Luca Annunziata

La Luce oscura l'Elettricità

Ci lavorano industrie e scienziati europei. Vogliono rivoluzionare le telecomunicazioni, mandando in pensione l'elettricità. Partendo dalle ali delle farfalle

Roma - Fuori l'elettricità, è roba vecchia. Verrà sostituita da dispositivi ottici più piccoli e più veloci, e con una maggiore banda passante per le comunicazioni. È quanto promettono gli scienziati europei del progetto NewTon, finanziati tra l'altro dall'Unione Europea, che hanno da poco reso noto i primi sviluppi del proprio lavoro. Grazie all'impiego di innovativi cristalli fotonici, i ricercatori sperano di riuscire a realizzare i prototipi di dispositivi funzionanti entro la fine del 2008, trasformando la loro idea in realtà.

Una fase di realizzazione dei cristalli fotoniciI cristalli fotonici sono una sorta di piccoli elementi ottici, lenti dalle dimensioni inferiori al millimetro cubo, in grado di filtrare specifiche lunghezza d'onda dello spettro della luce bianca. Un fenomeno già presente in natura, ad esempio nelle ali cangianti delle farfalle: quando la luce le attraversa a seconda dell'angolo incidente può assumere diversi colori, creando un affascinante effetto iridescente.

Lo scopo è quello di garantire una maggiore efficienza nelle telecomunicazioni a tutti i livelli. Le fibre ottiche si vanno diffondendo in tutti i paesi più avanzati, ma la fibra non può trasportare le informazioni dappertutto: nei nodi del network i dispositivi impiegati continuano a funzionare mediante segnali elettrici, poiché manca la tecnologia adatta a costruire apparecchiature ottiche adatte all'instradamento.
Grazie all'impiego dei cristalli fotonici, invece, tutto (o quasi) diventerà possibile. In questo modo, dicono gli scienziati, si potrà pensare di costruire dispositivi elettronici totalmente ottici, abbandonando una volta per tutte l'elettricità. I cristalli fotonici fungerebbero da fotoconduttori: eliminando la necessità di convertire l'informazione da ottica ad elettrica, e quindi di nuovo in ottica, sarà possibile realizzare apparati per le centrali più compatti ed efficienti, migliorando il rendimento complessivo delle reti di comunicazioni.

Luca Annunziata
40 Commenti alla Notizia La Luce oscura l'Elettricità
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  • Bene i cristalli fotonici già ce li hanno, da qui a costruirmi il Grande Mazinga il passo è breve.

    Supremo Imperatore delle Tenebre presto te lo farò quadrato!!

    MAZIIIINGA FUORIIIII!!!
    non+autenticato
  • Troppa TV fa male.....Sorride
  • - Scritto da: Tetsuya Tsurugi
    > Bene i cristalli fotonici già ce li hanno, da qui
    > a costruirmi il Grande Mazinga il passo è
    > breve.
    > Supremo Imperatore delle Tenebre presto te lo
    > farò
    > quadrato!!
    > MAZIIIINGA FUORIIIII!!!

    Mazinga zetto!! Con la lingua fuori

    non+autenticato
  • Se ho ben capito:
    1. Si parla di sostituire l'energia elettrica solo nel campo delle telecomunicazioni
    2. I cristalli fotonici servono per separare diverse lunghezze d'onda (=colori). In pratica è possibile trasmettere su un'unica fibbra ottica diversi segnali contemporaneamente.
    La stessa cosa che avviene nella nella radio: vengono trasmessi contemporaneamente diversi "canali" suddivisi in diverse bande di frequenze; l'apparecchio ricevente filtrando "ascolta" solo ciò che gli interessa.


