Alfonso Maruccia

La calcolatrice compie 40 anni

E la usano ancora in tanti. Per i calcolatori tascabili arrivano auguri ma anche avvertimenti degli esperti americani: le nazioni matematicamente pių avanzate le usano sempre di meno. E un motivo - dicono - c'č

Roma - Esattamente 4 decadi fa, tre ricercatori della Texas Instruments rivoluzionarono l'apprendimento e lo studio della matematica inventando la calcolatrice tascabile. Il dispositivo, entrato sin dagli anni 80 nell'uso comune, ha rappresentato un salto di qualità senza precedenti nel modo di "far di conto" ma soprattutto di pensare alla matematica, favorendo un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore.

un calcolatoreNelle scuole la calcolatrice handheld ha significato l'abbandono definitivo della conta a mano, del regolo calcolatore e dei calcoli scarabocchiati a penna sul retro del quaderno. Tutto meccanizzato, digitalizzato e infine contenuto in un oggetto che oggi si tende a considerare imprescindibile per lo studio o la ricerca, ma che ancora negli anni '60 era impensabile utopia.

In occasione dell'importante traguardo, riporta il Washington Post, Texas Instruments ha deciso di donare alcuni pezzi storici della sua produzione allo Smithsonian National Museum of American History, dove i piccoli calcolatori faranno bella mostra di sé come segni di cambiamento ed evoluzione della società accanto a cimeli del calibro del tavolo usato da Thomas Jefferson per scrivere la Dichiarazione di Indipendenza, o del cappello a cilindro indossato da Abramo Lincoln quando fu assassinato.
In 40 anni le calcolatrici tascabili ne hanno fatta di strada: quelle moderne vanno considerate a tutti gli effetti dei piccoli computer portatili e programmabili, essendo in grado di rappresentare e calcolare indistintamente problemi grafici o algebrici, ritenere formule e via di questo passo. Una evoluzione tecnologica costante, al punto che ora gli esperti si chiedono se l'abuso dei mini-calcolatori non porti a inaridire piuttosto che arricchire l'intelligenza matematica di studenti e ricercatori.

Secondo Tom Loveless, autore di una ricerca sull'influenza delle calcolatrici sui risultati scolastici, i paesi che eccellono nei tornei internazionali di matematica come Singapore e Cina mettono una maggior enfasi sul lavoro mnemonico e il calcolo mentale puro. In tal senso, adoperare le calcolatrici non farebbe altro che ridurre invece di aumentare le capacità cerebrali dei paesi dove sono usate con naturalezza e costanza.

Č di parere contrario Jerry Merryman, uno dei tre scienziati inventori del primo calcolatore handheld, secondo il quale gli studenti di oggi "forse non sono così bravi a contare i numeri sul retro di un blocco note", ma hanno le porte aperte ad una conoscenza molto più profonda della matematica pura. Un grimaldello per un approccio più creativo e ad un livello di astrazione superiore della scienza dei numeri, questo è la calcolatrice tascabile secondo l'opinione di uno dei suoi autori.

un calcolatoreVisione condivisa da molti esperti e addetti ai lavori: per John Mahoney, insegnante di matematica e consulente per Texas Instruments, è "un po' come con il Word Processing. Ci sono persone che non possono parlare... ma il word processing permette loro di esprimere le cose bene e in maniera creative", in riferimento a chi non è magari bravo con i numeri ma può rivelare buone qualità di astrazione nella pura teoria.

Elizabeth Korte, insegnante alla Stone Bridge High School, crede nel valore aggiunto dei calcolatori ma è convinta del fatto che essi vadano usati il giusto senza strafare, e che sia sempre necessario memorizzare le regole fondamentali della matematica. "Credo che essere a proprio agio con i calcoli mentali aiuti ad impegnarsi con la matematica superiore" sostiene la professoressa.

Alfonso Maruccia
23 Commenti alla Notizia La calcolatrice compie 40 anni
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  • Semplicemente e' una questione di metodo.

    Restiamo fermi alle operazioni fondamentali: immaginate di conoscere solo l'addizione e la sottrazione.

    Sulla calcolatrice ci sono tanti altri simboli (* / sqrt sin cos tan Ln ecc...): senza studiare non saprete far altro che usare + e -, basta.

    Il modo migliore per sfruttare appieno la potenza di una calcolatrice e' far conoscenza diretta con le operazioni a mano. Cosi' se mi ritrovo con 10+10+10+10+10+10+10+10 riesco a risolvere in 1/8 del tempo se conosco le moltiplicazioni e faccio 10*8.


