Alfonso Maruccia

Rifiuti hi-tech, produttori nel pallone

Nessun grande player dell'ICT, con la sola eccezione di 3 Italia, è oggi disponibile a raccontare come si sta preparando alla svolta. Dal primo gennaio in Italia cambia tutto, per legge. Ma cambierà davvero?

Rifiuti hi-tech, produttori nel palloneRoma - La normativa sta cambiando, dal primo gennaio 2008 l'intero ciclo del rifiuto tecnologico cambia natura, vita, struttura. Gli italiani sono pronti, le discariche non aspettavano altro da lungo tempo, ma i produttori? Sono proprio loro infatti a doversene occupare, e alla svelta. Ormai manca meno di un mese. Eppure non tutti sembrano pronti, alcuni preferiscono peraltro non parlarne affatto. Ecco una prima inchiesta di Punto Informatico su come e cosa sta accadendo.

Premessa: il Decretone
Attendeva da anni la ratifica ufficiale da parte del Ministero dell'Ambiente, ma finalmente il mese scorso è stato approvato il decreto sulla gestione e lo smaltimento dei rifiuti tecnologici, composti da apparecchiature elettriche ed elettroniche altamente inquinanti e impossibili da gestire adeguatamente all'interno del tradizionale ciclo di raccolta e smistamento dei rifiuti semplici.

Secondo quanto stabilito dal ministero, il compito di occuparsi dei RAEE passa dagli organismi comunali agli stessi produttori, che d'ora in poi saranno responsabili dei propri dispositivi sia prima che dopo la vita commerciale sul mercato e nelle case dei consumatori. Più precisamente, c'è tempo fino al 31 dicembre perché le società hi-tech si curino di adottare una adeguata politica di gestione dell'e-waste, termine entro il quale sarà ancora compito delle istituzioni provvedere.
Dal primo gennaio 2008, invece, la palla passerà tutta in mano alle suddette società, che dovranno raccogliere, smistare, smaltire ed eventualmente riutilizzare i RAEE. La raccolta potrà avvenire attraverso due canali diversi: nel primo, sarà lo stesso consumatore a rivolgersi al commerciante durante l'acquisto di un nuovo dispositivo, e quest'ultimo sarà obbligato a ritirare il vecchio secondo il principio dello scambio 1 a 1. Le stesse regole che attualmente valgono per lavatrici, televisori e frigoriferi verranno insomma d'ora in poi applicate a computer, palmari, player multimediali e quant'altro.

Nel secondo caso, il consumatore potrà portare il suo e-waste nelle eco-piazzole comunali appositamente predisposte - al cui allestimento i produttori stanno contribuendo monetariamente in questo periodo di transizione - e sarà cura delle stesse aziende di elettronica, organizzate in consorzi, raccogliere i rifiuti e provvedere alla loro gestione.

rifiuti


L'obiettivo di questa "vera e propria rivoluzione per i rifiuti tecnologici", sostiene il Ministero in un comunicato, èincrementare le garanzie di tutela dell'ambiente raggiungendo entro la fine del 2008 gli obiettivi fissati già da tempo dalla comunità europea, vale a dire aumentare la raccolta media pro capite di RAEE all'anno dagli 1,15 kg attuali stimati dall'APAT a 4 chilogrammi, per 240mila tonnellate totali - su una produzione stimata a livello nazionale in più di 14 kg pro capite e 850mila tonnellate complessive. Di questi, il 70-80% dovrà essere recuperato e il 50%-80% riciclato/reimpiegato.

I produttori al centro
Come detto, il nuovo sistema pensato negli uffici ministeriali e "fortemente voluto e ispirato" dalla Comunità Europea, basa tutta la propria efficacia sui consorzi o "sistemi collettivi" di produttori, che dovranno passare periodicamente dalle eco-piazzole comunali per raccogliere l'e-waste e portarlo alla destinazione designata. Viene in tal senso istituito il Registro dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, al fine di controllare la gestione dei RAEE e definire in dettaglio la quota di mercato in base alla quale verranno stabiliti gli oneri da accollare al singolo produttore. La registrazione è ovviamente obbligatoria per tutti quei soggetti che rientrino nella definizione di produttore di apparecchiature elettriche ed elettroniche secondo l'articolo 3 comma 1 della nuova normativa (FAQ numero nove).

