Alfonso Maruccia

Potter, la mamma di Harry s'arrabbia online

L'affermata scrittrice inglese prima esalta e poi trascina in tribunale un sito web dedicato all'universo del suo popolare maghetto. Motivo del contendere la trasformazione del sito in libro. E il fair use?

Roma - La guerra del copyright non fa sconti a nessuno, arruolando persino i poteri magici scaturiti dalla prolifica penna di J.K. Rowling: l'autrice di una delle saghe narrative più vendute di sempre - Tolkien a parte - è partita alla carica contro gli autori del sito web The Harry Potter Lexicon, enciclopedia tematica amatoriale sull'universo fittizio di Potter e compagnia. La scrittrice, alleatasi per l'occasione con la major Warner Brothers - produttrice degli omonimi film sul maghetto - non contesta tanto il sito quanto l'avventura commerciale come libro a stampa che sarebbe dovuta iniziare di qui a breve per i tipi della RDR Books.

"Non è ragionevole - avrebbe detto la Rowling in merito al libro tratto da HPL - o legale, per nessuno, fan o chiunque altro, prendere il duro lavoro di un autore, riorganizzarne i personaggi e le trame, e vendere il tutto per il proprio guadagno commerciale. Sebbene più di una persona sostenga di amare il lavoro di qualcun altro, tale lavoro non diventa per questo una sua proprietà da mettere in vendita".

Affermazioni dure e in perfetto "legalese", molto diverse da quanto ebbe a sostenere la scrittrice sul suo portale ufficiale a proposito dello stesso HPL: "Č un sito talmente grandioso, sono stata vista in un Internet cafè perché vi cercavo un fatto - scrive Rowling - anziché entrare in una libreria ed acquistare una copia di Harry Potter. È un sito web per gli ossessivi pericolosi; la mia casa naturale".
HPL è nato nel 2000 dall'iniziativa di Steve Vander Ark, librario di scuola media e fan sfegatato di Harry Potter che col tempo ha saputo costruire una delle più apprezzate fonti di informazione sull'universo narrativo del mago adolescente, fregiandosi, tra le altre cose, di aver messo online la prima timeline non ufficiale di tutti gli eventi narrati dalla Rowling.

I dissapori tra scrittrice e fansite sono però iniziati quando il Ark ha stretto un accordo con l'editore RDR, per la pubblicazione di una versione cartacea della sua Potterpedia. Lo scontro ha infine portato all'ingiunzione di un giudice federale americano nei confronti dell'editore, che non potrà pubblicare il libro incriminato fino alla conclusione delle dovute valutazioni da parte della corte.

In realtà, lo scontro tra scrittrice e librario parrebbe avere radici molto più pratiche e fattuali di quanto sembri ad una prima lettura: la Potterpedia di Vander Ark sarebbe sostanzialmente uno scomodo avversario commerciale dell'enciclopedia potteresca che la stessa Rowling sta scrivendo. Vander Ark sta sì provando a "fare milioni di dollari sulle spalle della creatività della signora Rowling" come sostengono i legali di quest'ultima, ma la motivazione di fondo è che un libro scritto da fan per fan potrebbe in teoria privare la già ricchissima impresa-Potter di una fetta sostanziosa di nuovi guadagni.

"La notiziona dal mondo di Harry Potter non è che Albus Silente sia gay - scrive qualcuno - La vera notizia è che J.K. Rowling è avida". Ed è poi una cosa tutta da provare, l'illegittimità legale della Potterpedia del librario, in virtù delle tante e ben note pubblicazioni commerciali che traggono la liceità della propria esistenza dalla disciplina statunitense dell'equo utilizzo, o fair use che dir si voglia. Fair use che, come indicato da importanti osservatori del mercato dei contenuti, vale molto più del copyright per l'economia, il lavoro e l'intera società americana.

Alfonso Maruccia
36 Commenti alla Notizia Potter, la mamma di Harry s'arrabbia online
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  • [quote]
    Ed è poi una cosa tutta da provare, l'illegittimità legale della Potterpedia del librario[/quote]

    esatto, visto che la causa è dovuta proprio al fatto che l'editore RDR si è rifiutato di far visionare il manoscritto ai detentori dei diritti, rendendo impossibile ogni verifica che si tratti o no di fair use.
    Di qui la citazione e l'ingiunzione di sospendere la pubblicazione, per poter prima visionare l'opera.
    Per inciso, se come da intervista rilasciata dall'editore, il libro è "praticamente una stampa del sito", questo caso non rientra fra le eccezioni del fair use.
    non+autenticato
  • duro lavoro di un autore

    Ne hai di coraggio la (g)rowling a definire così i suoi libri fatti con lo stampino, tutti uguali l'uno all'altro. Un generatore automatico di trame avrebbe fatto meglio.
    non+autenticato
  • scrivi tu un libro... e vendine milioni di copie... tanto è facile no?
    MeX
    16902
  • ma li hai mai letti ?
    Sgabbio
    26178
  • - Scritto da: Sgabbio
    > ma li hai mai letti ?

