Luca Annunziata

Scosse elettriche per i fan di Pac-Man

Scienziati al lavoro per studiare le reazioni del cervello di fronte al pericolo. Per aiutarli scende in campo il mitico mangiapillole. Con risultati interessanti

Roma - Un gruppo di ricercatori britannici ha impiegato una simulazione molto simile a Pac-Man, storico videogame, per studiare il comportamento umano in una situazione di pericolo.

Ai volontari coinvolti nell'esperimento è stato chiesto di destreggiarsi in un labirinto mettendo sulle loro tracce un predatore virtuale: ad ogni fallimento, corrispondente alla propria cattura, il giocatore avrebbe ricevuto una leggera scossa elettrica. Lo studio ha mostrato come all'approssimarsi della minaccia, nel cervello l'analisi razionale ceda gradualmente il passo a più animaleschi istinti di lotta per la sopravvivenza.

Osservando i volontari giocare, gli scienziati hanno registrato una maggiore attività della corteccia prefrontale, la zona del cervello posta immediatamente dietro le sopracciglia, sede del pensiero razionale e in grado di elaborare strategie per sfuggire al pericolo. All'approssimarsi del predatore e quindi del rischio di prendere la scossa, l'attività si sposta in un punto più "primitivo" del cervello, una zona posta nel mesencefalo a ridosso del tronco encefalico sede dei più atavici istinti di sopravvivenza.
Un'immagine del celebre videogameQuando il predatore è distante, il cervello tenta di studiare un modo per sfuggirgli, nel momento clou invece entra in campo la zona più antica della materia grigia: occorre decidere se scappare o combattere e viene prodotta una sostanza in grado di fungere da analgesico naturale per contrastare l'eventuale dolore derivante dalla lotta. All'avvicinarsi del pericolo le reazioni divengono quindi sempre meno razionali e più istintive: la paura risulta funzionale alla capacità di agire, poiché senza paura neppure gli animali reagirebbero alle minacce.

La dimensione della corteccia celebrale nel cervello dell'uomo moderno è superiore a quella dei suoi antenati: secondo Dean Mobbs, a capo dell'esperimento, questo dimostrerebbe una maggiore propensione ad evitare per quanto possibile le situazioni di pericolo e renderebbe l'homo sapiens una "macchina per la sopravvivenza" migliore che nel passato. Tra i possibili sviluppi di questo studio c'è l'individuazione delle cause di alcune patologie, quali disordini ansiosi e attacchi di panico.

Luca Annunziata
TAG: pac-man, ricerca,
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