Paolo De Andreis

Accessibile è necessario

Cos'è l'Accessibilità? Perché è così importante? Punto Informatico ne parla con uno dei massimi esperti, Michele Diodati, che ha appena pubblicato la sua Guida Completa. Web 2.0 accessibile? La missione è possibile

Roma - È tra i maggiori esperti italiani di accessibilità a cui ha dedicato da anni un sito, Diodati.org che è una vera e propria mecca per webmaster e sviluppatori e per chi utilizza tecnologie assistive. Ora Michele Diodati è anche autore di un testo che si annuncia come summa e riferimento cardine per tutti. Lo è nel nome, Accessibilità - Guida completa e nei fatti, nella descrizione pratica dei problemi, nella conoscenza e nell'individuazione delle soluzioni. Accessibilità è prima di tutto diritto, parità, solidarietà, opportunità. Per questo e di questo Punto Informatico ha parlato proprio con lui. Ecco cosa è emerso.

la copertinaPunto Informatico: Un libro sull'accessibilità fatto di carta e venduto in libreria, non è una contraddizione?
Michele Diodati: Lo sarebbe se vi fosse solo la versione cartacea del libro. Il progetto concordato con l'editore prevede, invece, la pubblicazione integrale del libro in HTML. Ci sarà dunque nei prossimi mesi una versione elettronica accessibile che si affiancherà al libro stampato, già presente da qualche giorno nelle librerie. Della realizzazione di questa versione accessibile mi occuperò personalmente, insieme ad alcuni lettori di Diodati.org, che si sono offerti come volontari.

PI: Online ok? A pagamento?
MD: Il libro in HTML sarà consultabile gratuitamente online, il che mi sembra un passo importante ed innovativo nella direzione di una vera accessibilità e condivisione delle informazioni. Non sarà però scaricabile come documento unitario, anche per salvaguardare le vendite e i diritti di chi acquista la versione cartacea.
Per chi desidera leggere off line la versione digitale del libro stiamo comunque studiando con l'editore la possibilità di realizzare un PDF accessibile, da acquistare a pagamento (l'idea è però, al momento, ancora in una fase embrionale).
PI: Chi segue diodati.org sa che sono molti anni che ti occupi con estrema competenza di accessibilità: nel libro cosa ci troveremo del sito? C'è una relazione tra sito e libro? Di che genere?
MD: Il sito Diodati.org non ha una relazione diretta col libro, ma il libro può essere considerato senz'altro una conseguenza delle idee che ho maturato in seguito ad anni di discussioni sull'accessibilità e gli standard web, di cui recano traccia gli archivi dei forum del sito.

PI: Nell'introduzione spieghi come il libro sia destinato in particolare a chi realizza siti web, ma che i beneficiari dell'accessibilità sono molti, dai portatori di disabilità a chi conosce poco la lingua di pubblicazione dei siti che visita, agli anziani e a chi ha poca dimestichezza con la rete e altri ancora.
Il tuo sito sono anni che approfondisce a beneficio di tutti i vantaggi e i problemi dello "sviluppo accessibile". Il libro cosa aggiunge a tutto questo?

MD: Il libro ha rappresentato per me lo strumento adatto per tentare un grosso passo in avanti rispetto ai contenuti sull'accessibilità diffusi attraverso il mio sito. Per la sua ampiezza, infatti, un libro, e in particolare quello che l'editore Apogeo mi ha consentito di scrivere, permette di operare una razionalizzazione della materia su larga scala, che guide e discussioni online quasi mai consentono.

Nel libro ho potuto argomentare in modo completo e sistematico, avvalendomi delle ricerche più recenti e avanzate disponibili sul Web, una serie di concetti che dovrebbero aiutare gli sviluppatori a chiarire numerosi aspetti importanti della progettazione di siti web in generale, non soltanto di quella orientata specificamente a un'utenza di persone con disabilità. Mi riferisco ai concetti di indipendenza dal dispositivo, di separazione dei comportamenti e della presentazione dai contenuti e dalla struttura di un documento, di sviluppo piramidale delle applicazioni web ottenuto col metodo del potenziamento progressivo.

Il libro affronta in modo organizzato una serie di questioni con cui la maggior parte degli sviluppatori professionisti si confronta abitualmente: cos'è e come scegliere una DTD, quale linguaggio di marcatura utilizzare (e perciò l'elenco, nel capitolo 16, di tutte le differenze tra HTML e XHTML, con la messa in luce di vantaggi e svantaggi di entrambi), come svincolarsi dall'impaginazione basata sulle tabelle, come usare AJAX, Flash e PDF in modo accessibile, l'importanza generale del rispetto degli standard per il Web, ed altro ancora. Non ultimo, almeno per chi lavora in contatto con le pubbliche amministrazioni, il libro contiene informazioni e considerazioni sulla legge italiana sull'accessibilità.
39 Commenti alla Notizia Accessibile è necessario
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  • Bello!