Al di sopra del Registro A.E.E. vigilerà il Comitato di vigilanza e controllo, nato di concerto al primo e presieduto dal Dott. Valerio Angelelli della Segreteria Tecnica del Ministro dell'Ambiente. Il comitato si occuperà della gestione del Registro, dei dati relativi ai prodotti immessi in commercio e di eventuali ispezioni nei confronti dei produttori. Il lavoro del Comitato di vigilanza sarà infine coadiuvato da due ulteriori organismi di coordinazione delle operazioni di gestione, il Centro di Coordinamento e il Comitato di indirizzo.
40 Commenti alla Notizia Rifiuti hi-tech, produttori nel pallone
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  • Ci sono due tipi di rifuti elettronici - i Raee domestici e Raee professionali, iil percorso è così rappresentabile:
    Cittadino - Negozio - Eco Piazzola -Sistema collettivo(consorzio) - Centro di trattamento.
    Per quanto riguarda i Raee professionali il detentore si può rivolgere direttamente alle ditte autorizzate che trattano il recupero e smaltimento di questi prodotti escludendo i pseudo Consorzi. Per Raee orofessionali si intende tutto quello che un'azienda possiede dal cellulare al computer ecc.
    non+autenticato
  • ottima notizia e del tutto innovativa.
    Da anni è diventato evidente che questo è l'unico modo per risolvere il problema dei rifiuti, anche in generale. Certo i produttori non sono tanto contenti e soprattutto impreparati. Vuoi mettere che comodità, produrre senza limiti e addossare alla comunità i costi dello smaltimento.
    non+autenticato
  • UN libero professionista che assembla parti elettroniche (comprate da altri non da lui stesso) per farne un PC o un Server (bello configurato con il S.O. e tutte le applicazioni richieste) o che ripara l' HW sostituendo parti e' produttore di RAEE?
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    Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.40
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  • Secondo me le parti elettroniche sostituite vanno riconsegnate al rivenditore/negozio dove le hai comprate, il quale si occuperà di farsele ritirare dal produttore originale...credo...ma non ci metto la mano sul fuoco, è solo un mio parere
    non+autenticato
  • non è esatto, tutti credono che le parti si possano riutilizzare, ma raramente lo si puoò fare, vedi per motivi di costi di smontaggio e perchè molte parti sono obsolete, rotte dopo essere state all'acqua nelle eco-piazzuole . l'unico scopo delle legge 151 è il corrette smaltimento di queste sostanze che in alcuni casi possono essere nocive. Pensate che valga la pena di mettere una persona a 20/€ ora per recuperare una parte di telefonino che costa nuovo pochi centesimi ed è garantuto?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Alessandrox
    > UN libero professionista che assembla parti
    > elettroniche (comprate da altri non da lui
    > stesso) per farne un PC o un Server (bello
    > configurato con il S.O. e tutte le applicazioni
    > richieste) o che ripara l' HW sostituendo parti
    > e' produttore di
    > RAEE?
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    > Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.40
    > --------------------------------------------------

    E' un fallito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Io blocco il P2P
    > - Scritto da: Alessandrox
    > > UN libero professionista che assembla parti
    > > elettroniche (comprate da altri non da lui
    > > stesso) per farne un PC o un Server (bello
    > > configurato con il S.O. e tutte le applicazioni
    > > richieste) o che ripara l' HW sostituendo parti
    > > e' produttore di
    > > RAEE?
    > >
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    > > Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007
    > 11.40
    > >
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    >
    > E' un fallito.

    Si vabbe'... volevo mettere la premessa di non fare facili battutine ma speravo nell' intelligenza dei frequentatori del forum... speranza vana a quanto pare.
    CMQ ti informo che quel "fallito" e' PAGATO BENE...
    Forse hai fallito tu con il tuo commentino stupido.
  • O forse è un tonto chi paga il fallito.
    non+autenticato
  • fatti un po furbo che sarebbe anche ora,hai fatto una " battuta " infelice, incassa e porta a casa e abbi almeno il buon gusto di tacere, grazie.

    - Scritto da: Io blocco il P2P!
    > O forse è un tonto chi paga il fallito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Io blocco il P2P!
    > O forse è un tonto chi paga il fallito.

    Commenti altamente istruttivi i tuoi. Complimenti.


    Ad ogni modo, secondo me se assembla semplicemente (quindi usando pezzi forniti dai clienti stessi) non ha nulla a che vedere con questa norma. Casomai dovra disassemblare i pezzi affinchè il cliente possa restituirli...

    Comunque mi è parso di capire che basta portare le attrezzature elettroniche nelle piazzole comunali e poi saranno le ditte di elettronica a gestirle. Probabilmente delegheranno lo smaltimento a qualcuno, limitandosi a pagare una quota in funzione del fatturato (e quindi della quantità di prodotti tecnologici che hanno venduto).
    non+autenticato
  • E' esatto che andranno nelle piazzuole comunali , ma non sarà il cittadino, ma il negoziante. Il produttore paga una tassa sul fatturato che dovrebbe servire per il recupero e/o smaltimento.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Io blocco il P2P!
    > O forse è un tonto chi paga il fallito.

    Saranno anche tonti ma fatturano parecchio...

