Il software ora è più libero a Cagliari

Si parte da Selargius, comune del cagliaritano che si fa promotore di una svolta verso il codice aperto. Il Consiglio comunale ritiene che sia preferibile scegliere soluzioni open ogni volta che sia possibile

Cagliari - Forse non si possono adottare in una notte i sistemi operativi e gli applicativi open source ma, col tempo, la loro introduzione è benefica e vantaggiosa: sembra questo il pensiero del Consiglio Comunale di Selargius, nella provincia cagliaritana, che ha approvato nei giorni scorsi una modifica al regolamento del consiglio stesso.

Nello specifico, anziché limitarsi a parlare di acquisizione di "strumentazioni informatiche e tecnologiche", ora il Regolamento prevede che si utilizzino "preferenzialmente programmi basati su codice sorgente aperto, in ossequio al principio di neutralità tecnologica".

Per Giovanni Battista Gallus, consigliere dei DS per il Partito Democratico, promotore della nuova norma, si tratta di una "piccola modifica regolamentare, in attesa della legge regionale" che rappresenta "un primo passo verso l'adozione del FLOSS (free libre open source software) nella pubblica amministrazione". La Sardegna è infatti una delle regioni che stanno lavorando sull'ipotesi di una legge regionale sul software a codice aperto, sulla scia di quanto accaduto in altre regioni ed enti locali.
A Punto Informatico Gallus ha spiegato che "non si tratta solo di un risparmio di spesa, consistente nella non necessità di acquistare delle licenze software, ma di un processo più ampio, che ha diversi vantaggi, oramai riconosciuti su scala internazionale. Tant'è che svariate pubbliche amministrazioni, tra cui ad esempio il Comune di Monaco di Baviera, sono migrate verso tali soluzioni".

L'idea, dunque, è che attraverso l'adozione di programmi a codice sorgente aperto si eviti l'"obbligo" per la pubblica amministrazione di essere "vincolata ad un solo venditore, ovvero ad una sola software house". "In secondo luogo - continua Gallus - la disponibilità del codice consente di personalizzare le soluzioni software, anche in un momento successivo, senza nessun vincolo con l'originario fornitore".

Ma non è tutto qui. Ad aver convinto il Consiglio ad adottare la proposta di un consigliere di opposizione è anche il fatto, sottolinea Gallus, che "questa tipologia di software risponde appieno a quanto previsto dal C.A.D. (Codice dell'Amministrazione Digitale) in tema di riuso dei programmi informatici, e di disponibilità del codice sorgente, oltre che di utilizzo di formati aperti".

Sono sembrate convincenti anche le considerazioni sulla possibilità per le imprese locali di beneficiare del ricorso al codice aperto da parte degli enti locali. La fornitura di servizi dedicati, di assistenza o di personalizzazione del software, possono offrire "ben maggiori margini di redditività".
59 Commenti alla Notizia Il software ora è più libero a Cagliari
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  • Open Source non necessariamente deve essere solo Linux.
    Oggi possiamo dire che la Microsoft ha il monopolio mondiale in quanto il suo SO è talmente diffuso che il mercato mondiale è sotto un domionio pressochè monopolistico. Questo grazie alla capacità commerciale di su scritta Ditta... Insomma in bene o in male siamo sotto un monopolio di fatto.
    Le alternative oltre Linux non ce ne sono molte, e le abitudini della gente oltre che la "pressione" commerciale è l'asse portante di questa situazione.
    Quando però si potrà avere una alternativa con un SO open windos? Spero presto, poichè una soluzione open sullo stesso terreno di Win$ porterebbe un aspetto concorrenziale diretto, senza più la "scusa" di un Linux troppo "ostico"...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Robert
    > Open Source non necessariamente deve essere solo
    > Linux.
    > Oggi possiamo dire che la Microsoft ha il
    > monopolio mondiale in quanto il suo SO è talmente
    > diffuso che il mercato mondiale è sotto un
    > domionio pressochè monopolistico. Questo grazie
    > alla capacità commerciale di su scritta Ditta...

    Che e' un po' come dire : Al Capone era un ottimo commerciante, abile nel trovare una nicchia di investimento che gli consentisse di aprire il mercato (l'alcool).

    > Insomma in bene o in male siamo sotto un
    > monopolio di fatto.
    > Le alternative oltre Linux non ce ne sono molte,
    > e le abitudini della gente oltre che la
    > "pressione" commerciale è l'asse portante di
    > questa
    > situazione.
    > Quando però si potrà avere una alternativa con un
    > SO open windos? Spero presto, poichè una
    > soluzione open sullo stesso terreno di Win$
    > porterebbe un aspetto concorrenziale diretto,
    > senza più la "scusa" di un Linux troppo
    > "ostico"...
    krane
    22544
  • Se ho ben capito, stai cercando un Windows open source.

    Linux può tranquillamente essere una scelta: basta installare un tema per l'ambiente grafico che sia Windows-like (ce ne sono), e se prendi un qualsiasi comune utente non si accorge della differenza.

    La volta che gli hai dato un browser, la posta elettronica, un word processor ed un foglio elettronico, l'utente è contento, e non ti può chiedere corsi di aggiornamento ed aumenti di stipendio perché deve utilizzare tecnologie diverse da quelle che utilizzava prima.

    Risultato: non hai pagato qualche centinaio di Euro di licenze a postazione, e non pagherai gli upgrade obbligatori quando il prodotto non verrà più supportato (a Windows XP manca poco).

    Per quanto riguarda l'installazione, devi inserire un CD come per Windows, devi inserire il nome del sistema, le impostazioni di rete e la password dell'amministratore come in Windows.

    Insomma non occorre sapere niente di nuovo.