    Ho lasciato l'Italia (e non solo io) per motivi economici. Tanti programmatori si trovano male in Italia, con lo stipendio pari a quello di un operaio generico. Il motivo e' semplice: il paese consuma ma non e' preoccupato in produrre tecnologia, anzi, se ne sbatte proprio.

    Quando sono arrivato in Inghilterra ho trovato il muro dell'accessibilità davanti a me. Due mesi di studio e prove sul mio sito personale mi hanno aiutato a trovare lavoro.
    E' possibile sviluppare pagine che funzionano con o senza Javascript (AJAX incluso), con o senza CSS. L'unico problema e' il costo. Logicamente ci metti di più a fare un sito 100% accessibili. Ecco perché in Italia questo e' un problema. Si pensa nel costo iniziale e non si guarda nei 10% di utenti persi nel futuro.

    Non c'è bisogno di un libro (anche se ne ho un paio) per imparare a programmare pagine 100% accessibili.
    C'è tutto già online.

    Ecco i siti per imparare:
    http://www.w3.org/WAI/
    http://www.webcredible.co.uk/

    Poi potette validare la vostra pagina qui:
    http://www.totalvalidator.com/validator/Validator

    Buon lavoro!
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    Modificato dall' autore il 08 ottobre 2007 11.14
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  • sono stato in Svizzera, a breve vado a Londra ... non posso negare di approvare gran parte di quello che hai scritto.

    Ci vediamo su? Per ora buona serata

    P.S. però questo, di libro, a mio avviso merita più di tanti manuali esclusivamente tecnici ... c'è anche esperienza, oltre "la generica API"
    non+autenticato
  • server di cod2

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    non+autenticato
  • Caro Michele,

    apprezzo il tuo lavoro ma se lo screen reader non fa differenza tra un tondo e un corsivo non è un problema dello sviluppatore, ma dello screen reader.

    Non basta un semplice punto secondo me, a veicolare la gamma di significati che può avere un corsivo, infatti inserire un corsivo può avere più di un significato (ad esempio riportare letteralmente un passaggio o un vocabolo, oltre che indicare l'autore), e forse la cosa più giusta sarebbe che lo screen redader dicesse "inizio corsivo" / "fine corsivo" (come "aperte virgolette" / "chiuse virgolette") per comunicare il significato più vicino al testo originale.

    Comunque non capisco perchè uno nemmeno laureatodeve essere guardato con il rispetto di un accademico solo perchè ha un blog, a questo punto tanto vale farsi un blog invece di laurearsi.
    non+autenticato
  • e poi scusate, i miopi mettono gli occhiali per leggere i libri, perchè non dovrebbero farlo (come già fanno) anche per navigare su internet? Per i ciechi poi è inutile sprecarsi molto a livello grafico credo, al massimo si può avere l'accortezza di venire incontro alle tecnologie che devono utilizzare non facendo siti in flash (senza tanto xml) e usando un pò più di punteggiatura come ha suggerito l'autore, in my humble opinion.
    non+autenticato
  • > uno nemmeno laureato

    Ma complimenti! La professionalità appartiene solo a laureati, dottori e dottorini che nei migliori dei casi aspirano ad un titolo per poter accedere ad un concorso pubblico? Ma meno male che gente che, nonostante la laurea, riesce si e no ad accrocchiare un paragrafo in un italiano degno di Biscardi non viene messa sullo stesso piano di persone che possiedono il metodo e la capacità di scrivere un libro!

    E che dire di quei quattro gatti non laureati che centinaia di anni fa studiavano la fisica, la matematica, le lingue e che ora si ritrovano pubblicati sui libri che usano i laureati per studiare? Un'errore della storia? Ma sì... facciamo riscrivere tutto ai laureati del 2000!

    > Per i ciechi poi è inutile sprecarsi molto a livello grafico

    Una maturità di pensiero che non ha bisogno di commenti...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Michele I.
    > Comunque non capisco perchè uno nemmeno
    > laureatodeve essere guardato con il rispetto di
    > un accademico solo perchè ha un blog, a questo
    > punto tanto vale farsi un blog invece di
    > laurearsi.

    Avessimo università con programmi informatici adeguati, tecnicamente avanzati ed al passo coi tempi, con uno sforzo immane potrei anche sorvolare su questa tua osservazione.

    Vuoi un corposo elenco di siti universitari italiani adatti alla Internet degli anni 90 e pubblicati tra il 2006 ed il 2007 o pensi, in quanto accademico, di riuscire facilmente a fare una ricerca di questo tipo per conto proprio?

    In italia abbiamo poche realtà universitarie veramente qualificate sul tema in esame ed in generale sul settore (una delle poche che conosco: il Politecnico di Torino) ma questo non significa che un laureato non possa imparare da uno studioso, professionista, serio ed appassionato, qualcosa che nel 90% dei casi avrà al massimo sentito dire ad un corso di laurea.

