Paolo De Andreis

L'open source non sfonda (ancora) a Cagliari

Non è bastato un emendamento approvato dal Consiglio comunale. I 60mila euro necessari per WiFi e sperimentazioni open non sono stati stanziati. Punto Informatico ne parla con il capogruppo PRC al Comune Claudio Cugusi

Cagliari - La strada per l'open source e il WiFi in Sardegna è tracciata? Ci sono spinte e tentativi di balzi innovativi da più parti, eppure non mancano clamorose occasioni perdute. Una di queste la sta denunciando in questi giorni Claudio Cugusi, capogruppo Prc-Pdci in Consiglio comunale a Cagliari, già promotore di un emendamento approvato da partiti di maggioranza ed opposizione per favorire lo sviluppo del WiFi cagliaritano e per la sperimentazione dell'open source negli uffici comunali. Un voto al quale, però, non sono seguiti i fatti. Punto Informatico ne ha parlato con lo stesso Claudio Cugusi.

Punto Informatico: I ritardi accumulati non saranno colpa della mancata copertura finanziaria?
Claudio Cugusi: No. Sei mesi fa il Consiglio comunale di Cagliari approvava nel bilancio all'unanimità la mia proposta, firmata anche dai capigruppo del centrodestra. La proposta è questa: 60mila euro per sperimentare l'open source negli uffici e sistemare qualche punto WiFi nel centro. L'esercizio finanziario sta per finire ma nulla è stato fatto.

PI: Come mai? Chi avrebbe dovuto promuovere il progetto?
CC: L'assessore alla pubblica istruzione, una persona per bene che per sua stessa ammissione non sa usare il PC e non ne ha mai avuto uno, non avverte il bisogno di riferire al Consiglio Comunale perché la sperimentazione dell'open source non sia stata ancora avviata.
PI: Dipendeva tutto da lui?
CC: L'assessore alla pianificazione dei servizi, volenteroso, dice di essere alle prese con vari progetti di WiFi ma intanto nella città capitale della Sardegna lo sport più diffuso dai ragazzi è andare col portatile alla ricerca di reti private lasciate aperte. Siamo al WiFi fai da te, insomma.

PI: Che l'esigenza ci sia è avvertito da molti e certo non solo a Cagliari
CC: Sarà retorica ma non lo è: chi si chiede perché i cittadini, soprattutto i giovani, siano distanti anni luce dalla politica ha trovato la sua risposta in questi esempi. E se ne possono fare tanti altri in un comune dove migliaia di fogli ogni giorno vengono stampati quando le determine e tutti gli atti farebbero un'ottima figura in formato PDF...

PI: La sensazione è che le difficoltà politiche corrispondano ad un'ostinata arretratezza culturale a cui la classe politica non sembra intenzionata a porre rimedio
CC: Il problema di Cagliari è un problema di scarsa cultura tecnologica ed è tristemente condiviso da migliaia di amministrazioni italiane. In tanti Comuni, in aggiunta, internet vuole ancora dire 56 k.
Una politica seria, che vuole sentirsi all'altezza del suo compito, dovrebbe pensare di più alla democrazia digitale.

PI: Cosa si può fare di più?
CC: Bisogna mettere in moto tutti i portatori di interessi. Il prossimo 19 dicembre si terrà a Cagliari un'assemblea di amministratori pubblici e delle comunità open source, Linux e free software. Chi vuole saperne di più mi cerchi: claudio.cugusi@libero.it

PI: Basterà?
CC: No, ma è un inizio. Per cambiare la mentalità della pubblica amministrazione non servono tanti soldi quanto un movimento culturale largo, che innovi il Paese e stoppi le rendite di posizione delle multinazionali.

a cura di Paolo De Andreis
98 Commenti alla Notizia L'open source non sfonda (ancora) a Cagliari
Ordina
  • il caro cugusi potrebbe spiegare come intende fare a soddisfare i requisiti della legge pisanu con 60000 euri?

    dovrebbe inoltre indicare quali investimenti sono necessari per insegnare ai dipendenti ad usare un sistema informativo. nelle P.A. non esiste personale specialistico di supporto ma esistono solo i cosiddetti "referenti informatici". continuiamo ad esternalizzare o creiamo conoscenza???

