Cassandra Crossing/ DRM, angeli e demoni

di Marco Calamari - L'Appello a Rutelli è condito da Trusted Computing ed altri angoli oscuri per il futuro della rete. Ci sono realtà di rete dalle quali ci si sarebbe potuti attendere un segno di vita. Ecco perché

Roma - "Vedi la foresta?". No, non ci riesco, ci sono tutti quegli alberi in mezzo".
Questa è la situazione in cui si sono probabilmente trovati molti dei miei 17 lettori che hanno letto la petizione realizzata da Leonardo Chiariglione al ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. La petizione, sottoscritta da un numero sorprendente di firmatari, tra cui anche persone la cui presenza mi ha stupito, è stata commentata in maniera più o meno critica sia da Paolo Nuti che da Enzo Mazza.

Ma quello che mi ha convinto della necessità di questo breve commento, la cartina di tornasole, è stata la reazione, anzi la mancata "reazione" (per quello che puo' valere) dei lettori di Punto Informatico nel forum dell'articolo, unita alla (spero momentanea) latitanza di entità come no1984.org.

Nessuno ha messo in evidenza il punto centrale della petizione, la cosa che non veniva mai detta nel documento che su questo punto riesce creare uno scotoma, una zona morta che nasconde la magagna, a parere di chi scrive decisamente volontaria.
La petizione propone una situazione ed un assetto del mercato dell'informazione che richiedono l'uso massiccio, pervasivo ed obbligatorio di sistemi DRM e del Trusted Computing, la creazione di un mondo telematico da Grande Fratello in cui non c'è bisogno di delatori perché tanto ci pensa il tuo pc a spiarti e denunciarti, in cui non devi preoccuparti se la tua privacy viene violata perché esisterà una pericolosa infrastruttura facilmente abusabile che lo renderà inevitabile.

Prevede come necessario una meccanismo pagato dagli utenti che, con la scusa di retribuire gli autori, mercifica in maniera obbligatoria lo scambio di informazioni, mette in difficoltà istituzioni fondamentali della cultura come le biblioteche, e relega in un ghetto molto scomodo chi, come il sottoscritto, crede ancora fermamente nel vecchio, massimalista slogan che "L'informazione vuole essere libera", slogan che se guardato da vicino, con occhi imparziali ed attenzione, perde la sua aria massimalista e sorprende per la sua verità e complessità.

Chi auspica un'infrastruttura obbligatoria di gestione dei diritti digitali oggi siede sulla sponda del Grande Fratello, anche se ne prende le distanze dicendo che è un po' troppo cattivello.
Siede sulla stessa sponda di chi pensa di risolvere problemi di economia globale con dogane, balzelli e guerre.
Siede sulla sponda opposta di chi difende la creatività, il libero mercato, le libertà digitali e la privacy.
Siede sulla sponda opposta dei visionari che hanno preso l'embrione di Internet dalla mani dei militari e lo hanno fatto diventare una realtà globale, che potenzia le capacità di tutti e come tale promuove libertà e sviluppo.

Gli autori, di ieri come di oggi, non hanno bisogno del Grande Fratello per essere retribuiti. Non ne ha avuto bisogno Beethoven, non ne ho bisogno io, non ne hanno avuto bisogno i Radiohead. Gli unici che ne hanno bisogno, un bisogno disperato perché è in ballo la loro esistenza, sono le aziende che mediano ed incettano i proventi del diritto d'autore, a costo di piantare rootkit nei nostri PC. È di loro, veramente, che si sente molto poco il bisogno.

Mai come in questa puntata ho fatto il mio lavoro di Cassandra; li sentite i mormorii minacciosi che vengono da dentro quel cavallo di legno fattosi petizione?
Provate ad ascoltarli, provate a trovarli anche dentro il testo della petizione. Ed in un'epoca di sfumature in cui gli schieramenti sono ormai fuori moda, dopo aver letto anche tra le righe le intenzioni di persone ed enti, sistemateli sulla giusta sponda della vostra personale visione del mondo.
Queste persone, questi enti sono dalla parte della scarsità e della carestia, non da quella dell'abbondanza

Marco Calamari

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
9 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ DRM, angeli e demoni
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  • Come sempre succede, concordo con il Sig. Calamari.

    Anche se su un punto ci sarebbe forse una integrazione da fare, laddove si dice:
    Gli unici che ne hanno bisogno, un bisogno disperato perché è in ballo la loro esistenza, sono le aziende che mediano ed incettano i proventi del diritto d'autore [...]

    Queste aziende non credo siano le uniche ad avere bisogno (o a poter trarre vantaggio) da questi scenari di Grande Fratello.

    Purtroppo mi pare che, da qualche tempo e sempre di più, molti politici e governi (di tutto il mondo) stiano meglio comprendendo le "potenzialità" di condizionamento, controllo e coercizione offerte da una società in cui l'informazione, la conoscenza, l'economia, ecc... siano del tutto digitalizzate con l'impiego di tecnologie come DRM, TC e così via...