    Questa tecnica si chiama FDM (Frequency Division Multiplexing) ed è usata dai tempi delle prime radio
    non+autenticato
  • Hai ragione, l'articolo non e' proprio chiaro. Tratta di sostituire le tecniche di instradamento opto-elettronico con rete tutte-ottiche. Cmq e' riduttivo dire che "i cristalli fotonici servono per separare diverse lunghezze d'onda": gia' dal 1995 esistono sistemi commerciali che fanno su fibra monomodale (G.655, G.652,...) multiplazione in frequenza e si parla in questo caso di WDM, wavelength division multiplexing e "dialetti" vari (ma si fa anche nel tempo, TDM). I cristalli fotonici sono device passivi e per ora, se guardiamo alle funzioni di sistema, possono agire da switch e router (e possono essere utilizzati anche come circolatori, polarization-rotator, mirror... se guardiamo alle funzioni piu' ottiche). Pensa che qualcuno li ha proposti addirittura come buffer ottici da usare con i solitoni spaziali (per far rientrare dalla finestra la computazione ottica).
    Come nota generale vorrei sottilineare che e' una problematica all'ordine del giorno: quando di parla di PON, GPON et simili si fa riferimento proprio alla volonta' ri realizzare reti tutto-ottiche.
    toru
  • - Scritto da: toru
    > Hai ragione, l'articolo non e' proprio chiaro.
    > Tratta di sostituire le tecniche di instradamento
    > opto-elettronico con rete tutte-ottiche. Cmq e'
    > riduttivo dire che "i cristalli fotonici servono
    > per separare diverse lunghezze d'onda": gia' dal
    > 1995 esistono sistemi commerciali che fanno su
    > fibra monomodale (G.655, G.652,...)
    > multiplazione in frequenza e si parla in questo
    > caso di WDM, wavelength division multiplexing e
    > "dialetti" vari (ma si fa anche nel tempo, TDM).
    > I cristalli fotonici sono device passivi e per
    > ora, se guardiamo alle funzioni di sistema,
    > possono agire da switch e router (e possono
    > essere utilizzati anche come circolatori,
    > polarization-rotator, mirror... se guardiamo alle
    > funzioni piu' ottiche). Pensa che qualcuno li ha
    > proposti addirittura come buffer ottici da usare
    > con i solitoni spaziali (per far rientrare dalla
    > finestra la computazione
    > ottica).
    > Come nota generale vorrei sottilineare che e' una
    > problematica all'ordine del giorno: quando di
    > parla di PON, GPON et simili si fa riferimento
    > proprio alla volonta' ri realizzare reti
    > tutto-ottiche.
    >
    > toru


    Eh?!? O_o"
    non+autenticato
  • Fico, e' da tempo che sento parlare di cose totalmente ottiche, processori compresi e ne sono affascinato.
    Questo per velocizzare trasmissioni e computazioni, risparmiare energia e creare reti mondiali di calcolo massivo.
    Chissa' quando avverra', magari quando usciranno i primi computer quantici.Occhiolino
    Quanta
    non+autenticato
  • > Fico, e' da tempo che sento parlare di cose
    > totalmente ottiche, processori compresi e ne sono
    > affascinato.
    > Questo per velocizzare trasmissioni e
    > computazioni, risparmiare energia e creare reti
    > mondiali di calcolo
    > massivo.
    > Chissa' quando avverra', magari quando usciranno
    > i primi computer quantici.
    >Occhiolino
    > Quanta

    Miii che figooo, pensa a quanto andra veloce Quake!!!
    non+autenticato
  • sarà ingiocabile
  • Ormai quando vedo un articolo firmato dal bion Luca, corro velocemente a vedere i commenti, perchè so già che ci sono i professorini pronti a correggergli il tema.
    Ma è mai possibile?
    Offre dei buoni spunti da cui partire ed eventualmente approfondire l'argomente, se dovesse interessare.




