Alfonso Maruccia

E-commerce, Amazon spara un altro brevetto

Il celebre reseller telematico fa discutere: ha brevettato un sistema di spedizione tarato sulle aspettative dei tempi di acquisto dei clienti. Meno si acquista, più si rischia di ricevere la merce in ritardo

Roma - Come ben esemplifica il caso del brevetto 1-Click, Amazon è da sempre particolarmente gelosa delle proprie soluzioni tecnologiche, al punto da registrare all'USPTO americano persino misure che fanno discutere. L'ultimo brevetto, appena assegnato, si chiama "Generazione di piani di soddisfazione degli ordini correnti basata sulle aspettative di ordini futuri", e sin dalla definizione tradisce il desiderio di ottimizzare la logistica delle spedizioni dello store a spese di quanti si prevede possano acquistare online un solo articolo e poi più nulla.

Il che, messo in altri termini, significa stabilire attraverso un algoritmo matematico che per Amazon la soddisfazione del cliente, di tutti i clienti indistintamente dalle loro richieste, non è la priorità numero uno in relazione ai risparmi possibili con una gestione automatizzata dei traffici di magazzino. Lavorando sulle tempistiche degli ordini e delle consegne, dunque, magari prevedendo tempi più lunghi per chi compra "poco" e che potrebbe comprare altro prima della spedizione, i risparmi potrebbero rivelarsi significativi.

In rete non mancano ovviamente le reazioni alla nuova trovata: c'è persino chi sostiene che la nuova metodologia sancirà "la morte del business" di Amazon, stabilendo i ritardi da applicare alle spedizioni in relazione alla percezione del tempo di consegna cliente. Chi vorrà ricevere più velocemente il prodotto acquistato dovrà insomma pagare di più.
Non manca poi chi ci vede un buon segno per la razionalizzazione delle spedizioni, che potrebbe tutt'al più trasformare i "buoni" acquirenti in clienti ancora migliori, mentre quelli "cattivi", o che hanno magari già avuto a che fare con esperienze di spedizione non proprio esaltanti, avranno un servizio se possibile ancora peggiore.

Uno dei pareri più interessanti sulla questione lo offre un ex-impiegato Amazon, che rivela come il processo di soddisfazione degli ordini della società sia "follemente complesso", coinvolgendo migliaia di differenti variabili che impattano sui costi e sulla gratificazione finale del cliente.

Nel valutare la tempistica migliore con cui gestire ogni ordine, tale Bruce Jones sostiene che siano da prendere in considerazione cose come il tipo di spedizione scelto dal cliente (extra-veloce o gratuita), la presenza fisica dell'articolo desiderato in un centro di smistamento vicino al luogo di destinazione, la disponibilità di sistemi di smistamento automatizzato in uno dei centri di distribuzione Amazon riforniti dell'articolo - per minimizzare il costo della manodopera umana - quanto velocemente la società possa essere pagata per un ordine e via di questo passo.

Gestire l'intera catena di smistamento di uno dei maggiori protagonisti dell'e-commerce moderno è insomma problematico, conclude l'ex-dipendente, e dunque tanto di cappello agli sforzi di ingegnerizzazione di nuove soluzioni ottimizzate da parte di Amazon se questo può contribuire a bilanciare ottimamente la soddisfazione del cliente e i costi di gestione della società.

Alfonso Maruccia
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