    Per quanto riguarda l'amministrazione e la gestione delle reti e dei server, occorre personale tecnico e sistemista come per Windows; se vuoi avere architetture semplici, ti basta personale poco costoso, mentre se vuoi architetture particolarmente complesse ti occorre personale molto qualificato, come per Windows.

    Giusto una nota: quasi sicuramente in tutti gli apparati 'hardware' che utilizzate (switch, router, firewall, etc.) c'è già dentro Linux, anche se non te ne accorgi.
  • scusa ti faccio una domanda.
    Ma se uso gnu/linux e ho bisogno di un software specifico chi è in grado di svilupparlo?
    Chi mi farà assistenza in caso di problemi?
    Se l'azienda che me lo ha fornito chiude chi altri saprà metterci le mani?
    Perchè, parliamoci chiaro, il 90% di quelli che tifano per l'open source fanno questo ragionamento:
    open source=gratis=pappa pronta.
    La maggior parte di quelli che usano software open source non hanno mai dato una cicca all'OS sia in donazioni che contributi software. La maggior parte degli utilizzatori gnu/linux si trastullano con qualche comando bash e credono di essere dei guro, ma trovare qualcuno che ti faccia una modifica ad un software esistente Open Source son altri cazzi e te lo dico per esperienza (e ci rimetti parecchi soldi, altro che licenze windows).
    Si fa in fretta a parlare quando non ci si imbatte realmente con questi problemi...
    non+autenticato
  • Considerazioni perfettamente valide le tue, ma non sono quelle su cui deve essere basato un modello di business.

    Prendiamo per esempi la P.A.: l'approcci attuale è quello di lasciare che le singole amministrazioni locali si arrangino: qualcuna è coraggiosa, ed affronta seriamente il problema, mentre altre mettono giu un web server con Apache, e dicono di usare software open source.

    Lo sbaglio alla base, che è politico, è che il problema non viene affrontato globalmente.

    L'osservazione di partenza che si può fare è che tutti i comuni, province, regioni, etc. hanno una propria gestione del personale, di paghe e stipendi, di pubblicazione di moduli per il pubblico, di gestione delle pratiche, etc., e tutti sono soggetti alla stessa normativa.

    Lo sbaglio della nostra amministrazione centrale è quello di lasciare che ciascuno si arrangi, invece che avviare progetti open source nazionali per tutte le problematiche comuni e trasversali.

    Questo non significa che il SW viene gratis: la P.A. deve mettere a budget soldi per pagare le software house ed i programmatori che lo realizzano, ma una gestione aperta consentirebbe a chiunque di verificarlo, e chiedere e suggerire migliorie.
    Non di meno, chiunque, potendo accedere ai sorgenti, potrebbe proporsi come sviluppatore e partecipare a gare per la manutenzione correttiva ed evolutiva dei moduli dei prodotti.

    I vantaggi sarebbero, almeno:
    - crescita del mercato delle piccole e medie realtà, su tutto il territorio nazionale
    - tempi brevi per lo sviluppo delle nuove funzionalità
    - tempi brevi per la correzione dei bug
    - eliminazione dei costi di licenza
    - riduzione dei costi di formazione ed addestramento del personale (sia dell'assistenza che degli utenti finali)
    - nuovo spazio per il settore privato di sviluppare software commerciale che si integra con i sistemi esistenti (interfacce ed architetture sarebbero note)

    Avrei ancora molto da dire, ma ora il tempo non me lo consente.

    Se vuoi possiamo approfondire: c'è dietro uno spettacolare modello di business che ora è bloccato dai grandi interessi.

    P.S.: nota importante: concordo con te che devi per forza appoggiarti a società pagate per supportare i prodotti nel caso in cui la tua azienda abbia degli impegni contrattuali (penali) con i propri clienti: non puoi certo affidarti alla buona volontà di qualcuno che prende a cuore i problemi del software che hai deciso di utilizzare.

    D'altra parte non è detto che tu debba pagare per forza l'assistenza su software proprietario: puoi comprare servizi di assistenza e supporto anche su software open source, con il vantaggio che gli aggiornamenti, una volta pagati, sono disponibili gratuitamente per tutti.

    Pensa se tutte le realtà utilizzassero lo stesso SW: riduzione dei costi
  • Hai fatto un'analisi molto interessante che condivido.
    Quello che non mi torna in tutta la tua analisi è questo:
    secondo te in italia e nel mondo, considerando quanto sia saturo il settore dell'informatica, chi sarebbe disposto a sviluppare software e regalare sorgenti?
    Le PA non hanno bisogno solo di software opensource o free (gnu/linux , openoffice, firefox , ecc) ma anche di applicazion legacy (protocollo informatico, gestione documentale, pagamenti tributi, ecc).
    Tu pensi di trovare qualcosa nell'OS o qualche azienda che lo fa e ti regala i sorgenti?
    E ammesso che tu possa trovare un azienda che ti ceda software e sorgenti hai idea di quanto ti verrà costare il tutto?

    Esiste un progetto OS che si chiama paflow e gestisce il protocollo informatico, scritto in zope per piattaforme gnu/linux.
    Perchè le PA non lo usano?
    Il motivo è semplice, se gnu/linux lo conoscono in pochi, zope non lo conosce nessuno.
    Ancora, per installare questo software non esiste un setup, ma come molte applicazioni gnu/linux, N operazioni manuali da eseguire.
    Non si può parlare di utilizzo di di software opensource se gnu/linux che ti sega le gambe in partenza.
    Possibile che, con tutte le distro esistenti, nessuno dei grandi colossi (ibm, novell, ecc) abbia investito due euro per tirare fuori un desktop manager, software setup, configuratore di sistema utilizzabile da tutti?
    Se non verrà eliminato questo scoglio, in questa confusione, nessuna distribuzione e relativo software gnu/linux può avere speranze.
    Non si può andare avanti solo con la speranza che microsoft e apple affondino perchè linux abbia più visibilità.