    - Scritto da: toru
    > Hai ragione, l'articolo non e' proprio chiaro.
    > Tratta di sostituire le tecniche di instradamento
    > opto-elettronico con rete tutte-ottiche. Cmq e'
    > riduttivo dire che "i cristalli fotonici servono
    > per separare diverse lunghezze d'onda": gia' dal
    > 1995 esistono sistemi commerciali che fanno su
    > fibra monomodale (G.655, G.652,...)
    > multiplazione in frequenza e si parla in questo
    > caso di WDM, wavelength division multiplexing e
    > "dialetti" vari (ma si fa anche nel tempo, TDM).
    > I cristalli fotonici sono device passivi e per
    > ora, se guardiamo alle funzioni di sistema,
    > possono agire da switch e router (e possono
    > essere utilizzati anche come circolatori,
    > polarization-rotator, mirror... se guardiamo alle
    > funzioni piu' ottiche). Pensa che qualcuno li ha
    > proposti addirittura come buffer ottici da usare
    > con i solitoni spaziali (per far rientrare dalla
    > finestra la computazione
    > ottica).
    > Come nota generale vorrei sottilineare che e' una
    > problematica all'ordine del giorno: quando di
    > parla di PON, GPON et simili si fa riferimento
    > proprio alla volonta' ri realizzare reti
    > tutto-ottiche.
    >
    > toru
  • Perdonatemi se vi ho dato l'idea del professorino... e' che io mi occupo di fotonica a tempo pieno. E siccome ritenevo utile chiarire la cosa sono intervenuto: la prox volta faro' a meno.
    toru
  • Perdiana, no.
    Ben vengano commenti che chiariscono o approfondiscono gli argomenti trattati negli articoli.
    non+autenticato
  • - Scritto da: toru
    > Perdonatemi se vi ho dato l'idea del
    > professorino... e' che io mi occupo di fotonica a
    > tempo pieno. E siccome ritenevo utile chiarire la
    > cosa sono intervenuto: la prox volta faro' a
    > meno.
    > toru

    Invece hai fatto bene, a me la cosa interessa, e mi spiace se interventi come il tuo verranno a mancare a causa di atteggiamenti discutibili di chi non ti capisce.
  • nooooo, finalmete un commento costruttivo ed interessante, grazie toru
    non smettere in futuro e che cavolo.
    non+autenticato
  • Fiamma di Megalopodi !!!
    Lanciami i componenti !!!
    non+autenticato
  • la "lampadina" per fare luce come l'accendono?Sorride
    MeX
    16902
  • ... che durano da anni...

    ma vi immaginate un router da 100gbit che però non può toccare terra perchè senò le vibrazioni di chi c cammina vicino spostano i nanospecchietti e amen al mio file emule, che finirà a mille milometri di distanza...
    non+autenticato
  • Lo dicevano anche di Internet, dell'elettricità, delle armi nuclari, della terra aldilà del mare.. è con le favole che la gente tira a campare...
    non+autenticato
  • Non sono nanospecchi (forse tu stai pensando ai MEMS?!). L'effetto in elettromagnetismo e' noto come riflessione per band gap (e' un po' come avere a che fare con i livelli energetici dei semiconduttori, solo che si tratta di fotoni e non di elettroni): non ci sono parti meccaniche che si muovono nel senso tradiozionale o che so io. Per fare il routing si utilizzano soluzioni diverse, come per esempio una frequency conversion o meccanismi basati sulla deformazione del cristallo in seguito ad applicazione di stress. Se ti fai un giro su espacenet trovi anche che sono gia' stati depositati alcuni brevetti di grandi multinazionali (alcatel-lucent, samsung, nextra). Con questo non voglio dire che sara' sicuramente il futuro, ma che sicuramente contribuira' allo sviluppo di nuovi device. Quello che veramente manca non sono le soluzioni di instradamento e 3R completamente in ottica ma la possibilita' di farci vera elaborazione ottica.

    toru
  • si, ma una cosa non capisco.
    Possiamo sostituire tutti i pcp in rame usando questa nuova tecnologia, ma i circuiti integrati come funzionano? insomma un circuito integrato è praticamente un insieme di transistor della dimensione inferiore ai 100 nanometri, quindi per non peggiorare le prestazioni dovrebbero creare dei transistor che invece che con l'elettricita funzionano con dei fotoni, ma un fotone è un po' + grosso di un elettrone.
    Oppure lasciare i CI così come sono, ma mettere al posto dei piedini dei microsensori grandi appunto come un piedino di un CI (meno di un millimetro) che trasformano l'ottico in elettrico e viceversa per i transistor...

