Luca Annunziata

Apple pensa ad un DRM elettrico

Abbinare caricabatterie e dispositivo per renderlo inutilizzabile ai ladri. Con una specie di DRM per l'elettronica ricaricabile. Quali i vantaggi? Quali i rischi?

Roma - Sono davvero tante le vittime del furto di un iPod: i mariuoli sono sempre più interessati ad un gadget costoso e appetibile come il lettore multimediale portatile di casa Apple, e le soluzioni più fantasiose si moltiplicano per porre un freno a questa spiacevole moda. Ci stanno pensando anche a Cupertino, visto che di recente hanno brevettato un sistema pensato per impedire al ladro di turno di poter riutilizzare il maltolto ingiustamente sottratto.

Il brevetto 20070138999, assegnato ad Apple lo scorso 21 luglio, recita infatti: "Quando viene sospettato l'uso non autorizzato del dispositivo, il meccanismo di ricarica viene disabilitato per impedire l'uso dell'apparecchio". Per evitare insomma che il primo che capita possa utilizzare a suo piacimento un iPod altrui, all'atto della ricarica il dispositivo potrebbe avviare una procedura di riconoscimento: se il caricabatterie risultasse differente da quello abbinato, chiederà di inserire un codice per "autorizzarne" l'utilizzo.

Assomiglia dunque ad una sorta di DRM elettrico: un sistema, quello del Digital Rights Management, che nel tempo si è rivelato poco efficace per le questioni di interoperabilità e compatibilità con le altre offerte del mercato. Ma se per il web la faccenda si configura come una lotta di estensioni e di browser, ad essere messo in crisi da questo brevetto potrebbe essere il fiorente mercato degli accessori di terze parti che gira attorno all'iPod.
Sebbene nel documento si citi chiaramente l'eventualità di concedere ad altri produttori la possibilità di interagire con successo con il lettore, a molti sembra che Apple potrebbe facilmente guadagnare una grossa fetta degli introiti altrui proponendo l'unica possibile alternativa ad un alimentatore rotto o smarrito. Senza contare che diverrebbe molto complicato sfruttare soluzioni di fortuna come il celebre Minty Boost! o il più classico dei caricabatterie prestato da un amico mentre si è fuori casa o in viaggio.

L'idea è stata accolta tiepidamente in rete, con molti commenti sprezzanti su Digg, New Scientist, OhGizmo! e quasi ogni altro sito in cui la notizia è stata riportata. Che ci si debba iniziare a preoccupare di tenere al sicuro anche il caricabatterie oltre all'iPod?

Luca Annunziata
21 Commenti alla Notizia Apple pensa ad un DRM elettrico
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  • Non sarebbe più semplice se l'i-pod chiedesse un pin all'accensione come si fa da anni con i cellulari?
    Comunque, come avviene per i telefonini: fatta la legge trovato l'inganno, e comunque se mi rubano il lettore mp3 e non lo possono usare mica me lo restituiscono!
    non+autenticato
  • peccato che basterebbe reinstallare il firmware e il pin andrebbe via... ci vorrebbe una sim abbinata Sorride
  • Già, gli etacs sono scomparsi da un pò....
    Ma soprattutto resta il fatto che anche rendendolo inutilizzabile nessuno ti restituirà l' i-pod rubato, al massimo lo butta....
    non+autenticato
  • il PIN gli iPod lo hanno già, basta metterlo. Di default non c'è ma puoi benissimo metterlo. Ciao!
    non+autenticato
  • un suggerimento importante per Apple e tutti coloro i quali pensano a DRM "elettrici" di questa risma:

    sarebbe bellissimo che tutti costoro si mettessero un DRM elettrico cerebro-rettale che, ogniqualvolta il loro cervello si dovesse mettere a pensare a qualche bel DRM elettrico (o altro DRM in genere), invii una scarica elettrica (di discreto voltaggio) agli elettrodi rettali da posizionare opportunamente nel c...
    non+autenticato
  • Nel tuo articolo riporti questo passo:

    [,,,] "Quando viene sospettato l'uso non autorizzato del dispositivo, il meccanismo di ricarica viene disabilitato per impedire l'uso dell'apparecchio". Per evitare insomma che il primo che capita possa utilizzare a suo piacimento un iPod altrui, all'atto della ricarica il dispositivo potrebbe avviare una procedura di riconoscimento: se il caricabatterie risultasse differente da quello abbinato, chiederà di inserire un codice per "autorizzarne" l'utilizzo. [...]