    Scusa il post schifosamente lungo.
    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: next
    > scusa ti faccio una domanda.
    > Ma se uso gnu/linux e ho bisogno di un software
    > specifico chi è in grado di
    > svilupparlo?

    ci sono tantissimi sviluppatori e softwarehouse che possono farlo... come per Window$...

    sta a chi ordina un software specifico richiedere le specifiche del caso e, soprattutto, preoccuparsi dei diritti d'uso e della licenza

    > Chi mi farà assistenza in caso di problemi?
    > Se l'azienda che me lo ha fornito chiude chi
    > altri saprà metterci le
    > mani?

    la risposta a questa domanda è strettamente collegata alla precedente:

    1) nel far sviluppare un software specifico è bene richiedere SEMPRE (indipendentemente che l'ambiente operativo sia Window$ o GNU/Linux) che, insieme agli "eseguibili", vengano forniti anche i codici sorgente e la piena proprietà di questi (o quantomeno la possibilità di farne qualsivoglia utilizzo senza alcuna limitazione)

    2) in questo modo, se l'azienda che ha fornito il sw chiude, non ci saranno problemi: avendo completamente a disposizione i sorgenti qualsiasi altro sviluppatore o softwarehouse potrà lavorarci su

    cosa ancora più "etica" sarebbe far rilasciare i sorgenti con licenza GPL, ossia come Software Libero (Free Software):
    http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    http://www.gnu.org/licenses/licenses.html

    > Perchè, parliamoci chiaro, il 90% di quelli che
    > tifano per l'open source fanno questo
    > ragionamento:
    > open source=gratis=pappa pronta.

    ragionamento sbagliatissimo!!!
    1) open source e software libero (che sono cose in genere diverse) NON vuol dire gratis
    2) il software in generale (open, libero, proprietario, gratuito, a pagamento, ecc.) NON è MAI pappa pronta... e chi dice il contrario o non ci capisce nulla o vende fuffa

    > La maggior parte di quelli che usano software
    > open source non hanno mai dato una cicca all'OS
    > sia in donazioni che contributi software.

    mah... probabile...
    in ogni caso la percentuale dei "portoghesi" diminuisce di molto con chi usa software libero

    > La maggior parte degli utilizzatori gnu/linux si
    > trastullano con qualche comando bash e credono di
    > essere dei guro, ma trovare qualcuno che ti
    > faccia una modifica ad un software esistente Open
    > Source son altri cazzi e te lo dico per
    > esperienza (e ci rimetti parecchi soldi, altro
    > che licenze
    > windows).

    mah... non direi...
    ci sono tanti sviluppatori e aziende in grado di lavorare sui codici, e in questo NON CONTA l'ambiente operativo

    conta semmai l'ambiente di sviluppo e, da questo p.d.v., è molto più facile trovare a "buon mercato" degli sviluppatori abituati a lavorare col software libero...

    > Si fa in fretta a parlare quando non ci si
    > imbatte realmente con questi
    > problemi...

    questi problemi, come discusso prima, discendono in genere dal tipo di licenza con cui sono rilasciati i software che si acquisiscono

    se si è acquistato un sw "proprietario" o con una licenza "chiusa" e non si ha la piena disponibilità dei sorgenti allora sì che sono dolori!!!
    e i costi vanno alle stelle perché occorre riscrivere daccapo tutto il software, convertire eventuali archivi, formare il personale, ecc. ecc.
    questo è lo scenario (il lock-in) che si determina con il software proprietario e chiuso (no codice sorgente, licenze con nessun diritto per l'utente)
    non+autenticato
  • > ci sono tantissimi sviluppatori e softwarehouse
    > che possono farlo... come per
    > Window$...

    Non è vero, ce ne sono molto poche e la maggior parte sviluppano applicazioni webbased (apache/php/mysql).
    Se ti serve un applicazione, ad esempio per kde, che si integra con calendario e contatti sono pochi (in italia, non nella tua città) quelli che riuscirebbero a sviluppartela.


    > la risposta a questa domanda è strettamente
    > collegata alla
    > precedente:

    Windows è diffuso e in molti sono grado di fare assistenza.
    Con gnu/linux è diverso proprio perchè non essendo commerciale ogni distro ha i suoi problemi specifici, i propri software di manutenzione, ecc.
    La maggior parte di quelli che fanno assistenza a pagamento non hanno certo tutte queste competenze ed è anche per questo che hanno tariffe così basse.


    > cosa ancora più "etica" sarebbe far rilasciare i
    > sorgenti con licenza GPL, ossia come Software
    > Libero (Free
    > Software):
    > http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    > http://www.gnu.org/licenses/licenses.html

    Certo, lo fanno perchè lo dici tu!
    Io ho una software house. Se mi dicono "dammi i sorgenti altrimenti non lo compriamo" sai che rispondo io?
    Vuoi anche una fettina del mio culo?


    > ragionamento sbagliatissimo!!!
    > 1) open source e software libero (che sono cose
    > in genere diverse) NON vuol dire
    > gratis

    > 2) il software in generale (open, libero,
    > proprietario, gratuito, a pagamento, ecc.) NON è
    > MAI pappa pronta... e chi dice il contrario o non
    > ci capisce nulla o vende
    > fuffa

    Non hai capito niente.
    Alla comunità puoi dare:
    1) contributo software /idee/debug/testin /ecc
    2) donazioni
    Se non fai nulla delle due cose tu utilizzo solo il lavoro degli altri a gratis=pappa pronta.
    E non è perchè digiti 100 comandi per installare questo software che le cose cambiano, sempre pappa pronta è.
    Non c'è assolutamente nulla di male perchè non tutti sono ricchi e non tutti sono programmatori.

