Alfonso Maruccia

Uno scanner globale per la net neutrality

Internet non può essere discriminata a piacere dei potentati economici, e la pari dignità tra i bit è un bene prezioso da garantire con misure di controllo tecnologico forti, efficaci e pervasive. Lo propone il PFIR

Roma - Lauren Weinstein, co-fondatore del gruppo People for Internet Responsibility, cerca di spingere il dibattito sulla net neutrality oltre l'attuale impasse tra sostenitori e contrari con una proposta dai toni forti, che prevede la possibilità di un controllo ubiquo e totale su eventuali strozzature artatamente imposte dagli ISP al traffico delle connessioni.

Una rete non-neutrale

Per evitare che Internet venga trasformata in una sorta di tv via cavo in cui a decidere le "trasmissioni" siano MPAA, RIAA, grossi provider senza scrupoli come AT&T e organizzazioni di tale risma, e che il mezzo di comunicazione più innovativo e poliedrico di tutti i tempi inventato dall'uomo venga ridotto a qualcosa di simile all'immagine qui sopra, Weinstein lancia l'idea di un sistema di monitoraggio automatico, in grado di accorgersi di eventuali politiche di traffic shaping messe in atto dagli ISP a totale insaputa del pubblico e dei consumatori che pagano la bolletta ogni mese.
Il sistema, distribuito ed esteso all'intera Internet, potrebbe svoglere svariati compiti: il legislatore potrebbe adoperarlo per raccogliere dati statistici in modo da promulgare leggi sulle problematiche della net neutrality dopo essersi informato sui fatti e non semplicemente per partito preso. All'altro estremo la proposta prevede lo sviluppo di standard tecnologici grazie ai quali impostare un vero e proprio framework di controllo, da impiegare per individuare i furbi e imporre sanzioni o il rispetto della legalità da parte dei suddetti.

Standard che sarebbero da tarare - dice la proposta - in modo da limitare l'ipotetico impatto negativo della net neutrality sull'innovazione, da sempre il cavallo di battaglia delle geremiadi di chi controlla le infrastrutture di rete contro il "guaio" di una rete libera da costrizioni e strozzature sui flussi di dati. Il framework stesso dovrebbe essere quanto più preciso, qualitativamente valido e a prova di abuso possibile, per garantire l'autorevolezza e l'affidabilità necessaria ad un sistema di controllo così esteso e vitale per il traffico di immagini, video, informazione ed entertainment.

Un progetto intrigante, mette in guardia Ars Technica, ma che pone sfide e domande importanti dal punto di vista tecnologico, della privacy, dei costi e delle potenziali conseguenze di un monitoraggio così esteso. Di certo un sistema del genere sarebbe l'unico vero modo di verificare il comportamento degli ISP, al di là dei proclami e dei comportamenti alla luce del sole - spesso per nulla rivelatori - nei confronti della neutralità della rete.

Weinstein è riuscito ad ogni modo a sollevare nuovi interrogativi, e ha contribuito a riportare al centro dell'attenzione la questione. È probabile che fosse proprio questa la sua intenzione, considerando che al di là di descrivere in teoria e per sommi capi lo scanner della net neutrality l'esperto non si spinge. Tutto sta ora a vedere come reagiranno i protagonisti di Internet, le community pro-neutralità e i gestori della connettività, alle prese con i video di YouTube e un P2P che continua ad espandersi.

Alfonso Maruccia
2 Commenti alla Notizia Uno scanner globale per la net neutrality
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  • Così, a caldo, senza averci ragionato su ...
    1. chiunque abbia un proprio sito ospitato da qualche provider può attivare un monitoraggio del traffic shaping tra il proprio PC di casa ed il proprio server
    2. chiunque abbia un proprio sito ospitato da qualche provider può attivare un monitoraggio del traffic shaping tra il proprio server ed un server scelto in modo random tra quelli noti (o da monitorare)
    3. si predispone un bel server destinato a fungere da collettore per tutte le informazioni raccolte dagli script di monitoraggio in giro per il mondo

    Gli script devono ovviamente tenere conto della massima banda disponibile e del numero di salti per raggiungere ogni sito.

    Il server dovrebbe ovviamente correlare le informazioni ricevute almeno alle seguenti entità coinvolte:
    - provider (possono avere delle politiche simili a quelle della AT&T)
    - carrier (possono avere delle limitazioni di banda)
    - stati (possono avere delle politiche di censura in atto)

    In questo modo si potrebbe disporre di un rating creato sulla base dei dati forniti da tutti gli utenti, che consentirebbe di valutare quali siano i migliori ed i peggiori stati ospite per i propri server, quali siano i migliori carrier e provider.

    Ci saranno già un sacco di strumenti atti all'uopo: ciò che occorre è attivarli da parte di tutti in modo coordinato, in modo che le informazioni raccolte possano essere correlate e presentate.
  • ma la proposta tecnica mi lascia un po' perplesso:
    la chiave di tutto e' il traffic shaping ossia il dare priorita' ad alcuni servizi (e.g. porta 80 tcp ossia web) rispetto ad altri, quindi la misura deve essere sempre fatta rispetto ad altri servizi e rispetto alla propria banda effettiva del momento.

    Il tutto successivamente poi va messo in media pesata (un controllo al giorno a puo' risultare influenzato dal traffico generale della rete piu' che da un eventuale traffic shaping) .

    Altro punto interessante e' che la misurazione del traffico viene sempre fatta rispetto a una destinazione precisa: collegarsi ad un host negli usa rispetto che a uno in giappone cambia molto ed e' fortemente dipendente dalla topologia della rete del provider.

    esistono gia' alcuni tool per verificare la banda o eventuali shaping di traffico ma richiedono sempre un server "compiacente" oltre che al client installato sulla macchina dove si vuole eseguire il test.
    samu
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