Alfonso Maruccia

Gli utenti P2P comprano più CD

Non lo dicono i produttori di software di sharing, lo dice uno studio governativo canadese: checché ne pensino, non è vero che il file sharing danneggia le major

Roma - I danni del P2P stimati dall'industria in miliardi di dollari all'anno sono solo propaganda? È questa la considerazione più immediata che si potrebbe ricavare dalla lettura di The Impact of Music Downloads and P2P File-Sharing on the Purchase of Music: A Study For Industry Canada, indagine conoscitiva condotta sul territorio al di là del lago Ontario che vuole essere un parere autorevole e indipendente sulla perdurante questione della condivisione dei contenuti additata come pirateria, sui suoi reali effetti di mercato e su come essa modifichi - se le modifica - le abitudini di acquisto dei consumatori.

L'indagine nasce dalla collaborazione tra due professori dell'Università di Londra, Industry Canada e la società demoscopica Decima Research, fondata nel 1979 dallo stratega del Partito Conservatore Progressista del Canada Allan Gregg. Decima ha intervistato oltre 2.000 cittadini canadesi su argomenti quali appunto le abitudini di download e acquisto di contenuti musicali, siano essi autorizzati o meno.

Le principali conclusioni a cui sono pervenuti i ricercatori, delle quali dà notizia fra gli altri l'esperto canadese Michael Geist, stabiliscono quanto segue: nel valutare la popolazione che fa uso di P2P è stato individuato "un rapporto fortemente positivo tra il file sharing e l'acquisto di CD". In sostanza chi scarica è anche maggiormente propenso a spendere soldi per i dischi originali, nella misura stimata di 0,44 CD all'anno per un download mensile.
Inoltre, quando si sommano la popolazione dei downloader e quella dei cittadini non-condivisori si ottiene una somma sostanzialmente nulla, non essendoci dunque alcuna correlazione diretta tra il file sharing e il mercato musicale tradizionale. O per dirla con le parole dei ricercatori, "l'analisi dell'intera popolazione canadese non rivela alcuna relazione, positiva o negativa che sia, tra il numero di file scaricati dai network di P2P e i CD acquistati". Insomma, nessuna prova diretta che suggerisca un effetto di qualsiasi tipo della condivisione illegale dei contenuti sul mercato legittimo dei suddetti, per lo meno in Canada.

Lo studio, come suggerisce e sottolinea Geist, non è stato condotto per il volere di qualche particolare sponsor e quindi non ha alcuna causa di parte da perorare, sia in seno all'industria multimediale che fuori: Industry Canada, la commissione governativa indipendente che lo ha commissionato, intendeva solo raccogliere dati quanto più oggettivi è possibile in vista di decisioni politiche future sull'argomento.

E, a parere degli autori, The Impact of Music Downloads raccoglie informazioni empiriche come mai prima, informazioni individuate nell'ambito del file sharing impiegando per la prima volta dati macroeconomici rappresentativi nell'indagine conoscitiva.

Oltre a trarre le conclusioni di cui sopra, poi, lo studio prende in considerazione un nugolo di questioni frequentemente discusse quando si parla di P2P, come la correlazione - inesistente - tra i download non autorizzati e quelli legali da store come iTunes, il prezzo dei CD e le entrate domestiche che non hanno sostanzialmente impatto sugli acquisti dei supporti, l'effetto nullo degli acquisti digitali su quelli fisici e ancora il numero superiore di dischi acquistati da chi già spende già molto in altre forme di intrattenimento come DVD, cinema e videogame.

Lo studio è secondo Geist un "must-read", poiché sebbene risulti "duro" per i non economisti è l'ennesima, autorevole conferma del fatto "che l'industria ha beneficiato dal P2P e che non esiste alcuna emergenza che necessiti di interventi legislativi speciali". Ed è un messaggio probabilmente diretto non solo alle associazioni del copyright canadesi ma anche alla statunitense RIAA, che ha fatto dei presunti danni del file sharing alle vite di lavoratori e major uno dei suoi più rilucenti vessilli identificativi.

