Alfonso Maruccia

DMCA e DRM, all'industria non bastano mai

Dichiarazioni d'amore sperticate nei confronti della legge americana sul copyright e delle tecnologie di protezione arrivano dai protagonisti del settore dell'intrattenimento. Che ne chiedono una adozione più estesa

Roma - La location è la Camera di Commercio USA, l'occasione un summit anti-pirateria a cui non sono certo invitati quelli di Pirate Bay. Il fatto è una difesa a tutto campo delle restrizioni tecnologiche e legali contro la copia e la distribuzione non autorizzata dei contenuti in formato digitale, posizione sostenuta con forza da due importanti dirigenti di quella industria dell'intrattenimento che cerca disperatamente di difendere il suo status quo proprio grazie alle suddette misure.

Comincia Mike Gallagher, CEO dell'associazione dei produttori videoludici Entertainment Software Association (ESA), che eleva inni e ringraziamenti sperticati al discusso Digital Millennium Copyright Act (DMCA), la legge USA sul copyright che dal 1998 in poi proibisce tra le molte cose anche l'aggiramento delle misure di protezione di software e prodotti originali.

Gallagher definisce il DMCA di "importanza vitale" per tutti i protagonisti dell'industria, siano essi software house o produttori di console, per garantire loro il ritorno economico dagli investimenti e il lecito guadagno che permette al settore di prosperare. Grazie alla legge, che pure è stata sconfessata come fallimentare dal suo stesso autore, blockbuster del calibro del recente Halo 3 - le cui copie illegali non girano su console Xbox 360 non modificate - possono generare introiti per tutti i soggetti partecipanti alla catena della commercializzazione.
L'executive rincara poi la dose lamentando la mancanza di "fede" nella visione indicata dal DMCA - ovvero la difesa a spada tratta del copyright - da parte degli altri paesi, Unione Europea in primis. A suo dire il DMCA è il "faro per la protezione della proprietà intellettuale nel mondo" e la UE che fa? Persegue società come Microsoft, Qualcomm e Intel a causa delle loro qualità, "forza, genio e know-how".

Si spinge oltre la semplice difesa della norme attualmente in vigore Jeff Zucker, CEO di NBC Universal, che chiama a raccolta tutti i protagonisti di settore nella prosecuzione della battaglia contro la pirateria digitale, battaglia che verrebbe presto persa se non si prendesse in considerazione l'impiego di misure draconiane.

Ospite della stessa convention in cui è intervenuto il CEO di ESA, Zucker pretende che l'infrazione del copyright diventi il tema centrale dell'agenda di tutte le organizzazioni governative statunitensi incluse la Casa Bianca, i Ministeri, il Congresso e persino le ambasciate USA nel mondo. Il Congresso dovrebbe istituire dipartimenti specificamente pensati per la difesa della proprietà intellettuale, oltre a garantire privilegi e facilitazione alle autorità locali che combattano più attivamente la contraffazione e la pirateria.

Non bastasse questo, lo scatenato Zucker vuole che le società di intermediazione finanziaria taglino i rubinetti che supportano quei siti web attivamente coinvolti nella distribuzione di materiale illegale - un po' come successo con Visa e AllofMP3.com insomma - che i provider, i motori di ricerca, le università e i portali che ospitano contenuti prodotti dagli utenti attivino filtri automatizzati in grado di eliminare tutto il materiale illecito ivi transitante.

Un approccio tecnologico che finora ha dimostrato di essere poco meno che fallimentare o di difficile applicazione, ma che per Zucker val la pena continuare a perseguire perché in grado di "ridurre drasticamente il traffico di prodotti contraffatti e piratati". Per corroborare la sua chiamata alle armi, il dirigente cita lo studio di una ben nota organizzazione pro-hollywoodiana, Institute for Policy Innovation, secondo il quale i crimini contro la proprietà intellettuale fanno perdere all'economia USA 58 miliardi di dollari e 375mila posti di lavoro all'anno.

