Luca Annunziata

Barava a poker online. Preso

Si indaga su una presunta frode in un torneo di poker online. Sospetti sull'ex-CEO. La Commissione Gioco d'Azzardo entra in azione. Ma ci si può fidare delle web-bische?

Roma - La faccenda delle partite truccate su Absolute Poker, uno dei più noti tavoli verdi del web, è diventata scottante. Le voci si rincorrevano già da settimane, ma solo nelle ultime 72 ore sono arrivate le prime conferme: prima una coppia di intraprendenti giocatori ha spulciato per bene tra i log delle partite di un torneo dello scorso settembre, poi è arrivata la notizia che la Kahnawake Gaming Commission - l'organismo gestito da una tribù di nativi americani che ha concesso la licenza di gioco - avrebbe dato il via ad una inchiesta formale.

Sotto accusa c'è Scott Tom, ex-CEO dell'azienda, che avrebbe sfruttato la sua conoscenza dell'apparato informatico dietro le sale da gioco virtuali per trarne un beneficio economico illegittimo. Grazie ad una sorta di super-account, era in grado di "vedere" in tempo reale le carte in mano a tutti i giocatori, e avrebbe passato queste informazioni ad uno o più conoscenti, consentendo loro una facile, ma truffaldina, vittoria. Un danno non da poco all'immagine di Absolute Poker, che ora dichiara di essere sempre stata all'oscuro di tutto e di voler collaborare con le autorità.

Ecco come lo facevano
La storia comincia quando il secondo classificato del torneo, CrazyMarco, inizia a sospettare di essere stato battuto con qualche trucchetto. Nelle partite online è possibile, e neppure troppo insolito, chiedere copia del log delle mani giocate per dargli un'occhiata. CrazyMarco decide di reclamare: in risposta, Absolute Poker gli invia un foglio elettronico da quasi 10 megabyte, zeppo di numeri e sigle quasi incomprensibili, che avrebbe dovuto raccontare la storia della partita attraverso tutte le carte e tutte le mosse giocate da Marco sul tavolo verde.
Serinda Swan, testimonial per Absolute Poker Passa un mese e l'eco del reclamo non si sopisce: nei forum in cui si discute di poker online si chiacchiera ancora della vicenda, e del sospetto, covato da tempo, che su Absolute Poker non tutto funzioni sempre alla perfezione. A questo punto entra in scena N82 50 24, un ragazzo di Atlanta (Georgia) noto per aver creato un sito sulle statistiche di gioco per il poker online. Si mette al lavoro e "sbroglia" il log, facendo due scoperte.

La prima è che, per un banale errore o una dimenticanza (ma qualcuno sospetta anche che possa trattarsi di un dipendente troppo zelante), Absolute Poker non abbia inviato a CrazyMarco soltanto le registrazioni delle sue carte, bensì l'intero archivio di tutti i tavoli a cui si era giocato durante quel torneo, comprensivo di tutte le carte in mano a tutti i concorrenti, e di tutti gli osservatori delle partite.

La seconda - più interessante - è che, dalla terza mano in poi, il vincitore, PotRipper, era diventato pressoché imbattibile: mai una sbavatura nel suo gioco. Anche con delle ottime carte in mano PotRipper lasciava, se gli avversari avevano di meglio. E se invece c'era spazio di manovra rilanciava pesantemente. Per una strana coincidenza, l'inizio della fortuna sfacciata di PotRipper coincideva con l'arrivo tra gli osservatori dell'utente numero 363. Quest'ultimo sarebbe rimasto lì a guardare per il resto della partita, senza mai lasciare il tavolo: un comportamento quantomeno insolito.

A questo punto, N82 50 24 e altri si rimettono al lavoro: risalgono dal numero dell'utente al suo indirizzo IP, e da questo al proprietario dell'account, sempre grazie al miracoloso log. Risultato: l'IP in questione è in Costa Rica, dove si trovano anche i server di Absolute Poker. L'utente 363 ha tutta l'aria di essere una talpa, un suggeritore che in qualche modo passava a PotRipper informazioni sulle carte degli altri giocatori.

Il resto è storia. Si scopre che lo stesso IP ha avuto accesso al server anche con un altro account, e che entrambi possono essere ricondotti a Scott Tom, l'ex-CEO di Absolute Poker. L'account di PotRipper sembra che invece appartenga a AJ Green, anche lui in passato alle dipendenze di Absolute Poker, nonché grande amico del vecchio CEO.

Di seguito una ricostruzione filmata della partita incriminata, realizzata con i dati ottenuti dal log:



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