    Mi sa che ce ne vuole di tempo, credo che la tecnologia che sfrutta la struttura del dna delle cellule per imagazzinare dati o processarli sia più avanti!
  • Il problema è proprio questo....
    Gli studi sulla fattibilità di circuiti ottici complessi è in corso da molti anni, ma allo stato attuale, questa tecnologia non garantisce vantaggi tali da giustificarne i costi.

    La massa di un fotone non è quantificabile e quindi, convenzionalmente, viene definita zero.

    Questo depone a favore della tecnologia ottica in quanto i semiconduttori attraversati da corrente scaldano grazie "all'attrito" generato degli elettroni in movimento(che hanno una massa definita) e quindi un circuito integrato ottico, almeno in teoria, non scalda.
  • ... e anche nessuna interferenza elettromagnetica.
    Una manna dal cielo....
    non+autenticato
  • > La massa di un fotone non è quantificabile e
    > quindi, convenzionalmente, viene definita
    > zero.

    EHHHHHHHH ????????????? Ma come ti salta in mente sta cosa!!!!!

    > Questo depone a favore della tecnologia ottica in
    > quanto i semiconduttori attraversati da corrente
    > scaldano grazie "all'attrito" generato degli
    > elettroni in movimento(che hanno una massa
    > definita) e quindi un circuito integrato ottico,
    > almeno in teoria, non
    > scalda.

    Capisco che la materia non è delle più facili, ma te hai grossa confusione, io fossi in te non sparerei frasi così, in semplicità.
    Il semiconduttore non si scalda perchè dentro ha elettroni in movimento, quelli stanno ovunque e sempre, anche quando è spento.
    Semplificando diciamo che scalda perchè alcuni elettroni che per vari motivi si vengono a trovare in banda di conduzione interagiscono con i moti di vibrazione del reticolo (fononi) oppure con le impurità, cedendo un po' di energia.

    E' sbagliato pensare che questo effetto è dovuto al fatto che gli elettroni hanno massa, e sostituendo gli elettroni con altre particelle prive di massa non si verificherebbe.

    Semplicemente con i fotoni in un semiconduttore accadono cose totalmetne diverse, e non perchè i fotoni non hanno massa, ma perchè sono tutta un'altra cosa.
    I fotoni oltre a essere privi di massa veramente (e non per convenzione) sono anche privi di carica....se applichi una differenza di potenziale ai capi di un conduttore, non si muovono fotoni in giro.

    Così anche il "circuito integrato ottico" è tutta un'altra cosa rispetto al circuito integrato elettrico.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Services Pack
    > > La massa di un fotone non è quantificabile e
    > > quindi, convenzionalmente, viene definita
    > > zero.
    >
    > EHHHHHHHH ????????????? Ma come ti salta in mente
    > sta
    > cosa!!!!!

    http://it.wikipedia.org/wiki/Fotoni
    http://www.edscuola.it/archivio/didattica/fotone.p...

    ho usato la parola "convenzionale" perchè il fotone può assumere le proprietà di una particella o di un'onda a seconda del modo con cui lo si osserva.

    Per darti un'idea della difficoltà della materia: a più di 90 anni dalla pubblicazione della Teoria della Relatività Generale di A. Einstein nessuno è ancora riuscito a dare una spiegazione scientificamente convincente sul perchè la luce viene influenzata dalla gravità; non per niente quella di Einstein è (ad oggi) restata una teoria e non è diventata una legge.

    > > Questo depone a favore della tecnologia ottica
    > in
    > > quanto i semiconduttori attraversati da corrente
    > > scaldano grazie "all'attrito" generato degli
    > > elettroni in movimento(che hanno una massa
    > > definita) e quindi un circuito integrato ottico,
    > > almeno in teoria, non
    > > scalda.
    >
    > Capisco che la materia non è delle più facili, ma
    > te hai grossa confusione, io fossi in te non
    > sparerei frasi così, in
    > semplicità.
    > Il semiconduttore non si scalda perchè dentro ha
    > elettroni in movimento, quelli stanno ovunque e
    > sempre, anche quando è
    > spento.
    > Semplificando diciamo che scalda perchè alcuni
    > elettroni che per vari motivi si vengono a
    > trovare in banda di conduzione interagiscono con
    > i moti di vibrazione del reticolo (fononi) oppure
    > con le impurità, cedendo un po' di
    > energia.