NBC si dice intenzionata, nonostante i "pericoli", ad incrementare la propria presenza sul mercato digitale, "sradicando i vecchi modelli di business e introducendo strade del tutto nuove per raggiungere l'audience". Prova ne sia il prossimo lancio del videoportale Hulu.com, progetto nato dalla volontà della major di correre da sola, senza dover fare i conti con le condizioni di contratto finora offerte da Jobs per la distribuzione dei contenuti su iTunes.

NBC Universal come noto ha fatto sapere che l'intesa con lo store Apple non verrà rinnovata, essendo le condizioni della suddetta non più accettabili per quanto riguarda i prezzi e i DRM "troppo leggeri". Con Hulu, NBC farà tutto da sé potendo stabilire tutte le condizioni che vuole, DRM ultra-restrittive e prezzi folli per le hit del momento incluse. "Su schermi piccoli, medi o grandi" ha concluso Zucker, "noi saremo qui dove e come i consumatori vorranno usufruire dei nostri contenuti".

Alfonso Maruccia
14 Commenti alla Notizia DMCA e DRM, all'industria non bastano mai
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  • Grazie a Dio non succede in Europa
    http://arstechnica.com/news.ars/post/20071004-verd...
    E con questo la leggenda della grande democrazia e' tramontata definitivamente, le altre notizie le avete gia' lette oggi e nei giorni scorsi, d'ora in poi dichiaro gli Stati Uniti pericolo per il pianeta.
    Scusate ma devo sbollire l'incazzatura.
    non+autenticato
  • A M$ (in primis) e agli altri; non centrano nulla con i copyright.
    Le ditte in questione sono sotto indagine per comportamenti anticoncorrenziali (con la palma che spetta a M$).
    In USA le ditte vengono fatte a pezzi per simili comportamenti, perchè dovremmo sopportarli noi per RIAA & C?
    Perchè questi signori si vogliono ingraziare (stranamente???) questi produttori hw/sw affinchè li aiutino nella loro crociata anti-p2p.

    Poi ..... M$ che fà know-how ... si, su dove sisemare l'iconcina nel desktop!!!
  • E mi è andata bene: per fortuna avevo nascosto la chiavetta con i miei 4 MP3 in mezzo agli 80kg di eroina sotto al letto delle 6 minorenni rumene che obbligo a prostituirsi...

    Non l'hanno trovata, quindi ho ottenuto un bel verbale con "nulla da segnalare"..........


    Occhiolino
    non+autenticato
  • La pirateria, uccide la musica, impoverisce lo stato, strangola i musicisti in una morsa terrificante.

    Bisogna combatterla con tutti i mezzi, bisogna far cambiare radicalmente mentalita' alle persone; la musica non e' un diritto e' un prodotto e come tale va rispettato.

    Chi canta all'asilo un musichetta per banbini o fischietta allegramente sul treno una canzone o meglio ancora riproduce con il suo cellulare polifonico l'ultima hit di little tony, ha l'obbligo morale di pagare per lo sfruttamento di euste opere.

    La felicita' seppure momentanea derivante dall'ascolto della musica, deve essere saldato al piu' presto.

    tuttavia sono contro il drm, bisognerebbe applicare delle forme di microcredito; tipo non so un lettore mp3 con carta di credito integrata; ogni volta che si ascolta una canzone automaticamente viene scalato un centesimo.

    In questo modo sarebbero renumerativo persino gli mp3 duplucati illegalmente; senza uccidere il consumatore tra copyright e drm.

    Pagara tutti; unica strada da seguire.
    non+autenticato
  • Anch'io sono d'accordo che la pirateria, quella illegale e con scopi di profitto, debba essere fermata ma soprattutto ritengo anch'io che, sia che lo scaricamento sia legalizzato o meno, chi comunque ti consegna una canzone, un programma,un film, debba ricevere un compenso.Noi usiamo e sfruttiamo a nostro favore il lavoro di altri ed è giusto che gli altri, come sorta di ringraziamento e per premiarli della fatica, ricevano una quota da tutti per il lavoro svolto, se non altro meritano pubblicità se pubblicchiamo contenuti su web.

