Alfonso Maruccia

Sedia a rotelle manovrata col pensiero

Dimostrazione molto intrigante quella di una società americana che ha sviluppato un sistema di controllo con cui, grazie ai segnali elettrici del cervello, è possibile muovere una sedia a motore

Roma - "Sai che il futuro è qui, quando arriva una tecnologia che permette di controllare i veicoli senza nient'altro che il pensiero", annuncia trionfale Engadget, e a ben guardare non ha tutti i torti considerando quello che è riuscita a fare Ambient: l'azienda americana ha realizzato una sedia a rotelle radiocomandata, il cui centro di controllo dipende dalle onde cerebrali (vedi video in fondo).

L'innovativo ritrovato segnalato dal New Scientist basa il suo funzionamento su Audeo, un collare da indossare all'altezza della laringe sviluppato da Michael Callahan e Thomas Coleman dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, fondatori di Ambient, in collaborazione con il Rehabilitation Institute of Chicago. Audeo è in grado di tracciare i segnali elettrici trasmessi dal cervello alla laringe attraverso le terminazioni nervose, convertirli in particolari "keyword" e istruire il computer collegato alla sedia - per mezzo di un network cifrato senza fili - a riconoscere quelle parole chiave come comandi elettronici di movimento.

Recenti migliorie agli algoritmi alla base del software di Audeo permettono di decodificare in maniera più complessa i segnali inviati alla laringe, dando nuove speranze di riacquistare la parola ad almeno alcuni di coloro che hanno sofferto paralisi o incidenti invalidanti per le capacità motorie e di articolazione dei muscoli del volto - ammesso però che abbiano conservate intatte le terminazioni nervose della laringe e le sue funzionalità.
"Se questo sistema si rivelasse affidabile sarei davvero impressionato, è molto complesso registrare i segnali nervosi attraverso la pelle" ha dichiarato Niels Birbaumer della Eberhard Karls University in Germania, anch'egli al lavoro su un simile apparato pensato per le vittime di paralisi. La capacità di interpretare le parole potrebbe rappresentare la chiave di volta della tecnologia, laddove la laringe sia ancora funzionante, ed eviterebbe interventi invasivi come l'introduzione di elettrodi nel cervello per l'interfacciamento tra persona e macchina, dove la seconda fa da supporto alle deficienze della prima.

Audeo ha poi un precursore eccellente: lo ha prodotto la NASA nel 2004, rivela il New Scientist, ed è in grado di riconoscere una ridotta quantità di numeri e parole brevi, oltre alle singole lettere dell'alfabeto. In questo caso si tratta di un ritrovato tutto proiettato verso il transumanesimo e l'esplorazione del cosmo, considerando che l'agenzia USA spera di poter integrare presto la tecnologia all'interno delle tute spaziali degli astronauti per donare loro capacità aggiuntive.

Alfonso Maruccia

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