    Hai ragione, forse ho semplificato troppo, ma il mio scopo era di rendere l'idea, non di fare un trattato sui semiconduttori; non per niente ho messo la parola attrito tra virgolette.

    > E' sbagliato pensare che questo effetto è dovuto
    > al fatto che gli elettroni hanno massa, e
    > sostituendo gli elettroni con altre particelle
    > prive di massa non si
    > verificherebbe.

    Scusa, ma non ho mai parlato di far passare fotoni in un semiconduttore; un fotone non possiede carica elettrica e quindi non avrebbe senso, mi riferivo ad un IPOTETICO circuito integrato totalmente ottico costruito in modo tale da riprodurre le caratteristiche dei semiconduttori.
    Per inciso, i ricercatori stanno lavorando a questa tecnologia di più di 30 anni.
    >
    > Semplicemente con i fotoni in un semiconduttore
    > accadono cose totalmetne diverse, e non perchè i
    > fotoni non hanno massa, ma perchè sono tutta
    > un'altra
    > cosa.

    Questa è una parte del problema....
    Una ipotetica migrazione totale verso la tecnologia ottica ci costringerebbe a buttare nel cesso 70 anni di esperienza con i semiconduttori con tutti i problemi di costi e di affidabilità del caso; in altre parole faremo i conti con Silicio, Arseniuro di Gallio, Germanio etc. ancora per molti anni.

    > I fotoni oltre a essere privi di massa veramente
    > (e non per convenzione) sono anche privi di
    > carica....se applichi una differenza di
    > potenziale ai capi di un conduttore, non si
    > muovono fotoni in
    > giro.
    >
    > Così anche il "circuito integrato ottico" è tutta
    > un'altra cosa rispetto al circuito integrato
    > elettrico.

    E' vero, ti chiedo scusa, forse mi ero spiegato male.
    Spero di avere rimediato.

    Ciao
  • Ciao

    Ok per i semiconduttori, però sulle altre cose devo un attimo puntualizzare:

    > > > La massa di un fotone non è quantificabile e
    > > > quindi, convenzionalmente, viene definita
    > > > zero.
    > >

    No la massa è uguale a zero, non viene definita, il fotone non ha massa, si muove sempre alla stessa velocità qualunque sia il sistema di riferimento dal quale lo si misura, ha numero quantico di spin=1, ma ha solo 2 stati di spin (+1 e -1, non ha lo 0), la sua energia dipende solo dalla frequenza E=h*f.
    Questo è quello che devi sapere sul fotone.

    > ho usato la parola "convenzionale" perchè il
    > fotone può assumere le proprietà di una
    > particella o di un'onda a seconda del modo con
    > cui lo si
    > osserva.

    Certo, ma tutte le particelle possono assumere la doppia valenza ondulatoria-corpuscolare, anche elettroni, muoni, insomma tutto. Quindi questa parola "convenzionale" legata ad avere o no la massa non ha molto senso. La massa di una particella non dipende dalla doppia natura.

    > http://it.wikipedia.org/wiki/Fotoni
    > http://www.edscuola.it/archivio/didattica/fotone.p
    Si dono 2 buoni link, ma sinceramente non sono tra i migliori trattati di fisica quantistica che si possono trovare, se vuoi qualcosa di + dettagliato cerca in inglese:
    http://en.wikipedia.org/wiki/Photon


    >
    > Per darti un'idea della difficoltà della materia:
    > a più di 90 anni dalla pubblicazione della Teoria
    > della Relatività Generale di A. Einstein nessuno
    > è ancora riuscito a dare una spiegazione
    > scientificamente convincente sul perchè la luce
    > viene influenzata dalla gravità;

    In effetti bisogna mettersi d'accordo su cosa si intende per "scientificamente convincente", è chiaro che dipende da quanto affondo si vuole analizzare il problema.
    Comunque per quel poco che so io di relatività generale e semplificando molto, la luce (come tutto il resto) si muove nello spazio seguendo le geodetiche spaziali (le linee più brevi per andare da A a B, nella nostra vita quotidiana la geodetica è la linea retta). La presenza di una massa incurva lo spazio attorno a se, trasformando le geodetiche, da linee rette, a curve varie sempre più intense più la massa è grande, e man mano che ci si avvicina alla massa.
    Siccome lo spazio si incurva andando verso la massa, anche la luce che si muove sulla goedetica segue questa traiettoria curva e va verso la massa.


