markvp

Quanti feeders hai? Ti dirò chi sei

Con l'introduzione delle statistiche degli iscritti ai feed RSS dei siti e dei blog, Google sta facendo rinascere il fenomeno della superclassifica: tabelle a go-go

Roma - La mania (o fobia?) delle statistiche contagia anche blogger e piccoli webmaster, nella speranza di una provvidenziale e rigogliosa crescita. Come molti ricorderanno, verso l'inizio dell'anno Google ha inserito nel suo Webmaster Tools, il portale dedicato ai Webmaster per la gestione del rapporto tra il motore di ricerca e il proprio sito, il conteggio di iscritti ai propri feed tramite Google Reader. Tale funzione si aggiunge a quelle abituali di invio della mappa del sito, cancellazione e reinclusione di pagine o intere directory nell'indice e altre accessorie.

Sulla scorta di questo conteggio di iscritti, dal carattere un po' Google-centric, si sta delineando in rete un nuovo trend: quello di stilare classifiche dei siti e dei blog più ricchi di iscrizioni ai propri feed. Occorre ricordare che in Webmaster Tools sono elencate esclusivamente le iscrizioni ai feed effettuate tramite Google Reader, iGoogle o Orkut (vedi immagine), mentre i lettori che ricevono i feed con programmi di aggregazione diversi dalle applicazioni Google (es. RSSBandit o aggregatori online quali Newsgator o Keypivot), nell'elenco non vengono conteggiati.

Ciò nonostante, il trend prende subito piede: con eleganza, TechCrunch immediatamente pubblica la lista dei Top Blogs on Google Reader, contenente una vera e propria tabella in formato Excel, con l'aiuto di Zoho.com (che converte le tabelle da formato Excel a HTML e viceversa). Ma ha la sua storia.
Già alla fine dello scorso anno il quotidiano inglese The Guardian pubblicò un articolo, intitolato The new 100 most useful sites (i nuovi 100 siti più utili), in cui si delineavano i cambiamenti introdotti dall'avvento del Web 2.0 rispetto a due anni prima. Il quotidiano cercò di offrire, con quell'articolo, utili riferimenti per dotarsi di strumenti all'altezza dei cambiamenti epocali in atto: spaziò dai nomi di siti da frequentare ai mezzi per tenersi aggiornati. Soprattutto, però, diede quel segnale che oggi viene dato quasi per scontato: spostare il centro delle applicazioni sul Web. Dice l'articolo: "Perché far girare un'applicazione nel proprio browser? Perché per compiti condivisi tra persone in luoghi diversi, dà modo di accedere a porzioni di lavoro da dovunque, con la protezione di una password".

Questa è stata la chiave di voltache ha dato alla luce, nella sua interezza, il Web 2.0 e ne ha determinato un'elevata rilevanza, al punto da far parlare di Blogging Journalism, il giornalismo via blog, già anticipato da alcuni nel corso del 2005 e ormai accettato per forza di cose. La velocità della rete e dei blogger spesso supera, anche di molto, quella del giornalista tradizionale, dando notizie con tale anticipo che spesso i grandi quotidiani danno spazio al blogging come parte integrante e naturale dello spazio dei propri contenuti: emblematico può essere il New York Times, conosciuto dagli anglosassoni come la Old Gray Lady (la vecchia signora in grigio) che, secondo l'andreottiana filosofia, non potendo annientare il nemico cerca di farselo amico. Ed è anche il motivo che si pone alla base di questo nuovo trend: i siti e i blog più "dotati" di iscrizioni diventano fonti appetibili, spesso altamente specializzate e in certi casi temibili (un nuovo telefono cellulare, biasimato su Engadget o su Gizmodo, non ha buone prospettive), sulle quali si riversano proventi pubblicitari e a cui attingono, in certi casi, anche i grandi Wire Services.

Spiritosamente, un blogger intervistato via e-mail riguardo alla nuova tendenza, ha detto: "Lo stato di salute economica di un bar si misura a chili di caffè per giorno. L'appetibilità del Web 2.0 si misura a numero di lettori di feed RSS".

Marco Valerio Principato
7 Commenti alla Notizia Quanti feeders hai? Ti dirò chi sei
Ordina
  • Perchè il web nel 2007 è formato da soli blog o portali dedicate alle news. Mah, questo web 2.0 si sta mostrando per il pacco che è, vuoto, dove gli utenti ti fanno il sito e tu webmaster guadagni, dove un utente fa la sua bella ricerca e fra i risultati trova siti vuoti, privi di contenuti. Spero che il web 3.0 sia migliore del 2.0
    non+autenticato
  • - Scritto da: Wow
    > Perchè il web nel 2007 è formato da soli blog o
    > portali dedicate alle news. Mah, questo web 2.0
    > si sta mostrando per il pacco che è, vuoto, dove
    > gli utenti ti fanno il sito e tu webmaster
    > guadagni, dove un utente fa la sua bella ricerca
    > e fra i risultati trova siti vuoti, privi di
    > contenuti. Spero che il web 3.0 sia migliore del
    > 2.0

    Non capisco esattamente la tua critica nè le argomentazioni che porti. Mi sembra ovvio che i siti di news con feed rss siano tra i primi posti per le sottoscrizioni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Innocenzo
    >
    > Non capisco esattamente la tua critica nè le
    > argomentazioni che porti. Mi sembra ovvio che i
    > siti di news con feed rss siano tra i primi posti
    > per le
    > sottoscrizioni.
    Con i feed non si può misurare il WEB ma solamente il mondo dei blogger e degli editori (che ovviamente non sono un campione rappresentativo di internet nel 2007)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Wow
    > Con i feed non si può misurare il WEB ma
    > solamente il mondo dei blogger e degli editori
    > (che ovviamente non sono un campione
    > rappresentativo di internet nel
    > 2007)

