Luca Annunziata

Apple paga, Burst ringrazia

Cupertino scende a patti. Accordo per 10 milioni di dollari. iPod Ŕ libero

Roma - Apple ha deciso di pagare. Costerà appena 10 milioni di dollari (quasi 7 milioni di euro) chiudere la questione con Burst, azienda californiana specializzata nel video-streaming che accusava la casa della mela di violare una serie di brevetti con iPod, iTunes, Quicktime e iPhone.

La vicenda era iniziata nel 2006, con una sequenza di querele e controquerele. Burst, forte del successo in una causa simile intentata contro Microsoft (che aveva fruttato 40 milioni di euro), aveva deciso deciso di provarci anche con Apple: quest'ultima aveva risposto con un fuoco di sbarramento di denunce preventive.

Forse per scrollarsi di dosso una vicenda che andava avanti da troppo tempo, e in vista del Macworld del prossimo gennaio che potrebbe riservare ulteriori novità, Apple ha scelto di risolvere la questione fuori dalle aule del tribunale. In cambio avrà accesso quasi all'intero portafoglio brevetti di Burst, in cambio dell'impegno a non tentare più alcuna rivendicazione nei confronti di Cupertino.
A Burst, togliendo spese legali e processuali, andranno poco più di 3 milioni di euro. Bazzecole per Apple, che nella sola stagione natalizia prevede di vendere 25 milioni di iPod. (L.A.)
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