    quando 2 anni fa dal comune mi hanno chiesto consulenza per aprire degli hot spot in citta' ho detto che tecnicamente era quasi banale, ma ho chiesto: e come fate con la legge pisanu? attendo ancora risposta...

    p.s. - tutti i servizi pubblici dell'ente in questione, e molti altri fondamentali sono erogati da server linux. alla faccia della sperimentazione, che abbiamo fatto 5/10 anni fa.
    non+autenticato
  • scusa, fermiamoci un attimo al wi fi: io credo sia tecnicamente possibile rispettare il decreto pisanu generando la password attraverso il sito del comune di riferimento, dove si verifica la bontà dei dati richiesti.
    E se anche questo non è possibile (e ne dubito) male andando niente vieta a un comune serio di mandare una pw a tutti i residenti che vogliano navigare e di dare la pw ai turisti prendendo loro i documenti nei gazebo comunali.
    Insomma, sul wi fi il problema sicurezza mi sembra arginabile. Correggimi se sbaglio ma spiegami dove sbaglio secondo te.

    claudio cugusi
    non+autenticato
  • i problemi si risolvono tutti, ma serve il denaro... open source o no, le competenze si pagano. se non si pagano, vanno create all'interno degli enti con maggiore formazione e migliore gestione dei sistemi. bisogna fare progettazione e farla bene, l'open source e' piu' un punto di vista che una risorsa...
    per i turisti la tua idea potrebbe essere sufficiente. per i residenti, le spese sarebbero di molto superiori. perche' non proponi di usare i 60000 per studiare e progettare il sistema? per la progettazione basterebbero, e magari anche per parte della realizzazione. dovreste trovare solo i fondi per la gestione, o il personale interno che la faccia con le giuste competenze.

    in ogni caso dargli una valenza politica non e' molto accorto da parte tua, dato che ci sono problemi pratici parecchio importanti: hai bisogno di maggiore informazione. non e' un'accusa o una critica, ma un consiglio per rendere efficace la tua azione politica.
    perche' non chiedete agli altri enti come hanno fatto per il decreto pisanu? sai come sono organizzate le biblioteche?

    p.s. guarda che floris e/o chi per lui lo sanno bene, visto che volevano il wifi ai giardini pubblici. credevano di poter sfruttare la tecnologia a basso costo... ma per merito di pisanu non e' piu' a basso costo!!! e appena l'hanno scoperto ci hanno steso un velo pietoso, non sia mai che si critichi un ministro del proprio partito...
    non+autenticato
  • Cambiano i partiti e le maggioranze, resta la realtà di un paese tronfio nell'ignoranza, a cominciare da molti politici, un paese che continua a destinare ad istruzione e ricerca una percentuale in rapporto al PIL che è poco più della metà rispetto agli altri paesi sviluppati. E il settore privato, salvo lodevoli eccezioni, non è da meno.
    Se tutta la scienza, la ricerca e la cultura in generale in Italia sono Cenerentole, ci meravigliamo che lo sia l'informatica in particolare?
    non+autenticato
  • Molti dei commenti a questo articolo sono mirati a sottolineare i diversi aspetti di convenienza (o meno) dell'open source: sviluppo del comparto software nazionale, riduzione dei costi, etc...

    Mi sembra ci sia un aspetto che manca in maniera significativa: le peculiarità della pubblica amministrazione. La PA non è esclusivamente un'impresa, e non deve sottostare al solo obbligo di sostenibilità economica, che in alcuni casi è deliberatamente omesso, nessuno si aspetta che i vigili del fuoco raggiungano il pareggio di bilancio emettendo fattura per ogni loro intervento, ad esempio, tutto ricade sotto la fiscalità generale in quanto le capacità ed interventi dei vigili del fuoco sono considerati un bene necessario per il pubblico.

    Da questo punto di vista, il software libero/open source, garantisce un altro dei must della pubblica amministrazione: l'obbligo alla trasparenza. Nel momento in cui si discute di voto elettronico (vade retro!), di informatizzare il più possibile le procedure amministrative (tribunali, etc.), come è possibile farlo rendendo le procedure costitutivamente opache, attraverso i meccanismi del segreto industriale? Io non vorrei mai che la polizia gestisse eventuali file sul mio conto con programmi dei quali non conosco il funzionamento in maniera assolutamente perfetta. E come diceva Ken Thompson già nel 1974, per garantirmi di tutto ciò, ho bisogno del sorgente del programma, del compilatore e del sistema operativo.

