Contrappunti/ Spacciatori di mp3

di Massimo Mantellini - Gli estremisti della proprietÓ intellettuale approfittano del fatto che la classe politica si sia dimostrata del tutto incapace a rappresentare le istanze della comunitÓ. 220mila dollari di multa lo confermano

Roma - Parliamo di pirateria musicale con una prima da cosa da dire subito: il paragone fra spacciatori di droga e spacciatori di mp3 tentato nei giorni scorsi da Enzo Mazza in una delle sue uscite meno felici, va rimandato al mittente. Non esistono, come invece farebbero immaginare le parole del presidente della FIMI pronunciate a commento della sentenza di un tribunale del Minnesota che ha condannato una donna americana al pagamento di oltre 220mila dollari per aver scaricato da Internet 24 brani mp3 pirata, confronti possibili fra strategie per contrapporsi a fenomeni come lo spaccio di droga e la condivisione in rete di materiale sotto copyright.

Tirate le orecchie a Mazza, occorre dire che la questione al centro delle cronache in questi giorni riporta l'attenzione su una tematica mai sopita nello sviluppo della rete Internet che non è quella particolare e meramente economica dell'immaginare nuovi modelli di controllo della pirateria online ma quella della distanza fra mondo digitale e mondo reale.

Chi colleziona luoghi comuni sulla rete Internet potrà confermarvi che due delle più frequenti frasi fatte che è possibile ascoltare quando si tenta di definire Internet, riguardano la sua anarchia e la speranza che non si trasformi in un nuovo far west (quest'ultima era una delle ossessioni linguistiche dell'ex Ministro Stanca).
L'idea banale che Internet diventi parte delle nostre vite di cittadini senza alcuna nota di eccezionalità è invece spesso sconosciuta, quando non vigorosamente rifiutata. All'interno di questa diffusa asimmetria, non è difficile osservare come le cose che accadono in rete e quelle che invece riguardano la nostra vita reale siano trattate con grandi ed incomprensibili differenze.

Qualche anno fa Lawrence Lessig nel suo libro Cultura Libera raccontava di come lo stato della California avesse due normative assai differenti per il medesimo tipo di reato. Il furto di un cd musicale dallo scaffale di un negozio prevedeva ammende massime di circa mille dollari. Il medesimo reato commesso online veniva quantificato dalla RIAA, l'associazione dei discografici americani, come un danno di 1 milione e mezzo di dollari. Possibile che il furto di dieci canzoni su un CD valgano una cifra e le stesse dieci canzoni in rete ne valgano una 1500 volte maggiore?

╚ ovvio che simili macroscopiche differenze sono, come tutti sanno, il risultato di una attività legislativa che in questi anni ha imposto pene sempre maggiori per reati piccoli, ancorché assai diffusi e di modesta rilevanza, al solo scopo di intimorire una folla molto ampia di utenti della rete che violavano la legge.

Ma come non è possibile scaricare su una 30enne ragazza madre gli stress ed i guasti di un modello di business che cambia senza che i suoi principali attori ne abbiano inteso il crollo, altrettanto non è possibile oggi trincerarsi dietro ad un "così fan tutti" per giustificare la costante violazione delle normative vigenti. Che sono, almeno in Italia, francamente inique e strumentali, indotte e coccolate negli anni dal controllo degli aventi diritto, ma che in ogni caso sanciscono un concetto sul quale non sembra oggi possibile derogare. Quello della illegalità della pirateria online.

A differenza dei discografici della FIMI, bravissimi ad allargare le braccia suggerendoci che in ogni caso "questa è la legge" (quando la legge è stata da loro fortemente voluta e molte volte appesantita ad arte al di fuori di ogni concetto di equità) il punto fondamentale sembra oggi essere non solo quello della valutazione del reato (la Commissione Cultura sta da tempo lavorando ad ipotesi di depenalizzazione del file sharing), quanto quello, più alto, complicato e definitivo della revisione della disciplina del copyright o in alternativa, quello di un ampio allargamento della disciplina del fair use.