    CMQ devi avere molti problemi personali per venire a scaricarli qua'... non ti invidio per niente
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    Modificato dall' autore il 08 dicembre 2007 13.19
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  • no, primo non emette sul mercato con un proprio marchio, secondo bisogna vedere se si tratta di una installazione, quindi di un prodotto non finito, che non ricade nella normativa
    non+autenticato
  • Come gia' sapere,i discorsi sono semplici:per evitare danni QUI le schifezze,al solito,vengono spedite altrove.
    LA dove arrivano mietono vittime a gogo' perche' oltre al danno ambientale secco ci si puo' aggiungere quello umano.
    Gia',in posti come la Cina della vita umana hanno poco conto,li costa tutto poco perche' la cosa che dovrebbe avere piu' valore, la vita, non ne ha affatto.
    Ecco come smaltiremo PER LEGGE...causando danni ad altri e miliaia di morti "bianche".
    non+autenticato
  • tutto condivisibile, a parte l'ortografia
    non+autenticato
  • - Scritto da: Ricky
    > Come gia' sapere,i discorsi sono semplici:per
    > evitare danni QUI le schifezze,al solito,vengono
    > spedite
    > altrove.
    > LA dove arrivano mietono vittime a gogo' perche'
    > oltre al danno ambientale secco ci si puo'
    > aggiungere quello
    > umano.
    > Gia',in posti come la Cina della vita umana hanno
    > poco conto,li costa tutto poco perche' la cosa
    > che dovrebbe avere piu' valore, la vita, non ne
    > ha
    > affatto.
    > Ecco come smaltiremo PER LEGGE...causando danni
    > ad altri e miliaia di morti
    > "bianche".

    altrimenti le morti bianche le avremmo da noi, e tu saresti uno di quelli che manifesta contro ed io sarei al tuo fianco

    Il recupero del materiale di quel tipo è economicamente sconveniente se non hai manodopera a bassissmo costo (le macchine ci sono e l'operaio non deve essere specializzato).
    però l'obbligo di legge c'è, quindi cosa fai?

    sei obbligato a recuperare ma non è conveniente farlo, anzi è proprio antieconomico a menodi non pagare l'oepraio 300eur al mese per turni di 8 ore 5 giorni a week.....

    l'unica soluzione IMHO sarebbe creare un elenco dei ricilatori cinesi capaci che sappiano fare il lavoro senza buttare i rifiuti in un buco nel deserto e venderli a loro.

    per loro infatti il margine di guadagno c'è inquanto l'oepraio lo pagano 100dollari al mese (se va bene...).

    basterebbeuna ccordo blaterale, allo stato attuale delle cose se prodci raee e non sei una multinaizonale o fallisci oppure li mandi in cina.
    non+autenticato
  • Cazzate
    oggi esistono tecnologie che consentono il recupere con elevato livello di selezione dei materiali in modo completamente automatico o semiautomatico con poco personale, non te lo racconto io ma ricercatori del CNR che stanno lavorando su questi progetti.

    Chi ricorre solo a tanta manodopera a basso costo e dalla salute scarsamente tutelata e' solo un CRIMINALE da mandare a calci nel c..o in galera a VITA e senza sconti.
    In ogni caso, anche se fosse completamente manuale, lavorare in condizioni di elevata sicurezza e' possibile. Costa troppo? beh basta costruire prodotti piu' puliti alla fonte e piu' facili da smaltire...

    - Scritto da: chichibio
    > - Scritto da: Ricky
    > > Come gia' sapere,i discorsi sono semplici:per
    > > evitare danni QUI le schifezze,al solito,vengono
    > > spedite
    > > altrove.
    > > LA dove arrivano mietono vittime a gogo' perche'
    > > oltre al danno ambientale secco ci si puo'
    > > aggiungere quello
    > > umano.
    > > Gia',in posti come la Cina della vita umana
    > hanno
    > > poco conto,li costa tutto poco perche' la cosa
    > > che dovrebbe avere piu' valore, la vita, non ne
    > > ha
    > > affatto.
    > > Ecco come smaltiremo PER LEGGE...causando danni
    > > ad altri e miliaia di morti
    > > "bianche".

    > altrimenti le morti bianche le avremmo da noi, e
    > tu saresti uno di quelli che manifesta contro ed
    > io sarei al tuo
    > fianco

    > Il recupero del materiale di quel tipo è
    > economicamente sconveniente se non hai manodopera
    > a bassissmo costo (le macchine ci sono e
    > l'operaio non deve essere
    > specializzato).
    > però l'obbligo di legge c'è, quindi cosa fai?
    >
    > sei obbligato a recuperare ma non è conveniente
    > farlo, anzi è proprio antieconomico a menodi non
    > pagare l'oepraio 300eur al mese per turni di 8
    > ore 5 giorni a
    > week.....
    >
    > l'unica soluzione IMHO sarebbe creare un elenco
    > dei ricilatori cinesi capaci che sappiano fare il
    > lavoro senza buttare i rifiuti in un buco nel
    > deserto e venderli a
    > loro.
    >
    > per loro infatti il margine di guadagno c'è
    > inquanto l'oepraio lo pagano 100dollari al mese
    > (se va
    > bene...).
    >
    > basterebbeuna ccordo blaterale, allo stato
    > attuale delle cose se prodci raee e non sei una
    > multinaizonale o fallisci oppure li mandi in
    > cina.
  • - Scritto da: Alessandrox
    > Cazzate
    > oggi esistono tecnologie che consentono il
    > recupere con elevato livello di selezione dei
    > materiali in modo completamente automatico o
    > semiautomatico con poco personale, non te lo
    > racconto io ma ricercatori del CNR che stanno
    > lavorando su questi
    > progetti.