    Da questo punto di vista non vi sono alternative al Free Software/Open Source.

    ciao
  • >
    > Da questo punto di vista, il software libero/open
    > source, garantisce un altro dei must della
    > pubblica amministrazione: l'obbligo alla
    > trasparenza.

    E quale trasparenza ci sarebbe nell'open-source? che poche decine di italiani si potrebbero leggere il codice?

    I programmi gestionali delle PA traducono in forma elettronica le procedure che altrimenti dovrebbero essere fatte a mano su cartaceo (che comunque viene prodotto). Se leggi il verbale di una giunta comunale non è che hai anche bisogno di leggerti il sorgente del software con il quale è stato scritto, non diciamo assurdità.
    La trasperenza della quale tu parli si chiama mania persecutoria, una volta che ottieni il codice cosa chiederai? la configurazione dei firewall? lo sniffing dei pacchetti di rete?

    Io troverei più intelligente far fare la certificazione ISO 17799 alle PA piuttoscto che chiedergli i sorgenti.
    non+autenticato
  • > E quale trasparenza ci sarebbe nell'open-source? che poche decine di
    > italiani si potrebbero leggere il codice?

    Che chi vuole studia e se lo legge, le associazioni di consumatori, i partiti, le ong potrebbero leggerselo per esempio.
    Si chiama trasparenza degli strumenti di democrazia.

    E poi forse per il verbale di una giunta comunale la necessità non serve ma per il trattamento dei dati personali sì. Anagrafe, catasto, cartelle esattoriali...
    non+autenticato
  • ovviamente non facevo riferimento a dei verbali, ma che ne pensi dei programmi che gestiscono le cartelle esattoriali?cosa mi garantisce che non ci sia un'opzione "invia i dati al server X" ogni volta che qualunque atto viene compiuto dalla pubblica amministrazione (cambio residenza, pagamento tasse, trattamenti medici, disposizioni penali, per citare alcune delle più rilevanti in termini di dati sensibili)?

    non si tratta di persecuzione, ma di interpretazione della democrazia, che deve mettere in atto tutta una serie di check and balances per funzionare al meglio.

    ed è vero, solo pochi potranno leggersi il codice, ma sono sempre più di nessuno, con i fenomeni associativi indicati nella prima risposta al tuo commento.

    non si tratta di manie, le persone possono essere buone o cattive (nella maggior parte dei casi un misto), le cose possono durare di più delle persone e portano con sè visioni del mondo, che superano la volontà del loro costruttore, anche le migliori possibili.

    d'accordissimo sulla ISO, non è che due processi si escludono vicendevolmente.
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    Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 16.08
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  • - Scritto da: yong
    > ovviamente non facevo riferimento a dei verbali,
    > ma che ne pensi dei programmi che gestiscono le
    > cartelle esattoriali?cosa mi garantisce che non
    > ci sia un'opzione "invia i dati al server X" ogni
    > volta che qualunque atto viene compiuto dalla
    > pubblica amministrazione (cambio residenza,
    > pagamento tasse, trattamenti medici, disposizioni
    > penali, per citare alcune delle più rilevanti in
    > termini di dati
    > sensibili)?
    >

    E' quello che ti ho risposto: chi ti dice che il codice che ti viene dato è poi quello che viene compialto ed utilizzato? Chi ti dice che il software non sia perfetto ma un altro software nel server legge periodicamente i record e li invia al server X al quale ti riferisci? Chi ti dice che il dipendente non faccia la stampa dei cassi tuoi e la porta ai terroristi del qutumbu? chi ti dice che lo switch di rete non abbia una porta in monitoring e oltre allo sniffing dei dati sensibili c'è anche l'hijacking di pacchetti particolari??

    > non si tratta di persecuzione, ma di
    > interpretazione della democrazia, che deve
    > mettere in atto tutta una serie di check and
    > balances per funzionare al
    > meglio.
    >

    Ad un certo punto ti devi fidare....