    >
    > conta semmai l'ambiente di sviluppo e, da questo
    > p.d.v., è molto più facile trovare a "buon
    > mercato" degli sviluppatori abituati a lavorare
    > col software
    > libero...
    >

    CREDICI!!!



    > se si è acquistato un sw "proprietario" o con una
    > licenza "chiusa" e non si ha la piena
    > disponibilità dei sorgenti allora sì che sono
    > dolori!!!

    Questa è la solita leggenda metropolitana
    Non è mai stato così e mai lo sarà, ci si è sempre arrangiati in qualche maniera.

    > e i costi vanno alle stelle perché occorre
    > riscrivere daccapo tutto il software, convertire
    > eventuali archivi, formare il personale, ecc.
    > ecc.
    > questo è lo scenario (il lock-in) che si
    > determina con il software proprietario e chiuso
    > (no codice sorgente, licenze con nessun diritto
    > per
    > l'utente)

    Questa non è ciò che accade nella vita reale, questo è matrix.
    Ci sono tante aziende che lavarono ancora con windows 95 e non cambierano i loro software perchè qualcuno glielo impone o per stare al passo con le nuove tecnologie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: next
    > > ci sono tantissimi sviluppatori e softwarehouse
    > > che possono farlo... come per
    > > Window$...
    >
    > Non è vero, ce ne sono molto poche e la maggior
    > parte sviluppano applicazioni webbased
    > (apache/php/mysql).
    > Se ti serve un applicazione, ad esempio per kde,
    > che si integra con calendario e contatti sono
    > pochi (in italia, non nella tua città) quelli che
    > riuscirebbero a
    > sviluppartela.

    a me risulta il contrario...
    e la città non importa un bel nulla: non mi sembra che gli sviluppatori di una comunità di sviluppo abitano nello stesso quartiere

    > > la risposta a questa domanda è strettamente
    > > collegata alla
    > > precedente:
    >
    > Windows è diffuso e in molti sono grado di fare
    > assistenza.

    assistenza???
    intendi smanettare??? ah... si allora concordo c'è un sacco di gente in grado

    > Con gnu/linux è diverso proprio perchè non
    > essendo commerciale

    Software Libero non vuol dire Software Non Commerciale
    SuSE è commerciale
    RedHat è commerciale

    > ogni distro ha i suoi
    > problemi specifici, i propri software di
    > manutenzione,
    > ecc.

    infatti ecco perché chi usa GNU/Linux in un organizzazione (aziende, PA, ecc.) spesso si affida a SuSE o RedHat...

    > La maggior parte di quelli che fanno assistenza a
    > pagamento non hanno certo tutte queste competenze
    > ed è anche per questo che hanno tariffe così
    > basse.

    mah... qui paghiamo un sistemista ed uno sviluppatore che le competenze le hanno eccome (server RedHat) fior di quattrini

    > > cosa ancora più "etica" sarebbe far rilasciare i
    > > sorgenti con licenza GPL, ossia come Software
    > > Libero (Free
    > > Software):
    > > http://www.gnu.org/philosophy/free-sw.html
    > > http://www.gnu.org/licenses/licenses.html
    >
    > Certo, lo fanno perchè lo dici tu!

    esattamente, dato che pago...

    > Io ho una software house. Se mi dicono "dammi i
    > sorgenti altrimenti non lo compriamo" sai che
    > rispondo
    > io?
    > Vuoi anche una fettina del mio culo?

    fai pure...
    evidentemente sei anche tu un prigioniero del sw proprietario...
    ci sono altri che invece danno i diritti sui sorgenti... e prendono bei soldini in cambio...

    > > ragionamento sbagliatissimo!!!
    > > 1) open source e software libero (che sono cose
    > > in genere diverse) NON vuol dire
    > > gratis
    >
    > > 2) il software in generale (open, libero,
    > > proprietario, gratuito, a pagamento, ecc.) NON è
    > > MAI pappa pronta... e chi dice il contrario o
    > non
    > > ci capisce nulla o vende
    > > fuffa
    >
    > Non hai capito niente.
    > Alla comunità puoi dare:
    > 1) contributo software /idee/debug/testin /ecc
    > 2) donazioni

    posso anche, come faccio, pagare per lo sviluppo, pagare per la formazione, pagare per la consulenza...

    > Se non fai nulla delle due cose tu utilizzo solo
    > il lavoro degli altri a gratis=pappa
    > pronta.
    > E non è perchè digiti 100 comandi per installare
    > questo software che le cose cambiano, sempre
    > pappa pronta
    > è.

    peccato che queste siano tue opinioni mentre i fatti in questo caso specifico sono diversi

    > Non c'è assolutamente nulla di male perchè non
    > tutti sono ricchi e non tutti sono
    > programmatori.

    su questo d'accordissimo con te

    > > conta semmai l'ambiente di sviluppo e, da questo
    > > p.d.v., è molto più facile trovare a "buon
    > > mercato" degli sviluppatori abituati a lavorare
    > > col software
    > > libero...
    >
    > CREDICI!!!
    >
    > > se si è acquistato un sw "proprietario" o con
    > una
    > > licenza "chiusa" e non si ha la piena
    > > disponibilità dei sorgenti allora sì che sono
    > > dolori!!!
    >
    > Questa è la solita leggenda metropolitana
    > Non è mai stato così e mai lo sarà, ci si è
    > sempre arrangiati in qualche
    > maniera.
    > > e i costi vanno alle stelle perché occorre
    > > riscrivere daccapo tutto il software, convertire
    > > eventuali archivi, formare il personale, ecc.
    > > ecc.
    > > questo è lo scenario (il lock-in) che si
    > > determina con il software proprietario e chiuso
    > > (no codice sorgente, licenze con nessun diritto
    > > per
    > > l'utente)
    >
    > Questa non è ciò che accade nella vita reale,
    > questo è
    > matrix.

    non è una leggenda... non è matrix...
    ci sono decine di esempi concreti, se poi a qualcuno conviene nascondere la realtà allora posso capire...
    e "arrangiarsi" come dici tu vuol dire cacciare soldi per reinventare l'acqua calda o per migrare dati che già ho...