    Cominciare una frase con cazzate non è il migliore degli incipit.

    Io di queste fantomatiche macchine del CNR non ho mai sentito, eppure sono del mestiere (ricercatore industriale, processi di produzione).
    Non è che sono semplici prototipi che vanno un po’ si ed un po’ no? (tipico del CRN.... lo sai vero che siamo gli ultimi in fatto di ricerca?)

    Se vuoi fare la persona seria mandami un link, se vuoi ti do un parere professionale e se davvero, come dici tu, queste macchine funzionano ti assicuro che conosce centinaia di imprenditore che farebbero la file per comprarle.

    Intanto sappi che la spazzatura è un bene ricchissimo, ad es. i raee contengono un sacco di metalli e plastiche di difficle estrazione/produzione e relativamente facile estrazione (in maniera molto semplificata: fai tutto a pezzettini ed il metallo lo togli con le calamite, ti rimane solo plastica e fondi tutto)


    > Chi ricorre solo a tanta manodopera a basso costo
    > e dalla salute scarsamente tutelata e' solo un
    > CRIMINALE da mandare a calci nel c..o in galera a
    > VITA e senza
    > sconti.

    non sai di cosa parli, il discorso in generale è giusto e lo condivido (io ho cominciato la mia gavetta facendo il saldatore) ma se non ci sono le macchine che permettono di fare un lavoro con poche persone e le persone costano care tu non puoi chiedere ad un imprenditore di lavorare in perdita imponendoglielo per legge!

    > In ogni caso, anche se fosse completamente
    > manuale, lavorare in condizioni di elevata
    > sicurezza e' possibile.

    io non parlo di sicurezza, parlo di costo, sappi che anche in cina ci sono ditte serie, ma di certo non può essere l'imprenditore bergamasco a mollare tutti i suoi cazzi, fare le valigie ed andare a cercarle, dovrebbero essere un ministro cinese ed uno italiano a fare l'accordo ed il governo cinese a garantire che quei raee, se affidati a certe ditte cinesi, verranno riciclati in fabbriche adatte allo scopo senza impiegare bambini ed operai che muoiono come mosche in mezzo ai fumi della plastica fusa

    > Costa troppo? beh basta
    > costruire prodotti piu' puliti alla fonte e piu'
    > facili da
    > smaltire...

    ecco questa è la vera soluzione, quei prodotti però non saranno sul mercato prima di tot anni....

    cmq le soluzioni possibili sono 3:

    1) creiamo delle macchine che lavorino di + (tu di che ci sono ma io non lo ho mai viste, se ci fossero e funzionassero davvero senza avere un costo ammortabile solo in 25 anni allora me la compro), tutti infatti vorrebbero lavorare inq uesto business, il giro è che prendi i soldi per ritirare i raee dai clienti dei produttori (che ora per legge ne sono responsabili), te li ricicli e poi rivendi i materiali che hai recuperato...

    2) paghiamo di meno gli operai

    3) da ora in avanti tutto ciò che sarà un RAEE deve esser progettato in maniera da essere facilmente riciclabile, ovvero smonatabile in poche operazioni nelle proprie parti in plastica e metallo

    Caso strano le persone serie che sono dietro a questa idea dei RAEE (la commissione eu che ha voluto la direttiva) hanno scelto proprio la terza strada, nè la prima né la seconda

    Il problema sono le MILIONI di tonnellate di RAEE che sono in circolazione adesso, infatti quelli che ci saranno in circolazione tra 10 anni saranno già facilmente recuperabili proprio perché saranno stati progettati con il recupero in mente.

    Questo vuole anche dire che le macchine del CNR che recuperano i materiali con poco lavoro umano ed una buona resa non devono costare neanche troppo perché dureranno si e no 10 anni, non andranno bene infatti per tutti i prodotti che saranno immessi in europa da ora in avanti

    Forse tu sei in buona fede ed hai letto qualcosa su qualche sito riguardo a queste macchine, io invece ti dico che se ci sono o non funzionano come dicono oppure non costano troppo, tipico del CNR sprecare i nostri soldi in studi che non portano a niente.

    > - Scritto da: chichibio
    > > - Scritto da: Ricky
    non+autenticato
  • - Scritto da: chichibio
    > Cominciare una frase con cazzate non è il
    > migliore degli
    > incipit.

    E' vero ma quando leggo commenti e considerazioni cosi' "leggere" sulla salute e la dignita' di lavoratori anche di altri paesi (ma che in sostanza lavorano per noi) di solito non mi preoccupo di essere gentile; per me non c'e' nulla di scontato: chi usa manovalanza a basso costo e in condizioni di scarsa sicurezza e' un criminale punto e basta e chi ne gode consapevolmente lo e' altrettanto, si possono fare le cose "perbene"? Si, costa di piu'? Si PAGA, tanto si PAGA comunque ma la la maggiorparte di cio' che sborsiamo va solo ai ricchi industriali (e ai politici compiacenti): non siamo NOI a dover pagare di piu' ma altri a pretendere meno, le ditet NON falliranno. Altrimenti i discorsi sui diritti umani e sull' abolizione della pena di morte (proprio ai Cinesi poi...) sono volgare IPOCRISIA.