    > ed è vero, solo pochi potranno leggersi il
    > codice, ma sono sempre più di nessuno, con i
    > fenomeni associativi indicati nella prima
    > risposta al tuo
    > commento.
    >

    Ti ho già detto alcuni metodi per fregarli tutti questi bravi volenterosi

    > non si tratta di manie, le persone possono essere
    > buone o cattive (nella maggior parte dei casi un
    > misto), le cose possono durare di più delle
    > persone e portano con sè visioni del mondo, che
    > superano la volontà del loro costruttore, anche
    > le migliori
    > possibili.
    >

    Più che d'accordo ma costringere all'open mi sembra solo una scusa per ottenere ciò che si vuole senza guardare prima i problemi più urgenti e principali.

    > d'accordissimo sulla ISO, non è che due processi
    > si escludono
    > vicendevolmente.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007 16.08
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    non+autenticato
  • - Scritto da: Lemon
    > - Scritto da: yong
    > > ovviamente non facevo riferimento a dei verbali,
    > > ma che ne pensi dei programmi che gestiscono le
    > > cartelle esattoriali?cosa mi garantisce che non
    > > ci sia un'opzione "invia i dati al server X"
    > ogni
    > > volta che qualunque atto viene compiuto dalla
    > > pubblica amministrazione (cambio residenza,
    > > pagamento tasse, trattamenti medici,
    > disposizioni
    > > penali, per citare alcune delle più rilevanti in
    > > termini di dati
    > > sensibili)?
    > >
    >
    > E' quello che ti ho risposto: chi ti dice che il
    > codice che ti viene dato è poi quello che viene
    > compialto ed utilizzato? Chi ti dice che il
    > software non sia perfetto ma un altro software
    > nel server legge periodicamente i record e li
    > invia al server X al quale ti riferisci? Chi ti
    > dice che il dipendente non faccia la stampa dei
    > cassi tuoi e la porta ai terroristi del qutumbu?
    > chi ti dice che lo switch di rete non abbia una
    > porta in monitoring e oltre allo sniffing dei
    > dati sensibili c'è anche l'hijacking di pacchetti
    > particolari??

    L'Open Source non ti da la certezza assoluta, ma è sempre meglio che fidarsi ciecamente di un prodotto chiuso, che poche persone al mondo (tra l'altro esterne alla tua organizzazione, per non dire al tuo Paese) possono conoscere ed esaminare.

    > > non si tratta di persecuzione, ma di
    > > interpretazione della democrazia, che deve
    > > mettere in atto tutta una serie di check and
    > > balances per funzionare al
    > > meglio.
    > >
    >
    > Ad un certo punto ti devi fidare....

    L'hai detto tu stesso. Semplicemente, l'Open Source ti da qualche garanzia in più, il che è indubbiamente un bene, rispetto all'essere del tutto privi di garanzie.

    > > ed è vero, solo pochi potranno leggersi il
    > > codice, ma sono sempre più di nessuno, con i
    > > fenomeni associativi indicati nella prima
    > > risposta al tuo
    > > commento.
    > >
    >
    > Ti ho già detto alcuni metodi per fregarli tutti
    > questi bravi
    > volenterosi

    I bravi volenterosi ci sono, esistono, e quelli non si fregano.

    > > non si tratta di manie, le persone possono
    > essere
    > > buone o cattive (nella maggior parte dei casi un
    > > misto), le cose possono durare di più delle
    > > persone e portano con sè visioni del mondo, che
    > > superano la volontà del loro costruttore, anche
    > > le migliori
    > > possibili.
    > >
    >
    > Più che d'accordo ma costringere all'open mi
    > sembra solo una scusa per ottenere ciò che si
    > vuole senza guardare prima i problemi più urgenti
    > e
    > principali.

    Credo che in realtà nessuno voglia costringere all'Open, solo non essere più costretto al Closed. E poi, non credo che si vogliano trascurare problemi più urgenti e principali.

