Gaia Bottà

Scarichi troppo? Via dalla rete!

Si parte negli USA: Comcast promette banda illimitata ma sospende i netizen che approfittano appieno del servizio, intasando il network. I provider non voglion dire quali siano i paletti che intendono far rispettare

Roma - Abusi della banda illimitata? Comcast recapita una lettera e annuncia all'utente sregolato che la fornitura del servizio verrà sospesa. Troppo rischioso continuare ad avere rapporti con utenti avidi di banda: intaccano la qualità del servizio fornito agli altri clienti, una situazione notissima che, come spiegava su Punto Informatico uno dei più noti sviluppatori eMule italiani, si viene a creare quando si vende un servizio che non si è certi di poter assicurare.

È il Washington Post a mettere in guardia dal "nuovo" peccato che induce in tentazione gli utenti Internet: l'uso eccessivo della banda. Una "soglia massima" che però gli ISP fan fatica a rivelare: è incalcolabile, oscilla in proporzione al numero di utenti che decidono di sfruttare al massimo le capacità della Rete, e della banda illimitata che hanno acquistato.

Esemplare la storia della famiglia Spalletta, cittadini di Rockville, Maryland, abbonati Comcast ma recentemente ripudiati dalla cable company per aver scaricato troppo. Una lettera dell'azienda, nel febbraio scorso, diffidava gli Spalletta, chiedendo loro di ridimensionare i consumi. "Pensavo fosse un servizio illimitato", ha tentato di protestare la signora Spalletta, rassegnatasi poi a porre un freno alle abitudini al download selvaggio, abitudini che avevano fatto propendere la famiglia per un abbonamento flat. Non c'è stato però nulla da fare: non avendo modo di orientarsi riguardo ai consumi e riguardo ai limiti da non oltrepassare, la famiglia Spalletta è stata radiata dall'elenco dei clienti di Comcast.
Ma quello degli Spalletta sembra essere un destino comune ad altri netizen americani: non si è in grado di azzardare una stima delle utenze sospese, ma Comcast sarebbe l'ISP più severo con i suoi utenti. Frank Carreiro è un'altra vittima del suo abuso di banda: bandito da Comcast lo scorso gennaio, ha aperto un blog per rendere pubblica la questione, nel tentativo di poter fruire di servizi migliori, e di condizioni più chiare.

Anche a Carreiro non è stato concesso sapere alcunché riguardo ai limiti imposti per il download: le condizioni del contratto, chiosa tech.blorge.com, sono estremamente vaghe.

PCMag nei mesi scorsi riportava che Comcast è solita allertare gli utenti che consumano banda per più di cento volte la media nazionale degli utenti della compagnia. Il Post non ha ottenuto dati più precisi: stima che Comcast possa negarsi agli utenti che scaricano l'equivalente di più di mille canzoni al giorno, o di più di quattro film, una mole di dati che può variare molto a seconda della qualità del contenuto scaricato. Sibilline le parole del dirigente Comcast Charlie Douglas, che si è limitato a dichiarare che sono molto rari i casi in cui la società è costretta ad intervenire. Casi che Douglas imputa al "problema dell'attività abusiva", ma che, commenta un utente di Digg, possono verificarsi tranquillamente anche nel caso di utenti che operino in piena legalità.

Il limite che gli utenti non devono superare, avverte un documento di ABI Research citato da AFP, è coperto da uno "sporco piccolo segreto industriale": a causa dei servizi che richiedono un'ampiezza di banda sempre maggiore, questa soglia rischia di abbassarsi fino a livelli critici. Comcast in particolare, osserva infatti un blogger, si trova in difficoltà per garantire ai suoi utenti il servizio Internet e, al tempo stesso, soddisfare la clientela dell'HDTV. Una questione destinata a interessare con ogni probabilità i provider di tutto il Mondo.

ABI Research calcola che l'industria del cavo, globalmente, deciderà di stanziare 80 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per evitare che la situazione imploda. Non è dato sapere se l'industria sceglierà di investire per migliorare l'infrastruttura, o preferirà ripiegare su tecniche di traffic shaping per evitare ingorghi e regolare la viabilità sul proprio network.

Anche in Italia, più o meno dichiaratamente, molti se non tutti i provider hanno scelto il controllo della banda, una soluzione implementata con successo in Australia. Anche Comcast sembra aver scelto filtri e limitazioni: lo hanno appreso di recente numerosi torrentisti americani.

Gaia Bottà
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