Entrambi questi presidi di libertà e di condivisione della conoscenza della comunità dei cittadini sono usciti negli ultimi anni malconci e ridimensionati dal cannibalismo senza confini degli estremisti della proprietà intellettuale. Il punto di vista di questi signori è che tutto vada bene come era prima di Internet, che il copyright debba trasformarsi in un diritto eterno (o quasi) e che le finestre di libero utilizzo delle opere coperte dai diritti debbano annullarsi del tutto (o quasi). E la nostra classe politica si è dimostrata del tutto incapace a rappresentare le istanze della comunità nei confronti degli arroccamenti della industria multimediale.

Il punto di crisi di tutta questa discussione è che oggi non esiste una sola autorità illuminata, in Italia come all'estero, disposta a sposare la causa di una normativa in difesa della proprietà intellettuale molto efficace e rigorosa legata ad una profonda revisione dei meccanismi del diritto d'autore alla luce della nascita della società dell'informazione.

Qui non si tratta di inventarsi la maniera più efficace di inseguire pericolosi spacciatori internazionali di mp3 protetti dalla rete anarchica e tentacolare, quanto quella di comprendere che il mondo è cambiato e che se le norme non cambiano con lui (disinteressandosi ahimé di una vasta pletora di soggetti che oggi ed ancora per un po' faranno fuoco e fiamme pensando solo ai propri interessi) poi è inutile ululare alla Luna.

Massimo Mantellini
Manteblog

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60 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Spacciatori di mp3
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  • L'essenza del problema sta nel mutamento delle cose.
    A inizio 900 i produttori di carrozze continuavano a produrre carrozze senza rendersi conto che le auto stavano travolgendo il mercato della mobilità.
    Se avessero potuto opporsi alla marea che stava avanzando, non avrebbero esitato un secondo con qualsiasi mezzo.
    Alla fine i produttori di carrozze non hanno potuto far altro che rimanerne travolti.

    Parimenti oggi, ma con maggior disponibilità di potenza rispetto allora, i grandi gruppi cercano di opporsi e stanno facendo di tutto.

    Sembra quasi che la mannaia della innovazione tecnologica debba cadere unilateralmente sulla masse che sono beneficiate solo marginalmente dall'innovazione: infatti anche se è vero che per taluni aspetti l'innovazione può anche rendere più piacevole la vita alle masse medesime, per altri (e parlo soprattutto sul fronte delle entrate e paradossalmente della disponibilità di tempo libero) non può che peggiorarle inesorabilmente la vita.

    Si pensi ad esempio alla riduzione degli organici delle aziende per effetto della legge non scritta:
    quello che solo 20 anni fa si faceva con 1000 persone solo oggi si fa con 100 persone.

    E' normale che i grandi gruppi si oppongano, sta nella natura delle cose ossia del LUPO che si mangia la PECORA.
    Ma si deve tener presente che il LUPO ha bisogno della PECORA e ne può mangiare solo fino ad un certo numero. Difformemente poi da quello che accade nel mondo animale, nel mondo sociale accade che la PECORA può diventare LUPO (pochi ma quando succede è molto pubblicizzato) ma anche che il LUPO può diventare PECORA (poco pubblicizzato ma in questo periodo posso assicurare ce ne sono tanti). Ed è quest'ultima ovvia constatazione che deve al tempo stesso fare agire e far star preoccupato il grande gruppo che rappresenta il LUPO della situazione.

    Per tornare all'MP3 se un ragazzo ha un hard disk carico di 30.000 regolari MP3 e decide di REGALARLI ad un suo amico facendogli fare la copia dell'hard disk non vedo dove ci sia immoralità o illegalità a meno che non si decida per Legge che ciò sia illegale o immorale.

