Alfonso Maruccia

Il fair use vale più del copyright

Il giro d'affari generato dall'uso equo dei prodotti coperti da diritto d'autore supera quello derivante dalla protezione del copyright. Milioni i posti di lavoro dovuti al fair use. Lo studio USA

Roma - La notizia non piacerà a RIAA, MPAA e a quanti da sempre si battono per il rigido rispetto delle più obsolete stringenti leggi sul copyright, ma sembra proprio che il Fair Use, l'eccezione al diritto d'autore che punta a consentire un "equo utilizzo" delle opere, valga per l'economia americana più di quanto non contribuiscano i profitti derivanti dalle tutele sui lavori dell'ingegno.

A sostenerlo è un report della Computer and Communications Industry Association (CCIA), organizzazione che conta al suo interno membri del calibro di Yahoo!, Google e Microsoft.

Ed Black, presidente di CCIA, non usa mezzi termini, sostenendo che "molta della crescita economica senza precedenti degli ultimi 10 anni va pienamente attribuita alla dottrina dei fair use, poiché l'intera Internet dipende dalla possibilità di usare i contenuti in maniera limitata ma senza la necessità di autorizzazione preventiva".
Il "valore aggiunto" costituito dall'equo utilizzo vale il 70% in più di quanto economicamente prodotto dal carrozzone del copyright: quest'ultimo è "responsabile", secondo stime recenti, di 1,3 trilioni di dollari, mentre per lo studio il fair use surclassa questa cifra raggiungendo 2,2 trilioni. Le attività e le industrie che dipendono dal fair use costituiscono un sesto dell'intero prodotto interno lordo degli Stati Uniti ed hanno finora generato 11 milioni di posti di lavoro, sostiene CCIA.

Al contrario di quanto fin qui propagandato come verità di fede dalle associazioni dell'industria dei contenuti, sarebbe dunque la capacità di riutilizzo piuttosto che i rigidi vincoli alla fruizione, all'ascolto, alla rielaborazione e alla copia il vero motore del progresso economico. In questo contesto, il copyright perderebbe la propria centralità, il che costringerebbe governi e operatori di settore a rivalutare profondamente le attuali regolamentazioni in materia.

Le quattro eccezioni per cui il materiale protetto da copyright può ricadere sotto la disciplina del fair use negli States le elenca lo U.S. Copyright Office: la natura del riutilizzo, ovvero la sua natura commerciale o le motivazioni educative e non profit; la natura del lavoro protetto dal copyright; la porzione o la quantità del lavoro usata rispetto al suo totale (come ad esempio una clip video estratta da un lungometraggio); l'effetto dell'uso sul potenziale mercato del lavoro originario.

Eccezioni che per stessa ammissione dell'organizzazione governativa possono non essere sufficienti, in taluni casi, per stabilire in maniera inequivocabile la differenza tra fair use e valore del copyright. Lo scopo del rapporto, sostiene Ed Black, è ad ogni modo quello di sensibilizzare tutti sulla perdurante importanza dell'equo utilizzo rispetto al copyright in un settore, quello dell'industria e dei produttori di contenuti, in cui è sempre forte la spinta a difendere l'uno a discapito dell'altro.

Lo studio, dice Black, rende chiaro che "quando ci si focalizza soltanto su una parte nella modifica delle pratiche di utilizzo e non lo si riconosce, si ottiene un impatto collaterale sull'altra". "Il copyright è stato creato come un tool funzionale per promuovere la creatività, l'innovazione e l'attività economica", conclude il CEO di CCIA, e pertanto "esso dovrebbe venire valutato secondo gli standard, non certo partendo da presunti diritti morali o misure astratte di diritti di proprietà".

Alfonso Maruccia
7 Commenti alla Notizia Il fair use vale più del copyright
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  • "1,3 trilioni di dollari, mentre per lo studio il fair use surclassa questa cifra raggiungendo 2,2 trilioni."


    inglese - italiano

    million : milione 10^6
    billion : miliardo 10^9
    trillion: bilione 10^12
    quadrillion: biliardo 10^15
    eccetera

    quindi la traduzione corretta sarebbe 1300 miliardi di dollari o 1.3 bilioni Occhiolino
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    Modificato dall' autore il 14 settembre 2007 11.10
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  • In Italia esiste? Mi pare di no.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tarocco Siffredi
    > In Italia esiste? Mi pare di no.

    *ovviamente intendo il fair use
    non+autenticato
  • il fair use no.

    ma il capo V sezione I della legge sul diritto d'autore lascia alcuni margini di utilizzo.

    inoltre in via generelale non è punibile penalmente chi commette un reato [anche contro il diritto d'autore]

    ci sono comunque delle differenze notevoli tra le limitazioni del diritto d'autore italiano e il fair use del copyright americano.

    per esempio il diritto di parodia è garantito dal fair use, ma non è un eccezione in italia.
    la realizzazione in italia di film come scarry movie con un collage di parodie di noiosometraggi italiani senza autorizzazione viola il diritto d'autore [credo!]

