
Se fino a questo momento solo TRE si è sentita sufficientemente attrezzata per rispondere alle domande di
Punto Informatico è comprensibile il pessimismo che ancora attanaglia i sostenitori delle politiche verdi per l'alta tecnologia che, almeno nel nostro paese, non sembrano decollare, decreto o non decreto.

Per questo
PI ha voluto ascoltare anche
Legambiente, l'organizzazione legata alla tutela del patrimonio ambientale che sta seguendo da vicino l'intera questione del cosiddetto
e-waste. E il quadro che ne emerge non è brillante, a partire dal parere sulle misure adottate dal ministero in recepimento della Direttiva europea RAEE.
Katia Le Donne, dell'Ufficio scientifico di Legambiente, sintetizza a
Punto Informatico la posizione di Legambiente in tre punti chiave.
In primo luogo, la normativa entrata in vigore appare "un passo avanti rispetto alla normativa precedente". Giusto insomma il principio sottostante alla direttiva, secondo il quale
chi inquina paga e la responsabilità di provvedere allo smaltimento dei rifiuti elettronici deve ricadere sulle spalle di chi quei dispositivi li ha costruiti prima e messi in commercio poi.
Destano però preoccupazione "le continue proroghe sui decreti attuativi". Com'è noto, prima di arrivare all'approvazione il decreto è stato
rinviato più volte, e gli obiettivi temporali di riutilizzo fissati dalla recente decisione del Ministro Pecoraro Scanio sono ipotesi
rimaste invariate da due anni a questa parte; ora con due anni di tempo in meno per il completamento.
Allo stesso modo "non convince" Legambiente "il sistema che permette il continuo proliferare dei consorzi". Sistema atteso al varco per il prossimo anno, quando finalmente il decreto dovrebbe diventare pienamente operativo e i produttori saranno chiamati a prendersi tutte le responsabilità previste dalla legge per porre un freno al crescente problema dei RAEE.
I produttori sono avvisati: dal primo gennaio tutte le loro attività in materia di e-waste saranno nel mirino dell'opinione pubblica. Il countdown è iniziato.
Alfonso Maruccia