    Stante poi il fatto che una Legge è tale se è condivisa dalla società altrimenti perde automaticamente di efficacia, diventa ancora più difficile, non essendone percepita l'immoralità o l'illegalità, fare rispettare la norma.
    Ciò anche se in perfetto stile maoista si colpisce 1 per educarne 1000 dando così maggior ri-prova se ancora ce ne fosse bisogno della debolezza democratica (se mai fosse esistita) e che in realtà regime era allora e regime è ora perchè deve proteggere se stesso.
    E' infatti difficile per il Sistema far percepire alle masse l'adeguatezza di una sanzione del genere applicata su un debole quando, ad esempio in Italia, per il falso il bilancio ti fanno l'encomio solenne.

    Si consolino pertanto i grandi gruppi (LUPI): dal crollo del VALORE dei beni(soprattutto immateriali) trarranno solo vantaggi temporanei e si dovranno continuamente riadattare per riuscire a rigenerare il VALORE stesso con mezzi tecnologici e non utilizzando l'intimidazione legale che è e rimarrà completamente inefficace.
    L'innovazione e la sua protezione sono un FATTO tecnico e non giuridico checchè gli avvocati da una parte (per rigenerare il loro Valore) e i grandi gruppi dall'altra, possano pensare.

    Mentre per quanto riguarda gli Stati Uniti che trainano questo modo di fare, dopo aver trainato per decenni l'economia, a forza di guerre educanti e ricatti petroliferi, si può dire tranquillamente che sono al dolce e il dulcis come si sa, è in fundo.
    Questo ovviamente non deve far stare allegri perchè quando un pachiderma sta morendo compie sempre atti inconsulti soprattutto se, alla sua vita sono legati altri. Tradotto i LUPI si mangeranno tra di loro.

    Buona fortuna a tutti ne avremo bisogno.
    non+autenticato
  • ...tutto questo gran casino sui file scambiati fra utenti.

    Ai tempi del vinile, quando i quattro salti si facevano in casa di amici, si faceva a gara a chi portava alla riunione piu' dischi, e di cantanti e musicisti migliori.

    E, naturalmente, nessuno si sognava per questo di dover pagare alcunche': gli agenti della SIAE hanno iniziato a comparire solo quando, con l'avvento delle materie plastiche, apparvero e si diffusero i dischi da 15 pollici, e si pote' diffondere la musica ad un grande pubblico .

    Ed ora, che con internet non c'e' piu' neanche bisogno di stamparla e diffonderla, invece di cavalcave coraggiosamente la Tigre, ridisegnando il proprio business, le case distributrici hanno preferito arroccarsi in posizioni indifendibili, spendendoci anche tempo e denaro a profusione: un vero suicidio aziendale collettivo, nella piu' totale incoscienza.

    Ponendosi fuori dal mondo, hanno ottenuto di rendersi sempre piu' ridicole e poco credibili: non c'e' male, come strategia di promozione dei propri prodotti.

    Al punto in cui siamo, si potrebbe organizzare una bella autodenuncia collettiva, per bloccare definitivamente e provocare una opportuna revisione di tutto il sistema, con tanti saluti agli sforzi fatti in direzione sbagliata.
  • Radiohead e nine inch nails fanno ciao ciao alle major
    e si distribuiscono da soli

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2085341
    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2084758

    e gia' questa era una buona notizia.

    Oggi scopro che anche madonna ne combina una

    http://claudioferrante.nova100.ilsole24ore.com/200...

    decide in sintesi che il guadagno di un musicista viene dai concerti e merchandising vario
    e non necessariamente dalla vendita del brano.

    le siae varie, non sapendo piu come reagire arrivano all'assurdo di
    multare una radio a volume "troppo alto"

    http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2084840

    e tutto questo per il semplice motivo che il costo della musica
    tende ormai a zero

    http://lucasalvioli.nova100.ilsole24ore.com/2007/1...

    buona domenica pirati Sorride
  • ... quasi tutti gli mp3 di cui parla non sono musica, ma robaccia, come robaccia è la droga con cui il dott Mazza fa il suo dotto paragone !
    Se tutta la robaccia che spesso producono certe bla-sonate case discografiche venisse semplicemente ignorata dal pubblico, piuttosto che scaricata a manetta, adesso parleremo di qualcosa che non avrebbe mercato e dovrebbe semmai essere piazzata a suon di sconti da loro come vera 'musica' per tutti.
    Non avremmo proprio il problema che qualcuno abbia pensato e fatto approvare un aborto di normativa nella quale scaricare una canzone (di dubbia qualità peraltro, anche dal punti di vista audiofilo) dalla rete è passibile di reato penale della stessa entità dell'omicidio colposo !