    > Io di queste fantomatiche macchine del CNR non ho
    > mai sentito, eppure sono del mestiere
    > (ricercatore industriale, processi di
    > produzione).
    > Non è che sono semplici prototipi che vanno un
    > po’ si ed un po’ no? (tipico del
    > CRN.... lo sai vero che siamo gli ultimi in fatto
    > di ricerca?)
    > Se vuoi fare la persona seria mandami un link, se
    > vuoi ti do un parere professionale e se davvero,
    > come dici tu, queste macchine funzionano ti
    > assicuro che conosce centinaia di imprenditore
    > che farebbero la file per
    > comprarle.

    Non ho link e sono in attesa di documentazione, appena l' avro' la pubblichero'.

    > Intanto sappi che la spazzatura è un bene
    > ricchissimo, ad es. i raee contengono un sacco di
    > metalli e plastiche di difficle
    > estrazione/produzione e relativamente facile
    > estrazione (in maniera molto semplificata: fai
    > tutto a pezzettini ed il metallo lo togli con le
    > calamite, ti rimane solo plastica e fondi
    > tutto)

    Si certo, anche se non c'e' solo il materiale ferromagnetico... occorrono quindi anche altri metodi ma si puo' fare.

    > non sai di cosa parli, il discorso in generale è
    > giusto e lo condivido (io ho cominciato la mia
    > gavetta facendo il saldatore) ma se non ci sono
    > le macchine che permettono di fare un lavoro con
    > poche persone e le persone costano care tu non
    > puoi chiedere ad un imprenditore di lavorare in
    > perdita imponendoglielo per
    > legge!

    Vero ma i diritti umani costano, nessuno ha il diritto di guadagnare sulla PELLE degli altri, se vale in casa nostra DEVE valere ovunque, se la ditta ha maggiori costi si compensa con minori imposizioni fiscali... anche lo Stato deve fare la sua parte se ci tiene ai DIRITTI UMANI, puo' ben rinunciare ad un po' di introiti usando meglio quelli che incassa.

    > > In ogni caso, anche se fosse completamente
    > > manuale, lavorare in condizioni di elevata
    > > sicurezza e' possibile.

    > io non parlo di sicurezza, parlo di costo, sappi
    > che anche in cina ci sono ditte serie, ma di
    > certo non può essere l'imprenditore bergamasco a
    > mollare tutti i suoi cazzi, fare le valigie ed
    > andare a cercarle, dovrebbero essere un ministro
    > cinese ed uno italiano a fare l'accordo ed il
    > governo cinese a garantire che quei raee, se
    > affidati a certe ditte cinesi, verranno riciclati
    > in fabbriche adatte allo scopo senza impiegare
    > bambini ed operai che muoiono come mosche in
    > mezzo ai fumi della plastica fusa

    HAHA allora vuol dire che si possono fare anche a casa NOSTRA.... perche' TU SAI da dove deriva realmente il vantaggio cinese no?
    Questo vale in TUTTI i settori: hai visto il servizio di Report su Prato (tra l' altro la mia Citta') domenica scorsa?

    > > Costa troppo? beh basta
    > > costruire prodotti piu' puliti alla fonte e piu'
    > > facili da
    > > smaltire...
    > ecco questa è la vera soluzione, quei prodotti
    > però non saranno sul mercato prima di tot
    > anni....

    Non e' l' unica ma e' certamente la soluzione principale.

    > cmq le soluzioni possibili sono 3:
    [...]
    Non e' detto che un solo soggetto debba fare tutto, si puo' pensare anche ad una filiera non troppo lunga: max 3 soggetti.

    > 2) paghiamo di meno gli operai
    Basta pagarle il giusto, magari qualche euro piu' che in Cina ma se si hanno a cuore i diritti umani nessuno se ne dovra' lamentare: mettiamo 8€ (NETTE) l' ora, 8 Ore al giorno, 5 giorni la settimana (ma si puo' prevedere anche il sabato matt.), 4 sett. in media al mese: 1280€ nette al mese, ma solo per carico/scarico, smontaggio pezzi(quelli avvitati ed incastrati, lavoro tranquillo) e prima grossolana selezione, poi la dissaldatura e tutto il resto (che e' la parte piu' nociva) la fanno le macchine: ambiente controllato, aria purificata, 100% tutele, non male per un lavoro non qualificato dove i rischi sono molto minori che nell' edilizia.
    Questo come minimo ma secondo me anche 10€/h sono possibili...

    > 3) da ora in avanti tutto ciò che sarà un RAEE
    > deve esser progettato in maniera da essere
    > facilmente riciclabile, ovvero smonatabile in
    > poche operazioni nelle proprie parti in plastica
    > e metallo

    Certo come dicevo prima e' una delle soluzioni, nessuna esclude tutte le altre, si possono usare in combinazione.