    Forse è per questo che l'italia è al 38esimo posto della classifica IT? Per questa mentalità aperta tanto quanto il foro di uno spillo?

    Complimenti per l'intervento, è così che si progredisce, Galileo ce lo insegna.
    non+autenticato
  • Sono contento di aver spinto alla discussione su questo tema che mi sta molto a cuore.

    Mi piacerebbe infatti trovare anche in Italia persone che diano valore ai non laureati in base al loro merito, E NELLE LORO AZIENDE, NON SOLO SU UN FORUM O FACENDO ECCEZIONE SOLO PER QUELLI CHE HANNO UN BLOG.

    E' proprio qui che volevo arrivare.

    E poi ribadisco, i ciechi non vedono la grafica intendevo in questo senso che non ci si deve sprecare molto al livello grafico, se non quanto basta a non complicargli la vita con gli strumenti assistivi di cui fanno uso (appunto evitando di fare tutto in flash e utilizzando gli accorgimenti sopra descritti), e questa mi pare anche l'opinione del vostro beniamino tra l'altro.
    non+autenticato
  • Veramente pochini 15 interventi, eppoi dei soliti noti - senza offesa: per sottolineare che gli intervenuti sono stati veramente solo poche persone, ciascuna interessata a suo modo, com'e' giusto che sia...

    ...mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto attirare ben altra attenzione.

    Che sia per questo che in fatto di accessibilita' si sia cosi' indietro?

    doct.alfridus
  • > ...mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto
    > attirare ben altra
    > attenzione.
    Cioè? quale sarebbe la relazione? tanti commenti bel lavoro e viceversa? ma dove siamo, all'asilo?

    > Che sia per questo che in fatto di accessibilita'
    > si sia cosi'
    > indietro?

    Cioè? se uno non commenta questa notizia il mondo è indietro nell'accessibilità? cos'è, spam mimetico?
    Ma per favore.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Marco
    > > ...mentre il lavoro di Diodati avrebbe dovuto
    > > attirare ben altra
    > > attenzione.
    > Cioè? quale sarebbe la relazione? tanti commenti
    > bel lavoro e viceversa? ma dove siamo,
    > all'asilo?

    Credo che volesse insinuare che a nessuno importa dell'accessibilità.
    Cosa abbastanza vera per i tecnici e per chi deve effettuare i lavori.
    Cosa abbastanza falsa, per coloro invece che vorrebbero "vivere" andando ad esporre ad altri cose arcinote e scontate.
    ryoga
    2003
  • - Scritto da: ryoga
    > Cosa abbastanza falsa, per coloro invece che
    > vorrebbero "vivere" andando ad esporre ad altri
    > cose arcinote e
    > scontate.

    ah... ok, ne prendo atto.
    non+autenticato
  • E pensa che questa è la prima notizia che commento...Sorride

    IMHO è semplicemente un problema culturale. Quanti anni ci sono voluti prima che la legislazione imponesse a progettisti e costruttori edili norme sulle barriere architettoniche non solo in ambito pubblico?

    E al contrario, abbiamo veramente bisogno di nuove norme redatte da chissa-quali-esperti, miopi quanto quelle delle misure minime di sicurezza e comunque derogabili in migliaia di circostanze?

    Usabilità e accessibilità sono concetti che dovrebbero essere talmente integrati in un progetto al punto tale da non essere distinguibili, ma non credo che comunque il web sia un mezzo di comunicazione universalmente recepibile nella sua forma attuale. In ogni caso per alcuni destinatari specifici ci vorranno (purtroppo) sempre strumenti di comunicazione specifici e lo stesso vale per i contenuti.

    Dal mio punto di vista il cosiddetto web 2.0 non aiuta affatto in questo senso, al contrario rischia in molti casi di creare un falso senso di adeguatezza
    non+autenticato
  • Quoto e riquoto.

    Questi signori andassero a chiedere anche adeguamenti all'ANAS per l'usabilità e l'accessibilità di ogni punto della rete autostradale ( anche a miopi ovviamente, perche' anche loro hanno il diritto di poter guidare sulle autostrade ).
    ryoga
    2003
  • La scelta di creare uno standard italiano e di non aderire a quelli internazionali toglie la possibilità di utilizzare molti strumenti e piattaforme disponibili sul mercato. Per questo motivo, anche se lo standard italiano è più avanzato, la sua adozione è più lenta e costosa.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Zouk
    > La scelta di creare uno standard italiano e di
    > non aderire a quelli internazionali toglie la
    > possibilità di utilizzare molti strumenti e
    > piattaforme disponibili sul mercato. Per questo
    > motivo, anche se lo standard italiano è più
    > avanzato, la sua adozione è più lenta e
    > costosa.

    Hai mancato 1 aggettivo.
    -Inutile.-

    Altrimenti ha ragione M$ a voler affermare che il suo formato NON STANDARD e' migliore.
    ryoga
    2003
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