Luca Annunziata

Pagerank: Google colpisce mezzo Web

Drastica revisione dei PageRank. Ad essere colpiti sono soprattutto i siti con le valutazioni più alte. BigG si prepara a rivedere tutti i ranking?

Roma - Ci sono nomi famosi tra i siti colpiti nelle scorse ore da una corposa decurtazione di PageRank (in gergo, PR): tra gli altri figurano Washington Post, Forbes, Engadget, Problogger. Tutti in poche ore hanno visto calare di uno o, più spesso, di due punti la propria valutazione nell'indice di rilevanza del motore targato Mountain View. Il perché, almeno al momento, resta ancora tutto da chiarire.

Nessuno conosce esattamente il metodo con il quale viene calcolato il PageRank: le approssimazioni migliori parlano di una sommatoria tra i link provenienti da altri siti ritenuti autorevoli e i link in generale, ma anche altri fattori entrerebbero nell'equazione. Sta di fatto che una vera e propria scienza empirica, fatta di strategie di link incrociati e scambi di citazioni, è fiorita attorno a questo valore.

In ballo ci sono molte questioni: un PR elevato permette un buon posizionamento nei ranking di ricerca. Comparire in prima pagina o, meglio ancora, tra i primi 3 o 4 risultati per una data chiave (keyword), può premiare economicamente aziende e privati. Un sito con un PageRank 5 venderà i propri spazi pubblicitari ad un costo maggiore di uno con PR 3 o 4. Perdere un punto in classifica può costare molti soldi.
Sotto accusa, in un primo momento, sono finite le link-farm. Per promuovere artificiosamente un sito in classifica, i più disinibiti esperti SEO propongono l'acquisto di pacchetti di link testuali in siti con PageRank autorevole. Molti dei website penalizzati sembrerebbero aver fatto ricorso agli stessi canali per la compravendita dei cosiddetti textlink ads. Ma non si tratta di un aspetto che accomuna tutti.

Poi è stata la volta dei blog. A quanto si dice, l'abitudine dei loro proprietari di citarsi a vicenda, magari inserendo decine di siti di amici e conoscenti nel proprio elenco dei collegamenti consigliati (blogroll), costituirebbe un ostacolo alla corretta indicizzazione dei contenuti. Senza contare il rischio che una certa autoreferenzialità possa indebolire la qualità delle ricerche.

Gli esperti, comunque, invitano alla calma: perdere un po' di PageRank non è poi la fine del mondo. Anzi, l'occasione potrebbe essere propizia per dare una scossa a tutti coloro i quali ritenevano i blog e, più in generale, il web 2.0 uno strumento per fare soldi facili in poco tempo. Bisogna diversificare il proprio business, senza affidarsi ciecamente alla blogosfera.

Senza contare che, secondo molti, usare il PageRank è il modo peggiore per stilare delle classifiche. Per il momento, comunque, la perdita di qualche punto di PR non pare abbia modificato il ranking dei siti declassati nei risultati di ricerca: ci vorrà del tempo per compiere valutazioni sull'impatto che queste modifiche avranno sul posizionamento tra i risultati e sul traffico.

La speranza di molti è che si smetta di stare dietro le classifiche e ci si ricominci a preoccupare dei contenuti.

I segnali che l'algoritmo di classificazione di Google stesse cambiando c'erano tutti, già da diverso tempo: la revisione del PageRank potrebbe essere il primo passo per ridefinire il criterio di ranking per la ricerca. A Mountain View, per il momento, bocche cucite.

Qualcuno, però, pensa già a come sopravvivere senza Google.
12 Commenti alla Notizia Pagerank: Google colpisce mezzo Web
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  • Ci sono troppi soldi in ballo per google. Il motore sta diventando troppo potente, e come spesso succede in questi casi, si perde nella trasparenza (elemento che google non ha mai avuto dalla sua parte) e soprattutto in qualità.
    Sono ormai diversi mesi che le ricerche in google danno risultati di dubbio valore, ponendo alle prime posizioni siti che hanno ben poco a che fare con le parole ricercate. Forse è arrivato il momento di abbandonare il motore puntare su qualcosa di più innovativo...l'algoritmo di google era ottimo nell'epoca del web 1, ora l'insieme di "patch" e adeguamenti lo sta portando via via verso il declino.
    Speriamo si facciano avanti nuovi concorrenti, magari O.S.

    Un saluto a tutti,
    Giovanni.
    ______________________________
    www.smcp.it
    non+autenticato
  • a noi popolino, le istituzioni, le aziende, le lobby, chiunque.
    Poi però hanno tutti bisogno di noi, vogliono essere visti, l'essere visibili al popolino è la loro priorità, "l'opinione pubblica" è TUTTO.
    Mi domando da sempre perchè, è una discrepanza incolmabile; da un parte se ne fregano, dall'altra i cleptocrati ci mettono al centro del mondo.

    Non abbiamo bisogno di loro nè della loro visibilità
    non+autenticato
  • Sembrerebbe piuttosto un bug insito nel sistema di indicizzazione e calcolo del PR di Google. Come spiegare il fatto che inserendo nella casella di ricerca una sola parola relativa ad un argomento venga restituito un elenco enorme di links a siti con intenti pubblicitari?

    Infatti i siti migliori e visibili sono comunque sempre visibili fra i primi indipendentemente dal fatto che si usi Google o un altro motore di ricerca (ce ne sono veramente di "intelligenti" e precisi)..

    Provare per credere!
    non+autenticato
  • Io ho avuto solo effetti positivi dal nuovo pagerank.. in due dei miei siti il pagerank ha migliorato la posizione nelle ricerche.. ora aspetto per il terzo sitoSorride
  • E' bello leggere i commenti della blogsfera... quando il PR saliva tutti a dire che era l'indice di successo di un sito, ora che scende tutti a dire che non serve.

    Nascondendosi dietro titoloni come SEO e SEM

    Ad ascoltarli, saprebbero anche come farvi apparire in prima pagina anche nella versione cartacea delle pagine gialle.

    Il miglior SEO? Contenuti di qualità

    Il miglior SEM? Adwords et similia
    non+autenticato
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