Marco Calamari
venerdì 23 novembre 2007

Cassandra Crossing/ Tor: lezioni di guida 6

Ma quanta banda succhia il router Tor che si è deciso di installare? Come bilanciare questo aspetto con le questioni legali? Come gestire le exit policy? Un nuovo approfondimento di Marco Calamari rischiara le ombre. I dettagli

E per finire passiamo all'ultimo l'argomento, il più importante: le exit policy o regole di uscita (policy delle uscite). Abbiamo già accennato in precedenza che un router Tor puo' essere di uscita oppure no; in quest'ultimo caso si parla, in contrapposizione al termine "router di uscita", di "router middleman".

Che cosa caratterizza un router middleman? Elementare Watson, è un router Tor che si collega solo ad altri router Tor ma non permette di uscire su Internet. Collegarsi ad un sito web via Tor, come già ricordato, apre una connessione attraverso 3 router Tor, l'ultimo dei quali si collega al sito richiesto. Solo l'ultimo router deve quindi essere un exit router, gli altri due possono essere router middleman senza che questo crei problemi.

Creare un router middleman è quindi comunque utile alla rete Tor, ma almeno un terzo dei router dovrebbero essere exit node per evitare riduzioni di capacità della rete Tor.
Gestire un router middleman è cosa molto più tranquilla dal punto di vista legale, perchè il suo IP non risulterà mai dai log dei server web, e quindi le probabilità di essere chiamati in causa, pur non azzerandosi, si riducono moltissimo.D'altra parte dato che un exit router è molto più utile alla rete Tor, la sua interazione con Internet puo' essere "regolata" tramite l'uso delle exit policy.
Il meccanismo delle exit policy permette di limitare le porte TCP a cui il vostro router Tor puo' collegarsi. In pratica permettete a chi userà il vostro router di collegarsi solo a certi servizi ma non ad altri; ad esempio di navigare un sito web (porte 80 e 443) ma non di inviare posta (porta 25).

Per quanto riguarda GNU/Linux la policy si sceglie editando la parte finale del file di configurazione di Tor, ma il default è ragionevole; per quanto riguarda Windows invece la policy si sceglie molto più comodamente utilizzando l'apposito tab già visto nella precedente lezione:

la configurazione

ma il default è abbastanza permissivo, e consiglio di rimuovere l'ultima voce, come mostrato in figura, fino a quando non vi sarete formati una vostra convinzione.
Abilitare un dato servizio ha due risvolti; legale e di consumo di banda.

Dal punto di vista legale se abilitate un servizio che viene normalmente abusato (ad esempio spedire la posta) aumenteranno le segnalazioni alle autorità di questi abusi provenienti dal vostro indirizzo IP, quindi aumenterà la probabilità di ricevere una richiesta di informazioni.

Dal punto di vista del consumo di banda abilitare un servizio presente in pochi router di uscita (ad esempio bittorrent) e che consuma molta banda ha due effetti che si rinforzano l'un l'altro. Infatti chi usa un servizio "vorace" uscendo dal vostro router vi consuma non solo molta banda, ma il doppio di molta banda (una prima volta per arrivare sul vostro router ed una seconda per uscire verso Internet).
Inoltre, poiché la selezione del router di uscita da parte dei client Tor degli utenti è automatica in funzione del servizio richiesto (i directory server conoscono le policy dei router e le forniscono ai client per la scelta) se fornite un servizio raro, molti di coloro che lo vogliono usare si concentreranno su vostro router. Conoscete il termine slashdotting?

Questa è l'ultima lezione di guida, tutto l'essenziale è stato detto; potranno essercene altre se adeguati feedback lo richiederanno. Non vedo l'ora di poter tornare a scrivere di questioni non tecniche!
Vi invito ancora una volta ad utilizzare la lista e-privacy e l'esperienza dei gestori di router Tor che vi sono iscritti per chiarimenti ed informazioni.

Buon lavoro.

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
21 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Tor: lezioni di guida 6
Ordina
  • Qualcuno può spiegarmi come utilizzare tor per comunicare in anonimato in una rete locale interfacciandosi ai proxy di tor?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gili William
    > Qualcuno può spiegarmi come utilizzare tor per
    > comunicare in anonimato in una rete locale
    > interfacciandosi ai proxy di
    > tor?
    Se qualcuno sa la risposta me lo scriva all'email william.gili@vallauri.edu
    Grazie
    non+autenticato
  • La rete Tor è una grande invenzione e presenta moltissimi vantaggi. Una sola cosa non mi è chiara. Se io sono un ExitServer ed un pedofilo visita un sito illecito utilizzando il mio server, mi ritroverò i carabinieri a casa, giusto? Mi accuseranno quantomeno di aver favorito il transito verso questo sito...di esser parte di un meccanismo che ha a che fare con la pedofilia...