    Se ne stanno rendendo conto non tanto nel senso che capiscono di dover proteggere la libertà dei cittadini, ma piuttosto, appunto, nel senso di come meglio sfruttarne (al di là di quanto già facciano) le "potenzialità" di condizionamento, controllo e coercizione offerte da una società digitale...

    E la cosa più preoccupante, forse, è che tra le prime (le aziende) e i secondi (politici e governi) si iniziano a intravedere chiare strategie di collaborazione sinergica...

    che dite? Cassandra? complottismo?...
    non+autenticato
  • L'ho gia' fatto presente piu' volte e come me altri hanno condiviso.
    Tra chi crea e chi compera (fruisce) ci sono troppi parassiti che negli anni si sono installati come i loro rootkit.
    PRIMA non si avevano molte alternative,in effetti non si avevano alternative perche' NON NE VENIVANO CREATE proprio per poter controllare e "disciplinare".
    Con internet si e' aperto uno spiraglio e la sua affermazione come veicolo di contenuti ,di qualsiasi tipo, ha regalato a noi tutti nuove speranze.
    Tramite la grande rete si possono raggiungere cose che prima erano impensabili.
    Tralasciamo per un attimo informazione e CONOSCENZA che sono imprescindibili e soffermiamoci sul "non necessario" ovvero FILM e MUSICA.
    Adesso si puo' tagliare i ponti con i parassiti di cui parlavo e quindi questo getta un'ombra cupa sui loro GUADAGNI... ovviamente devono ricorrere ai ripari e come lo fanno?
    1)REPRESSIONE, a tutti i costi, per scoraggiare il P2P
    2)Creazione di LEGGI AD HOK.Considerate la facilita' con cui costoro sono riusciti a far passare punizioni "esemplari"come SOLO con le major potevamo avere.
    3)Creazione di DRM invasivi per poter comunque avere il controllo della filiera sin dall'inizio.
    Ascolti quello che vogliono loro,come vogliono loro,pagando quello che loro reputano "giusto" o per meglio dire "EQUO" visto che questa parolina piace tanto a chi rastrella soldi senza produrre nulla.
    In fine,costoro vorrebbero controllare tutto e ci chiedono di FIDARCI del loro operato...evidentemente chi infila rootkit all'interno del tuo pc sbattendosene delle LEGGI che pretende tu osservi ha un ottimo biglietto da visita per proporsi come ENTE GARANTE di se stesso.
    Qui va' rivisto tutto...POTARE I RAMI SECCHI per rendere tutto piu' fruibile,meno costoso e sopratutto...SENZA CONTROLLI DRM.
    non+autenticato
  • Ottimo articolo, come spesso lo sono quelli di Calamari. Ho dato un'occhiata alla proposta che lui critica ed ho potuto prendere atto come questa proponga (penso proprio intenzionalmente) ancora lo stesso vecchio equivoco di fondo: da una parte c'è che produce qualcosa di intellettuale, dall'altra c'è chi lo consuma, e in mezzo c'è solo il mercato, quindi i quattrini. Tutto viene perciò ricondotto a possibili sistemi per riaffermare questo principio di esplicita mercificazione -- già non sempre vero neppure nel mondo materiale -- anche nel mondo immateriale. La realtà è ben più articolata, e questo risulta indigeribile a molti. Internet a fatto sì che tutti, se lo vogliono, possano essere al tempo stesso produttori e consumatori di immaterialità (il che non implica che siano tutti artisti, ma perché quelli "di cassetta" lo sono sempre ? Non mi pare, viste certe porcherie, o perlomeno è soggettivo). Questa immaterialità può essere fruita da altri non necessariamente a fronte di un corrispettivo economico, ma spesso per altre motivazioni, quale la voglia di farsi conoscere, la volontà di far qualcosa per gli altri (non mi pare che il non-profit sia un settore marginale), oppure, nel caso del software, la consapevolezza che l'apporto di altri potrà regalarci uno strumento che mai avremmo potuto creare da soli. Tutto ciò che nega l'evidenza delle cose è destinato al fallimento, anche se talvolta ciò avviene dopo lacrime e sangue, ma avviene. Chi, spesso inascoltato, si batte per riaffermare la verità lo fa proprio affinchè questa non si riaffermi da sola in modo traumatico. Qui ho scritto qualcosa, per chi fosse interessato: http://www.strozzi.it/cgi-bin/CSAI/tw6/it/LRI/tw-r.../
    non+autenticato
  • Magnifico articolo, mi riconosco perfettamente nel ritratto che Calamari con cotanta grazia e speranza tratteggia ed evoca.L'unico rimpianto è che le sue idee abbiano una diffusione inferiore al loro valore. Ovviamente in questo caso sarei più. che felice di sbagliarmi.Peccato che Paolo Nuti non legga queste pagine. Grazie da un insonne cronico come me.
    non+autenticato
  • Con l'aria che tira dovresti preoccuparti se avessi più di 17 lettori. Vorrebbe dire che le tue idee non valgono nulla.
    non+autenticato
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