Marco Calamari

Cassandra Crossing/ CC al CCC

di Marco Calamari - Ad agosto non c'è nulla di meglio che prendere parte al Chaos Communication Camp 2007, un raduno-campeggio che cambia e rimane imperdibile. Tra montagne di cavi, seminari e soffritti

Cassandra Crossing/ CC al CCCRoma - Mi sono imbarcato in una piccola grande avventura; insieme ad un amico di vecchia data nonché mio antico mentore (che per privacy chiamerò semplicemente Obi-Wan) siamo andati al Chaos Communication Camp 2007. L'evento si svolge in quel di Finowfurt ad una quarantina di chilometri da Berlino, in piena ex-DDR all'interno di un piccolo aeroporto dotato anche di museo dell'aeronautica.

La partenza
lunedì pomeriggio in auto per un percorso totale di 1330 km. Obi-Wan ha pianificato tutto, e viaggia dotato di agendina di carta a mano ed elastico con inventario del viaggio, itinerario giornaliero, due portatili (oltre il mio). Siccome sono io quello giovane, l'itinerario prevede uno stop a Bolzano con ripartenza la mattina presto. Abbiamo provveduto tutti e due a registrare il DECT di casa in modo da avere un numero telefonico al CCC; io ho anche provveduto a registrarmi in anticipo al convegno, ed ho un codice a barre che dovrebbe valere da biglietto (130 euro).

On the road...
...to the CCC, ci siamo fermati a Bolzano, come da programma. Un problema trovare esseri umani dopo le 20, ma sotto una pioggerellina rada abbiamo per fortuna trovato una birreria dove, per prepararci al soggiorno oltrebrennero, ci siamo sfatti di birra e wurstel. Partenza quasi all'alba, via Italia ed Austria, eccoci nel paese giusto. Ci sono turbine eoliche da tutte le parti, accanto anche qualche centrale nucleare sparsa qua e là nel paesaggio. La corrente costa poco, come le connessioni internet d'altronde; ma da noi dove vanno a finire gli investimenti dell'Enel?
L'arrivo
è ancora lontano (900 km); sto facendo solo da passeggero per la stoica prova di autismo (nel senso di autista) di Obi-Wan. Dopo qualche chiacchiera per distrarmi dal toscano fumato in permanenza dal pilota, mi metto a mondare il portatile da tutte le informazioni inutili od importanti o riservate. Perché? Beh, si prevedono 2500 hacker recidivi al CCC, e tra questi vuoi che non ci siano un centinaio di coglioni (ce ne sono anche tra gli hacker, nella stessa percentuale della gente comune) che faranno a gara a crashare più macchine possibile? Il posto avrà rete VoIP, wireless e cablata, e si preannunciano tempi interessanti da vivere. Prima di partire ho perciò fatto un backup completo del pc su un RAID5, e per giunta una immagine fisica del disco. Se non basta questo, neanche gli Dei...

Trovare il CCC
non è banale, in particolare se invece di far fare tutto al vostro GPS avete preteso di indicargli voi la strada. Il mio ci ha mandato in doppio loop tipo otto volante ma ce ne siamo accorti, ed un bel reset ha sistemato tutto. Al tramonto l'arrivo.

La location
è da cinematografo. Un aeroporto con due piste full size, che in Italia sarebbe uno scalo nazionale e qui invece è un aeroporto privato. Ah, è un aeroporto militare tipo seconda guerra mondiale, e le conferenze si tengono in due splendidi hangar blindati ricoperti da collinette, con una porta di acciaio e cemento degna del NORAD. Ce ne sono altri 9 che ospitano di tutto, da pompieri ed ambulanze ad una pseudo-discoteca ed un laboratorio per costruire. Dentro c'è quasi freddo malgrado 32 gradi fuori. Il posto è anche un museo dell'aeronautica, sempre privato. Ci sono turboelica e MiG dappertutto, lasciati tranquillamente alla pioggia, non inquinati da nessun tentativo di restauro e forse proprio per questo ancora più belli.

Il camp
foto di Guido Bolognesi ( Zen )
"se questa immagine non vi fa pentire di aver mancato il CCC, allora siete morti"
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