Gaia Bottà

Pakistan, il dissenso è digitale

Sui blog e sui portali di social networking i giovani pachistani organizzano e documentano le manifestazioni di protesta

Islamabad - Il presidente del Pakistan Musharraf non intende rivedere la politica fatta di leggi di emergenza, bando delle manifestazioni politiche e censura dei media. E i cittadini digitali si mobilitano.

Dai blog ai social network, per arrivare fino ai telefonini: sono tutti strumenti per informare ed informarsi, per sopperire al silenzio dei media tradizionali.

In un clima di sequestri e repressione, in coincidenza dell'arresto del leader politico Imran Khan, paladino dei giovani, le proteste si sono moltiplicate in rete, strumento sul quale il governo pakistano non è ancora riuscito a far calare una cortina censoria. Si organizzano flash mob, si raccontano le manifestazioni, si commentano e si dà notizia degli avvenimenti e delle dichiarazioni del presidente Musharraf.
"È il momento in cui noi, il futuro della nazione, dobbiamo agire - ha spiegato un giovane netizen ad AFP - il nostro futuro è a rischio e la nostra nazione ha bisogno del nostro supporto". (G.B.)