Gaia Bottà

La tassa su Internet non s'ha da fare

Pericolo scongiurato: negli USA verrà estesa la moratoria sulla tassazione dell'accesso a Internet. Camera alta e camera bassa dovranno semplicemente accordarsi sulla durata del provvedimento

Washington - Avrebbe dovuto scadere il primo novembre, la moratoria sulla tassazione dell'accesso ad Internet. Ma prima la Camera dei Rappresentanti, poi il Senato degli Stati Uniti si sono pronunciati per un'estensione: Internet non sarà tassabile per i prossimi quattro anni, a parere della camera bassa, per i prossimi sette anni, nella versione del bill approvata dalla camera alta.

È già la terza volta che negli Stati Uniti si rinvia la possibilità di imporre gabelle su Internet: il primo bando della tassazione, che impediva a livello federale che le amministrazioni degli stati USA imponessero balzelli sulla Rete, risale al 1998, con l'Internet Tax Freedom Act (ITFA). Volta a favorire le diffusione di Internet e incoraggiare l'avvio di affari online, l'ITFA legava le mani alle amministrazioni che fino a quel momento non avessero previsto imposizioni fiscali sulla connettività Internet. Il bando della tassazione era stato rinnovato nel 2001 e nel 2004: ora, prossimo alla scadenza, è stato rilanciato.

Il primo rinvio è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti, aprendo la strada ad altri 4 anni senza tasse sulla Rete. Solo due representative si sono dichiarati contrari all'estensione del provvedimento ma, riporta PC World, solo per invitare i colleghi a trasformare la moratoria in una disposizione permanente. La versione del bill approvata dalla House of Representatives restringerebbe però la definizione di accesso a Internet, consentendo agli stati americani di tassare ad esempio le comunicazioni VoIP, i servizi video, gli scambi di email o l'uso di programmi di instant messaging.
Nella versione del bill passata in Senato si è aggiustato il tiro, merito del memorandum compilato dal senatore Wyden, il promotore della moratoria del 1998: sarà esclusa la possibilità di tassare email e servizi affini, dalla fornitura di clip video ai servizi di messaggeria testuale, vocale e a mezzo video. Rimangono vaghe le disposizioni previste per la fornitura di servizi a pagamento: IPTV e VoIP potrebbero essere oggetto di balzelli.

L'estensione della moratoria per sette anni decretata dal Senato è invece il risultato di una intensa negoziazione tra i sostenitori di un bando meno duraturo che ritengono la moratoria possa danneggiare le amministrazioni più assetate del denaro dei contribuenti, e coloro che vorrebbero un bando permanente alla possibilità di tassare Internet e i servizi offerti in Rete, per continuare ad assicurare connettività a prezzi accessibili per il cittadino, e per spianare la strada agli investitori.

Quasi tutti soddisfatti, dunque. Esulta persino il senatore Ted Stevens, che per i prossimi sette anni potrà contare su tubi la cui portata di informazione non sarà tassabile: "Mantenendo Internet non tassabile ed economicamente accessibile, il Congresso può incoraggiarne l'uso per promuovere programmi di istruzione a distanza, telemedicina, commercio e altri importanti servizi." Tirano un sospiro di sollievo anche i provider, che hanno stimato che una tassazione dell'accesso alla Rete si sarebbe potuta tradurre in un aumento del 17 per cento dei costi all'utente finale.

Per ora il pericolo di sollevazioni popolari è scongiurato: i due rami del Congresso dovranno accordarsi per far giungere alla Casa Bianca una versione uniforme della proposta di legge che, con ogni probabilità, verrà firmata da Bush.

Gaia Bottà
21 Commenti alla Notizia La tassa su Internet non s'ha da fare
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  • Tassare? perchè? che servizi conseguiranno? se non ci saranno servizi potenziati dall'extra gettito col cazzo che si devono pagare le tasse!
    non+autenticato
  • che servizi conseguiranno?

    Auto Blu di marca Ferrari ti dice niente ?

    Non è un servizio questo che merita ulteriori nostre tasse ?
    non+autenticato
  • Hanno visto che la cazzata non ha preso piede negli usa e si sono detti "facciamo vedere ai nostri liberatori, che siamo migliori di loro, che abbiamo imparato bene"
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > Hanno visto che la cazzata non ha preso piede
    > negli usa e si sono detti "facciamo vedere ai
    > nostri liberatori, che siamo migliori di loro,
    > che abbiamo imparato
    > bene"

    A dire il vero qualsiasi paese al mondo ha da imparare dai governi italiani in fatto di tasse creative. Per esempio, non puoi apoggiare un cavalletto a terra per scattare una foto. E' occupazione di terreno pubblico, e devi pagare prima di farlo. Puoi pero' appoggiare il cavalletto sul cofano della tua macchina, visto che paghi gia' le tasse per circolare.
    non+autenticato
  • Forse è il caso di rinfrescarsi la memoria su cosa sono le tasse.

