lunedì 22 ottobre 2007

Caso editoria, due giorni di passione

Nel giro di poche ore dalla pubblicazione su Punto Informatico, la questione è diventato un caso nazionale. La condanna del provvedimento è pressoché unanime. Le scuse dei Ministri

Roma - C'è poco da dire sul caso editoria rilanciato da Punto Informatico venerdì scorso: tanta e tale è stata la reazione dei media che non si è quasi parlato d'altro negli ultimi due giorni. Ma val la pena riassumere in questa pagina alcuni link significativi a dichiarazioni e iniziative giunte online da venerdì ad oggi.

Tra le segnalazioni più significative ci sono i mea culpa di due ministri dell'attuale Governo, vale a dire Paolo Gentiloni e Antonio Di Pietro e la dichiarazione di un terzo, Pecoraro Scanio. Con toni diversi, come diverse sono le appartenenze politiche, tutti e tre parlano di provvedimento da cambiare. Non che questo sembri bastare: ci sono molti che si chiedono quale sia la posizione degli altri ministri del Consiglio che hanno approvato il controverso provvedimento sull'editoria, con lettere aperte indirizzate ad esempio al ministro Bonino.

E se Repubblica.it ha iniziato ad occuparsi della questione subito dopo la pubblicazione dell'articolo di Punto Informatico, la vicenda è stata ripresa online da molti dei maggiori quotidiani italiani, anche grazie alla presa di posizione di Beppe Grillo sul suo blog, che prende di mira in particolare Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e accreditato da più parti come uno dei padri del provvedimento. Proprio a Grillo e solo a lui, peraltro, ha risposto a breve giro di posta lo stesso Levi, con una lettera pubblicata sul sito del Governo.
Inutile dire, poi, che centinaia di blog che si sono mobilitati e sono intervenuti sull'argomento in queste ore, contribuendo a dare rilevanza ad una questione che preoccupa per come è stata generata prima ancora per i suoi contenuti, quelli che ora tutti si affrettano a dichiarare di voler modificare. Molto dura, tra le altre, la presa di posizione di ALCEI, che in una nota parla del ritorno di "pretesti e ambiguità per mascherare la censura di Stato", collegando quanto avvenuto alla vicenda della legge sull'editoria 62/2001, quella che come ricorderanno molti lettori di Punto Informatico condusse ad una vera e propria mobilitazione online.

Ed è proprio una mobilitazione quella a cui hanno pensato in tanti nel weekend. Sono partite petizioni con migliaia di firme raccolte in poche ore e il Partito Pirata italiano ha lanciato un googlebombing Giù le mani dai blog! sul proprio sito e su altri siti interessati a riprendere la protesta.

Sulla questione del disegno di legge sull'editoria ma ancor di più sulla sua genesi e i suoi effetti, Punto Informatico oggi pubblica i commenti di alcuni autorevoli osservatori esperti di cose della rete.
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