
  • - Scritto da: veritas
    > ottimo intervento,peccato che al di fuori della
    > rete regna l'ottusità e la disinformazione più
    > copmpleta
    > 1
    > dovremo essere noi a dare la sveglia!!

    Come? Non mi pare che sui vari slashdot, digg, kuro5hin a anche PI ci sia poi quel gran campionario di illuminati.

    In ogni caso, inutile spaccare il capello in quattro: se i padroni del vapore vogliono censurare Internet, LO FARANNO E BASTA. Non hanno bisogno di ragioni, che si possono sempre inventare in seguito. Non hanno bisogno di giustificarsi, non è che possiamo chiamarli a rispondere delle loro azioni.

    Pensate che cadrà qualche governo per "la libertà della Rete"? No, proprio no.
  • IMHO nessuna situazione di stallo
    Io francamente non penso che la mia progenie debba essere difesa da internet
    E mica perche' ho trasmesso loro dei Valori di cui se ne fottono
    Ma semplicemente perche' sono persone intelligenti
    e quindi sono in grado di valutare le "minacce" della rete.

    Non occupiamoci di quello che succedera' forse ai bimbi

    Occupiamoci del fascismo che avanza.

    Se non lo facciamo NOI ora
    non ci sara' futuro per i bimbi.

    sempre IMHO

    cla
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