Ma una pagina web vale in giudizio?

di A. D'Agostini (Consulentelegaleinformatico.it) - L'ambiguità normativa può indurre a rivolgersi ad un notaio. Ma spesso basta far vedere la pagina web a qualcuno, e chiedergli di testimoniare

Roma - Il valore probatorio di copia di una pagina è a tutt'oggi un problema molto dibattuto in considerazione della particolare difficoltà di garantire l'autenticità della copia stessa, ossia la sua identità con l'originale. Infatti per difendere o far valere un proprio diritto in giudizio è possibile portare come prova delle proprie istanze una pagina web in formato elettronico (copia su cd o qualsiasi altro supporto ottico o magnetico) o in formato cartaceo attraverso la stampa della pagina web che si assume come prova. Cosa che pone comunque problemi di difficile risoluzione.

Anzitutto il computer, nel visualizzare i contenuti della pagina web di interesse, spesso compie operazioni che possono modificare la pagina stessa, per cui la copia viene alterata prima ancora di essere prodotta.

A tal riguardo solo una sentenza della Corte di Cassazione si è occupata di questo problema sostenendo la mancanza di valore probatorio della copia cartacea di una pagina web se non effettuata con mezzi idonei a garantirne l'autenticità. Questi i termini con cui si è espressa a suo tempo la suprema corte: "Le informazioni tratte da una rete telematica sono per natura volatili e suscettibili di continua trasformazione, e a prescindere dalla ritualità della produzione, va esclusa la qualità di documento in una copia su supporto cartaceo che non risulti essere stata raccolta con garanzie di rispondenza all'originale e di riferimento ad un ben individuato momento".
Con ciò la Cassazione non ha inteso chiudere le porte alla facoltà di utilizzare la copia cartacea di una pagina web, ma l'ha subordinata a particolari garanzie (che comunque non risultano ancora individuate) in grado di offrire con particolare certezza la rispondenza all'originale e individuare il momento della copia (il che contestualmente serve a individuare la data in cui la suddetta pagina web era visibile in rete). Quindi, copia cartacea sì, ma con particolari accorgimenti.

Alcuni autori pensano che per dare valore di prova ad una copia cartacea di una pagina web si debba per forza di cose ricorrere all'ausilio di un pubblico ufficiale come, ad esempio, il notaio, il quale attraverso la propria potestà è in grado di dare conformità alla copia rispetto all'originale. Tale sembrerebbe la migliore via percorribile stante l'impronta che mette sulla copia il notaio. La procedura indicata dai suddetti autori è un po' complessa e si riassume rapidamente in: individuazione della pagina web, fissazione dell'orario di visualizzazione (ora italiana), registrazione del numero IP del sito in cui la pagina è residente, esecuzione della stampa a colori della pagina originale, certificazione della pagina come conforma all'originale. La stessa procedura è applicabile alla copia in formato elettronico la quale dovrà essere cristallizzata dalla firma digitale del notaio.

Tale procedura è stata inserita in seconda istanza dal codice dell'amministrazione digitale con il comma 2 bis dell'art 23. Si legge infatti: "Le copie su supporto cartaceo di documento informatico (...) sostituiscono ad ogni effetto di legge l'originale da cui sono tratte se la loro conformità all'originale in tutte le sue componenti è attestata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato".

Sicuramente la procedura così come descritta protegge da qualsiasi questione circa la conformità, tuttavia appare molto dispendiosa sia in termini di costi che di energie.

Appare molto più comodo, sebbene molto più grezzo nella sua esplicazione, il metodo di far "vedere" la pagina ad un soggetto terzo il quale potrà fungere da testimone in giudizio circa la conformità con l'originale. Tale soggetto, in sede testimoniale, quindi con tutte le garanzie inerenti alla testimonianza (obbligo di dire la verità) e le sanzioni penali relative alla falsa testimonianza, potrà offrire la prova di conformità della copia all'originale. Una volta quindi fatta vedere la pagina al terzo si potrà procedere alla stampa della stessa.

In sede giudiziale quindi il terzo sarà chiamato a dire se quella pagina prodotta al giudice sia o no quella vista all'epoca direttamente su internet; della serie: l'informatizzazione deve semplificare, non aggravare l'utente di ulteriori oneri.

Avv. Andrea D'Agostini
consulentelegaleinformatico.it
8 Commenti alla Notizia Ma una pagina web vale in giudizio?
Ordina
  • Da poco tempo c'è un nuovo servizio a disposizione di tutti per acquisire pagine web, commenti sui social, messaggi di chat e qualsiasi altro elemento da Internet, il tutto con una rigorosa metodologia per certificare la conformità con l'originale.
    Si chiama LegalEYE e lo abbiamo da poco aggiunto ai servizi che proponiamo ai clienti, ma se ne avete bisogno potete utilizzarlo autonomamente: www.legaleye.it
  • mi fanno ridere quelli che stampano le email xè "così se c'è qualche problema ho la stampa che fa fede"... .seh....
    non+autenticato
  • I notai non possono rogare atti a futura memoria. Cioe' non possono certificare una copia di una pagina web da presentare in tribunale. studiare un po' di piu' prima di scrivere certe cose, no?
    non+autenticato
  • > I notai non possono rogare atti a futura memoria.

    Mi sfugge il significato (semantico, piu' che giuridico) della frase: cioe', un testamento *e'* un atto a futura memoria, oppure no?

    Per quanto riguarda l'accessibilita' in rete di una determinata pagina web (che potrebbe non esistere, semplicemente, dopo essere stata visualizzata perche' magari e' dinamica e/o legata ad eventi che si modificano nel tempo), mi sembra che un notaio e anche semplicemente un testimone affidabile (molti testimoni affidabili, anche meglio) debba semplicemente acquisire la consapevolezza che la copia che viene prodotta in quel momento e' conforme all'originale, indipendentemente dall'uso che se ne fa, in quel momento ed in futuro.

    Poi, su richiesta (quindi, per quanto riguarda il testimone, se si va in giudizio) verra' confermato che effettivamente la copia risultava, in quel momento (non a futura memoria, ma nel passato) conforme a quanto visualizzato. O mi sbaglio?
    non+autenticato
  • E' vero, sarebbe facile far credere ad un notaio che sta guardando una cosa per un'altra (almeno credo), per questo credo che darebbe molta più garanzia far vedere la pagina web ad un terzo, magari esperto di computer, nel suo negozio, che stampa la pagina, verifica l'autenticità della stessa e la corrispondenza tra copia e originale e poi in tribunale testimonia di cosa ha visto e di quali controlli di autenticità ha svolto. Io farei così, se però c'è una norma a posta che dà valore di prova alla dichiarazione del notaio andrei dal notaio. Se fossi in un Giudice comunque mi fiderei più dell'esperto informatico che del notaio... La tecnologia è troppo complessa, ed i notai, per quanto bravi, non possono essere al passo.
    A meno che il notaio stesso non si sia affidato ad un esperto informatico... il che cambierebbe le cose
    non+autenticato
  • non me lo vedo un notaio che sia in grado di capire che la pagina che sta vedendo inquel momento davvero provenga dal sito dichiarato. Sarebbe un gioco da bambini, anche con l'indirizzo ip, fargli credere di aver visto qualcosa che non esiste.
    non+autenticato
  • La cosa migliore sarebbe uno strumento tipo lo screengrab di firefox, con un watermark e un codice EXIF che indichi ora e data, nome del computer e indirizzo IP magari.

    In mancanza di meglio uso sia lo screengrabber che la stampa PDF. Un bel watermark però sarebbe il top.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 6 discussioni)