    > Caso strano le persone serie che sono dietro a
    > questa idea dei RAEE (la commissione eu che ha
    > voluto la direttiva) hanno scelto proprio la
    > terza strada, nè la prima né la
    > seconda
    > Il problema sono le MILIONI di tonnellate di RAEE
    > che sono in circolazione adesso, infatti quelli
    > che ci saranno in circolazione tra 10 anni
    > saranno già facilmente recuperabili proprio
    > perché saranno stati progettati con il recupero
    > in
    > mente.

    OK quindi e' una situazione transitoria, in ogni caso allora sara' ancora piu' economico il riciclo in casa.

    > Questo vuole anche dire che le macchine del CNR
    > che recuperano i materiali con poco lavoro umano
    > ed una buona resa non devono costare neanche
    > troppo perché dureranno si e no 10 anni, non
    > andranno bene infatti per tutti i prodotti che
    > saranno immessi in europa da ora in
    > avanti

    Non c'e' bisogno di macchine particolarmente complicate: un forno con una grata su cui agganciare le schede: T di fusione dello stagno che cola giu' e viene recuperato, i componenti dissaldati vengono scossi via e recuperati per essere FUSI, il conglomertato poi separato con processi chimico-fisici, le basette con le piste in rame triturate e il rame recuperato in lingotti...

    > Forse tu sei in buona fede ed hai letto qualcosa
    > su qualche sito riguardo a queste macchine, io
    > invece ti dico che se ci sono o non funzionano
    > come dicono oppure non costano troppo, tipico del
    > CNR sprecare i nostri soldi in studi che non
    > portano a
    > niente.

    OK tua opinione, non del tutto errata ma parziale, d' altra parte i nostri ricercatori sono parecchio apprezzati all' estero, il problema e' essenzialmente dirigenziale/organizzativo/politico, del resto se Rubbia lo fecero fuori un motivo ci sara' stato...
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    Modificato dall' autore il 09 dicembre 2007 19.04
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  • Frasi come "quest'ultimo sarà obbligato a ritirare il vecchio" e "sarà cura delle stesse aziende di elettronica, organizzate in consorzi, raccogliere i rifiuti e provvedere alla loro gestione" fanno riflettere.
    E rabbrividire.
    Vedremo le solite espressioni di diniego sul volto dei nostri negozianti?
    Le stesse che adottano quando pretendiamo la garanzia a 1 anno e 11 mesi?
    Vedremmo discariche abbandonate perchè non si riesce a smaltire l'enorme mole di tecnospazzatura?
    Non so, ma vorrei che le mie parole non fossero profetiche.
    Tutto sà tanto di già visto.
    H5N1
    1641
  • Sono basita.

    Tra luglio e dicembre 2005 sono stata assunta da un'azienda che produceva rilegatrici, plastificatrici e altre cosucce per ufficio. Il mio compito principale è stato proprio quello di verificare che tutto fosse in ordine per l'entrata in vigore della RAEE. Non voglio tediarvi con la cronaca di tutti i casini e le imprecisioni con cui mi sono dovuta scontrare (alla fine ne sapevo più io del rappresentante dell'unione industriali che avrebbe dovuto occuparsene), ma ecco due punti fermi su cui tutti, al tempo, concordavano.

    1) L'Italia era indietro. Aveva ottenuto una proroga di un anno per recepire la normativa, (gennaio 2006 invece di gennaio 2005)
    2) Nessuno, come al solito, aveva preso in considerazione la suddetta proroga fino all'ultimo minuto utile, lamentandosi poi per le multe che sarebbe andato a pagare.

    La mia domanda è quindi: com'è possibile che a ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora? E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti sono stati i primi ad essere avvisati che devono ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora vivi e in buona salute, e la loro attività non ne ha risentito: forse perchè si sono organizzati per tempo?
  • Quello che dici e' veramente preoccupante ma mi domando: e' veramente utile prendsersela con il negoziante quando dietro di lui e' tutta la filiera del recupero che semplicemente NON esiste? Che fa' accantona continuamente in magazzino la roba nella speranza che un giorno qualcuno lo informi su dove scaricarla? E chi doveva prendersi la responsabilita' di creare questa filiera? I consorzi a che punto sono? Come si coordineranno se lo faranno? Oppure ognuno agira' in ordine sparso? Questo NON mi pare molto chiaro...

    POi bisogna distinguere tra i rifiuti tecnologici:
    nel settore dei PC spesso e' riufuto anche cio' che funzionerebbe perfettamente allora si puo' valutare se recuperarlo nelle sue funzioni per altri scopi, con altre mansioni e per altre esigenze, allungando i tempi di una sua effettiva dismissione come rifiuto, questo per fare un esempio ma anche in questo caso occorre essere attrezzati specialmente in conoscenze e competenze tecniche.