    Le tasse sono dei soldi che vengono chiesti ai cittadini, per essere messe dentro una "cassa comune", per pagare i servizi che servono a tutti.

    Ora in questo caso vorrei capire su che basi vogliono una "tassa su internet".

    Il servizio lo stipulo con un privato (connettività)
    Lo strumento (il PC o altro) me lo compro io.
    I contenuti li mettono gli utenti.

    Tassa su che cosa? Per fare che? Che cosa ottiene l'utente in cambio dei soldi che paga?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Comet
    > Le tasse sono dei soldi che vengono chiesti ai
    > cittadini, per essere messe dentro una "cassa
    > comune", per pagare i servizi che servono a
    > tutti.

    ... in Italia ??? ... si ... e poi c'era la marmotta che confezionava la cioccolata!

    (leggi: condivido il tuo discorso ma se lo rapporto a questo paese, "non so perchè", non mi tornano i conti a prescindere)
    non+autenticato
  • Rinfrescarsi la memoria sulle tasse va bene, ma devi anche pensare dal punto di vista dello stato per comprendere il senso di alcune norme.

    Una tassa su internet teoricamente servirebbe a ripagare l'amministrazione pubblica della perdita di iva derivata dal mancato uso di sistemi di comunicazione tradizonale. Per esempio, con internet puoi comunicare con l'Australia o leggerti un giornale londinese senza pagare IVA per telefono o per avere fisicamente un giornale in mano (trasporto e distribuzione).

    Praticamente hai quasi gratis quello che prima comportava grosse fette di introiti da vari settori per l'erario, che e' costetto quindi, proprio per mantenere la "cassa comune" e pagare i servizi che servono a tutti, ad essere piu' creativo e andare a batter cassa dove c'e' piu' grana.
    non+autenticato
  • Ma cosa stai dicendo, in Italia ci sono mille tasse da togliere e tu giustifichi anche altre inutili tasse che farebbe chiudere i fornitori di servizi italiani in quando oggi chiunque può comprare un servizio all'estero, oltre a creare disoccupazione.

    Le tasse su internet gia ci sono, oltre a i fornitori di servizi chiunque ha una attività on-line paga le tasse in base a quello che guadagna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: miki
    > Ma cosa stai dicendo, in Italia ci sono mille
    > tasse da togliere e tu giustifichi anche altre
    > inutili tasse che farebbe chiudere i fornitori di
    > servizi italiani in quando oggi chiunque puo`
    > comprare un servizio all'estero, oltre a creare
    > disoccupazione.

    Cerca di non confondere una SPIEGAZIONE con una APPROVAZIONE.
    Se ti spiego come per un coccodrillo tu sei una preda, non vuol dire che giustifico ed approvi che un rettile ti divori.
    Io non sto GIUSTIFICANDO questa tassa. Non ho mai scritto di approvarla ne' di disapprovarla, se vuoi sapere la disapprovo. Ma se ho scritto "viva questa tassa" sei pregato di citare le mie parole, altrimenti rileggi.

    Anzi rileggiamo assieme.

    Comet chiedeva "Tassa su che cosa? Per fare che? Che cosa ottiene l'utente in cambio dei soldi che paga?" e io gli ho detto che l'utente ottiene le stesse cose di prima, la "cassa comune" che lui ha citato per pagare i servizi che servono a tutti.

    E allora come si spiega una tassa del genere, a che servirebbe? Un ennesimo doppione di tassa perche'? Ho scritto chiaramente che CALANDOSI NEI PANNI (sei in grado?) di un governo, serve a compensare il mancato introito da altre tasse che gravavano su tecnologie ed abitudini che diventano desuete e poco popolari.

    Lo so benissimo che ci sono mille, diecimila tasse in Italia. Ma anche se sono tutte odiose sai che non tutte sono proficue, in alcuni casi raccogliere certe tasse costa piu' di quanto lo stato incameri.

    E' ovvio quindi che i governi e i governanti vadano a cercare di mettere tasse laddove beni e servizi diventano popolari. Il loro compito, ci piacciano o no, e' tenere in attivo la "cassa comune" per pagare i servizi che servono a tutti. E lo possono fare aumentando le tasse esistenti (dandogli magari nomi diversi) oppure introducendo nuove tasse. E dove se non sulle cose nuove?
    Quanto credi possa rendere oggi una tassa sulle carrozze o sui cappelli a cilindro?
    Ovvio che i governi pensino alla rete. E' perfettamente logico, anche se oviamente non ci piace. Anche se il settore e' gia' tassato, e' ancora un terreno quasi vergine, confronto a cose stracariche di imposte come benzina, alcool, automobile, casa, luce, acqua, tv, ecc.
    non+autenticato
  • Questa idea che la tassa su qualcosa che lo stato non eroga possa essere approntata per COMPENSARE un mancato introito da altri settori già tassati non sta né in cielo né in terra.