    > > d'accordissimo sulla ISO, non è che due processi
    > > si escludono
    > > vicendevolmente.
    > >
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    > > Modificato dall' autore il 11 dicembre 2007
    > 16.08
    > >
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  • - Scritto da: yong
    > Molti dei commenti a questo articolo sono mirati
    > a sottolineare i diversi aspetti di convenienza
    > (o meno) dell'open source: sviluppo del comparto
    > software nazionale, riduzione dei costi,
    > etc...
    >
    > Mi sembra ci sia un aspetto che manca in maniera
    > significativa: le peculiarità della pubblica
    > amministrazione. La PA non è esclusivamente
    > un'impresa, e non deve sottostare al solo obbligo
    > di sostenibilità economica, che in alcuni casi è
    > deliberatamente omesso, nessuno si aspetta che i
    > vigili del fuoco raggiungano il pareggio di
    > bilancio emettendo fattura per ogni loro
    > intervento, ad esempio, tutto ricade sotto la
    > fiscalità generale in quanto le capacità ed
    > interventi dei vigili del fuoco sono considerati
    > un bene necessario per il
    > pubblico.
    >
    > Da questo punto di vista, il software libero/open
    > source, garantisce un altro dei must della
    > pubblica amministrazione: l'obbligo alla
    > trasparenza. Nel momento in cui si discute di
    > voto elettronico (vade retro!), di informatizzare
    > il più possibile le procedure amministrative
    > (tribunali, etc.), come è possibile farlo
    > rendendo le procedure costitutivamente opache,
    > attraverso i meccanismi del segreto industriale?
    > Io non vorrei mai che la polizia gestisse
    > eventuali file sul mio conto con programmi dei
    > quali non conosco il funzionamento in maniera
    > assolutamente perfetta. E come diceva Ken
    > Thompson già nel 1974, per garantirmi di tutto
    > ciò, ho bisogno del sorgente del programma, del
    > compilatore e del sistema
    > operativo.
    >
    > Da questo punto di vista non vi sono alternative
    > al Free Software/Open
    > Source.
    >
    > ciao

    beh a questo punto, non vedo più il motivo di pagare ancora le tasse, dal momento che una Repubblica si rifiuta di acquistare prodotti e servizi dai privati (bisognerebbe allora fare lo stesso anche con le auto e con i servizi di connettività, ecc..)

    secondo il tuo ragionamento la PA non si sposa bene con il privato, ok allora io (azienda contribuente) non mi sposo bene con il pubblico, che grazie alle tasse finora ha riempito di soldoni le tasche di mezza italia

    questa è una finta nazione repubblicana, in realtà è sempre stato un miserabile sistema socialista limite, che finge di accettare il privato per poterlo bastonare, denigrare e infine derubare
    non+autenticato
  • - Scritto da: cult

    >
    > beh a questo punto, non vedo più il motivo di
    > pagare ancora le tasse, dal momento che una
    > Repubblica si rifiuta di acquistare prodotti e
    > servizi dai privati (bisognerebbe allora fare lo
    > stesso anche con le auto e con i servizi di
    > connettività,
    > ecc..)

    Io non ho mai detto che la pubblica amministrazione non dovrebbe acquistare servizi da un privato, ma se acquista software questo non può essere chiuso. Se poi tu sei un programmatore, gli sviluppi un programma per gestire l'anagrafe e ti fai pagare (anche profutamente, perchè sei bravo) per il tuo lavoro, non è lo stato che acquista servizi da privati?

    cosa c'entrano le auto o i servizi di connettività?le auto non trattano i miei dati sensibili e non possono modificare il mio voto (come nel caso del voto elettronico), al limite mi fanno arrivare prima al seggio, se trovo parcheggioSorride
    i "servizi di connettività", per lo meno visti come una connessione a Internet sono oggetto di un forte dibattito sulla loro natura di bene pubblico o infrastrutturale, con tutto ciò che ne consegue in termini di visioni.

    E le tasse servono proprio per garantire i beni pubblici (ok, mettiti su il tuo esercito personale, paga i tuoi vigili del fuoco, e la tua polizia, amministra i tuoi tribunali, etc.)
    Se sei per un "no stato", ti consiglio Ann Ryand!

    >
    > secondo il tuo ragionamento la PA non si sposa
    > bene con il privato,

    mai detto questo, ho detto che non si sposa con il codice chiuso.