    GT
  • Chi afferma che l'abuso di calcolatrici riduce le capacità mentali non ha torto.
    Se posso ottenere con un solo comando già solo una radice chi me lo fa fare di calcolarla a mano ? A pensarci bene neanche mi ricordo da dove si comincia, salvo approssimazioni da mercato del pesce s'intende...
    Se poi dalla radice passo ad un'espressione più complessa e poi ancora ad una funzione con tanto di grafico dove posso mettere in fila una sfilza di seni, coseni, secanti, moduli quasi all'infinito (provate ad esagerare e farete impazzire anche mathematica su una cpu di tutto rispetto, anzi mi sa che un giorno proverò a scrivere un benchmark di questo tipo magari in grado di bypassare i controlli temperatura della cpu, altro che superpi) perchè mai dovrei mettermi a smontare la funzione pezzo per pezzo, disegnarla, traslarla, dilatarla , allungarla ecc.ecc. ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: world
    > Chi afferma che l'abuso di calcolatrici riduce le
    > capacità mentali non ha
    > torto.
    > Se posso ottenere con un solo comando già solo
    > una radice chi me lo fa fare di calcolarla a mano
    > ? A pensarci bene neanche mi ricordo da dove si
    > comincia, salvo approssimazioni da mercato del
    > pesce
    > s'intende...
    > Se poi dalla radice passo ad un'espressione più
    > complessa e poi ancora ad una funzione con tanto
    > di grafico dove posso mettere in fila una sfilza
    > di seni, coseni, secanti, moduli quasi
    > all'infinito (provate ad esagerare e farete
    > impazzire anche mathematica su una cpu di tutto
    > rispetto, anzi mi sa che un giorno proverò a
    > scrivere un benchmark di questo tipo magari in
    > grado di bypassare i controlli temperatura della
    > cpu, altro che superpi) perchè mai dovrei
    > mettermi a smontare la funzione pezzo per pezzo,
    > disegnarla, traslarla, dilatarla , allungarla
    > ecc.ecc.
    > ?

    Se ti interessa il valore perché mai dovresti calcolarla a mano?
    Le calcolatrici non possono certo risolvere problemi di matematica. La matematica non è certo saper eseguire un algoritmo stupido (come quello dell'estrazione della radice) con precisione pedissequa.

    C'è da dire però che se il cervello non lo si usa un po', inaridisce, fare quattro conti a mente quando serve può essere un modo (palloso) per sgranchirlo, e forse in questo senso l'abuso della calcolatrice può essere deleterio. Ma se uno vuol tenere la mente sveglia e vigile c'è di meglio dei calcoli a mente, un giornale di enigmistica o meglio giochi di matematica possono risultare più utili di sterili calcoli meccanici.
  • C'è da dire che oggi la calcolatrice può risolvere una discreta serie di problemi complessi. Mai utilizzato un TI-89 o una HP-50g (la mia preferita)?

    Però secondo me il punto è diverso. Io uso come esempio la tavola dei logaritmi. Una volta per fare grosse moltiplicazioni si utilizzavano i logaritmi e le tavole. A queste venne affiancato il regolo calcolatore (una grandissima imvenzione). 35 anni fa (perchè quest'anno è il 35ennale) usci la prima calcolatrice scientifica (HP-35) e nel giro di pochi anni sparirono di colpo le tavole e il regolo. Maggiore precisione e maggiore velocità diedero il colpo di grazia. Oggi una calcolatrice scientifica costa pochi euro (anche meno di 1 euro) e nessuno sa più cos'è una tavola. Se ne sente la mancanza? Proprio per niente. Come i logaritmi hanno sosituito calcoli lunghi, tediosi e con possibilità di errore, così la calcolatrice ha fatto lo stesso.

    Se oggi mi danno una calcolatrice che può risolvere reti elettriche simbolicamente usando equazioni differenziali cosa cambia?

    Personalmente ritengo che si debba conoscere la storia degli strumenti e i ragionamenti alla base dello stesso ma anche che, tutto sommato, avere grande manualità con determinati calcoli non ha più molto senso. E' bene concentrarsi sulle cose che le macchine non sanno fare.
    non+autenticato
  • Devo correggerti: è da più di un secolo che sono stati inventati e si usano i regoli calcolatori, che peraltro lasciano un certo margine di errore, nemmeno tanto indifferente in certi casi, con i calcoli richiedenti molte operazioni in logaritmi.
    non+autenticato
  • Ti è sfuggito il punto prima del 35. Intendevo dire che 35 anni fa venne inventata la calcolatrice. Il regolo è ovviamente molto più vecchio.
    non+autenticato
  • Ah, ho letto male.
    non+autenticato
  • Se tutti, oggi, facciamo le radici quadrate con la calcolatrice, domani chi programmerà le calcolatrici ??
    non+autenticato
  • - Scritto da: leo
    > Se tutti, oggi, facciamo le radici quadrate con
    > la calcolatrice, domani chi programmerà le
    > calcolatrici
    > ??

    altri calcolatori, ovviamente.
    non crederei che l'uomo possa andare avanti all'infinito a guidare auto, governare Paesi o ridistribuire risorse, spero...

    le macchine guideranno altre macchine
  • - Scritto da: leo
    > Se tutti, oggi, facciamo le radici quadrate con
    > la calcolatrice, domani chi programmerà le
    > calcolatrici
    > ??

    Penso che la calcolatrice usi un algoritmo diverso da quello umano per fare le radici. Per seni e coseni cerca CORDIC su Wikipedia. La storia dell'algoritmo è molto interessante.
    non+autenticato
  • Useremo la Grafitica.
    non+autenticato
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