    Ciò con cui io non sono d'accordo è (ormai lo sapete) il DRM e qualunque forma di limitazione, di controllo e spionaggio.Proteggere i contenuti e ricompensare gli autori e artisti ok, senza però incorrere in metodi poco razionali come fanno tuttora con il P2P.Per causa stessa delle protezioni alcuni prodotti acquistati non funzionano per la massiccia presenza di protezioni e limitare un prodotto originale (programma, gioco, film, musica) ad un solo apparecchio nel momento in cui questo viene utilizzato è scorretto.
    Uno compra un gioco originale ed è giusto che lo possa usare su più pc, come un cd audio su più pc, stereo e altri accessori che gli consentono di fruirne, stesso discorso per il software.Se uno acquista è giusto che sia permessa la copia per conservare l'originale, in fondo lo ha pagato, però non deve darlo a nessuno o vendere ad un prezzo maggiorato per trarne guadagno superiore.
    Scaricare ok ma è giusto anche comprare per remunerare chi crea i contenuti che ci permettono di passare il tempo, lavorare e divertirci.
  • Chi di voi si è preso la briga di leggere il DMCA?
    Per il resto non vi rispondo neanche, vi ho già risposto in altri post con diversi link....
  • - Scritto da: spericolato
    > La pirateria, uccide la musica, impoverisce lo
    > stato, strangola i musicisti in una morsa
    > terrificante.

    apparte lo stato che si impoverisce volutamente da sè, per gli artisti\programmatori di giochi etc etc sono d'accordo.

    >
    > Bisogna combatterla con tutti i mezzi, bisogna
    > far cambiare radicalmente mentalita' alle
    > persone; la musica non e' un diritto e' un
    > prodotto e come tale va
    > rispettato.

    la musica di per sè invece è un diritto.
    Per la musica senza copyleft, ma solo coperta da copyright invece ci sono delle restrizioni:
    Fischiettarla in pubblico è legale, in quanto fair use, un tuo diritto.
    Dedicare una canzone alla tua ragazza è legale, in quanto fair use.
    Masterizzare la canzone sul cd è fair use.
    Vendere il cd con la canzone coperta da copyright ma non da copyleft è illegale, in quanto non rientra nel fair use, ma è violazione di copyright a scopo di lucro.

    Condividere il cd o la canzone _SENZA SCOPO DI LUCRO_ su internet, _SECONDO ME_ è perfettamente legale. ti spiego il perchè:
    come ben saprai da anni le agenzie che si occupano della tutela dei diritti derivanti dalla detenzione del copyright su un'opera, ESIGONO, per legge, un balzello.
    Tale balezello viene chiamato EQUO COMPENSO.
    Tale balzello è illegale, in quanto prevede un risarcimento su un danno che non è ancora avvenuto e per giunta un danno che è REATO PENALE (almeno in italia) e che per sua natura non può essere ammendato prima che sia commesso.
    Comunque sia tale balzello viene incassato da chi di dovere quando tu acquisti perficeriche di storage (dvd,hard disk, cd, immagino anche flash disk ma non ne sono sicuro) e periferiche di acquisizione (so per certo dello scanner, ma immagino anche macchine fotografiche).

    ORA, dato che si chiama EQUO COMPENSO significa che "quella tassa è il giusto compenso per lo spazio\ per l'uso che farai di quello storage\di quella periferica in previsione di una violazione di copyright".
    Perchè mai quindi dovrei pagare DUE VOLTE la licenza?

    Il problema è che l'equo compenso va ad arricchire le casse di chi lo riceve, ma gli autori dell'opera nn prendono un cavolo.
    Il meccanismo sbagliato è la RIDISTRIBUZIONE dell'introito generato dall'equo compenso (che è tutt'altro che una scemata! sono tonnellate di soldi).
    Dove vanno a finire? come vengono ripartiti?
    Sarebbe il caso che i carrozzoni come la S*AE sparissero dalla faccia del mondo?








