Gaia Bottà
mercoledì 26 settembre 2007

Al via le indagini preventive sui social network

Il primo a finire nel ciclone dei nuovi controlli è Facebook: secondo le autorità americane non fa abbastanza per proteggere i minori. La polizia dovrà controllare le modalità di sorveglianza

I sospetti del procuratore Cuomo sono stati pienamente confermati dalle indagini: Facebook sta violando la General Business Law dello stato di New York ed è pubblicità ingannevole quella che raffigura il servizio come un locus amoenus, pur rivelandosi un covo di molestatori liberi di sfogare le loro pulsioni.

Un allarme già lanciato nei mesi scorsi dal procuratore generale del Connecticut Richard Blumenthal, protagonista della crociata contro MySpace, che aveva individuato presso la piattaforma almeno tre profili di sexual offender, registrati presso i database statali.

Facebook dovrà consegnare al procuratore i faldoni di tutte le richieste e le lamentele ricevute da parte dai suoi utenti, le relative risposte, nonché una documentazione esaustiva che offra chiarimenti riguardo alle procedure e ai sistemi di sicurezza utilizzati.I vertici di Facebook, riporta PC World, fanno sapere di essere più che disposti a cooperare con la giustizia: una mossa che appare inevitabile per consolidare l'appetibilità di cui Facebook gode presso gli inserzionisti, motivo per il quale Microsoft, che già ne veicola la pubblicità, sembra intenzionata ad investire nella piattaforma.

Gaia Bottà
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