Il nuovo diritto d'autore in 10 mosse

SIAE, fair use, P2P, libertÓ di panorama, diritto di copia e via dicendo: ecco il decalogo presentato in una autorevole lettera aperta al Presidente della Commissione per la revisione della legge sul diritto d'autore

Roma - Egr. presidente del Comitato Consultivo Permanente per il diritto d'autore, prof. Alberto Maria Gambino, Lei ha disposto l'istituzione di due commissioni speciali:
- una relativa al rapporto tra nuove tecnologie e proprietà intellettuale;
- una per la revisione della legge sul diritto d'autore.
╚ questo il primo atto del Comitato dopo l'insediamento del 18 luglio 2007, alla presenza di Francesco Rutelli, Ministro per i beni e le attività culturali.

Il Comitato provvede, tra l'altro, allo studio delle materie attinenti al diritto di autore e ai diritti connessi, esprimendo pareri in merito quando ne sia richiesto dal Ministro. Si tratta di un organo collegiale che, anche grazie alla sua particolare composizione, consente all'Amministrazione di avvalersi di molteplici professionalità, in un momento che la vuole impegnata in un processo di rapido aggiornamento della normativa interna alla luce di quella comunitaria e degli impegni internazionali.

Il 31 luglio 2007 Le è stata inviata una richiesta di chiarimento in merito all'esclusione delle associazioni, gruppi e movimenti per la difesa del consumatori. Una sua sollecita risposta ha portato all'incontro del 18 settembre 2007:
Dopo le consuete presentazioni, abbiamo rivendicato la nostra appartenenza a diversi gruppi ripercorrendo i traguardi raggiunti e gli obiettivi futuri. Abbiamo chiesto di partecipare alle commissioni in quanto rappresentanti dei fruitori delle opere intellettuali, attori fondamentali dell'economia della conoscenza, finora esclusi.

In particolare abbiamo fatto presente la necessità di un confronto fra tutte le parti coinvolte, finalizzato a un aggiornamento dell'attuale legge sul diritto d'autore che tenga conto di tutte le esigenze e conduca a un compromesso equo.

L'abbiamo informata del processo di libera partecipazione che ha portato alla stesura del Manifesto delle libertà digitali, un riassunto delle priorità elencate nei Tavoli tematici, sulla base del quale abbiamo attivato OpenDdl, un progetto di stesura collaborativa di proposte di legge.

Abbiamo ribadito la convinzione che un equo compenso agli autori sia un utile strumento per garantire la produzione di opere di qualità e, di conseguenza, il progresso e l'innovazione; ci siamo focalizzati sui problemi derivanti da una legislazione troppo restrittiva e sbilanciata a favore degli editori, delle case discografiche e intermediari in genere, sulla necessità di implementazione di una tutela dei diritti di fair use ma anche sulla necessaria riforma del regolamento della Siae che non permette agli autori di attuare i propri principi etici o interessi promozionali, attraverso la libera condivisione delle proprie opere.

Lei ha detto di essere felice di averci incontrato, ci ha riconosciuti come interlocutori fondamentali e ha accolto la richiesta di rappresentanza nell'ottica di dibattito costruttivo. Ha anche dichiarato di voler accogliere le proposte di rendere democratico il processo di partecipazione al lavoro della commissione, pubblicando su un wiki i resoconti degli incontri, le registrazioni audio o video e le proposte; di organizzare per la commissione le audizioni di personalità del mondo copyleft come Lawrence Lessig, Richard Stallman, Bruce Perens e di altri ospiti che saranno presenti a eventi in programma per i prossimi mesi.

╚ stata accolta la richiesta di rappresentanza e quindi della possibilità di mettere in discussione le proposte che portiamo in un'ottica di dibattito costruttivo.

Le nostre proposte:
Maggiore potere contrattuale degli autori nei confronti degli editori/produttori
Definizione, da parte della Siae e del Ministero dei beni culturali, di linee guida e trattamenti economici minimi da inserire, inderogabilmente, nei contratti tra autori ed editori e/o produttori, al fine di bilanciare il minor potere contrattuale degli autori nei confronti degli editori e/o produttori.