    Teardrop
    non+autenticato
  • - Scritto da: F Teardrop
    > il fair use no.

    Allora, se è per questo, neanche il "copyright".

    Loro hanno "copyright" e "fair use", noi abbiamo "diritto d'autore" e "eccezioni allo stesso" (tra cui "diritto di citazione", "di riassunto", "copia privata", "copia di riserva", etc.).

    Complessivamente, checché ne dicano SIAE & Co. (anzi, a dir la verità la SIAE lo ammette pacificamente sul proprio sito: onore al merito), la situazione per l'utilizzatore mi sembra in Italia altrettanto se non più favorevole che non negli USA, dove comunque "fair use" è un concetto indeterminato (e nato per altri scopi, quindi suscettibile di un revirement all'interpretazione restrittiva).




    > ma il capo V sezione I della legge sul diritto
    > d'autore lascia alcuni margini di utilizzo.

    Non "alcuni", bensì "AMPLISSIMI" margini di utilizzo.
    Leggere bene (ma bene bene) l'art.71-sexies per conferma.

    D'altro canto, quando compriamo un qualunque supporto di memorizzazione, ed indipendentemente dal reale utilizzo, paghiamo (molto caro) il compenso di quel diritto che "qualcuno" vorrebbe farci dimenticare di avere.



    > per esempio il diritto di parodia è garantito dal
    > fair use, ma non è un eccezione in italia.
    > la realizzazione in italia di film come scarry
    > movie con un collage di parodie di noiosometraggi
    > italiani senza autorizzazione viola il diritto
    > d'autore [credo!]

    Non sono d'accordo. Mi pare che rientri a pieno titolo nella citazione, anche a prescindere dal fatto che OGNI E QUALSIASI RIELABORAZIONE CREATIVA (vedi anche recente giurisprudenza della Cassazione in materia di software) costituisce di per sè opera dell'ingegno, a sua volta tutelata (udite udite) dalla Legge sul diritto d'autore.
    A meno che, ovvio, non si tratti di una riproduzione così pedante e malfatta da integrare il plagio (punito ai sensi dell'art.171 comma 2 "in quanto" comporti un danno per l'immagine dell'autore).
    PS: se poi la parodia sconfina nella satira si può invocare anche direttamente l'art.21 Cost..
    non+autenticato
  • - Scritto da: . .
    > - Scritto da: F Teardrop
    > > il fair use no.
    >
    > Allora, se è per questo, neanche il "copyright".
    >
    > Loro hanno "copyright" e "fair use", noi abbiamo
    > "diritto d'autore" e "eccezioni allo stesso" (tra
    > cui "diritto di citazione", "di riassunto",
    > "copia privata", "copia di riserva",
    > etc.).
    >
    > Complessivamente, checché ne dicano SIAE & Co.
    > (anzi, a dir la verità la SIAE lo ammette
    > pacificamente sul proprio sito: onore al merito),
    > la situazione per l'utilizzatore mi sembra in
    > Italia altrettanto se non più favorevole che non
    > negli USA,
    mi sa che vivi in un altro pianeta, oppure non hai mai visto le continue demenziali uscite di certi soggetti SIAE e non (gia anche solo qui, su p.informatico, legate, per es, alla libertà di panorama e in generale relative a foto messe sui siti web ad uso didattico - cito paio di url tra le tante http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2050067 e http://punto-informatico.it/p.aspx?i=1892151)

    La siae poi e' al top anche per altre cose : dalle licenze webradio alla multa durante una festa di solidarietà per i bambini bielorussi ai bolli sui cd ...

    Per finire basta un occhiata su it.wikipedia.org , per vedere a che livello di delirio si deve arrivare per mettere qui delle foto (ed essere ragionevolmente sicuri che nessuno ti rompa con un avvocato invocando il copyright e palle simili), a confronto della controparte americana...

    Avere anche solo il pur non precisissmo concetto di "fair use" americano per l'italia sarebbe gia un grande passo avanti.
    non+autenticato
  • > > Complessivamente, checché ne dicano SIAE & Co.
    > > (anzi, a dir la verità la SIAE lo ammette
    > > pacificamente sul proprio sito: onore al merito),
    > > la situazione per l'utilizzatore mi sembra in
    > > Italia altrettanto se non più favorevole che non
    > > negli USA,
    > mi sa che vivi in un altro pianeta, oppure non
    > hai mai visto le continue demenziali uscite di
    > certi soggetti SIAE e non (gia anche solo qui, su

    Per favore rileggi meglio il commento. Si stava parlando di una cosa ben specifica, e a quella mi riferivo. Puoi controllarla qui:
    http://www.siae.it/utilizzaopere.asp?link_page=Mus...