    Ho letto i primi quattro, sperando cambiassero, e poi mi sono rotto.

    Lo schema è SEMPRE lo stesso:
    - Harry a casa degli zii kattivi che sta tanto male.
    - Arrivano a prenderlo per andare a Hogwarts.
    - Scherzaccio al cugino panzone (Dudley) prima di partire.
    - Harry a Hogwarts, alterchi con Draco e Piton, scenette con Hagrid.
    - Noiosissima parentesi sul quidditch.
    - Succede qualche casino.
    - Harry il superfigo salva la situazione.
    - Ritorno dagli zii kattivi, ma Harry sa già che l'anno dopo tornerà a Hogwarts, e la (g)rowling che scriverà (o farà scrivere?) il libro successivo.

    Aggiungiamo che Harry è un fighetto insopportabile, una specie di Topolino che non sbaglia mai ma proprio mai ma mai mai mai, e che il dualismo Buoni vs. Cattivi è, come sempre in questi casi, rivoltante e...
    Beh, preferisco Michael Ende. O un buon anime.

    Comunque, ammetto che il terzo libro di Harry Potter è il meno peggio dei quattro che ho letto. Il secondo è indecente da quanto è fotocopia del primo. Il quarto è di una noia abissale: 300 pagine sul campionato di quidditch poteva anche evitarle. Ma evidentemente la (g)rowling appartiene a quella schiera di scrittori convinti che un libro fantasy debba essere per forza grosso per vendere. L'altra metà della schiera sono quelli convinti che i libri fantasy debbano essere delle trilogie.
    Ben pochi fanno l'immane sforzo di pensare che un libro, tanto per cominciare, dev'essere scritto bene, e non essere una sceneggiatura cinematografica, come sono appunto i libri di Harry Potter.

    Augh, ho detto! Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Tsukishiro Yukito
    > duro lavoro di un autore
    >
    > Ne hai di coraggio la (g)rowling a definire così
    > i suoi libri fatti con lo stampino, tutti uguali
    > l'uno all'altro. Un generatore automatico di
    > trame avrebbe fatto
    > meglio.

    ah ah e' ovvio che non li hai mai letti dai...
    si potra' dire tutto dei Potter, potranno piacere o meno,
    ma ci sono piu' idee (letterarie e non) che nella maggior parte dei libri in commercio, almeno quelli di cassetta.
    Capisco se parli di Dan Brown, ma i libri di harry Potter
    sono tutto tranne che tutti uguali..
    E non confondiamo l'autore con l'opera oltretutto.
    Cioe' se l'autrice e' per ipotesi una stronza, non vuol dire che i suoi libri non possano essere magnifici.

    bye
    non+autenticato
  • - Scritto da: freefred
    > - Scritto da: Tsukishiro Yukito
    > > duro lavoro di un autore
    > >
    > > Ne hai di coraggio la (g)rowling a definire così
    > > i suoi libri fatti con lo stampino, tutti uguali
    > > l'uno all'altro. Un generatore automatico di
    > > trame avrebbe fatto
    > > meglio.
    >
    > ah ah e' ovvio che non li hai mai letti dai...

    Vedi sopra...

    > si potra' dire tutto dei Potter, potranno piacere
    > o
    > meno,
    > ma ci sono piu' idee (letterarie e non) che nella
    > maggior parte dei libri in commercio, almeno
    > quelli di
    > cassetta.

    E quelli appunto non li leggo.
    E mi sa proprio che faccio bene, se mi dici che sono peggio di Harry Potter, sia in quanto a forma che a contenuto...

    > E non confondiamo l'autore con l'opera oltretutto.
    > Cioe' se l'autrice e' per ipotesi una stronza,
    > non vuol dire che i suoi libri non possano essere
    > magnifici.

    Sì, ma tutto ciò non significa automaticamente che i libri della Growling siano magnifici.
    Io li trovo mediocri e assolutamente sopravvalutati (specie dai suoi fans talebani... e ce ne sono tanti).
    non+autenticato
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