Durata del Copyright
Ormai è evidente che la durata del copyright è troppo estesa rispetto alle dinamiche del mercato del XXI secolo: una sua riduzione dunque è non solo auspicabile ma doverosa. Purtuttavia sussiste la consapevolezza che si tratta di un processo di riforma necessitante di un respiro sovranazionale, essendo la materia ormai regolata nei suoi principi fondanti da disposizioni che trascendono i singoli Stati. Occorre, dunque, farsi promotori di una linea di indirizzo volta a conseguire la riduzione dell'imposizione automatica del copyright (tutela passiva) a 14 anni per tutte le opere ad eccezione:
- delle opere che richiedono grossi investimenti (film, enciclopedie ecc.), a cui sarà permessa un'eventuale estensione gratuita a 28 anni (tutela attiva);
delle opere strumentali soggette a frequente revisione come il software, (l'hardware, )la documentazione tecnica, i manuali scolastici, i saggi ecc. a cui è consentita la tutela per un massimo di 3 anni per ogni versione rilasciata, senza possibilità di ulteriori estensioni; i diritti sulla versione precedente decadono e l'opera diventa di pubblico dominio.
Allo scadere di tali termini, il rinnovo dei diritti d'autore avrà luogo esclusivamente dietro pagamento di una tassa fissa e non trascurabile, calcolata annualmente sulla base della stima dei costi di gestione. In ogni caso la durata dei diritti d'autore (tutela attiva + tutela passiva) non potrà superare i 50 anni. L'obiettivo è disincentivare la pratica diffusa di bloccare la diffusione di un prodotto tutelato da copyright senza peraltro utilizzarlo a fini economici.

Decadimento del copyright
╚ necessario prevedere ipotesi di decadimento automatico dalla tutela autoriale, finanche nel più ristretto termine iniziale di cui al punto precedente, in caso di mancata effettiva fruizione dei diritti riconosciuti e di altre situazioni di abuso. Dovrebbe anche essere fatto obbligo agli autori di rendersi reperibili per la gestione del copyright, pena il decadimento del diritto (troppi libri non possono essere ristampati semplicemente perché l'autore non è rintracciabile).
- Adozione del Public Domain Enhancement Act proposto da Lawrence Lessig;
il permesso di libera copia, diffusione ed esecuzione (non di modifica) per fini non commerciali delle opere non più reperibili da almeno 24 ore (ad esempio telegiornali e trasmissioni televisive ecc.), non più in commercio da almeno 24 ore (ad esempio quotidiani) o fuori catalogo da almeno 7 giorni (ad esempio riviste, libri, videocassette, dvd ecc.), anche se ancora protette da diritto d'autore, fatti salvi il riconoscimento della paternità dell'opera e gli altri diritti morali;
il permesso di libera copia, diffusione, esecuzione e modifica, anche per fini commerciali, secondo i termini del pubblico dominio, delle opere non più in commercio o fuori catalogo da almeno 1 anno, anche se ancora protette da diritto d'autore, fatti salvi il riconoscimento della paternità dell'opera e gli altri diritti morali.
92 Commenti alla Notizia Il nuovo diritto d'autore in 10 mosse
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  • d'accordo con tutto ciò vorrei precisare anche altro e scusatemi se sono fesserie forse ho le idee confuse.

    cioè,il diritto d'autore dovrebbe tutelare l'opera dell'ingengno,la proprietà intellettuale di un autore,ora non capisco perchè le case editrici,la siae,e quant'altro dovrebbero percepire i proventi sui diritti di autori deceduti,(mozart,puccini,john lennon,freddy mercury,ecc,ecc)
    le loro opere sono frutto del loro ingegno,intelletto e talento,non degli eventuali eredi,in breve i diritti d'autore non devono essere ereditabili,e le loro opere dopo la loro morte devono rimanere tali e quali,senza remix,remake o storpiature varie,e deve decadere automaticamente qualsiasi forma di copyright ed essere liberamente scambiabili.
    non+autenticato
  • Il diritto di cronaca dovrebbe essere considerato costituzionale e non esclusivo dei soli giornalisti.
    Per quale ragione un giornalista che fa un art. su Picasso non paga royalties alla Siae mentre un docente che ci fa sopra un ipertesto sì?
    Peraltro il giornalista viene pagato per il suo diritto, il docente no.
    Per la Siae è piu' importante il diritto di cronaca che non il diritto alla cultura
    non+autenticato
  • proprio ieri mi è successo di andare da un cliente che ha perso il cd di windows 2003 server standard edition di cui ha regolarmente attaccato sul case il codice seriale e a fattura. Bene la signorina della Micro$oft mi ha detto che tale sistema operativo essendo OEM nasce e muore con il suo CD!!!!! alla mia richiesta di un cd di copia pagando le spese di spedizione mi sono sentito rispondere che era impossibile.. se vi potete leggere l'articolo completo sul mio blog http://ilfigliodeglialieni.blogspot.com se vi va ciao a tutti
    non+autenticato
  • Questa proposta è interessante, ma la parte che riguarda il P2P non mi vede d'accordo.

