Caso editoria, due giorni di passione

Nel giro di poche ore dalla pubblicazione su Punto Informatico, la questione è diventato un caso nazionale. La condanna del provvedimento è pressoché unanime. Le scuse dei Ministri

Roma - C'è poco da dire sul caso editoria rilanciato da Punto Informatico venerdì scorso: tanta e tale è stata la reazione dei media che non si è quasi parlato d'altro negli ultimi due giorni. Ma val la pena riassumere in questa pagina alcuni link significativi a dichiarazioni e iniziative giunte online da venerdì ad oggi.

Tra le segnalazioni più significative ci sono i mea culpa di due ministri dell'attuale Governo, vale a dire Paolo Gentiloni e Antonio Di Pietro e la dichiarazione di un terzo, Pecoraro Scanio. Con toni diversi, come diverse sono le appartenenze politiche, tutti e tre parlano di provvedimento da cambiare. Non che questo sembri bastare: ci sono molti che si chiedono quale sia la posizione degli altri ministri del Consiglio che hanno approvato il controverso provvedimento sull'editoria, con lettere aperte indirizzate ad esempio al ministro Bonino.

E se Repubblica.it ha iniziato ad occuparsi della questione subito dopo la pubblicazione dell'articolo di Punto Informatico, la vicenda è stata ripresa online da molti dei maggiori quotidiani italiani, anche grazie alla presa di posizione di Beppe Grillo sul suo blog, che prende di mira in particolare Riccardo Franco Levi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio e accreditato da più parti come uno dei padri del provvedimento. Proprio a Grillo e solo a lui, peraltro, ha risposto a breve giro di posta lo stesso Levi, con una lettera pubblicata sul sito del Governo.
Inutile dire, poi, che centinaia di blog che si sono mobilitati e sono intervenuti sull'argomento in queste ore, contribuendo a dare rilevanza ad una questione che preoccupa per come è stata generata prima ancora per i suoi contenuti, quelli che ora tutti si affrettano a dichiarare di voler modificare. Molto dura, tra le altre, la presa di posizione di ALCEI, che in una nota parla del ritorno di "pretesti e ambiguità per mascherare la censura di Stato", collegando quanto avvenuto alla vicenda della legge sull'editoria 62/2001, quella che come ricorderanno molti lettori di Punto Informatico condusse ad una vera e propria mobilitazione online.

Ed è proprio una mobilitazione quella a cui hanno pensato in tanti nel weekend. Sono partite petizioni con migliaia di firme raccolte in poche ore e il Partito Pirata italiano ha lanciato un googlebombing Giù le mani dai blog! sul proprio sito e su altri siti interessati a riprendere la protesta.

Sulla questione del disegno di legge sull'editoria ma ancor di più sulla sua genesi e i suoi effetti, Punto Informatico oggi pubblica i commenti di alcuni autorevoli osservatori esperti di cose della rete.
26 Commenti alla Notizia Caso editoria, due giorni di passione
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  • Gentile Marwa, potrebbe spiegare, in italiano corrente, quali sono queste priorità?

    Sa, normalmente la libertà è considerata, almeno in molti ambienti, come priorità primaria et irrinunciabile...
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    Modificato dall' autore il 22 ottobre 2007 16.30
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  • In merito a questo tema vi propongo la visione sul mio blog http://maigret.typepad.com/ideepercordenons/ dell'intervista realizzata al senatore Cesare Salvi lo stesso giorno (il 19 ottobre) in cui è apprsa la notizia della proposta del sottosegretario Levi e che ho potuto apprendere proprio da Punto Informatico. Ecco il link al post sul blog e al relativo video http://maigret.typepad.com/ideepercordenons/2007/1...
    non+autenticato
  • LA CASTA ???

    il Blog di Beppe Grillo e Punto Informatico sono giornali ????

    Vogliono estendere i finanziamenti anche a loro ...
    o vogliono chiuderli.

    Esiste il reato di diffamazione ...
    non bastava quello ..
    per tutelare l'utente ???

    ABOLIZIONE DELL'ORDINE DEI GIORNALISTI !!!
    L'INFORMAZIONE "UFFICIALE" IN ITALIA E' AL SERVIZIO DELLA MAFIA !!

    oramai è palese !
    non+autenticato
  • Ma c'è un filo logico che lega le tue frasi? Se c'è, mi è sfuggito....
    non+autenticato
  • fantastica, tanto dice "Anche su questo punto, da lei particolarmente criticato e temuto, lo spirito della nostra legge è chiaro. Quando prevediamo l’obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, così un autentico operatore del mercato dell’editoria.

    Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l’operatore professionale e il privato può essere sottile e non facile da definire. Ed è proprio per questo che nella legge affidiamo all’Autorità Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori.

    L’informazione è un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto – e non per sfuggire alle nostre responsabilità –, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico.
    "


    se decidono loro, siamo comunque daccapo.
    dicono "no no, tranquillo"

    poi DECIDONO LORO che io si e tu no.

    quando io si, io sono sotto controllo.

    Pubblicata sul sito del governo... eppure è chiarissimo: "decidiamo noi".

    PS
    c'è pure un refuso.
    devono averla controllata proprio benoneOcchiolino
    non+autenticato
  • non posso che quotare in pieno: ai tempi del minculpop (vedi dittatura fascista) la censura era affidata allegramente alle forze di polizia, che cosi' potevano imporre veti, censure, arresti senza problemi...
    alle dittature fa comodo poter imporre la arbitrarieta' del potere e dell'imposizione della forza, al censore fa comodo potere imporre lui i criteri di censura, a seconda dei casi e delle PROPRIE necessita'

    lo stato di diritto e' un'altro
    il cittadino non esiste, solo il suddito
  • - Scritto da: Tallio Favrocchi
    >Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo,
    > anche con internet, pubblica un vero e proprio
    > prodotto editoriale e diventa, così un autentico
    > operatore del mercato dell’editoria.

    tra l'altro questo deduzione logica mi sembra decisamente ridicola: se pubblichi un prodotto editoriale, diventi un operatore del mercato dell'editoria!!!

    cosi' a orecchio sembra perfetto, se pubblichi un prodotto editoriale, certo, non puoi che essere uno che opera nel mercato dell'editoria...

    ma come si evince che si tratti di un prodotto editoriale dalla proposta di legge?
    nelle sue affermazioni si dice tanto "pensiamo" (pluralia maiestatis), ma a chi deve applicare la legge il pensiamo non conta niente, mica il magistrato/agente di polizia va a leggere le interviste per sapere cosa pensavano i relatori della legge, deve interpretare il testo stesso!!!
    e se nel testo non e' chiaro?
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    Modificato dall' autore il 22 ottobre 2007 15.39
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  • Dice Levi:

    " ...pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico..."

    Autorità che abbiano la competenza per regolare una materia così specifica ...?

    Ma come mai è specifica solo in Italia e invece all'estero non appare più di tanto da normare, escluse le usuali sanzioni per chi sgarra senza difetto di impunità e con la usuale certezza del diritto ben radicata in qualsiasi paese al di fuori del nostro?

    Coda di paglia? paura dell'opinione altrui? bisogno di impunità solo per la solita casta a scapito delle primarie libertà individuali?


    alba (No Name)

    p.s.: se solamente i nostri governanti sono perennemente afflitti da tale insicurezza e paure possono benissimo anche cambiare lavoro, non glielo ha ordinato il dottore al Levi di pensare per tutti noi, neh!
    non+autenticato
  • non vorrei trovare la roba in gazzetta ufficiale.

    ma dove devo andare a vederla PRIMA?

    scusate l'ignoranza
    non+autenticato
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