Alfonso Maruccia

GDrive, forse si fa sul serio

Il tanto atteso servizio di storage online potrebbe vedere la luce a breve. Il drive made-in-Google colmerebbe il tassello mancante nella strategia di BigG

Roma - Si fa, non si fa, esiste, non esiste: di GDrive, lo spazio web per immagazzinare i dati e i file degli utenti nei datacenter gestiti da Mountain View, si parla da tempo, ma finora non si sono avute conferme ufficiali della sua esistenza da parte di BigG. Un articolo del Wall Street Journal rilancia l'idea del "disco fisso" telematico marcato Google, dando per imminente la sua apertura al pubblico. GDrive debutterà entro i prossimi mesi, sostiene il WSJ citando fonti anonime.

Il progetto GDrive, anche noto come "Platypus" (ornitorinco), è un tema ricorrente nella cronistoria recente della società che ha largamente contribuito a gettare le fondamento del Web e della Rete moderni: il servizio, oggetto di parodie da parte degli stessi dipendenti Google, non è mai stato confermato ufficialmente, ma si fa riferimento a "Google Drive" in una presentazione agli analisti risalente al marzo 2006 e si hanno notizie di un client di storage on-line usato dagli impiegati della società.

Se GDrive insomma non esiste ufficialmente, il desiderio di fornire uno spazio di storage "illimitato" agli utenti ha certamente lasciato tracce di sé nei piani aziendali e tecnologici di BigG. A conti fatti, è una idea che già qualcuno ha provato a sviluppare in maniera concreta, usando nel caso specifico l'allora incredibile quantità di spazio messa a disposizione dal servizio di posta via web Gmail.
Ma nel moderno panorama di rete, caratterizzato da una integrazione sempre più stringente tra on-line e off-line che vorrebbe modificare le consuetudini della produttività personale e aziendale spostandone il fulcro in rete, un approccio amatoriale come quello di una estensione della shell di sistema che funge da "hack" per piegare GMail a compiti che non gli sono particolarmente congeniali non basta di certo.

L'ipotesi del WSJ, che sostanzialmente non dice nulla che non fosse già noto sulla questione GDrive, si basa sul fatto che la concorrenza tra i grandi nomi per la conquista degli orticelli telematici degli utenti passa necessariamente anche per un sistema di storage di dati che possa andare ad integrare gli strumenti di produttività già presenti on-line, come ad esempio quel Google Office che tanta pressione ha messo sulle strategie aziendali di Microsoft.

E sarebbe un'idea, quella di GDrive, che dopo tanto tempo non farebbe di Google un apripista: proprio Microsoft, per tenere a bada il concorrente, ha tempo fa lanciato Live Drive, servizio di storage on-line perfettamente integrato con gli altri strumenti della piattaforma Live distribuiti dal colosso di Redmond.

Alfonso Maruccia
37 Commenti alla Notizia GDrive, forse si fa sul serio
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  • Sono 2 anni che Google annuncia Gdrive, mi sembra che stanno perdendo credibilità.

    La settimana scorsa un amico ha fatto un colloquio a Roma per Memopal, una società che ha apena lanciato la beta di un prodotto simile a Gdrive, mi ha detto che "sembrano" smart...

    Da quello che ho letto Gdrive è un sync, Memopal è un sync + crypt + un long term storage di grandi capacità (forse 250Gb o più).

    Sono scettico sul dare a Google i miei dati, dall'altra parte voglio un backup delle mie foto.

    Qualcuno ha un invito per Memopal? o sa come reperirlo?

    Luca
    non+autenticato
  • ciao Luca,

    Memopal e' in beta testing interno.

    I lettori di punto informatico possono ricevere un invito scrivendo a info@memopal.com (il numero di inviti limitato)

    buon proseguimento.


    Marco
    non+autenticato
  • io so come contattarli
    non+autenticato
  • Ma io il programmino per usare GDrive l'ho scaricato un mese fa e da allora lo uso tranquillamente... :-!
    non+autenticato
  • e si pure io ma non sarebbe "ufficiale", è un pò un accrocco!
    funzionare funziona però
    non+autenticato
  • Ma con le ADSL casalinghe e la possibilità di tenere un serverino acceso 24/24 raggiungibile con un dominio Dyndns ha un senso il GDrive.

    Ok sul nostro serverino siamo limitati dalla velocità di upload dell'ADSL ma con 512k si riesce a trasferire agilmente file fino a 5-10M.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lillo
    > Ma con le ADSL casalinghe e la possibilità di
    > tenere un serverino acceso 24/24 raggiungibile
    > con un dominio Dyndns ha un senso il
    > GDrive.
    >
    > Ok sul nostro serverino siamo limitati dalla
    > velocità di upload dell'ADSL ma con 512k si
    > riesce a trasferire agilmente file fino a
    > 5-10M.

    ok, quindi:
    1) aprire le porte del router
    2) installare un server ftp
    3) installare continuamente addon di sicurezza
    4) aprire un account dyndns
    5) installare un update client
    6) dotarsi di un gruppo di continuità
    7) mettere due hard disk in raid 1 per sicurezza
    8) al momento in cui si vuole accedere al documento, scaricarlo dal nostro pc (qui basta il browser)
    9) installare, se non presente, l'applicazione necessaria per vedere quel documento
    10) modificare e salvare il documento
    11) scaricare e installare un client ftp
    12) eseguire l'upload sul server
    13) opzionale: creare account ftp aggiuntivi per eventuali utenti con i quali si vuole condividere il documento