    > Ci sono tante aziende che lavarono ancora con
    > windows 95 e non cambierano i loro software
    > perchè qualcuno glielo impone o per stare al
    > passo con le nuove
    > tecnologie.

    ah certo... e questo purtroppo dimostra ancora una volta quale sia il vero contributo dei sw proprietari, dei brevetti, del copyright distorto, al progresso tecnologico e scientifico: praticamente zero! solo UN OSTACOLO!!!
    non+autenticato
  • Premetto che non sono contro linux nel modo più assoluto

    - Scritto da: andy61
    > Se ho ben capito, stai cercando un Windows open
    > source.
    >
    > Linux può tranquillamente essere una scelta:
    > basta installare un tema per l'ambiente grafico
    > che sia Windows-like (ce ne sono), e se prendi un
    > qualsiasi comune utente non si accorge della
    > differenza.
    >

    Certo, finchè lo guarda e basta.

    > La volta che gli hai dato un browser, la posta
    > elettronica, un word processor ed un foglio
    > elettronico, l'utente è contento, e non ti può
    > chiedere corsi di aggiornamento ed aumenti di
    > stipendio perché deve utilizzare tecnologie
    > diverse da quelle che utilizzava
    > prima.
    >

    Dimmi che posta elettronica gli dovrei dare. Perchè dovresti sapere che molti software e plug-in sono fatti solo per Outlook, l'unica alternativa completamente open che assomigli ad una soluzione Exchange/Domino/MDaemon+OutlookConnector costa almeno tanto quanto questi se non più.
    Ok per il wordprocessor ed il foglio elettronico, basta che lo stesso software fornito da vari enti e/o software house lo supporti... e questo ora non accade...

    > Risultato: non hai pagato qualche centinaio di
    > Euro di licenze a postazione, e non pagherai gli
    > upgrade obbligatori quando il prodotto non verrà
    > più supportato (a Windows XP manca
    > poco).
    >

    Se il gioco vale la candela una PA può anche tirare fuori 40 euro scarsi a dipendente ogni 5 anni. Ti ricordo inoltre che il supporto MS dura più di una bellissima Ubuntu nuova di zecca, quello xp se non sbaglio dovrebbe finire nel 1011 minimo o 1013, in altre parole 10 anni dalla data di uscita.

    > Per quanto riguarda l'installazione, devi
    > inserire un CD come per Windows, devi inserire il
    > nome del sistema, le impostazioni di rete e la
    > password dell'amministratore come in
    > Windows.
    >

    Si, in un workgroup di 3 PC.

    > Insomma non occorre sapere niente di nuovo.
    >

    No, non serve.

    > Per quanto riguarda l'amministrazione e la
    > gestione delle reti e dei server, occorre
    > personale tecnico e sistemista come per Windows;
    > se vuoi avere architetture semplici, ti basta
    > personale poco costoso, mentre se vuoi
    > architetture particolarmente complesse ti occorre
    > personale molto qualificato, come per
    > Windows.
    >

    Per quello che mi riguarda la gestione centralizzata del parco macchine linux come la fa MS se la sogna per adesso, vedremo in futuro.

    > Giusto una nota: quasi sicuramente in tutti gli
    > apparati 'hardware' che utilizzate (switch,
    > router, firewall, etc.) c'è già dentro Linux,
    > anche se non te ne
    > accorgi.

    Infatti, sono sistemi più che ottimi, direi superlativi, finchè gli dici di fare qualcosa e li lasci là a fare solo quello. Ma quando si parla di interoperabilità ci sono grossi problemi... Sarà anche colpa di MS, però c'è da dire, lo ripeto, che gli strumenti che fornisce MS per la gestione attualmente non trovano paragoni in linux (per quello che mi riguarda)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > Premetto che non sono contro linux nel modo più
    > assoluto

    e io che non sono "contro" M$ per partito preso

    > - Scritto da: andy61
    > > Se ho ben capito, stai cercando un Windows open
    > > source.
    > >
    > > Linux può tranquillamente essere una scelta:
    > > basta installare un tema per l'ambiente grafico
    > > che sia Windows-like (ce ne sono), e se prendi
    > un
    > > qualsiasi comune utente non si accorge della
    > > differenza.
    >
    > Certo, finchè lo guarda e basta.

    ho assistito a una scena come questa... solo a sera, dopo una intera giornata di lavoro, l'utente ha chiesto aiuto perché non trovava l'icona per fare il logout...
    credo che questo possa valere per il 70-80% degli utenti (che, come quello di cui sopra, non hanno particolari competenze "informatiche")

    > > La volta che gli hai dato un browser, la posta
    > > elettronica, un word processor ed un foglio
    > > elettronico, l'utente è contento, e non ti può
    > > chiedere corsi di aggiornamento ed aumenti di
    > > stipendio perché deve utilizzare tecnologie
    > > diverse da quelle che utilizzava
    > > prima.
    > >
    >
    > Dimmi che posta elettronica gli dovrei dare.
    > Perchè dovresti sapere che molti software e
    > plug-in sono fatti solo per Outlook, l'unica
    > alternativa completamente open che assomigli ad
    > una soluzione
    > Exchange/Domino/MDaemon+OutlookConnector costa
    > almeno tanto quanto questi se non
    > più.