    In o gni caso occorre oltre che una normativa anche una PRASSI comunemente accettata e delle strutture che permettano di adottarla e come al solito ci vuole il contributo del PUBBLICO oltre quello del privato ma se tutta la nostra macchina della PA e' cosi' inefficente, inconcludente e dispendiosa e' logico trovare in questo settore uno degli anelli piu' deboli di tutta la filiera: a che punto siamo con le ECO-Piazzole? Cominceranno a farle solo quando i negozianti avranno il magazzino di dietro strabordante?

    - Scritto da: driope
    > Sono basita.

    > Tra luglio e dicembre 2005 sono stata assunta da
    > un'azienda che produceva rilegatrici,
    > plastificatrici e altre cosucce per ufficio. Il
    > mio compito principale è stato proprio quello di
    > verificare che tutto fosse in ordine per
    > l'entrata in vigore della RAEE. Non voglio
    > tediarvi con la cronaca di tutti i casini e le
    > imprecisioni con cui mi sono dovuta scontrare
    > (alla fine ne sapevo più io del rappresentante
    > dell'unione industriali che avrebbe dovuto
    > occuparsene), ma ecco due punti fermi su cui
    > tutti, al tempo,
    > concordavano.
    >
    > 1) L'Italia era indietro. Aveva ottenuto una
    > proroga di un anno per recepire la normativa,
    > (gennaio 2006 invece di gennaio
    > 2005)
    > 2) Nessuno, come al solito, aveva preso in
    > considerazione la suddetta proroga fino
    > all'ultimo minuto utile, lamentandosi poi per le
    > multe che sarebbe andato a
    > pagare.
    >
    > La mia domanda è quindi: com'è possibile che a
    > ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti
    > secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora?
    > E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse
    > una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti
    > sono stati i primi ad essere avvisati che devono
    > ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano
    > tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di
    > competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano
    > già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora
    > vivi e in buona salute, e la loro attività non ne
    > ha risentito: forse perchè si sono organizzati
    > per
    > tempo?
  • - Scritto da: Alessandrox

    >
    > POi bisogna distinguere tra i rifiuti tecnologici:
    > nel settore dei PC spesso e' riufuto anche cio'
    > che funzionerebbe perfettamente allora si puo'
    > valutare se recuperarlo nelle sue funzioni per
    > altri scopi, con altre mansioni e per altre
    > esigenze, allungando i tempi di una sua effettiva
    > dismissione come rifiuto, questo per fare un
    > esempio ma anche in questo caso occorre essere
    > attrezzati specialmente in conoscenze e
    > competenze
    > tecniche.

    Il Tuo ragionamento e' giustissimo ; ma purtroppo avendo una catena di controllo produttore-venditore questi faranno di tutto permettere in pratica il contrario, anzi io non mi stupirei se questi signori, come per gli alimentari, ritirassero il materiale ben prima sia obsoleto mettendo a rifiuto pc nuovi questo per non abbassare il prezzo di quelli venduto ultimo modello.



    >

    > a che punto siamo con le ECO-Piazzole?
    > Cominceranno a farle solo quando i negozianti
    > avranno il magazzino di dietro
    > strabordante?
    >

    Da me funzionano solo che costano una enormità e l'unico ente che li possa gestire e' una convenzione tra piu' comuni altrimenti si avrebbero diversità di "pedaggio" a pochi km di distanza.
    Purtroppo alla fine pagherà sempre il cittadino mai l'industriale ( ammesso e non condcesso ce ne siano visto ancora visto che importano tutto dalla Cina) ne il commerciante...
  • - Scritto da: picchiatello
    > - Scritto da: Alessandrox

    > Il Tuo ragionamento e' giustissimo ; ma purtroppo
    > avendo una catena di controllo
    > produttore-venditore questi faranno di tutto
    > permettere in pratica il contrario, anzi io non
    > mi stupirei se questi signori, come per gli
    > alimentari, ritirassero il materiale ben prima
    > sia obsoleto mettendo a rifiuto pc nuovi questo
    > per non abbassare il prezzo di quelli venduto
    > ultimo
    > modello.

    > > a che punto siamo con le ECO-Piazzole?
    > > Cominceranno a farle solo quando i negozianti
    > > avranno il magazzino di dietro
    > > strabordante?

    > Da me funzionano solo che costano una enormità e
    > l'unico ente che li possa gestire e' una
    > convenzione tra piu' comuni altrimenti si
    > avrebbero diversità di "pedaggio" a pochi km di
    > distanza.
    > Purtroppo alla fine pagherà sempre il cittadino
    > mai l'industriale ( ammesso e non condcesso ce ne
    > siano visto ancora visto che importano tutto
    > dalla Cina) ne il
    > commerciante...

    GANZO!
    Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:

    1) per il guadagno dei produttori che vorranno accelererare la dismissione di apparecchi ancora funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere come obbligheranno il cliente a disfarsene... se io voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me lo potra' impedire?

    2) per la gestione delle eco-piazzole...