    >
    > Chi canta all'asilo un musichetta per banbini o
    > fischietta allegramente sul treno una canzone o
    > meglio ancora riproduce con il suo cellulare
    > polifonico l'ultima hit di little tony, ha
    > l'obbligo morale di pagare per lo sfruttamento di
    > euste
    > opere.
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    > La felicita' seppure momentanea derivante
    > dall'ascolto della musica, deve essere saldato al
    > piu'
    > presto.
    >
    > tuttavia sono contro il drm, bisognerebbe
    > applicare delle forme di microcredito; tipo non
    > so un lettore mp3 con carta di credito integrata;
    > ogni volta che si ascolta una canzone
    > automaticamente viene scalato un
    > centesimo.
    >
    > In questo modo sarebbero renumerativo persino gli
    > mp3 duplucati illegalmente; senza uccidere il
    > consumatore tra copyright e
    > drm.
    >
    > Pagara tutti; unica strada da seguire.
    non+autenticato
  • > Condividere il cd o la canzone _SENZA SCOPO DI
    > LUCRO_ su internet, _SECONDO ME_ è perfettamente
    > legale.

    Rotola dal ridere se e' legazle, perche' non ti autodenunci alla polpost
    non+autenticato
  • - Scritto da: spericolato
    > La pirateria, uccide la musica, impoverisce lo
    > stato, strangola i musicisti in una morsa
    > terrificante.

    Sì quella illegale di pirateria con scopi di profitto.

    >
    > Bisogna combatterla con tutti i mezzi, bisogna
    > far cambiare radicalmente mentalita' alle
    > persone; la musica non e' un diritto e' un
    > prodotto e come tale va
    > rispettato.

    D'accordo ma senza arrivare al controllo totale, spiare, controllare, limitare, pagare ogni volta che si vuole sentire qualcosa, usare un cd audio su un solo apparecchio, impedire la copia di riserva per conservare l'originale.
    Queste ed altre limitazioni non ci devono essere.

    >
    > Chi canta all'asilo un musichetta per banbini o
    > fischietta allegramente sul treno una canzone o
    > meglio ancora riproduce con il suo cellulare
    > polifonico l'ultima hit di little tony, ha
    > l'obbligo morale di pagare per lo sfruttamento di
    > euste
    > opere.

    Allora tu dovresti pagare ogni volta che Windows produce un suono di avviso critico, ogni volta che il tuo cellulare squilla, ogni volta che ascolti la radio, ogni file che produci con i software (sì è non sono i tuoi programmi)...devo andare avanti o mi fermo qui?

    >
    > La felicita' seppure momentanea derivante
    > dall'ascolto della musica, deve essere saldato al
    > piu'
    > presto.

    Acquistando il prodotto originale e riga!Dopo niente spionaggio, limiti, controlli.

    >
    > tuttavia sono contro il drm, bisognerebbe
    > applicare delle forme di microcredito; tipo non
    > so un lettore mp3 con carta di credito integrata;
    > ogni volta che si ascolta una canzone
    > automaticamente viene scalato un
    > centesimo.

    Mi era sfuggito questo punto.NON SONO D'ACCORDO SU QUESTE FORME DI MICROCREDITO!(mi riallaccio al discorso dei suoni sopra)

    >
    > In questo modo sarebbero renumerativo persino gli
    > mp3 duplucati illegalmente; senza uccidere il
    > consumatore tra copyright e
    > drm.

    Pagato na volta basta e avanza!Pagare ogni volta che si ascolta un qualsiasi cd, mp3 (uguale per i film) è assurdo!

    >
    > Pagara tutti; unica strada da seguire.

    D'accordo, comprare originale il cd e poterselo sentire ovunque senza rivenderlo, usare un programma originale, vedere un film senza limiti, potersi fare una copia di riserva per conservare l'originale.
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    Modificato dall' autore il 05 ottobre 2007 12.33
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  • >> l'ultima hit di little tony,

    Quando non si chiamavano ancora hit...
    non+autenticato
  • Scommetto che nessuno gli ha parlato dei RadioHeadOcchiolino
    non+autenticato
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