    Come potrò dimostrare il contrario? Di fatto farei parte di questo meccanismo!!! Chi mi assicura che il mo server non venga usato per fini illeciti???

    Mi farebbe piacere ricevere un chiarimento su questo punto! Grazie.
    In ogni caso complimenti per l'articolo, un argomento attuale e interessante.
    non+autenticato
  • Fondamentale è stata la spinta mediatica del noto portale d’informazione

    Grazie a Italymedia.it aboliti i costi di ricarica
    L’iniziativa era partita dall’impegno di un intraprendente studente che ha indetto una petizione che ha raggiunto quota 800.000 firme


    Quando da qualche mese a questa parte gli utenti delle varie compagnie di telefonia mobile si accingono a caricare la carta prepagata corrispondente al proprio numero telefonico vengono subissati da raggianti ed entusiaste vocine automatiche o da uno sventolìo di pubblicità adescanti e convincenti, che ricordano come tutto il costo di una ricarica corrisponda a reale traffico telefonico, lasciando trapelare manifestamente che quella grave ingiustizia perpetrata per anni a danno dei consumatori che era rappresentata dai costi fissi di ricarica è finalmente stata abolita. La voce con magistrale enfasi oratoria o le sfavillanti e calamitanti pubblicità si sforzano di ostentare meriti inesistenti appalesandosi artefici di un epocale cambio di rotta verso gli interessi dei fruitori del servizio che comportano inevitabilmente un sacrificio deliberato e doloroso da parte dei “poveri” gestori, spingendo e imprigionando nelle paludi dell’inganno i meno avveduti tra gli utenti. Ma, anche se la maggior parte di chi è costretto ad avvicinarsi al servizio di ricarica per poter utilizzare il telefono cellulare conosce perfettamente la genesi dello storico provvedimento che ha condotto all’abolizione del disdicevole dazio, ci sembra opportuno rammentarla ai più labili di memoria. Ed è bene chiarire che, pur se il tutto si è raggiunto con una delibera governativa, se non ci fosse stata una vigorosa spinta popolare, probabilmente il costo fisso in questione scivolerebbe ancora bellamente nelle casse voraci dei gestori, in netta controtendenza con la linea tracciata e seguita nel resto d’Europa.
    Il tutto è partito dalla lodevole iniziativa di uno studente, Andrea D’Ambra, che ha profuso energie incommensurabili impegnandosi nell’avviamento e nella gestione di una mastodontica macchina organizzativa finalizzata ad una petizione che ha raggiunto l’incredibile traguardo di circa 800.000 firme. Sarebbe stato in verità impossibile il conseguimento di un obiettivo tanto clamoroso, senza l’apporto fondamentale di alcuni strumenti mediatici di cui il promotore si è avvalso lungo l’arduo e tortuoso tragitto. A partire dalla spinta informativa del comico Beppe Grillo e del suo gettonatissimo blog che ha dedicato ampi spazi all’iniziativa. Ma decisivo è stato l’apporto propulsivo del Portale dell’Informazione Nazionale Italymedia.it e del suo direttore Antonello De Pierro che ha sostenuto e nutrito la divulgazione del progetto avvalendosi anche delle frequenze della nota emittente radiofonica Radio Roma di cui è uno storico conduttore. Il giornalista, che è anche presidente del giovane movimento “L’Italia dei Diritti” così si è espresso sull’argomento: “I consumatori italiani dovranno per sempre essere grati a questo eroico e fenomenale studente, ed è davvero biasimevole il fatto che un simile risultato non abbia tratto linfa vitale da un impegno forte degli organi rappresentativi, istituzionalmente deputati alla presentazione e alla promulgazione di leggi, che nel frangente si sono dimostrati clamorosamente miopi e distratti”.
    non+autenticato
  • per quanto riguarda tor dico la stessa cosa che disse
    il ragionier fantozzi riguardo la corazzata potemkin.

    sinceramente non capisco l'entusiasmo di questa gente.