Alfonso Maruccia
26 Commenti alla Notizia Gli utenti P2P comprano più CD
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  • Scusate, ma negli anni 80 e inizio 90 perchè si potevano copiare le audiocassette (con un bel duplicatore AIWA a doppia velocità) senza problemi? Certo non era legale ma nessuno veniva a farti tutto sto macello per una cassetta di Marco Masini copiata e suonata nel tuo autoradio Majestic... Che cosa è cambiato da allora, quando l'amico "fico" ti duplicava la C60?... no spiegatemelo perchè davvero non lo capisco...
    non+autenticato
  • Forse le major dicono che il digitale consente copie perfette, da quì tutto il loro accanimento.
    Comunque, se molte delle produzioni (non solo musica, ma anche film) di oggi fanno schifo, a che serve duplicarle perfettamente? Quale danno reale potrebbero vantare le major, rispetto a quando si usavano le care vecchie cassette analogiche?
  • Quindi se io mi copio, per assurdo, un CD su una cassetta e poi in mp3 nessuno mi può dire niente perchè la copia non è più perfetta?... ovviamente sto parlando per assurdo A bocca aperta... Secondo me sti sta arrivando ad un punto di non ritorno e se non si fa qualcosa, e alla svelta la situazione si farà sempre più difficile e insostenibile. Non che adesso non lo sia ma forse si può ancora porre rimedio in qualche modo.
    E parlo per esperienza (molta esperienza). Saprete sicuramente che le web radio pagano una "tassa siae" per lo streaming online. Quello che forse non sapevate e che per mandare in onda le dediche (ovvero: telefonata di un ascoltatore che DEDICA UNA CANZONE A QUALCUNO) si deve pagare una "tassa siae" DIVERSA dal "normale"... perchè, quella canzone suona in modo diverso se è dedicata invece di essere in playlist?... -.-
    non+autenticato
  • - Scritto da: TonyJay
    > Scusate, ma negli anni 80 e inizio 90 perchè si
    > potevano copiare le audiocassette (con un bel
    > duplicatore AIWA a doppia velocità) senza
    > problemi? Certo non era legale...

    E chi l'ha detto che era (è) illegale?

    Legge 22 aprile 1941 n. 633
    Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio

    Sezione Il - Riproduzione privata ad uso personale

    Art. 71-sexies

    1. E' consentita la riproduzione privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi supporto, effettuata da una persona fisica per uso esclusivamente personale, purché senza scopo di lucro e senza fini direttamente o indirettamente commerciali, nel rispetto delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater.

    2. La riproduzione di cui al comma 1 non può essere effettuata da terzi. La prestazione di servizi finalizzata a consentire la riproduzione di fonogrammi e videogrammi da parte di persona fisica per uso personale costituisce attività di riproduzione soggetta alle disposizioni di cui agli articoli 13, 72, 78-bis, 79 e 80.

    3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica alle opere o ai materiali protetti messi a disposizione dei pubblico in modo che ciascuno possa avervi accesso dal luogo e nel momento scelti individualmente, quando l'opera è protetta dalle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater ovvero quando l'accesso è consentito sulla base di accordi contrattuali.