    La tassa o il canone sul Diritto di Download avrebbe un senso se lo scambio, il file sharing, fosse uno strumento di "distribuzione" alternativa ai canali commerciali.

    Nella realtà non è cosi. A mio avviso il p2p si avvicina come fenomeno molto + al "vieni a casa mia, ascolta questa canzone". Chi mette in condivisione questi materiali da qualche parte li dovrà pure aver presi. Ed escludendo il ladro (ci sarà pure quello), li avrà acquistati da qualche parte.

    Ma anche a volerlo intendere nel senso della proposta, dovrebbero cambiare parecchie cose perchè funzioni.

    Primo

    Come si distribuiscono i proventi fra gli autori? Come fà oggi la SIAE? No perchè se io pago un canone per ciò che scarico, mi girerebbero i cosidetti se i soldi andassero a Gigi D'ALÇssio.

    Secondo.

    Chi e come controlla che io abbia effettivamente il diritto di scaricare? Vengono a casa ciclicamente funzionari della SIAE a controllare cosa ho sul PC?

    Terzo

    Il P2P è oggi l'unico strumento "imparziale" di diffusione della conoscenza. Se io dovessi farmi un'idea di ciò che offre oggi il panorama musicale attraverso i "media" tradizionali, dovrei ascoltare Cristina Anguillanera et similia. Non i Morphine, John Spencer Blues Explosion, Joe Bonamassa .... per citarne alcuni.

    Quarto

    Chi scarica musica non lò fà solo per "risparmiare" soldi. Io compro 5 cd all'anno, e acquisto ciò che conosco grazie al P2P. Alla modica cifra tra l'altro di un centinaio di euro. Ai tempi del Vinile con quel "budget" (200 mila delle vecchie lire) compravo 10 dischi. E un cd, fabbricarlo, costa 20 volte di meno.

    Quinto

    I costi dell'ADSL. Bene, ma PRIMA perchè non si abolisce il canone Telecom e ciò che esso rappresenta? Se oggi uno vuole farsi portare la sola linea ADSL in casa e non ha già un "allaccio" attivo, la Telecom chiede all'ISP un canone pari a 9 euro mensili. E questo costo ricade interamente sull'abbonato.
    Ecco trovati i soldi per la SIAE. Il vecchio canone Telecom che in un regime di mercato libero non ha + senso. E i 9 euro per chi ha solo una linea dati. Come si vede, abbiamo già "dato". Basta moltiplicare tutto questo per 12 mesi e per il numero delle famiglie Italiane.

    Sesto

    Per discriminare l'illecito dal lecito in questo campo la soluzione c'è già, o meglio, c'era.

    La distinzione tra scopo di lucro e scopo di profitto. Il secondo non è rilevante, il primo si'. Ed 'è grazie ad un "legislatore" animato dall'intento di fare l'interesse dell'industria discografica che oggi ci ritroviamo in una situazione del genere. Basterebbe cambiare 2 parole della legge attuale per risolvere queste cose e porsi al riparo da situazioni come quelle scatenate dalla vicenda peppermint.
    non+autenticato
  • Scusate l'enfasi, ma qui trovate il modulo per sottoscrivere la lettera aperta: http://www.petitiononline.com/ubuntu9/petition.htm....

    Qualcosa di interessanti si può trovare anche in http://www.wikimedia.it/index.php/Petizioni_e_camp...
  • Le petizioni online sono totalmente inutili. Tempo perso.
    Le uniche petizioni valide sono quelle con firme vere e documentate, per strada.
  • Tempo perso? Pochi secondi.
    Le petizioni non è vero che non servono; l'unica differenza è che una petizione cartacea si può trasformare in legge popolare.
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