    Lo si vuole paragonare ai circuiti p2p quando la sua
    architettura è praticamente l'opposto.

    nei p2p ognuno offre la sua banda in upload e il risultato
    è che l'utente finale usufruisce della somma della banda
    in upload di tutti gli utenti.

    in tor invece la banda non si somma.si utilizza solo
    il valore minore di banda dei nodi che si usufruiscono.

    l'idea è da sottoscrivere.tutti vorremmo un pò di anonimato.

    anche io avevo installato tor,ma la velocità di navigazione
    (paragonabile alla linea analogica di 20 anni fa) mi ha fatto
    passare la voglia di anonimato che a mio parere tor nemmeno garantisce.
    così come è strutturato(con tutti i colli di bottiglia difficilmente tor possa andare avanti.
    non+autenticato
  • tempo fa misi su un server tor su una xbox
    ottimo, la usavo come router e quando volevo navigare anonimo la usavo come proxy, una meraviglia...

    poi ho tolto tutto, riflettendo su un aspetto della questione trovato sul sito freenet...su tor la liberta' e' totale
    TOTALE
    quindi ci sono siti di pedofilia, liberamente accedibili
    oltretutto non sono solamente accedibili, ma per come funziona la rete, ci sta che il mio server possa essere tramite per un trasferimento di materiale pedopornografico

    da allora ho smesso di cimentarmici...

    con questo non voglio dire che sia giusta o sbagliata (la rete tor, freenet, etc) pero' sono convinto che chiunque la installi, ma anche chiunque la proponga, debba sottolineare questo aspetto

    scusate, ciao
    non+autenticato
  • tu non sei responsabile per ciò che passa li, poi se tutti pensano a questo patema, tanto vale fare sti sistemi! In germani usano quaesta scusa per stanare chi fa quei nodi...
    Sgabbio
    22589
  • la solita solfa. ricorda che se vai su un sito non legale puoi farlo anonimamente, ma se metti il nome utente e la parola segreta, o peggio, la carta di credito, tutto il mondo saprà chi sei.
    quindi se vuoi dare soldi ad un organizzazione criminale perché contini a fare del male a persone innocenti, lo sapranno tutti e tu verrai arrestato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: michele
    > [...]su tor la liberta' e'
    > totale
    > TOTALE
    > quindi ci sono siti di pedofilia, liberamente
    > accedibili
    > oltretutto non sono solamente accedibili, ma per
    > come funziona la rete, ci sta che il mio server
    > possa essere tramite per un trasferimento di
    > materiale
    > pedopornografico [...]

    Stavo ragionando su una cosa: molti dei discorsi che si fanno su tor e possibilità di essere sfruttati dal pedofilo di turno si basano su una visione che credo sbagliata su quello che sia il fenomeno. In altre parole per succedere quello che molti dicono deve esistere un sito wwwsitopedofilogratuitointailandia a cui i vari pedofili accedono, secondo me però non è esattamente così.

    La pedofilia per i paesi in cui non è illegale è un business per organizzazioni criminali e quindi nel sito ci sarà una sezione dove queste cose le devi comprare (quindi carte di credito, password ecc) e ciò forse non scagiona, ma è sufficiente per fare andare eventuali indagini nella direzione del compratore e non di chi gestisce il server tor.

    In quasi tutti gli articoli (non ho fatto una ricerca approfondita, ma vado a memoria) in cui si parla di gruppi di pedofili arrestati, si parla di agenti che si sono riusciti ad infiltrare in reti di questo gruppo quindi mi fa pensare a vpn, reti bittorrent private, file che girano crittografati e che quindi solo gli appartenenti a queste reti possono aprire. Magari tutto ciò passerà anche attraverso la rete tor, ma solo essere il gestore dell'exit note, sotto queste premesse non vuol sicuramente dire che sei colui che riceve questo materiale.

    Boh.... è un ragionamento che devo ancora sviluppare cmq mi sembra una cosa plausibile.
    non+autenticato
  • > In quasi tutti gli articoli (non ho fatto una
    > ricerca approfondita, ma vado a memoria) in cui
    > si parla di gruppi di pedofili arrestati, si
    > parla di agenti che si sono riusciti ad
    > infiltrare in reti di questo gruppo quindi mi fa
    > pensare a vpn, reti bittorrent private, file che
    > girano crittografati e che quindi solo gli
    > appartenenti a queste reti possono aprire. Magari
    > tutto ciò passerà anche attraverso la rete tor,
    > ma solo essere il gestore dell'exit note, sotto
    > queste premesse non vuol sicuramente dire che sei
    > colui che riceve questo
    > materiale.

    Mi sembra il minimo: almeno la possibilità !
    >
    > Boh.... è un ragionamento che devo ancora
    > sviluppare cmq mi sembra una cosa
    > plausibile.
    non+autenticato
  • Interessante riflessione.
    non+autenticato
CONTINUA A LEGGERE I COMMENTI
Successiva
(pagina 1/2 - 7 discussioni)
 

La soluzione ideale per Security and Video Managed: le innovazioni Cisco.

Imparare Python

Imparare Python

Nato dal genio di Guido Van Rossum agli inizi degli anni 90, Python è diventato famoso per le sue doti di linguaggio multipiattaforma, open source, multiparadigma interpretato e a tipizzazione [...]