Rutelli: ok, Italia.it si può chiudere

Il Ministro non ne può più: aveva annunciato per il prossimo febbraio il "Ritorno 2: la Vendetta" del portale, ma ora sembra intenzionato a chiudere la partita. E dopo che succederà?

Roma - Il più costoso e fallimentare progetto web mai varato dal Governo, Italia.it, potrebbe presto chiudere i battenti. Lo ha fatto capire nelle scorse ore il vicepresidente del Consiglio, Francesco Rutelli, racconta Corriere.it.

Rutelli parlava ad un incontro del Comitato nazionale per il turismo, nel quale se l'è presa con gli errori e i problemi di cui soffre il costosissimo portalone, sbottando: "Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere".

Un clamoroso cambio di rotta. Basti pensare che lo scorso luglio, nemmeno tre mesi fa, il Ministro aveva annunciato che alla BIT 2008, la Borsa del Turismo prevista per il prossimo febbraio, Italia.it avrebbe avuto una seconda occasione di riscatto. Ora la retromarcia, comprensibile: non solo Italia.it continua a proporre clamorosi errori a chi lo frequenta, come hanno fin qui inutilmente denunciato più volte gli operatori del turismo, ma è anche usato pochissimo dagli utenti Internet. Con tutti i suoi notevoli limiti, un servizio di misurazione come Alexa.com considera il portale del turismo un sito dal traffico scarsissimo.
Che il vicepresidente del Consiglio avesse sperato in un possibile risollevamento di Italia.it è palese: lo scorso marzo aveva annunciato via YouTube in lingua inglese la nascita del sito, proprio mentre partiva il Comitato che avrebbe dovuto trovare il modo di dare un senso alle decine di milioni di euro impegnati su Italia.it.

Siamo alla chiusura dunque? È presto per dirlo, Rutelli non è ancora arrivato ad una decisione definitiva e molte dovranno essere le teste da consultare prima di optare per la chiusura. Sebbene questa appaia inevitabile, il vero problema sembra risiedere nel cosa accadrà dopo.

Molti denari pubblici sono stati buttati impegnati in Italia.it. Del totale di quelli previsti si parla di 35,9 milioni di euro effettivamente investiti. Un quadro aggravato anche dal fatto che, come ben sanno i lettori di Punto Informatico, mentre Italia.it veniva costruito, le Regioni, pur coinvolte in Italia.it, sviluppavano anche un Portale Interregionale che non solo non ha mai visto la luce ma, nonostante gli stanziamenti (13 milioni di euro), non sembra destinato a vederla mai.

L'unica speranza, si legge oggi in rete, è che se Italia.it verrà chiuso ciò possa avvenire con decisioni pubbliche e trasparenti, che consentano a tutti di capire cosa, come, quando e perché è accaduto. Fin qui, infatti, qualsiasi richiesta di trasparenza da parte di migliaia di utenti Internet è stata rispedita al mittente dal Governo.
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