    4. Fatto salvo quanto disposto dal comma 3, i titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.
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    Modificato dall' autore il 05 novembre 2007 10.15
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  • Bhe c'era scritto sulle cassettine stesse A bocca aperta non ricordi? Un po' come adesso sui CD se guardi la parte con l'etichetta potrai leggere sul bordo esterno una bella frasina d'incoraggiamento...
    non+autenticato
  • La differenza sta nella facilita' di duplicazione e diffusione introdotte dalla rete e dal formato.
    Creare una copia di una cassetta ha il costo di una cassetta vergine, e richiede un tempo pari alla durata della cassetta (forse meta' con alcuni sistemi di copia, ma comunque siamo nell'ordine delle decine di minuti), copiare 12 mp3 e' gratis e richiede un paio di minuti.
    Diffondere una copia di una cassetta richiede un contatto diretto tra le due parti, piu' tempo per la duplicazione, diciamo che in un giorno puoi passarla a due amici perche' se la copino (e sono stato generoso, di solito quando le prestavi ti tornavano dopo almeno 3 giorni!), con un software p2p per passare 12 mp3 ad uno che vive a 1000Km da casa tua ci metti una decina di minuti.
    non+autenticato
  • una volta il fuoco non lo conoscevano nemmeno, ora orbitiamo attorno alla terra.
    Si chiama progresso.
    Sono assolutamente d'accordo con l'articolo.
    Prendiamo 300 ad esempio. Visto al cinema, rivisto in DivX e comprato originale in DVD.
    Stessa cosa farò con "Transformers the movie" appena esce.
    Se il prodotto è valido gli utenti sono disposti a spendere a prescindere di trovarlo anche gratuitamente.
    Peccato che il mercato sia infestato di vaccate commerciali che non meriterebbero nemmeno la diffusione per il canale P2P (vedi le varie Paris Hilton, o film che vengono presentati come le rivelazioni dell'anno e poi sono solo 2 battute scontate e mal girati).
    I CD audio io preferisco prima ascoltarli piuttosto che comprarli spinti dal singolo del momento e trovarsi un prodotto finito con una canzone decente e 11/12 inascoltabili.
    Inoltre non mi sembra che gli autori muoiano di fame.
    Madonna ha appena affermato che 3 anni di tour gli hanno fatto incassare molto più di quello che ha guadagnato con i cd (e ne ha venduti a pacchi questa!)
    Diciamo le cose come stanno: le major hanno paura che gli autori facciano come i Radiohead tagliandole fuori.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Harima Kenji
    > una volta il fuoco non lo conoscevano nemmeno,
    > ora orbitiamo attorno alla
    > terra.
    > Si chiama progresso.

    Ah, grazie per avermelo fatto notare, pensavo si chiamasse pollo fritto.
    Ho solo cercato di spiegare perche' il copiare cassette negli anni 80/90 era diverso dal p2p di oggi, mica stavo dicendoc he la terra e' piatta, ho solo fatto un raffronto tra due modi di condividere musica distanti una ventina d'anni l'uno dall'altro e del perche' la repressione allora era molto piu' blanda di quella odierna.

    > Sono assolutamente d'accordo con l'articolo.
    > Prendiamo 300 ad esempio. Visto al cinema,
    > rivisto in DivX e comprato originale in
    > DVD.
    > Stessa cosa farò con "Transformers the movie"
    > appena
    > esce.

    C'e' un gran numero di persone pero' a cui di avere un film in dvd non interessa perche' e' interessata a vederlo solo una volta, scommetto che ci sono film che anche tu hai visto, che ti sono piaciuti, ma di cui non senti il bisogno di avere un dvd in casa.

    > Se il prodotto è valido gli utenti sono disposti
    > a spendere a prescindere di trovarlo anche
    > gratuitamente.
    > Peccato che il mercato sia infestato di vaccate
    > commerciali che non meriterebbero nemmeno la
    > diffusione per il canale P2P (vedi le varie Paris
    > Hilton, o film che vengono presentati come le
    > rivelazioni dell'anno e poi sono solo 2 battute
    > scontate e mal
    > girati).

    Eppure quelle vaccate costituiscono la fetta maggiore di traffico sui p2p. Forse la gente anziche' andare al cinema a vederlo se lo scarica, cosi' poi puo' dire l'ho visto e fa schifo.

    > I CD audio io preferisco prima ascoltarli
    > piuttosto che comprarli spinti dal singolo del
    > momento e trovarsi un prodotto finito con una
    > canzone decente e 11/12
    > inascoltabili.

    Su qusto ti do pienamente ragione, ma ci sono le magiche colonnine nei negozi i cd dove puoi ascoltare l'album prima di comprarlo, certo, la scelta e' limitata, forse potrebbero fare una cosa simile via web con delle preview non scariacbili dell'album cosi' te lo puoi sentire prima di scariacarlo. Non so se ci sia per tutti, ma per molti cd su amazon c'e' (e probabilemtne anceh su iTunes, non lo so)

    > Inoltre non mi sembra che gli autori muoiano di
    > fame.
    >
    > Madonna ha appena affermato che 3 anni di tour
    > gli hanno fatto incassare molto più di quello che
    > ha guadagnato con i cd (e ne ha venduti a pacchi
    > questa!)

    Pienamente d'accordo i concerti dovrebbero essere molto piu' importanti per l'economia di un'artista, ma sai quanto costava il biglietto per Madonna?!?!