    Delle sparate demenziali sono perfettamente a conoscenza, molto più di quanto ci si possa attendere da un "comune" lettore di PI. Ma dal punto di vista "tecnico" loro sanno quello che dicono, e al massimo lo camuffano ad arte (nei discorsi di "qualcuno" in particolare si percepiscono chiaramente i denti digrignati e la bava alla bocca).
    Dall'altro lato -permettimi- c'è un pubblico di uditori che non conosce bene la materia e, o si beve quello che gli si dice, o capisce solo quello che vuole capire.

    Gli esempi che hai citato, per la cronacam non c'entrano con il fair use, che nasce ESCLUSIVAMENTE come utilizzo di parte di un'opera per crearne un'altra (e qui siamo nel campo della "citazione", assolutamente consentita anche da noi) e poi, con il famoso caso Betamax, "trasmuta" in possibilità di uso privato dell'opera originale -anche non modificata.
    Per quanto ne so, a tutt'oggi il fair use NON copre ad es. le foto messe sul sito a scopo didattico, che invece a certe condizioni potrebbero essere consentite nella legislazione italiana (tant'è che nel caso homolaicus la SIAE chiese solo un "compenso" per l'utilizzo e non ha neppure paventato la possibilità di ricorrere alle sanzioni penali che, come sappiamo, sono previste dalla legge: capiamoci, io sarei per l'utilizzo "libero", ma già evitare il penale mi sembra un bel passo avanti rispetto alle sparate di certi signori purtroppo "prese per buone" e seguite a ruota da chi di dovere).



    > La siae poi e' al top anche per altre cose :
    > dalle licenze webradio alla multa durante una
    > festa di solidarietà per i bambini bielorussi ai
    > bolli sui cd...

    Sono d'accordo sul fatto che si tratti di storture "non desiderabili", ma ripeto che non hanno nulla a che vedere con il fair use o similari. Negli USA, molto probabilmente, l'eventuale contravventore se la passerebbe complessivamente peggio che da noi.

    Tranne i bollini, che sono una trovata tutta italiana: trovata che però, se riportata alle sue reali intenzioni (ricordo che debbono essere bollinate solo le opere destinate al commercio, una volta acquistato il cd puoi anche staccarlo; purtroppo però a molti "addetti ai controlli" questo non viene spiegato...) non è neppure una cattiva idea. In sostanza dovrebbe servire SOLO per i controlli nelle rivendite di opere nuove (per l'usato comunque esiste la vidimazione sostitutiva): chi ha il bollino è in regola, gli altri no e si inverte l'onere della prova.
    Come per lo scontrino fiscale, insomma.

    Ribadisco: NON sono a favore di SIAE & Co. ma credo che per un'azione seria occorra prima isolare i problemi veri: bollini, licenze, "simil-fair use" etc. NON SONO problemi, perché la legge ora come ora è abbastanza ben fatta (certo migliorabile), e casomai le storture nascono proprio quando chi deve farla rispettare si inventa interpretazioni fantasiose (e guardacaso sempre in danno dei cittadini).

    Ma per quanto riguarda le modifiche legislative, la priorità è la liceizzazione di certi comportamenti che certo "non destano allarme sociale" (se non quello di mazza) e non giustificano comportamenti repressivi da parte dello Stato.
    Specie considerando che il cittadino già viene "sanzionato sulla (s)fiducia" con l'equo compenso!!!



    > Per finire basta un occhiata su it.wikipedia.org
    > , per vedere a che livello di delirio si deve
    > arrivare per mettere qui delle foto (ed essere
    > ragionevolmente sicuri che nessuno ti rompa con
    > un avvocato invocando il copyright e palle
    > simili), a confronto della controparte
    > americana...

    Non ho mai provato a mettere una foto su wikipedia, appena avrò tempo controllerò le cose che dici. Comunque credo che si tratti di (comprensibilissimo, dato il clima) eccesso di zelo dei gestori: distingui ciò che è imposto dalla "legge" e ciò che è imposto dal "servizio" (in questo caso wikipedia).
    La legge italiana, tra l'altro, prevede che per rivendicare il diritto su un'opera, questa deve riportare alcune indicazioni (autore, anno, etc): ma quid iuris se le indicazioni mancano sulla copia? Io credo che l'unica interpretazione possibile sia che si deve "presumere" lecita la copia che non le riporti, fintantoché non si dimostra che il soggetto ha rimosso le informazioni o che comunque ha agito in mala fede, cioè consapevole del fatto che quell'immagine non era di pubblico dominio.
    Non so di preciso la controparte americana, ma questo a me sembra abbastanza ampio...



    > Avere anche solo il pur non precisissmo concetto
    > di "fair use" americano per l'italia sarebbe gia
    > un grande passo avanti.

    No: la legge italiana è molto più ampia e precisa. Elenca puntualmente cosa puoi e cosa non puoi fare, e se vai a controllare ti accorgerai che le cose "consentite" sono molte più di quelle che comunemente si crede.
    NOTA BENE: tra le cose "espressamente consentite" ci sono alcuni comportamenti che noti portavoce (e vari troll sul forum) spesso definiscono con l'epiteto "furto". Controllare l'art.71-sexies per credere.
    non+autenticato