    Ottimo ed abbondante
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 06 dicembre 2007 11.45
    -----------------------------------------------------------
  • - Scritto da: Alessandrox

    >
    > GANZO!
    > Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:
    >
    > 1) per il guadagno dei produttori che vorranno
    > accelererare la dismissione di apparecchi ancora
    > funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere come
    > obbligheranno il cliente a disfarsene... se io
    > voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me
    > lo potra'
    > impedire?


    Io stavo facendo un discorso che puo' sembrare assurdo ma in certi settori non lo e' poi piu' di tanto:
    Il venditore su ordine del produttore ritira dal commercio pc NUOVI , non piu' vendibili e li getta in discarica il costo dell'operazione e' in carico alla collettività

    Per la Tua domanda esiste gia' MS Vista.....

    >
    > 2) per la gestione delle eco-piazzole...
    >

    Ma poi dipende anche dagli addetti ho sentito storie di allungamenti di banconote di euro per ricevere rifiuti di pc che provengono da fuori ....d'altronde se il personale non e' specializzato e appartiene magari a sub-appalti di cooperative...alla fine pretendere diviene utopia. Che fai licenzi precari ?
  • per questo occorrono oltre che stringenti normative anche controlli su tutta la filiera... ma chi li fa? la PA e' allo sfascio e piena di fannulloni...

    - Scritto da: picchiatello
    > - Scritto da: Alessandrox
    >
    > >
    > > GANZO!
    > > Quindi il cittadino paghera' SALATO 2 volte:
    > >
    > > 1) per il guadagno dei produttori che vorranno
    > > accelererare la dismissione di apparecchi ancora
    > > funzionanti ed utilizzabili ma vorrei sapere
    > come
    > > obbligheranno il cliente a disfarsene... se io
    > > voglio continuare ad utilizzare il mio PC chi me
    > > lo potra'
    > > impedire?
    >
    >
    > Io stavo facendo un discorso che puo' sembrare
    > assurdo ma in certi settori non lo e' poi piu' di
    > tanto:
    > Il venditore su ordine del produttore ritira dal
    > commercio pc NUOVI , non piu' vendibili e li
    > getta in discarica il costo dell'operazione e' in
    > carico alla
    > collettività
    >
    > Per la Tua domanda esiste gia' MS Vista.....
    >
    > >
    > > 2) per la gestione delle eco-piazzole...
    > >
    >
    > Ma poi dipende anche dagli addetti ho sentito
    > storie di allungamenti di banconote di euro per
    > ricevere rifiuti di pc che provengono da fuori
    > ....d'altronde se il personale non e'
    > specializzato e appartiene magari a sub-appalti
    > di cooperative...alla fine pretendere diviene
    > utopia. Che fai licenzi precari
    > ?
  • - Scritto da: driope

    > La mia domanda è quindi: com'è possibile che a
    > ogni dicembre torni in ballo sta storia? Quanti
    > secoli di proroghe ulteriori necessitiamo ancora?
    > E perchè tutti si fingono stupiti, come se fosse
    > una novità dell'ultimo minuto? E i negozianti
    > sono stati i primi ad essere avvisati che devono
    > ritirare l'usato dei loro clienti, non facciano
    > tante storie. Alcuni di loro, almeno nell'area di
    > competenza dell'azienda per cui lavoravo, avevano
    > già cominciato a farlo. Ad oggi sono in ancora
    > vivi e in buona salute, e la loro attività non ne
    > ha risentito: forse perchè si sono organizzati
    > per
    > tempo?

    1) Nessuno se ne vuole occupare
    2) il ritiro a meno che non ci siano fondi ministeriali porta solo costi e non profitti.
    3) I negozianti ed i grandi distributori non hanno magazzino per i prodotti da vendere figuriamoci per quelli da ritirare.

    I soli che riescono a ritirare il prodotto ho paura sono solo quelli che si appoggiano ai consorzi comunali di gestione dei rifiuti, quindi alla fine per lo stoccaggio pageremo ancora noi con le tesse sui rifiuti invero è rifiuti + tasse.
  • ..e intanto qualche produttore di macchine per condizionamento ha gia inviato ai propri distributori una lettera dove li si invita a caricare sul prezzo del proprio listino 5 euro +IVA come tassa per lo smaltimento R.A.E.E a totale carico del malcapitato acquirente.
    Occorre fare chiarezza su questo punto : a pagare devono essere i produttori e non i consumatori che già pagano abbastanza...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Taddeus
    > ..e intanto qualche produttore di macchine per
    > condizionamento ha gia inviato ai propri
    > distributori una lettera dove li si invita a
    > caricare sul prezzo del proprio listino 5 euro
    > +IVA come tassa per lo smaltimento R.A.E.E a
    > totale carico del malcapitato
    > acquirente.
    > Occorre fare chiarezza su questo punto : a pagare
    > devono essere i produttori e non i consumatori
    > che già pagano
    > abbastanza...

    OK e come fai ad impedire loro di rialzare il prezzo dei prodotti? Basta anche non specificare nulla ed aggiungere un +X%, fare un po' di cartello ed il gioco e' fatto e pure legittimamente.
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