    Quanto alla vera musica ed al lavoro dei veri musicisti, tutta la gente onesta ha il piacere di pagare il giusto per un file mp3 (diciamo pochi decimi di euro), per un cd (5-10 euro), per un concerto (20-30 euro), appunto per dare agli artisti e a chi lavora nel settore il giusto compenso e margine di utile.
    Niente affatto come ora, dove i prezzi spropositati sostenuti da una normativa punitiva e vessatoria, servono solo a ingrassare istituzioni e sovrastrutture inutili, intermediari superflui, star system aberranti e ridondanti, e pertanto richiedono una sola risposta: NON scaricare e fare CANC & SVUOTA CESTINO.
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    Modificato dall' autore il 08 ottobre 2007 17.54
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  • - Scritto da: Sparrow
    > ... quasi tutti gli mp3 di cui parla non sono
    > musica, ma robaccia, come robaccia è la droga con
    > cui il dott Mazza fa il suo dotto paragone

    gia' subito da questa affermazione cade ogni credibilita' nei confronti del resto delle tue considerazioni.

    la qualita' di un'opera musicale e' un fattore soggettivo.
    questa e' una premessa fondamentale per poter discutere di arte, produzioni creative, distribuzione di musica e film etc.


    > Se tutta la robaccia che spesso producono certe
    > bla-sonate case discografiche venisse
    > semplicemente ignorata dal pubblico, piuttosto
    > che scaricata a manetta, adesso parleremo di
    > qualcosa che non avrebbe mercato e dovrebbe
    > semmai essere piazzata a suon di sconti da loro
    > come vera 'musica' per
    > tutti.
    > Non avremmo proprio il problema che qualcuno
    > abbia pensato e fatto approvare un aborto di
    > normativa nella quale scaricare una canzone (di
    > dubbia qualità peraltro, anche dal punti di vista
    > audiofilo) dalla rete è passibile di reato penale
    > della stessa entità dell'omicidio colposo
    > !
    >
    > Quanto alla vera musica ed al lavoro dei veri
    > musicisti, tutta la gente onesta ha il piacere di
    > pagare il giusto per un file mp3

    per definizione, tutta la gente che scarica o condivide musica non e' onesta.

    sei sicuro che l'industria della musica possa fare a meno di quella fetta di pubblico costituita dalla gente non-onesta, che scarica o condivide musica?


    nota:
    insistere con la bassa qualita' degli mp3 e' come arrampicarsi sugli specchi.
    l'industria della distribuzione musicale non si e' certo sviluppata grazie a pochi audiofili e agli impianti ad altissima fedelta', ma grazie alla produzione di mangianastri prima e lettori CD dopo - produzione su larga scala di articoli di fascia mediobassa.
    non+autenticato
  • ... esattamente come lo sono la pedopornografia e il terrorismo internazionale.

    Il vero scopo è un altro, ed è piuttosto evidente.
    non+autenticato
  • sei il soloto comunista filo-terrorista terzomondista girotondino blechbloch che mira a togliere credibilita' al nostro beneamato sistema economico-politico che ci garantisce pace e prosperita'

    non ti senti propsero e pacifico?
    non+autenticato
  • - Scritto da: ecco...
    > sei il soloto comunista filo-terrorista
    > terzomondista girotondino blechbloch che mira a
    > togliere credibilita' al nostro beneamato sistema
    > economico-politico che ci garantisce pace e
    > prosperita'
    >
    > non ti senti propsero e pacifico?

    Ma impara l'italiano...
    non+autenticato
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