    >
    > questa è una finta nazione repubblicana, in
    > realtà è sempre stato un miserabile sistema
    > socialista limite, che finge di accettare il
    > privato per poterlo bastonare, denigrare e infine
    > derubare

    questo è confuso, repubblicano e socialista sono letti in modo a dir poco naif, e oltretutto non sono intrinsecamente concetti in contraddizione.

    comunque nessuno denigra l'iniziativa privata, tutt'altro. ripeto, la questione riguarda l'apertura o meno del codice, non che sia sviluppato internamente, o fatto sviluppare esternamente (sinonimo di aziende private!)
  • - Scritto da: yong
    > - Scritto da: cult
    >
    > >
    > > beh a questo punto, non vedo più il motivo di
    > > pagare ancora le tasse, dal momento che una
    > > Repubblica si rifiuta di acquistare prodotti e
    > > servizi dai privati (bisognerebbe allora fare lo
    > > stesso anche con le auto e con i servizi di
    > > connettività,
    > > ecc..)
    >
    > Io non ho mai detto che la pubblica
    > amministrazione non dovrebbe acquistare servizi
    > da un privato, ma se acquista software questo non
    > può essere chiuso.

    anche le fiat acquistate dalla pubblica amministrazione sono chiuse da brevetti e copyright

    il software compilato è un software di cui non sono visibili i sorgenti originali, ma è tranquillamente possibile leggerne il funzionamento con un normale deasseblatore e un programmatore in assembly

    > Se poi tu sei un
    > programmatore, gli sviluppi un programma per
    > gestire l'anagrafe e ti fai pagare (anche
    > profutamente, perchè sei bravo) per il tuo
    > lavoro, non è lo stato che acquista servizi da
    > privati?

    quel programma gli costerà un botto di soldi e alla fine glielo farà sempre IBM, Microsoft o altra multinazionale di turno

    il magna magna non avrà più limiti, ma gli ideologisti suicidi saranno finalmente soddisfatti

    >
    > cosa c'entrano le auto o i servizi di
    > connettività?le auto non trattano i miei dati
    > sensibili e non possono modificare il mio voto
    > (come nel caso del voto elettronico), al limite
    > mi fanno arrivare prima al seggio, se trovo
    > parcheggio
    >Sorride

    nell'articolo, sebbene si riempie le righe di open source, si fa di fatto riferimento al freesoftware... freesoftware GPL, ovvero il software gratis, anonimo della comunità

    questo è un costume dannoso da evitare

    > i "servizi di connettività", per lo meno visti
    > come una connessione a Internet sono oggetto di
    > un forte dibattito sulla loro natura di bene
    > pubblico o infrastrutturale, con tutto ciò che ne
    > consegue in termini di
    > visioni.
    >
    > E le tasse servono proprio per garantire i beni
    > pubblici (ok, mettiti su il tuo esercito
    > personale, paga i tuoi vigili del fuoco, e la tua
    > polizia, amministra i tuoi tribunali,
    > etc.)
    > Se sei per un "no stato", ti consiglio Ann Ryand!
    >
    > >
    > > secondo il tuo ragionamento la PA non si sposa
    > > bene con il privato,
    >
    > mai detto questo, ho detto che non si sposa con
    > il codice
    > chiuso.
    >
    > >
    > > questa è una finta nazione repubblicana, in
    > > realtà è sempre stato un miserabile sistema
    > > socialista limite, che finge di accettare il
    > > privato per poterlo bastonare, denigrare e
    > infine
    > > derubare
    >
    > questo è confuso, repubblicano e socialista sono
    > letti in modo a dir poco naif, e oltretutto non
    > sono intrinsecamente concetti in
    > contraddizione.
    >
    > comunque nessuno denigra l'iniziativa privata,
    > tutt'altro. ripeto, la questione riguarda
    > l'apertura o meno del codice, non che sia
    > sviluppato internamente, o fatto sviluppare
    > esternamente (sinonimo di aziende
    > private!)
    non+autenticato
  • - Scritto da: cult

    > > Io non ho mai detto che la pubblica
    > > amministrazione non dovrebbe acquistare servizi
    > > da un privato, ma se acquista software questo
    > > non può essere chiuso.

    > anche le fiat acquistate dalla pubblica
    > amministrazione sono chiuse da brevetti e
    > copyright

    Non importa : il motore si puo' aprire e ci si puo' affidare a chiunque per riparazioni meccaniche, il che significa che non si e' legati al fornitore.

    > il software compilato è un software di cui non
    > sono visibili i sorgenti originali, ma è
    > tranquillamente possibile leggerne il
    > funzionamento con un normale deasseblatore e un
    > programmatore in assembly

    E se e' necessario modificare un software fornito da una ditta che e' fallita ? Fai le integrazioni in assembler sul binario ?