    > Diciamo le cose come stanno: le major hanno paura
    > che gli autori facciano come i Radiohead
    > tagliandole
    > fuori.

    Questo lo possono fare solo quelli che sono gia' famosi. In questo i Radiohead sono stai un po' vigliacchi, quando gli faceva comodo per la promozione sono stati ben ben al caldo sotto l'ala della major, ora si sono accorti che possono farne a meno...
    non+autenticato
  • Vogliamo aggiungere anche che c'è una certa differenza tra copiarsi 80 cassette per il Walkman (circa 1000 canzoni) e 80GB per l'iPod (circa 40.000 canzoni)?

    Occhiolino

    Conosco gente che ha HD pieni con centinaia di gigabyte di discografie complete, molte delle quali non le hanno nemmeno ascoltate una volta.


    - Scritto da: Loris Batacchi
    > La differenza sta nella facilita' di duplicazione
    > e diffusione introdotte dalla rete e dal
    > formato.
    > Creare una copia di una cassetta ha il costo di
    > una cassetta vergine, e richiede un tempo pari
    > alla durata della cassetta (forse meta' con
    > alcuni sistemi di copia, ma comunque siamo
    > nell'ordine delle decine di minuti), copiare 12
    > mp3 e' gratis e richiede un paio di
    > minuti.
    > Diffondere una copia di una cassetta richiede un
    > contatto diretto tra le due parti, piu' tempo per
    > la duplicazione, diciamo che in un giorno puoi
    > passarla a due amici perche' se la copino (e sono
    > stato generoso, di solito quando le prestavi ti
    > tornavano dopo almeno 3 giorni!), con un software
    > p2p per passare 12 mp3 ad uno che vive a 1000Km
    > da casa tua ci metti una decina di
    > minuti.
    non+autenticato
  • Forse negli anni 80 DOVEVI conoscerlo l'amico fico che ti copiava la cassetta di celentano, che l'aveva copiata da suo cugino, che l'aveva copiata dallo zio Umberto, il quale aveva comprato l'originale!
    Ora ti siedi davanti al computer e scarichi da 800 persone sconosciute in un quarto di minuto e soprattutto nessuno di questi 800 l'ha comprato originale!
    non+autenticato
  • Per capirlo conta quante cassette pirata hai mai avuto in vita tua...ecco...ora conta quanti album di mp3 pirata possiedi e in quanto tempo te li sei procurati!
    non+autenticato
  • Sorprendente! Tenuto conto che molti CD audio sono pure protetti e che ormai il consumatore preferisce ascoltare la musica su player basati su memorie e non CD è veramente sorprendente che continui a comprare CD a caro prezzo.
    E' molto più conveniente sacricarli dalla rete già in formato mp3. Nessuna conversione o lotta con protezioni, già pronto a essere scaricato sul player e non ultimo gratis.
    Le varie Major dovrebbero inginocchiarsi davanti a simili dimostrazioni di onestà dei consumatori invece di proseguire con le loro lotte contro i mulini a vento
  • Sbaglio, o non è la prima volta che studi imparziali dimostrano un legame tra il p2p e l'aumento delle vendite dei CD?
    Ad ogni modo, credo che per la MAFIAA (www.mafiaa.org) gli unici studi autorevoli siano quelli da lei commissionati e che rivelino un presunto (o costruito ad arte) legame tra p2p e CD invenduti.
    Temo che sia inutile ragionare con certa gente, dalla testa più dura del diamante.
  • già è stato detto,qst riguardava una nuova ricerca sul canada...cmq x me la riaa ha ragione che il p2p scoraggia l'acquisto dei cd originali... perchè dovrei andare a spendere un sacco di soldi per avere tutto quello che voglio non spendendo nulla?
    ..e poi non si spiegherebbe xkè in passato gli artisti vendevnao milioni e milioni(anke oltre 20/30) e oggi giorno se vendi 1 milione di copie ha un successo incredibile

    ps non sto assolutamente giustificando la riaa,ci mancherebbe;)
  • - Scritto da: Alex88na
    [CUT]
    > ..e poi non si spiegherebbe xkè in passato gli
    > artisti vendevnao milioni e milioni(anke oltre
    > 20/30) e oggi giorno se vendi 1 milione di copie
    > ha un successo
    > incredibile

    Che razza di legame logico trovi nel considerare un evento che è successo nel passato (quantitativo di vendite di cd nel passato), con uno attuale (quantitativo attuale di vendite di cd) e scaricamento di musica??