    mah... di sicuro Outlook va evitato come la peste... non esiste di peggio al mondo

    ci sono varie possibilità usando software libero, come ad esempio:
    http://flurdy.com/docs/postfix/
    http://www.freaknet.it/articoli/come-fare-un-serve...

    ma se proprio vogliamo spendere qualche soldo in licenze, ci sarebbe per esempio Lotus Domino + Browser (IE, Firefox o quello che vuoi tu...), non sarà open, non sarà il massimo ma costa di certo meno

    > Ok per il wordprocessor ed il foglio elettronico,
    > basta che lo stesso software fornito da vari enti
    > e/o software house lo supporti... e questo ora
    > non
    > accade...

    accade invece
    openoffice supporta i formati (standard ISO) ODT e pure quelli proprietari più diffusi (M$ compresa: doc. xls, ecc.)

    > > Risultato: non hai pagato qualche centinaio di
    > > Euro di licenze a postazione, e non pagherai gli
    > > upgrade obbligatori quando il prodotto non verrà
    > > più supportato (a Windows XP manca
    > > poco).
    >
    > Se il gioco vale la candela una PA può anche
    > tirare fuori 40 euro scarsi a dipendente ogni 5
    > anni.

    hai la calcolatrice guasta...
    solo per gli aggiornamenti di circa 500 M$ Office, zio Bill chiede oltre 200EUR cadauno all'anno...
    vuoi vedere il preventivo???

    > Ti ricordo inoltre che il supporto MS dura
    > più di una bellissima Ubuntu nuova di zecca,
    > quello xp se non sbaglio dovrebbe finire nel 1011
    > minimo o 1013, in altre parole 10 anni dalla data
    > di
    > uscita.

    e io ti ricordo che il supporto Ubuntu (per stare al tuo esempio) è gratis mentre quello M$ costa una cifra...

    > > Per quanto riguarda l'installazione, devi
    > > inserire un CD come per Windows, devi inserire
    > il
    > > nome del sistema, le impostazioni di rete e la
    > > password dell'amministratore come in
    > > Windows.
    > >
    >
    > Si, in un workgroup di 3 PC.

    esatto... come in Window$...
    se hai 500 client le cose cambiano, sia con Window$ che con altri S.O.

    > > Insomma non occorre sapere niente di nuovo.
    >
    > No, non serve.
    >
    > > Per quanto riguarda l'amministrazione e la
    > > gestione delle reti e dei server, occorre
    > > personale tecnico e sistemista come per Windows;
    > > se vuoi avere architetture semplici, ti basta
    > > personale poco costoso, mentre se vuoi
    > > architetture particolarmente complesse ti
    > occorre
    > > personale molto qualificato, come per
    > > Windows.
    > >
    >
    > Per quello che mi riguarda la gestione
    > centralizzata del parco macchine linux come la fa
    > MS se la sogna per adesso, vedremo in
    > futuro.

    mah... magari, con qualche competenza in più al riguardo cambieresti opinione...

    > > Giusto una nota: quasi sicuramente in tutti gli
    > > apparati 'hardware' che utilizzate (switch,
    > > router, firewall, etc.) c'è già dentro Linux,
    > > anche se non te ne
    > > accorgi.
    >
    > Infatti, sono sistemi più che ottimi, direi
    > superlativi, finchè gli dici di fare qualcosa e
    > li lasci là a fare solo quello. Ma quando si
    > parla di interoperabilità ci sono grossi
    > problemi... Sarà anche colpa di MS, però c'è da
    > dire, lo ripeto, che gli strumenti che fornisce
    > MS per la gestione attualmente non trovano
    > paragoni in linux (per quello che mi
    > riguarda)

    i limiti all'interoperabilità derivano in massima parte dai formati proprietari e dal non rendere pubbliche neanche le specifiche tecniche (non dico i codici sorgente... ma almeno le specifiche di dettaglio!!!)

    sugli strumenti di gestione: quali strumenti? per gestire cosa?
    mi sembra un pò vago... comunque alcuni strumenti M$ sono buoni altri meno...
    non+autenticato
  • Vi segnalo la grande iniziativa della Provincia di Cagliari, ed il seminario qui descritto, buon lavoro VAR
    http://libertadinformazione.wordpress.com/2007/11/.../
    non+autenticato
  • Semplicemente, far decidere ai tecnici la soluzione migliore, non sarebbe più semplice?
    Usare il software di bill o del pinguino deve essere valutato in base a tanti fattori (risorse, PC già installati, personale da addestrare, possibilità di controllare le procedure fatte in casa... ecc..)
    E i politici ne capiscono qualcosa?
    Ho dei forti dubbi.
    non+autenticato
  • Perché se aspetti che i dirigenti facciano un passo innovativo o rimettano in discussione lo status quo: aspetta e spera ...

    Questo vale anche quando non sono interessati economicamente ad una scelta piuttosto che l'altra. E' più comodo decidere di non decidere.
    E' sottinteso che una soluzione di fattibilità e le modalità concrete della sua attuazione vengano lasciate a tecnici / amministratori di sistema ecc...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Caleb
    > Perché se aspetti che i dirigenti facciano un
    > passo innovativo o rimettano in discussione lo
    > status quo: aspetta e spera
    > ...

    mentre dai politici....
  • G.B. Gallus *è* un tecnico.