    Presumendo che la storia di questo brevetto sia tutta vera, mi sembra che, secondo te, la prima frase (quella tra virgolette), significhi che l'iPod deve riconoscere il proprio caricabatterie, oppure non si ricarica. E via alle polemiche riguardo alla speculazione dei caricabatterie.

    A me sembra che ci sia scritto "uso non autorizzato" e magari sia più plausibile che Apple abbia inserito, o abbia intenzione di inserire, un meccanismo elettronico tipo codice PIN per poter ricaricare l'iPod (sei sai il PIN, presumibilmente impostato da te, allora l'iPod si ricarica, altrimenti usa l'iPod finché puoi).

    Sai perché credo sia più plausibile rispetto a ciò che scrivi? Perché nessun iPod di alcun tipo, da almeno tre anni, viene venduto insieme ad alcun caricabatterie.

    Infatti gli iPod si ricaricano o con il computer a cui è collegato, oppure anche con un caricabatterie (non necessariamente originale) o addirittura con qualsiasi hub USB 2.0 alimentato.

    Quindi, quale caricabatterie del cavolo dovrebbe riconoscere l'iPod?

    Questo è un altro semplice esempio come, a ogni novità di Apple, si scriva di tutto fuorché la cosa più ragionevole, e mi sembra che tu non sia da meno, al di là che Apple faccia cose interessanti oppure davvero criticabili (che non mi sembra sia questo caso).
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    Modificato dall' autore il 27 luglio 2007 01.06
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  • Appunto!
    Chi ti dice che ogni volta che colleghi l'iPod ad un caricabatteria o al pc il cavetto usb non salvi un codice? Non ne hai la certezzaOcchiolino

    E' una soluzione ottima!
    Non funzionano così i cellulari ogni volta che li accendi (sempre se hai impostato un PIN)

    ;) Alberto
    non+autenticato
  • - Scritto da: alexjenn
    > Nel tuo articolo riporti questo passo:
    >
    > [...] "Quando viene sospettato l'uso non
    > autorizzato del dispositivo, il meccanismo di
    > ricarica viene disabilitato per impedire l'uso
    > dell'apparecchio". Per evitare insomma che il
    > primo che capita possa utilizzare a suo
    > piacimento un iPod altrui, all'atto della
    > ricarica il dispositivo potrebbe avviare una
    > procedura di riconoscimento: se il caricabatterie
    > risultasse differente da quello abbinato,
    > chiederà di inserire un codice per "autorizzarne"
    > l'utilizzo.
    > [...]

    Leggere no eh?
    Il dispositivo chiede.

    Metti che il caricabatterie ha un codice di riconoscimento, sto da un amico e mi faccio prestare il caricabatterie.

    Lo attacco, metto il codice e via. Questo non esclude i ricambi ti terze parti o altro.

    GT
  • > Leggere no eh?
    > Il dispositivo chiede.
    >
    > Metti che il caricabatterie ha un codice di
    > riconoscimento, sto da un amico e mi faccio
    > prestare il
    > caricabatterie.
    >
    > Lo attacco, metto il codice e via. Questo non
    > esclude i ricambi di terze parti o
    > altro.
    Si, certo come le cartucce originali delle stampantiA bocca aperta
    non+autenticato
  • Scusa ma tu hai letto il patent pending su questa ideona? No perchè mi sembra il classico esempio di come uno, su semplici supposizioni, spari a zero, lancia giudizi e tira conclusioni!
    non+autenticato
  • Gentile lettore,

    Grazie per il tuo prezioso contributo. Lungi da me voler innescare una polemica, ma mi rendo conto che potrei aver lasciato adito a dubbi con una trattazione non chiara della vicenda. Mi sia consentito dunque di offrire delucidazioni al riguardo.

    La tecnologia pensata da Apple, per la quale ha già ottenuto un brevetto il cui testo è disponibile al link segnalato nell'articolo, offre all'acquirente la possibilità di garantirsi rispetto ai furti del proprio iPod (ma in futuro, perché no, anche del notebook). Il "rischio" di questa tecnica è che in caso di reset del dispositivo il codice possa variare. Oppure c'è l'eventualità che si smarrisca il codice e venga a mancare quando occorre.

    Poiché, inoltre, per utilizzare le tecnologie coperte da brevetto solitamente occorre versare una "tassa" al detentore delle patenti, è possibile che in un mercato come quello dell'elettronica di consumo i produttori asiatici preferiscano non investire danaro nell'acquisto di una licenza e nell'implementazione di una tecnologia che implica la modifica (con un certo aggravio di complessità) dell'elettronica, a fronte magari di un cambio a breve termine dell'intero pacchetto. In ogni caso, l'inserimento del nuovo brevetto nella progettazione, nella costruzione e nella realizzazione dei nuovi accessori finirà per pesare nel costo complessivo dei prodotti.