    > quella di Einstein è (ad oggi) restata una teoria
    > e non è diventata una
    > legge.
    >
    Mica è vero, i fisici applicano tutti i giorni le leggi della Relatività Generale, che ha avuto tantissime conferme sperimentali.

    Forse il problema che intendi te è quello dell'unificazione della Fisica Quantistica (e del Modello Standard), con la Relatività Generale. Ma è tutto un altro problema.
    Deriva dal fatto che se applichi la relatività generale all'universo, funziona tutto benissimo. Ma per provi ad applicarla all'infinitamente piccolo, al mondo dei quark e delle particelle subatomiche, la fisica quantistica prevede che ci siano delle fluttuazioni quantistiche che purtroppo sono assolutamente incompatibili con le leggi della relatività generale. Se si prova ad applicare tali leggi alle fluttuazioni quantistiche, le equazioni esplodono, e non c'è verso di avere una soluzione.
    E qui la fisica per adesso non sa dare una risposta, per cui è ancora impossibile unificare le 4 forze fondamentali della natura: le teorie quantistiche che ne descrivono bene 3 contemporaneamente, e la relatività generale che descrive la quarta forza.

    Mi fa piacere parlare un po' di fisica, se vuoi altri approfondimenti io non sono in realtà molto preparato a riguardo, ma ti posso suggerire un bel libro, "L'universo elegante", di Brian Greene, ISBN 8806155237

    Ciao ciao
    non+autenticato
  • > No la massa è uguale a zero, non viene definita,
    > il fotone non ha massa, si muove sempre alla
    > stessa velocità qualunque sia il sistema di
    > riferimento dal quale lo si misura, ha numero
    > quantico di spin=1, ma ha solo 2 stati di spin
    > (+1 e -1, non ha lo 0), la sua energia dipende
    > solo dalla frequenza
    > E=h*f.
    > Questo è quello che devi sapere sul fotone.

    La tua spiegazione è corretta, ma non riesco a togliermi dalla mente un mio professore di fisica che, spiegando l'effetto Compton, diceva che la massa di un fotone deve essere zero in quanto l'unica alternativa è che il fotone abbia massa infinita e, in base alla celeberrima formula E= mc² a massa infinita corrisponde energia infinita il che è, ovviamente impossibile; avrò capito male ma a me questo sa di convenzione.

    > > ho usato la parola "convenzionale" perchè il
    > > fotone può assumere le proprietà di una
    > > particella o di un'onda a seconda del modo con
    > > cui lo si
    > > osserva.
    >
    > Certo, ma tutte le particelle possono assumere la
    > doppia valenza ondulatoria-corpuscolare, anche
    > elettroni, muoni, insomma tutto. Quindi questa
    > parola "convenzionale" legata ad avere o no la
    > massa non ha molto senso. La massa di una
    > particella non dipende dalla doppia
    > natura.

    Hai perfettamente ragione, ho detto una ca..ata.