    Inoltre, fa anche il politico nel tempo libero.
    non+autenticato
  • Complimenti a GB Gallus al comune di Selargius per aver intrapreso questa soluzione IT che in moltissime amministrazioni PA sta facendo risparmiare soldi ai contribuenti ed ELEVANDO gli standard di qualità, stabilita' e possibilita' di riuso.
    Daniele
    http://segnalazionit.blogspot.com/
    non+autenticato
  • "in moltissime amministrazioni PA sta facendo risparmiare soldi ai contribuenti ed ELEVANDO gli standard di qualità, stabilita' e possibilita' di riuso"

    Ma non dire idiozie per favore!

    RISPARMIARE??? Ahahahahah
    ELEVARE GLI STANDARD??? ROTFL
    non+autenticato
  • - Scritto da: nonsenepuop iu
    > "in moltissime amministrazioni PA sta facendo
    > risparmiare soldi ai contribuenti ed ELEVANDO gli
    > standard di qualità, stabilita' e possibilita' di
    > riuso"
    >
    > Ma non dire idiozie per favore!
    >
    > RISPARMIARE??? Ahahahahah
    > ELEVARE GLI STANDARD??? ROTFL

    questo è solo TROLL/FUD...

    non condividi? bene! spiega la tua posizione con ARGOMENTAZIONI e CONTENUTI, non con insulti
    non+autenticato
  • Quando ad annunci simili si accompagnano nomi di politici e schieramenti già si dovrebbe sapere che si tratta di politica!! non di tecnologia!

    IO VOGLIO SAPERE QUANTO SI SPENDE!!!!!

    In una PA con la quale collaboro una soluzione COMPLETAMENTE free e open-source è stata proposta al DOPPIO del prezzo di una soluzione closed compresa di licenze e lavoro. Se poi ascoltiamo le malelingue che dicono che che i fornitori sono spesso amici/parenti della giunta comunale....
    Questo non è conveniente per la PA, meglio soluzioni supportate e funzionanti per certo (ho altri esempi di soldi gettati via per progetti che poi non hanno funzionato sia open che closed) che sogni di scalabilità ed apertura che NON SERVONO se non ci si ORGANIZZA in maniera centralizzata.

    Per la cronaca: la soluzione open sopra citata è stata realizzata da me (con le stesse soluzioni open proposte) ad un terzo del costo prospettato dal primo fornitore e con ampio margine di guadagno, questa volta è andata bene ma in quante PA l'open source sarà solo una occasione per prendere incu---ate mostruose?
    non+autenticato
  • Capisco la diffidenza nei confronti dell'azione politica in generale, diffidenza certamente giustificata da tanti episodi, ma vorrei precisare qualche punto:
    1) non si tratta di un'iniziativa della maggioranza, ma della minoranza, che è stata recepita anche dalla maggioranza (e quindi non è volta a favorire l'uno piuttosto che l'altro colore politico).
    2) Aldilà della mia appartentenza politica, mi occupo da quasi un decennio di FOSS, e quindi sto cercando di portare questa mia esperienza anche all'interno dell'amministrazione di cui faccio parte.
    3) Non voglio assolutamente incensare sempre e comunque le soluzioni open.
    E' un dato di fatto che occorre sempre valutare quale sia in concreto la soluzione migliore.
    Ma il fatto che una soluzione sia migliore rispetto ad un'altra, non è sempre soltanto un fattore di prezzo: occorre considerare il complesso dei fattori.
    Tra chi mi vende 100 licenze sw, limitandosi semplicemente a portarmi le scatole e installarmi il tutto, e chi mi installa un'analoga soluzione FOSS, garantendomi magari l'assistenza per un periodo più lungo, io opterei per quest'ultima soluzione.
    Naturalmente, dipende dal sw, dal contesto, e dalle esigenze della PA, ma, per fare un esempio, non vedo perché OO possa essere considerato una scelta deteriore rispetto ad Office.

    GB Gallus
    non+autenticato
  • è basta con queste leggende metropolitane che chi usa software opensource spende di più in formazione e consulenze!!

    E' solo microsoft che ti succhia il sangue da non appena ti compri un pc senza chiedere del sistema operativo. Le competenze opensource sono difuse tra la gente ormai e l'utilizzo dei programmi è dello stesso livello di quello della controparte microsoft.

    Vista + office + project + visio quanto ti costa? (1500€)
    Linux + openoffice quanto è di sicuro gratis

    Senza considerare che c'è un mondo opensource che copre tutti i requisiti di tutti i software proprietari.

    http://www.osalt.com
    non+autenticato
  • Non spende di più!
    Spende ENORMEMENTE di più!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giovanni Battista Gallus
    > Capisco la diffidenza nei confronti dell'azione
    > politica in generale, diffidenza certamente
    > giustificata da tanti episodi, ma vorrei
    > precisare qualche
    > punto:
    > 1) non si tratta di un'iniziativa della
    > maggioranza, ma della minoranza, che è stata
    > recepita anche dalla maggioranza (e quindi non è
    > volta a favorire l'uno piuttosto che l'altro
    > colore
    > politico).

    Minoranza o maggioranza poco importa: in una azienda che funziona con un MINIMO di logica le innovazioni arrivano dal comparto tecnico ossia dai vostri Istruttori Informatici. Se non altro le proposte. Se poi non sono sufficientemente preparati allora vuol dire che o non meritano il loro stipendio, o che non gli pagate corsi di formazione o che non gli lasciate il tempo per aggiornarsi. Se proprio dovesse essere il politico di turno a lanciare una proposta tecnologica prima ne parla con il supporto tecnico e ne valuta la fattibilità e magari anche i costi. Le faccio un esempio: se la vostra ditta delle pulizie non utilizza il prodotto xyz che pulisce meglio e costa meno allora lei non fa una legge che la obbliga e pure un comunicato stampa bensì un cazziatone. Non vedo differenze nel comparto tecnico di una PA o di una azienda.

