Alfonso Maruccia

Un robot personale, quattro ruote e molti difetti

Hitachi ha presentato il frutto delle sue ultime fatiche. Il suo personalbot è dotato di gambe convertibili e riconoscimento vocale. Inoltre quando si muove trova un piacere perverso nello sbattere contro gli ostacoli

Roma - Si chiama Emiew 2 il nuovo androide che sta sviluppando il gruppo Hitachi, che vorrebbe rappresentasse la risposta alla sfida di armonizzare e perfezionare le tecnologie robotiche in relazione ai bisogni degli esseri umani, in campo professionale, personale e quant'altro. Alto circa 80 centimetri, colorato di rosso e bianco e dal volto che ricorda una emoticon muta, Emiew 2 (acronimo che sta per "Excellent mobility and interactive existence as workmate") può andarsene in giro su due o quattro ruote a seconda della necessità.

Piegando completamente le proprie gambe, infatti, il robot ne acquista in velocità e stabilità durante il proprio girovagare. Può altresì muoversi anche a piedi - quando si trova con le gambe alzate - per superare ostacoli di pochi centimetri. Emiew 2, diretta evoluzione del primo modello datato 2005, è un robot "a misura d'uomo" ed è progettato per fungere da guida per le persone verso gli uffici desiderati.

È in grado di interpretare i comandi vocali, riconoscere l'ambiente grazie ad un radar laser, e si mantiene in equilibrio con il sensore giroscopico integrato. Può funzionare per un'ora grazie alla batteria agli ioni di litio integrata. Presentato nei giorni scorsi nel centro di ricerca della società a Hitachinaka, Emiew è un esperimento di robotica avanzata che richiede... lavoro aggiuntivo per garantire in ogni occasione la sua piena funzionalità. La prima dimostrazione delle sue qualità è stata infatti piuttosto difficoltosa.
Durante il passaggio tra due scrivanie il robot ha finito per scontrarsi con una di queste, messo apparentemente in crisi dal gran proliferare di connessioni wireless usate dai reporter e giornalisti presenti alla dimostrazione, entrate in conflitto con il controllo in remoto del robot operato da un ricercatore. L'esperimento è stato poi condotto di nuovo dopo una pausa di un'ora, ma questa volta tutto è filato liscio ed Emiew ha passato l'ostacolo senza problemi.

La sensazione è che il progetto sia ancora in corso d'opera: non a caso Hitachi non fornisce alcun dettaglio circa l'eventuale tempistica per la commercializzazione del droide. Si tratta comunque della conferma del fatto che il fronte della robotica umanoide, e non solo, è più che mai in fermento anche in Giappone: basti ricordare il ben noto progetto Asimo di Honda, o i defunti Aibo e Qrio di Sony. Una spinta all'eccellenza, tra l'altro fortemente voluta dal governo giapponese.

Per chi invece fosse appassionato di applicazioni ludiche della robotica, Bandai propone un mini-tank dotato di IA programmabile e sintesi vocale del tipo Tachikoma, uscito direttamente dall'universo cyberpunk del celebre manga/anime Ghost in the Shell. Dal costo di circa 200 dollari, il carro-ragno verrà distribuito a partire da febbraio 2008 dalla società newyorkese AudioCubes.com.

Alfonso Maruccia
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