Dario D'Elia

Scatolotto ficcanaso per flotte aziendali

Astrata Group ha sviluppato un dispositivo GPS/mobile capace di gestire la comunicazione bi-direzionale fra veicoli e centrali operative: il risultato sarÓ anche anti-terroristico, di certo Ŕ invasivo

Roma - Pare che le macchine non abbiano più diritto alla stupidità: Astrata Group ne è talmente convinta che ha sviluppato un "coso" - mai termine generico è stato più esatto - che consente ai veicoli di interagire con ogni aspetto che ha a che fare con il movimento, la navigazione e la sicurezza. Ogni interazione, inoltre, può essere effettuata in remoto sfruttando le potenzialità della comunicazione bi-direzionale satellitare e mobile. Ne esce una sorta di "grande fratello automobilistico" dal profilo vagamente inquietante.

Astrata, specializzata nel cosiddetto "vehicle tracking management", lavora sulla gestione delle flotte aziendali. Il suo Global Location Platform (GLP), però, vanta una maggiore flessibilità rispetto alle soluzioni più comuni. Grazie ad unico dispositivo, facilmente installabile su ogni veicolo, consente di interagire con freni, volante, motore, portiere etc.

L'architettura veicolare - assicura - può essere completamente personalizzata. A Singapore, ad esempio, il Ministero degli Interni aveva bisogno di controllare i trasporti pericolosi su gomma. Con il "box" Astrata, ogni Tir con materiale esplosivo è stato dotato di sensori che permettono non solo il tracking ma anche, volendo, il quasi istantaneo rallentamento e blocco del motore, con successivo avvio dell'allarme.
Nell'articolo dedicato da CNN Money al GLP si fa riferimento, a titolo di esempio, ad almeno quattro tecnologie veicolari disponibili: il controllo del volante, il sistema di riconoscimento del conducente, il tracker della velocità e il dispositivo di chiusura della cabina. Da una stazione di controllo remota, quindi, è possibile tramite GPS rilevare il cambiamento di rotta del veicolo e, volendo, intervenire attivamente. La Group 4 Securicor, la più grande società di sicurezza del mondo, ha integrato questa soluzione proprio nel suo parco veicoli blindati utilizzato in Indonesia.

L'unità centrale da montare sui mezzi, inoltre, può essere programmata in modo che consenta l'avvio solo dopo un controllo del tasso alcolico e l'identificazione, tramite impronte digitali, del conducente. La Singapore Civil Defence Force ha deciso di far installare sui suoi mezzi di pronto intervento anche una telecamera per registrare l'attività degli agenti.

Un'altra funzione interessante è quella che permette in totale contemporaneità di chiudere le porte del mezzo, accendere le luci ad intermittenza, far suonare il clacson e chiamare la Polizia. Non c'è scampo per il ladro? Non c'è neppure per i guidatori: un cliente ha deciso di utilizzare questa funzione per monitorare il comportamento dei suoi autisti sia per la velocità che per lo "stile" di guida.

Il problema del gingillo? ╚ proprio quello: è intrusivo, pervasivo, controllante. Rischia di rivelarsi un incubo per molti camionisti e guidatori, almeno fino a quando non saranno chiari non solo i loro doveri ma anche i loro diritti. Fino ad oggi, infatti, il fatto stesso che la tecnologia consenta di eseguire controlli invasivi sembra giustificarne in sé l'adozione.

Dario d'Elia
7 Commenti alla Notizia Scatolotto ficcanaso per flotte aziendali
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  • Esiste già qualcosa di simile, senza tutti gli orpelli. Alcuni produttori di antifurto nostrani, che esportano in tutto il mondo, vendono già dei sistemi simili, anche se meno invasivi. Si arriva al punto che, se la macchina viene rubata ma senza il trsponder in possesso del legitimo proprietario, non appena la macchina si allontana dal raggio dello stesso, appena si ferma, non riparte più.
    Sistemi satellitari per il controllo della posizione dei mezzi li usano tutti i gestori di flotte, soprattutto per veicoli pesanti, che indicano percorsi, velocità, posizione, ecc..
    Ci sono poi un sacco di sistemi antifurto (Viasat, GT Auto Alarm, Cobra, ecc.) che producono sistemi con caratteristiche similari.
    non+autenticato
  • Sono un assiduo lettore di Punto Informatico e generalmente apprezzo il tono degli articoli, e tra questi, ovviamente, quelli a difesa della privacy e del diritto di ognuno di avere una propria sfera personale inviolabile.