    >
    > > quella di Einstein è (ad oggi) restata una
    > teoria
    > > e non è diventata una
    > > legge.
    > >
    > Mica è vero, i fisici applicano tutti i giorni le
    > leggi della Relatività Generale, che ha avuto
    > tantissime conferme
    > sperimentali.
    >
    > Forse il problema che intendi te è quello
    > dell'unificazione della Fisica Quantistica (e del
    > Modello Standard), con la Relatività Generale. Ma
    > è tutto un altro
    > problema.
    > Deriva dal fatto che se applichi la relatività
    > generale all'universo, funziona tutto benissimo.
    > Ma per provi ad applicarla all'infinitamente
    > piccolo, al mondo dei quark e delle particelle
    > subatomiche, la fisica quantistica prevede che ci
    > siano delle fluttuazioni quantistiche che
    > purtroppo sono assolutamente incompatibili con le
    > leggi della relatività generale. Se si prova ad
    > applicare tali leggi alle fluttuazioni
    > quantistiche, le equazioni esplodono, e non c'è
    > verso di avere una
    > soluzione.
    > E qui la fisica per adesso non sa dare una
    > risposta, per cui è ancora impossibile unificare
    > le 4 forze fondamentali della natura: le teorie
    > quantistiche che ne descrivono bene 3
    > contemporaneamente, e la relatività generale che
    > descrive la quarta
    > forza.

    E' vero, la Relatività Generale viene utilizzata tutti i giorni dai fisici, spiega un sacco di fenomeni altrimenti inspiegabili e ha avuto tantissime conferme sperimentali ma viene tutt'ora definita come teoria in quanto ci sono ancora svariati paradossi da risolvere, non ultimi quelli relativi all'unificazione con la Fisica Quantistica.
    Ciò non toglie che sia uno dei principi fondamentali della fisica moderna.

    > Mi fa piacere parlare un po' di fisica, se vuoi
    > altri approfondimenti io non sono in realtà molto
    > preparato a riguardo, ma ti posso suggerire un
    > bel libro, "L'universo elegante", di Brian
    > Greene, ISBN
    > 8806155237

    Come avrai potuto notare io non sono un fisico ma un elettronico, anche se la fisica mi affascina (per quel poco che ne capisco almeno).
    Ho appena ordinato il libro a http://www.libreriauniversitaria.it
    Grazie per il consiglio e le spiegazioni.

    Ciao.
  • - Scritto da: # Neverending #
    > > No la massa è uguale a zero, non viene definita,
    > > il fotone non ha massa, si muove sempre alla
    > > stessa velocità qualunque sia il sistema di
    > > riferimento dal quale lo si misura, ha numero
    > > quantico di spin=1, ma ha solo 2 stati di spin
    > > (+1 e -1, non ha lo 0), la sua energia dipende
    > > solo dalla frequenza
    > > E=h*f.
    > > Questo è quello che devi sapere sul fotone.
    >
    > La tua spiegazione è corretta, ma non riesco a
    > togliermi dalla mente un mio professore di fisica
    > che, spiegando l'effetto Compton, diceva che la
    > massa di un fotone deve essere zero in quanto
    > l'unica alternativa è che il fotone abbia massa
    > infinita e, in base alla celeberrima formula E=
    > mc² a massa infinita corrisponde energia infinita
    > il che è, ovviamente impossibile; avrò capito
    > male ma a me questo sa di
    > convenzione.
    >


    Ciao, guarda sinceramente adesso non so se esiste una qualche conferma sperimentale per calcolare la massa del fotone, leggendo su wikipedia, c'è scritto che attualmente c'è la certezza che la massa è inferiore al 10 alla -50 e rotti....
    Quindi diciamo è normale affidarsi a calcoli teorici.
    Se i calcoli matematici ci dicono che una certa equazione ammette solo 2 soluzioni, o 0 o infinito, e te hai la verifica che infinito è sbagliata, allora dici che la soluzione è 0, e non è una convenzione, è un risultato matematico. In realtà penso che poi ci saranno infinite motivazioni teoriche che dimostrano che la massa del fotone è 0, sinceramente non le conosco....

    > Come avrai potuto notare io non sono un fisico ma
    > un elettronico, anche se la fisica mi affascina
    > (per quel poco che ne capisco
    > almeno).

    E invece io sono un fisico che fa elettronica...Occhiolino

    > Ho appena ordinato il libro a
    > http://www.libreriauniversitaria.it
    > Grazie per il consiglio e le spiegazioni.
    >
    > Ciao.
    La prima metà è fica e molto chiara....poi diventa un bel casino.....
    Ciao ciao
    non+autenticato