    > 2) Aldilà della mia appartentenza politica, mi
    > occupo da quasi un decennio di FOSS, e quindi sto
    > cercando di portare questa mia esperienza anche
    > all'interno dell'amministrazione di cui faccio
    > parte.

    Appunto, con le leggi. Una analisi tecnica senza tante trombe no?

    > 3) Non voglio assolutamente incensare sempre e
    > comunque le soluzioni
    > open.
    > E' un dato di fatto che occorre sempre valutare
    > quale sia in concreto la soluzione
    > migliore.
    > Ma il fatto che una soluzione sia migliore
    > rispetto ad un'altra, non è sempre soltanto un
    > fattore di prezzo: occorre considerare il
    > complesso dei
    > fattori.

    Concordo pienamente, ma se continuiamo a parlare di sigle io tutta queta analisi non la vedo

    > Tra chi mi vende 100 licenze sw, limitandosi
    > semplicemente a portarmi le scatole e installarmi
    > il tutto, e chi mi installa un'analoga soluzione
    > FOSS, garantendomi magari l'assistenza per un
    > periodo più lungo, io opterei per quest'ultima
    > soluzione.

    Concordo in parte. Per mia esperienza personale io vedo che nelle PA spesso si demanda ad esterni. E lei capisce che allora c'è un controsenso: ma come? prima mi preoccupo di vedere il codice e poi non tocco nulla perchè ho l'assistenza esterna? e la pago pure tanto normalmente...
    Lei mi deve perdonare ma io sto dicendo un'altra cosa: insegnate a chi NON lo sa fare ad AMMINISTRARE una rete, non a firmare carte, compilare PEG, leggere determine e comprare dalla consip prodotti mediocri (si, mediocri). un buon amministratore di rete applica già le soluzioni più convenienti, senza bisogno dell'intervento divino. Io personalmente sono intervenuto diverse volte in PA per problemi BANALI!

    > Naturalmente, dipende dal sw, dal contesto, e
    > dalle esigenze della PA, ma, per fare un esempio,
    > non vedo perché OO possa essere considerato una
    > scelta deteriore rispetto ad
    > Office.

    Ma perchè non chiede al suo reparto IT? Bhè consigliere, lo dico io: perchè con i fior fiore di migliaglia di euro che date ogni anno alle varie Insiel, Halley ecc ecc (faccio i primi nomi che mi vengono in mente), ancora non siete riusciti ad ottenere che si possa lavorare senza Windows e senza Office! L'ha chiesto questo ai suoi istruttori informatici? lo sapeva? sapeva che gli export spesso non funzionano se non c'è office sotto il c..o? Pensa che con la sua iniziativa LOCALE farà cambiare politica a queste aziende? Me lo auguro.

    Poi, come dice anche lei, ci sono altre considerazioni da fare: io, per esempio, tramite group policy faccio il bello ed il cattivo tempo in oltre 100 postazioni, compresi l'installazione di applicativi e l'aggiornamento delle macchine in una PA, con quello che pagano le licenze ed i vantaggi che hanno per me è la soluzione (attuale) migliore. Però questo è un altro discorso e sarebbe bello confrontare le varie soluzione unendo le esperienze dei vari CED delle PA.
    non+autenticato
  • Ma lei lo sa quanto vi costerà in più questo voler seguire una moda che in Italia è arrivata con 5 (CINQUE) anni di ritardo?
    non+autenticato
  • se ti fidi solo di te stesso, proponiti come fornitore presso tutti i comuni d'italia. ti avverto che contattando i comuni probabilmente parlerai con dei politici... il prezzo raddoppierà?
    non+autenticato
  • Queste cose succedono sopratutto al sud, qui in EmiliaRomagna non esistono. NON SONO I POLITICI A ESSERE CORROTTI: sono i cittadini a consetire che il sistema degradi perchè non hanno il minimo senso civico, sopratutto i meridionali.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Dest
    > Queste cose succedono sopratutto al sud, qui in
    > EmiliaRomagna non esistono. NON SONO I POLITICI A
    > ESSERE CORROTTI: sono i cittadini a consetire che
    > il sistema degradi perchè non hanno il minimo
    > senso civico, sopratutto i
    > meridionali.

    Spero sia Ironico o che tu sia un troll, visto che hai dato del ladro a circa meta' della popolazione italiana

    Mai generalizzare, altrimenti sarei portato a pensare che al nord viaggiate a coca e vi stampate sugli alberi come mosche sul parabrezza

    Parliamo dell'emilia, vista la quantita' di discoteche che avete debbo pensare che non fate un ciufolo dalla mattina alla sera e che vi impasticcate a dovere.

    bah, brutta cosa l'ignoranza
    DuDe
    896
  • MAI GENERALIZZARE, è quello che faccio quando rispondo a un post che dice "i politici sono tutti corrotti" dicendo "i politici si fanno corrompere se le condizioni ambientali favoriscono questa patologia della convivenza", e bisogna dire che sopratutto (quindi non sto assolutizzando) al sud ci sono queste condizioni ambientali, perchè c'è questo cancro civile della cultura del pensare al proprio e non del bene comune. Qui questi pensieri si fanno di meno, e di solito ci se ne vergogna. PER QUESTO QUI I SERVIZI PUBBLICI FUNZIONANO E VOI MERIDIONALI SIETE NEL TERZO MONDO.
    non+autenticato
  • Chi dà dell'ignorante a qualcuno dovrebbe assicurarsi almeno di averlo scritto in italiano corretto...

    Non discutere mai con un ignorante, ti porterà al suo livello e ti batterà con l'esperienza.
    non+autenticato
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