    > > Se poi tu sei un
    > > programmatore, gli sviluppi un programma per
    > > gestire l'anagrafe e ti fai pagare (anche
    > > profutamente, perchè sei bravo) per il tuo
    > > lavoro, non è lo stato che acquista servizi da
    > > privati?

    > quel programma gli costerà un botto di soldi e
    > alla fine glielo farà sempre IBM, Microsoft o
    > altra multinazionale di turno

    Se li costringo a vendermi anche i sorgenti loro dovranno trattarmi bene, ma molto bene, altrimenti la manutenzione me la faccio fare da altri; inoltre avere i sorgenti fa si che io possa controllare che uno stato estero qualsiasi non si prenda i dati anagrafici dei miei cittadini e se li venda all'intero pianeta (Presente il rapporto europeo su Echelon ?).

    Banche ed assicurazioni stanno ben attenti a farsi dare i sorgenti per i programmi che girano nei loro server e con i quali gestiscono i nostri soldi, secondo me sarebbe giusto e retto se lo stato ponesse altrettanta attenzione.

    > il magna magna non avrà più limiti, ma gli
    > ideologisti suicidi saranno finalmente
    > soddisfatti

    L'ideologista suicida sei tu che ti fidi ciecamente (e' il caso di dire ciecamente) di ditte estere, ribadisco leggiti il rapporto Europeo su Echelon per avere un'idea di quello che avviene normalmente tra nazioni alleate.

    http://cryptome.org/echelon-ep-fin.htm
    krane
    22544
  • Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi nordeuropei
    della Cina India e alcune agenzie di sicurezza USA hanno migrato i loro sistemi su Linux?
    non+autenticato
  • Ti sei mai chiesto perche' l' 80% di tutte le transazioni bancarie mondiali gira su IBM AS/400 o OS/390?
    (Ovviamente non parlo per sentito dire, ovviamente non parlo dei sistemi front-end).
  • - Scritto da: Pablo
    > Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi
    > nordeuropei
    > della Cina India e alcune agenzie di sicurezza
    > USA hanno migrato i loro sistemi su
    > Linux?

    Mah...secondo me qualcuno dei cantinari dovrebbe prendersi la briga di verificare le cose che scrive slashdot.
    Io ho girato svariati uffici pubblici sia in India che in Cina e di linux non ne ho proprio visto traccia, avevano tutti i loro bei windows.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nome.cognom e
    > Io ho girato svariati uffici pubblici sia in
    > India che in Cina e di linux non ne ho proprio
    > visto traccia, avevano tutti i loro bei
    > windows.

    Ed hai ragione infatti.. solo che magari la PA di qualche comune sperduto nelle lande deserte e ghiacciate in canada ha deciso di passare a Linux..
    Poi improvvisamente la notizia appresa in una cantina, passando da cantina a cantina, ha fatto sì che qualcuno scrivesse da qualche parte: il 30% dei pc delle PA Canadesi usa Linux.
    E poi questa è diventata la notizia ufficiale del cantina dot.

    Caso strano passano a Linux le PA di paesi che stanno dall'altra parte del mondo.. Tu vai a verificare che sta notizia è vera? Fino in Canada, o in Cina?
    non+autenticato
  • Ecco come si ufficializzano le notizie: uno spara la boiata, la sente un altro ideologicamente indirizzato e la amplifica, poi la sente un terzo che la ripassa ad un quarto, quinto ecc.ecc. poi tutti insieme cominciano a sparare a zero su questo o quello...
    che figata...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Pablo
    > Vi siete chiesti perchè le PA di molti paesi
    > nordeuropei
    > della Cina India e alcune agenzie di sicurezza
    > USA hanno migrato i loro sistemi su
    > Linux?

    Quando i programmi open ci saranno e saranno convenienti, sta tranquillo che li usaremo.

    Potresti al limite suggerire qualche link dove trovare info.
  • Vado sul sito

    http://www.claudiocugusi.it/

    Scelgo Audio Video PDF

    guardo il primo

    Memorie dal vuoto di Marcello Fois (pdf)

    ma è un RTF, il PDF non lo trovo e cosi anche per gli altri.

    tuttosommato la R è simile alla P.
    Un raffreddato fa diventare la T come la D, quindi tutto sistemato.
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