Luca Annunziata

I piccoli belgi hanno l'ID digitale

Pronta la carta d'identità elettronica di massa. Per combattere la pedofilia, proteggerli da Internet e identificarli fin dalla culla

Roma - Mentre in Italia si discute ancora della possibilità concreta di introdurre autentici documenti elettronici, in Belgio è già partito un progetto che prevede entro pochi anni la completa marchiatura digitale dell'intera popolazione autoctona e straniera: quasi tutti, dalla culla alla tomba avranno la loro carta d'identità con chip multifunzione, per di più ad un prezzo popolare.

Non ci saranno limiti d'età per ottenere un documento, come invece accade in altri paesi: persino i neonati avranno il loro tesserino, e questo anche per garantire una maggiore protezione contro un rischio-pedofilia che in Belgio, complici i fatti di cronaca di questi anni, viene percepito se possibile con ancora maggiore sensibilità che altrove. Grazie alla carta sarà semplice identificare un bambino o, nel caso venga ritrovata perché smarrita, per contattare rapidamente i genitori. Nel chip saranno infatti conservati una serie di numeri telefonici, che all'occorrenza le forze dell'ordine potranno utilizzare.

Il secondo uso possibile per la carta sarà la salvaguardia dell'infanzia sulla Rete: ogni bambino di sei anni riceverà assieme alla carta un codice, che gli permetterà di avere accesso ad una serie di servizi certificati dallo stato, ritenuti adeguati e sicuri per la sua età. Infine, naturalmente la tessera sarà anche un documento d'identità a tutti gli effetti, con una validità di cinque anni.
Il programma non si rivolge soltanto ai bimbi: sei milioni di cittadini belgi (su un totale di dieci) e il quasi milione e mezzo di stranieri residenti nel paese dovranno convertire la loro attuale carta d'identità nel nuovo modello elettronico. In alcuni casi il passaggio sarà gratuito, in altri ci potranno volere fino a 35 euro per ottenere il nuovo tesserino.

A dissipare ogni dubbio sui pericoli per la privacy dei cittadini, ci pensa il project manager del programma per il ministero dell'interno, Joachim Van Eyck: non ci saranno informazioni biometriche nella carta, perché ritenute "troppo rischiose". Al cittadino viene persino assicurato che potrà verificare quali siano i suoi dati personali sottoposti al trattamento e potrà farlo per via telematica oppure rivolgendosi al comune di residenza.

Luca Annunziata
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