    I motivi di quantitativo di cd venduti minore o maggiore potrebbero dipendere da fattori ben più importanti quali il lavoro sempre più precario delle persone, il fatto che il cd sia un supporto ormai obsoleto che non attira nemmeno più chi è appassionato di nuove tecnologie, il fatto che non vi sono più stimoli pubblicitari adeguati (siamo saturi tutti ormai di pubblicità), o altro. Certamente non c'è alcun modo per sapere quale sia il vero motivo.
    non+autenticato
  • ---8<--- cut ---8<----

    >
    > I motivi di quantitativo di cd venduti minore o
    > maggiore potrebbero dipendere da fattori ben più
    > importanti quali il lavoro sempre più precario
    > delle persone, il fatto che il cd sia un supporto
    > ormai obsoleto che non attira nemmeno più chi è
    > appassionato di nuove tecnologie, il fatto che
    > non vi sono più stimoli pubblicitari adeguati
    > (siamo saturi tutti ormai di pubblicità), o
    > altro. Certamente non c'è alcun modo per sapere
    > quale sia il vero
    > motivo.

    Frammentazione.
    In pratica ci sono più artisti che vendono, ma che non stra-guadagnano. E questo per le Major è il vero problema.
    Col P2P non vale più l'equazione: più pubblicità = maggiori vendite. Non riescono ad avere un "controllo" delle produzioni. Non possono più basarsi sui loro (vecchi) metodi di marketing.
    Non come prima.
    Perchè? perchè adesso c'è un ascolto "ampio" della musica tramite P2P, ed anche se chi non compra CD in assoluto, questi ascoltano comunque una quantità di musica inimaginabile prima, anche con il "prestito delle musicassette".
    Ed anche costoro giudicano e diffondono il giudizio su quanto fa schifo o è bello un lavoro discografico, influenzando chi invece i CD (o almeno la musica online) va a comprarli (che già di per se usano il P2P per ascoltare e pre-giudicare i nuovi lavori, o scoprire nuovi artisti).
    Il P2P crea autoregolamentazione vera, e crea un passaparola (da sempre la vera croce e delizia del mercato) più efficace.

    Tutto questo IMHO.

    :)
    non+autenticato
  • - Scritto da: pinco pallino qualunque
    > Che razza di legame logico trovi nel considerare
    > un evento che è successo nel passato
    > (quantitativo di vendite di cd nel passato), con
    > uno attuale (quantitativo attuale di vendite di
    > cd) e scaricamento di
    > musica??

    Ma sei serio? Vuoi proprio farmi credere che il p2p non influisce sulle vendite di cd o ho capito male?

    Prendi l'esempio dei Radiohead, davano il loro CD gratis sul loro sito, ma la gente continua a preferire il download dal mulo, anche se il prodotto e' gratis! Figurati se fosse stato a pagamento!

    Vuoi un legame diretto? Prendi il numero di brani venduti da iTunes e altri store on-line e confrontali con quelli scaricati ogni giorno attraverso p2p, sono di due ordini di grandezza diversi... ma non e' un legame logico vero?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Loris Batacchi
    > - Scritto da: pinco pallino qualunque
    > > Che razza di legame logico trovi nel considerare
    > > un evento che è successo nel passato
    > > (quantitativo di vendite di cd nel passato), con
    > > uno attuale (quantitativo attuale di vendite di
    > > cd) e scaricamento di
    > > musica??

    > Ma sei serio? Vuoi proprio farmi credere che il
    > p2p non influisce sulle vendite di cd o ho capito
    > male ?

    > Prendi l'esempio dei Radiohead, davano il loro CD
    > gratis sul loro sito, ma la gente continua a
    > preferire il download dal mulo, anche se il
    > prodotto e' gratis! Figurati se fosse stato a
    > pagamento!

