Ma chi crede ancora ad Alexa?

Se lo chiedono in molti ed ora TechCrunch spara a zero: il celebre misuratore della celebrità, già sconfessato dagli esperti, continua a dare numeri decisamente poco credibili

Roma - È ormai una curiosità o poco più il servizio di Alexa, eppure viene ancora utilizzato da alcuni per "vedere" la popolarità di un sito o, meglio, per credere di misurare in modo attendibile la notorietà di un sito web. Contro i dati forniti da Alexa si è scagliato questa volta TechCrunch, blog-bibbia del Web 2.0, secondo cui il celebre service continua a toppare clamorosamente.

In particolare, Alexa aveva sostenuto di recente che YouTube aveva superato Google in termini di pagine visualizzate dagli utenti. Un errore macroscopico rilevato da più parti. "Per i siti più piccoli - sottolineava TechCrunch - può essere comprensibile che Alexa non abbia buoni dati. Ma Google e YouTube sono tra i maggiori siti su Internet. Sbagliare così clamorosamente è imbarazzante".

Ed ora proprio TechCrunch torna su un altro clamoroso errore: Alexa ora sostiene che Facebook è più visto di MySpace. Una statistica ridicola, secondo gli esperti, vista la ancora enorme distanza in termini di numeri di utenti tra un sito e l'altro. Società di analisi come Compete evidenziano una distanza gigantesca tra MySpace e Facebook, segnalando semmai per quest'ultimo una crescita veloce nel corso dell'ultimo anno, più veloce di quella registrata da MySpace.
A livello di utenza, oggi MySpace supera Facebook di 3 o 4 volte.
Il motivo della scarsa attendibilità attribuita ad Alexa si deve evidentemente ai limiti del metodo di rilevazione. Le "classifiche" di traffico sono realizzate basandosi sulla media registrata dagli utenti della Alexa Toolbar nel corso di tre mesi, utenti che quindi devono conoscere Alexa e aver scaricato ed installato quel software sul proprio computer nonché, evidentemente, aver scelto di usarlo. Utenti che segnalano come "top site" Yahoo.com, superiore persino a Google.com.

Anche in Italia esempi clamorosi non mancano. Il celebre sito di Beppe Grillo, beppegrillo.it, viene ad esempio dato come molto meno visto di siti come Travian3.it.

Un confronto

Come se non bastasse l'assenza di un campione statistico attendibile, a rendere ancora più parziale la rilevazione il fatto che la Toolbar sia disponibile unicamente per i due principali browser e sistemi operativi.

Nonostante queste problematiche, Alexa continua a offrire dati accessibili con un clic, una semplicità di accesso a numeri confezionati per sembrare attendibili che spiega probabilmente la sua popolarità. Un contributo lo offre certamente anche la casa madre, Amazon, interessata a sfruttare il web crawling di Alexa per implementare le proprie tecnologie di search. Nulla a che vedere con la Toolbar, però, i cui risultati rimangono suggestivi, ma solo agli occhi dei profani.

Su Digg qualcuno maligna: "Ma chi è che va in giro con la Toolbar di Alexa?". Una domanda comprensibile: sul sito il numero aggiornato degli utenti con la Toolbar, la loro dislocazione geografica, il loro effettivo utilizzo della rete, la quantità di siti utilizzati e via dicendo sono dati che mancano, la cui assenza pesa ulteriormente nella valutazione del servizio.
11 Commenti alla Notizia Ma chi crede ancora ad Alexa?
Ordina