    Per queste e molte altre ragioni, le soluzioni chiuse e coperte da brevetto non sono normalmente ben viste dal pubblico. Al contrario dell'open-source, infatti, spesso gravano sulle tasche del consumatore senza garantirgli alcun vantaggio sensibile.

    Che i furti degli iPod siano un problema è un dato di fatto. Forse potrebbe essere più sensato, ad esempio, legare l'iPod ad un singolo computer per garantire upload e download dei file: ma anche questa è una idea non priva di controindicazioni.

    Infine, mi ha divertito il bonario rimprovero sul mancato riconoscimento dei meriti di Apple: detto ad uno che tiene una mela sulla propria scrivania (e un'altra su quella accanto) suona piuttosto stonato.Occhiolino

    Grazie per il tempo concessomi.

    Luca Annunziata
  • Eh eh, prendo e porto a casa.

    Ciao Luca.

    Fan Apple
  • Ciao a te, e grazie per l'attenzione con la quale leggi anche i miei articoli!Occhiolino

    Namaste! (come direbbe il finto Steve Jobs)

    Luca
  • Concordo che ogni settore abbia un aftermarket importante e il cui controllo potrebbe permettere di guadagnare più di quello che si guadagna con la vendita del bene per il quale esistono quei ricambi ed accessori.

    Basti guardare alle cartucce per stampanti, le visiere per i caschi, gli accessori per moto/auto e batterie o caricatori per apparecchi elettronici.

    Avere brevetti negli accessori elettrici permette di impedire il funzionamento degli accessori aftermarket e obbliga i produttori terzi a pagare una licenza al proprietario del brevetto e produttore del bene per il quale si intende produrre accessori.

    Questo è un brevetto cattivo che se copiato da altre aziende dell'elettronica di consumo causerà difficoltà nel reperire ricambi e accessori per tutta una serie di prodotti. Senza contare l'aumento di prezzo che avranno i ricambi di produttori che dovranno pagare le royalty per produrli.
  • a me sembra un'ottima idea. un anno fa mi hanno rubato l'ipod, sarebbe bello che per quel bastardo fosse impossibile usarlo.

    e cmq non confondiamo i DRM con i mezzi di protezione, non centra assolutamente nulla. i DRM sono delle cifrature che impediscono copia e modifiche di file o supporti. questo è più un antifurto elettronico.
    non+autenticato
  • Veramente è un sistema di gestione digitale dei diritti, hardware o software che siano! Può essere visto come un DRM personale (io ho i diritto e io solo lo ricarico) oppure può essere visto come un DRM apple (io ti vendo il caricabatterie originale, altrimenti ti toccherà mettere un pin, poi voglio vedere come, ogni volta che lo vuoi caricare)
    non+autenticato
  • ps. Pensi che i dati scambiati tra caricabatterie e ipod e l'accopiamento tra i due sarà in chiaro e non criptato?
    non+autenticato
  • "Senza contare che diverrebbe molto complicato sfruttare soluzioni di fortuna come il celebre Minty Boost! o il più classico dei caricabatterie prestato da un amico mentre si è fuori casa o in viaggio"

    Ma se ...

    "... il dispositivo potrebbe avviare una procedura di riconoscimento: se il caricabatterie risultasse differente da quello abbinato, chiederà di inserire un codice per "autorizzarne" l'utilizzo"

    ... quanto può essere complicato inserire tale codice?
    non+autenticato
  • Come ho scritto in un altro thread, ipotizzo che l'iPod ti chiede un PIN per avviare la ricarica, indifferentemente dalla sorgente di ricarica (caricabatterie originale e non, porta USB del computer, hub USB alimentato, ecc.).
  • > Come ho scritto in un altro thread, ipotizzo che
    > l'iPod ti chiede un PIN per avviare la ricarica,
    > indifferentemente dalla sorgente di ricarica
    > (caricabatterie originale e non, porta USB del
    > computer, hub USB alimentato,
    > ecc.).
    E come fa un dispositivo scarico a chiederti una password?
    Alla applez hanno processori che funzionano da spenti?A bocca aperta
    non+autenticato
  • Il gingillo modaiolo dell'Apple prima si collega al caricabatterie, riceve un po' di energia per accendersi, chiede il PIN e, se è giusto, avvia la ricarica della batteria. Semplice, no? Occhiolino
    non+autenticato