    Ma tu davvero pensi che tutto ciò sia alla portata di un utente normale (non informatico)?
    Google drive ti offrirà la possibilità di accedere dappertutto ai tuoi documenti, di editarli direttamente online se sono fatti con le applicazioni google (write e foglio elettronico), di condividerli con gli altri anche via rete, se sono fatti con le app google di tracciare le revisioni e le modifiche che il gruppo di lavoro fa al documento, e dulcis in fundo ti fa il backup del server quindi non devi preoccuparti di perdere i dati.
    Il tutto con una facilità d'uso alla portata di chiunque (o quasi). Davvero vuoi paragonarlo con il "farsi un serverino a casa con dyndns"?
    non+autenticato
  • Scusa ma se è solo per trasferire agilmente file di 5-10M tenere un pc acceso 24/24 mi sembra quantomeno uno spreco di energia elettrica. Meglio GDrive o un servizio analogo.
    non+autenticato
  • null'altro che un filesystem di rete (tipo NFS di Unix o CIFS di Microsoft...). Al massimo la novita' e' che ti darebbero uno spazio a gratis come con GMail.
    non+autenticato
  • - Scritto da: dany
    > null'altro che un filesystem di rete (tipo NFS di
    > Unix o CIFS di Microsoft...). Al massimo la
    > novita' e' che ti darebbero uno spazio a gratis
    > come con GMail.

    da programmatore pensi solo in termini di tecnologia che sta dietro... per fortuna c'è chi si occupa di interfacce, la novità qui è nell'interfaccia del file system di rete, che diviene accessibile da tutto il mondo.
    Ok, si dirà che ci sono già molti servizi analoghi di disco virtuale... ma conoscendo Google c'è da scommettere che l'interfaccia del suo sarà un livello sopra quella dei concorrenti, proprio come google (motore di ricerca), google maps o gmail si sono affermati con rapidità impressionante a causa dell'interfaccia (e dunque dell'usabilità molto superiore, che poi è quello che interessa agli utenti, non la tecnologia che ci sta sotto), e quindi probabilmente l'utilizzo si diffonderà anche fra chi il disco remoto non l'ha mai utilizzato a causa di interfacce farraginose.
    Aggiungi il fatto che ognuno potrà usare i "programmi" di scrittura e fogli di calcolo di Google direttamente dal browser lavorando direttamente sul suo disco remoto e il gioco è fatto.... accesso ai tuoi dati e alle applicazioni da qualunque pc connesso a una rete.
    L'idea non è nuova: ci provarono qualche anno fa col network pc, ma l'implementazione lasciava a desiderare. Infatti si chiedeva alla gente di dotarsi di un nuovo dispositivo (il net pc) con un sistema operativo proprietario (sun). Google fa il contrario: implementa il network pc sul sistema operativo che hai tu, qualunque esso sia (windows, mac o linux). Io credo che il successo di questa cosa sarà garantito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippuzzo
    > - Scritto da: dany
    > > null'altro che un filesystem di rete (tipo NFS
    > di
    > > Unix o CIFS di Microsoft...). Al massimo la
    > > novita' e' che ti darebbero uno spazio a gratis
    > > come con GMail.
    >
    > da programmatore pensi solo in termini di
    > tecnologia che sta dietro... per fortuna c'è chi
    > si occupa di interfacce, la novità qui è
    > nell'interfaccia del file system di rete, che
    > diviene accessibile da tutto il
    > mondo.
    > Ok, si dirà che ci sono già molti servizi
    > analoghi di disco virtuale... ma conoscendo
    > Google c'è da scommettere che l'interfaccia del
    > suo sarà un livello sopra quella dei concorrenti,
    > proprio come google (motore di ricerca), google
    > maps o gmail si sono affermati con rapidità
    > impressionante a causa dell'interfaccia (e dunque
    > dell'usabilità molto superiore, che poi è quello
    > che interessa agli utenti, non la tecnologia che
    > ci sta sotto), e quindi probabilmente l'utilizzo
    > si diffonderà anche fra chi il disco remoto non
    > l'ha mai utilizzato a causa di interfacce
    > farraginose.
    [...]
    > L'idea non è nuova: ci provarono qualche anno fa
    > col network pc, ma l'implementazione lasciava a
    > desiderare. Infatti si chiedeva alla gente di
    > dotarsi di un nuovo dispositivo (il net pc) con
    > un sistema operativo proprietario (sun). Google
    > fa il contrario: implementa il network pc sul
    > sistema operativo che hai tu, qualunque esso sia
    > (windows, mac o linux). Io credo che il successo
    > di questa cosa sarà
    > garantito.

    Quoto
    non+autenticato
  • Sulla carta ottimo progetto, in pratica un po' meno, specie per il taglio di massa che Google ne vuole dare.

    Avere un vero disco virtuale che centralizzi i dati dell'utente è un'idea interessante ma senza i limiti di Rapidshare & co il rischio è di un sistema inizialmente aperto e gratuito che, quando la bolla di Google si sarà sgonfiata (e lo farà, visto che di progetti ne hanno tanti ma in pochi si stanno concretizzando in profitti), potrebbe diventare un cavallo di troia per prendere in ostaggio i dati di milioni di utenti in giro per il globo.
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