    In questa situazione trovo pero' che la posizione dell'articolo nell'andare contro a tecnologie che possono potenzialmente salvare delle vite, piu' che rovinarne a causa della mancanza di privacy, sia un po' troppo "estremista".

    In fondo siamo sempre a lamentarci che esistono leggi che non vengono pero' fatte rispettare: monitorare la velocita' o il (pessimo) stile di guida di molti autisti lo trovo un modo efficiente e mirato per evitare certi comportamenti che, onestamente, quando si verificano sulle strade sono a dir poco fastidiosi, se non decisamente pericolosi.

    Per non parlare di altri potenziali benefici, come l'elemento deterrente per quanto riguarda furti e crimini in genere.

    Non mi sembra che monitorare il comportamento sulla strada di un dipendente equivalga a mettere il naso nella sua cartella clinica, nel suo conto corrente online, o nelle abitudini sessuali... o mi sbaglio?
    non+autenticato
  • Sono d'accordo,

    penso anche io che uno strumento del genere, salva la necessità di evitarne gli abusi, potrebbe anche essere utile.

    In Italia, comunque, l'adozione di questo sistema dovrebbe fare i conti con lo statuto dei lavoratori e la legge sul trattamento dei dati.
    non+autenticato
  • - Scritto da: toOl
    [...]

    il "problema" è che esiste la Statuto dei Lavoratori...
    e tutta una serie di norme e giurisprudenza conseguenti...

    qualcuno ha presente? è informato?

    consiglio di leggerlo e di informarsi...
    poi magari ne riparliamo
    non+autenticato
  • - Scritto da: toOl
    >
    > In questa situazione trovo pero' che la posizione
    > dell'articolo nell'andare contro a tecnologie che
    > possono potenzialmente salvare delle vite, piu'
    > che rovinarne a causa della mancanza di privacy,
    > sia un po' troppo "estremista".
    >
    > In fondo siamo sempre a lamentarci che esistono
    > leggi che non vengono pero' fatte rispettare:
    > monitorare la velocita' o il (pessimo) stile di
    > guida di molti autisti lo trovo un modo
    > efficiente e mirato per evitare certi
    > comportamenti che, onestamente, quando si
    > verificano sulle strade sono a dir poco
    > fastidiosi, se non decisamente
    > pericolosi.

    Un esempio di come questo genere di leggi e prodotti liberticidi agisce sul mercato lo ha dato la normativa europea sull'aviazione. Negli Stati Uniti ci sono 1.2 morti per ogni 100,000 cicli (decollo/volo/atterraggio).
    In europa, prima della nuova normativa erano 8,2.
    Dopo cinque anni della nuova normativa (che introduce un enorme aggravio di burocrazia "per aumentare la sicurezza") siamo saliti a 8,7.
    E come se non bastasse, l'aggravio di costi dovuti per lo più agli inutili adempimenti previsti ha fortemente ridotto il numero di ore volate (dai privati). In Italia si è dimezzato.
    Dare agli stessi burocrati europei il potere di decidere con più efficacia come ci si deve comportare alla guida avrebbe lo stesso effetto. Tutti a 50 all'ora, anche dove non serve. "Per la sicurezza". Salvo poi non avere alcun beneficio. Solo danni. Solo disastri. Solo controllo. Solo altro potere e altri abusi. Solo altri fastidi per tutti.
    IMHO, of course.
    non+autenticato
  • Ci sarebbero meno incidenti causati dai mezzi pesanti... e salvare delle vite umane, vale ben un pˇ di privacy in meno...
    non+autenticato
  • > Ci sarebbero meno incidenti causati dai mezzi
    > pesanti... e salvare delle vite umane, vale ben
    > un pˇ di privacy in
    > meno...
    Quoto.
    Lo renderei obbligatorio in ogni veicolo... sai quante truffe alle assicurazioni e quanti pirati della strada in meno?