    Lo Stato già prende la sua parte (chiamata IVA) da ognuno degli abbonati a qualsiasi provider nazionale. E si prende la sua parte (più l'equo compenso SIAE) sull'HW usato per la connessione, sull'energia usata per farlo funzionare e a ben vedere anche sulla stanza in cui è posizionato il pc (se in casa di proprietà).

    Stessa cosa accade per i telefoni cellulari, ma non certo per compensare il fatto che adesso ci sono meno telefoni fissi di prima...
    non+autenticato
  • Beh informati su come va il mondo, che vuoi che ti dica, mica posso insegnarti tutto.
    Anche i governi si aggiornano, venendo meno introiti di tasse su settori infruttuosi, ovviamente aggrediscono settori nuovi. Si, anche se tutti sono gia' settori ivati e sono gia' stati erosi in parte da altre imposte. Creano una nuova tassa, gli danno un nuovo nome e la applicano. A volte se sono ingegnosi e vogliono evitare che si crei un dissenso troppo forte, pericoloso per le poltrone, creano degli obblighi a monte dei beni/servizi che vogliono tassare, e poi tassano l'indotto generato dagli obblighi di legge.
    Fantapolitica eh? Eppure vivi in Italia, queste sono cose dovresti saperle, sono cose di ogni giorno da 100 anni a questa parte.
    non+autenticato
  • Vedi, la tassa chiamata Equo Compenso che si applica sui supporti di memorizzazione è esattamente il tipo di "tassa" che dici tu: per COMPENSARE le perdite derivanti dalla pirateria, ti fanno pagare qualcosa anche se non hai mai piratato.

    Nel caso delle imposte, non vi è dubbio che il modo di tassare qualsiasi cosa si trovi sempre. Il problema è che non lo si fa perché nel frattempo lo stato si accorge che sta perdendo soldi da qualche altra tassa che non rende più come prima. Non è così che funziona, checché tu ne dica. Puoi chiedere a qualsiasi economista di qualsiasi corrente di pensiero. Anche l'equo compenso di cui sopra costituisce un'aberrazione, dal pdv legale ed economico (per motivi vari) e non è certo la regola che viene seguita.

    Del resto, la famosa IVA precedentemente menzionata, è una tassa perfetta per sopperire alle oscillazioni delle entrate fiscali sui servizi e sui beni. Se tutti smettono di telefonare da casa ma tutti usano il cellulare, per lo Stato non cambia molto: l'IVA in più che prendono dai cell compensa quella persa dai telefoni fissi.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Molibdeno
    > Rinfrescarsi la memoria sulle tasse va bene, ma
    > devi anche pensare dal punto di vista dello stato
    > per comprendere il senso di alcune
    > norme.
    >
    > Una tassa su internet teoricamente servirebbe a
    > ripagare l'amministrazione pubblica della perdita
    > di iva derivata dal mancato uso di sistemi di
    > comunicazione tradizonale. Per esempio, con
    > internet puoi comunicare con l'Australia o
    > leggerti un giornale londinese senza pagare IVA
    > per telefono o per avere fisicamente un giornale
    > in mano (trasporto e
    > distribuzione).
    >
    > Praticamente hai quasi gratis quello che prima
    > comportava grosse fette di introiti da vari
    > settori per l'erario, che e' costetto quindi,
    > proprio per mantenere la "cassa comune" e pagare
    > i servizi che servono a tutti, ad essere piu'
    > creativo e andare a batter cassa dove c'e' piu'
    > grana.

    ma che ragionamento del menga ..
    allora dobbiamo mettere una tassa sui cellulari, perchè prima usavi i telefonici pubblici se eri fuori casa.
    Ma per favore..
    sti ladroni pensassero a dare una degna assistenza sanitaria, a inserire il foss nella PA e soprattutto nelle scuole e molto altro invece di venire a elemosinare euro sulla fuffa. e il bello è che c'è anche chi li sostiene.. roba da manicomio.
    non+autenticato
  • - Scritto da: ges ollolo
    > Ma per favore..
    > sti ladroni pensassero a dare una degna
    > assistenza sanitaria

    Secondo l'istuto mondiale della sanità l'italia come servizi è seconda dietro la Francia.
    non+autenticato
  • - Scritto da: sadfads
    > - Scritto da: ges ollolo
    > > Ma per favore..
    > > sti ladroni pensassero a dare una degna
    > > assistenza sanitaria
    >
    > Secondo l'istuto mondiale della sanità l'italia
    > come servizi è seconda dietro la
    > Francia.

    http://www.fimmg.org/notizie/omsrapp.htm
    non+autenticato