    Gli stessi Radiohead hanno dichiarato che le vendite sono ottime, quindi evidentemente molta gente lo acquista lo stesso, probabilmente quelli che lo prendono dal p2p e non danno un contributo ai Radiohead non l'avrebbero comprato comunque.

    > Vuoi un legame diretto? Prendi il numero di brani
    > venduti da iTunes e altri store on-line e
    > confrontali con quelli scaricati ogni giorno
    > attraverso p2p, sono di due ordini di grandezza
    > diversi... ma non e' un legame logico vero?

    E tu prendi i brani trasmessi ogni giorno dall'insieme di tutte le radio: sono molti di piu' dei brani veduti dagli store: anche radio quindi e' concorrenza alle vendite secondo te ?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Paperprise
    > - Scritto da: Loris Batacchi
    > > - Scritto da: pinco pallino qualunque
    > > > Che razza di legame logico trovi nel
    > considerare
    > > > un evento che è successo nel passato
    > > > (quantitativo di vendite di cd nel passato),
    > con
    > > > uno attuale (quantitativo attuale di vendite
    > di
    > > > cd) e scaricamento di
    > > > musica??
    >
    > > Ma sei serio? Vuoi proprio farmi credere che il
    > > p2p non influisce sulle vendite di cd o ho
    > capito
    > > male ?
    >
    > > Prendi l'esempio dei Radiohead, davano il loro
    > CD
    > > gratis sul loro sito, ma la gente continua a
    > > preferire il download dal mulo, anche se il
    > > prodotto e' gratis! Figurati se fosse stato a
    > > pagamento!

    Si, certo, loro prendevano 1 euro a cd, se la gente che l'ha comprato ha lasciato in media 2 euro (ma credo siano almeno 4 o 5) allora ci han guadagnato di brutto!

    >
    > Gli stessi Radiohead hanno dichiarato che le
    > vendite sono ottime, quindi evidentemente molta
    > gente lo acquista lo stesso, probabilmente quelli
    > che lo prendono dal p2p e non danno un contributo
    > ai Radiohead non l'avrebbero comprato
    > comunque.
    >
    > > Vuoi un legame diretto? Prendi il numero di
    > brani
    > > venduti da iTunes e altri store on-line e
    > > confrontali con quelli scaricati ogni giorno
    > > attraverso p2p, sono di due ordini di grandezza
    > > diversi... ma non e' un legame logico vero?
    >
    > E tu prendi i brani trasmessi ogni giorno
    > dall'insieme di tutte le radio: sono molti di
    > piu' dei brani veduti dagli store: anche radio
    > quindi e' concorrenza alle vendite secondo te
    > ?

    Quelle c'erano anche prima, quindi non sono un elemento di perturbazione sulle statistiche di vendita dei cd. Si stava parlando di quello, non di prodotti sostitutivi.
    Se poi vuoi parlare di prodotti sostitutivi ti posso dire che se vuoi sentirti il cd di un cantante non lo puoi certo trovare per radio quando vuoi, quindi devi avere la loro musica su cd/mp3 per sentirtelo. La radio e' un prodotto sostitutivo se vuoi solo sentire della musica e non ti interessa esattamente quale. Ma questo non ha nulla a che vedere con le vendite di cd.
    non+autenticato
  • Scusate, ma il fatto che non ci sia musica valida come un pò di tempo fa, non conta? Io sinceramente non compro/scarico musica da un pò: voi per quale gruppo/cantante mi consigliereste di spendere 20/25 € a cd?
    non+autenticato
  • Scommetto che hai più di 25 anni.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alex88na
    > già è stato detto,qst riguardava una nuova
    > ricerca sul canada...cmq x me la riaa ha ragione
    > che il p2p scoraggia l'acquisto dei cd
    > originali
    ... perchè dovrei andare a spendere un
    > sacco di soldi per avere tutto quello che voglio
    > non spendendo
    > nulla?
    > ..e poi non si spiegherebbe xkè in passato gli
    > artisti vendevnao milioni e milioni(anke oltre
    > 20/30) e oggi giorno se vendi 1 milione di copie
    > ha un successo
    > incredibile
    >
    > ps non sto assolutamente giustificando la riaa,ci
    > mancherebbe;)


    L'importante è avere le idee chiare vero? In lacrime
  • Ah, quante volte ho linkato sti documenti.....