    Sì ma dove c'è scritto che si voleva misurare il web? E' una statistica sui feed rss, punto.
    E poi i blog e il mondo dell'editoria non sono un campione rappresentativo? Intanto sono una GRAN fetta del web. Semmai i feed non sono un campione rappresentativo di tutti i lettori dei blog e dei giornali, perché mica tutti usano i feed, anzi solo una piccola percentuale dei lettori sanno cosa sono.
    non+autenticato
  • > Con i feed non si può misurare il WEB ma
    > solamente il mondo dei blogger e degli editori
    > (che ovviamente non sono un campione
    > rappresentativo di internet nel
    > 2007)

    Cosa cosa? Tutto ciò che è "elencabile" (cioè praticamente qualsiasi contenuto sul web, tradizionalmente) può finire in un feed: dalla wish list di amazon (scopi commerciali) agli "eventi" di un ente (i.e. scopi fiscali), dalla pubblicazione di un documento agli stati di avanzamento di un progetto..

    Pensa che io sto modificando il sistema feed di egroupware.org per attaccarci anche l'aggiornamento nella disponibilità delle risorse aziendali, i todo's, i piani ferie, etc.. (per non parlare, poi, degli output specifici all'attività dell'azienda). Per noi, tra l'altro, i feed (sotto https e accessibili da token) costituiscono un metodo molto leggero di distribuire informazioni fra le varie sedi.

    La fase successiva sarà costituita dalla customizzazione di un feed aggregator - ce ne son tanti, pure OS - per la costruzione di due dashboard, la prima amministrativo-economica e l'altra manageriale.

    Come vedi feed non fa per forza rima con blog o con news.
  • - Scritto da: dacho
    > > Con i feed non si può misurare il WEB ma
    > > solamente il mondo dei blogger e degli editori
    > > (che ovviamente non sono un campione
    > > rappresentativo di internet nel
    > > 2007)
    >
    > Cosa cosa? Tutto ciò che è "elencabile" (cioè
    > praticamente qualsiasi contenuto sul web,
    > tradizionalmente) può finire in un feed: dalla
    > wish list di amazon (scopi commerciali) agli
    > "eventi" di un ente (i.e. scopi fiscali), dalla
    > pubblicazione di un documento agli stati di
    > avanzamento di un
    > progetto..
    >
    > Pensa che io sto modificando il sistema feed di
    > egroupware.org per attaccarci anche
    > l'aggiornamento nella disponibilità delle risorse
    > aziendali, i todo's, i piani ferie, etc.. (per
    > non parlare, poi, degli output specifici
    > all'attività dell'azienda). Per noi, tra l'altro,
    > i feed (sotto https e accessibili da token)
    > costituiscono un metodo molto leggero di
    > distribuire informazioni fra le varie
    > sedi.
    >
    > La fase successiva sarà costituita dalla
    > customizzazione di un feed aggregator - ce ne son
    > tanti, pure OS - per la costruzione di due
    > dashboard, la prima amministrativo-economica e
    > l'altra
    > manageriale.
    >
    > Come vedi feed non fa per forza rima con blog o
    > con
    > news.

    Tecnicamente posso creare un feed anche con le password degli utenti dei miei siti, non è questo il problema. La questione è "Le statistiche di utilizzo dei feed/Lettori feed" possono essere rappresentativi del mondo WEB come pretende uno studio o un servizio che indichi "dimmi quanti feeders hai e ti dirò chi sei"...sul web? Per una persona che abbia nel proprio curriculum un minimo di conoscenze di statistica saprà benissimo che non lo è assolutamente (per farla banale, non posso dire se un negozio ha i prezzi alti o bassi se non controllo anche i prezzi degli altri negozi). linux.org, microsoft.com, openoffice.org sono siti che secondo questo servizio/studio non sono nessunoSorride

    PS: Non siate così acidi, non ho insultato nessuno, questo è uno spazio di scambio dei propri pensieri ed idee
    non+autenticato
  • > > Cosa cosa? Tutto ciò che è "elencabile" (cioè
    >
    > Tecnicamente posso creare un feed anche con le
    > password degli utenti dei miei siti, non è questo

    Occhiolino

    > il problema. La questione è "Le statistiche di
    > utilizzo dei feed/Lettori feed" possono essere
    > rappresentativi del mondo WEB come pretende uno
    > studio o un servizio che indichi "dimmi quanti
    > feeders hai e ti dirò chi sei"...sul web? Per una
    > persona che abbia nel proprio curriculum un
    > minimo di conoscenze di statistica saprà
    > benissimo che non lo è assolutamente (per farla
    > banale, non posso dire se un negozio ha i prezzi
    > alti o bassi se non controllo anche i prezzi
    > degli altri negozi). linux.org, microsoft.com,
    > openoffice.org sono siti che secondo questo
    > servizio/studio non sono nessuno

    Chiaro che il titolo è fuorviante (al solito), ma il concetto che coi feed si possa "misurare" solo il segmento blog e news è sbagliato proprio.

    > PS: Non siate così acidi, non ho insultato
    > nessuno, questo è uno spazio di scambio dei
    > propri pensieri ed
    > idee

    Non prendertela; io, almeno, non intendevo sembrare acido.