Olivetti, dipendenti preoccupati

In una lettera aperta al nuovo vertice Telecom sostengono la necessitÓ di un rilancio

Roma - FIOM CGIL, sindacato di categoria, ha confermato che una lettera aperta è stata inviata dai 214 dipendenti della Olivetti al nuovo vertice di Telecom Italia, una lettera con cui si chiedono certezze occupazionali e il rilancio delle attività dello storico brand italiano.

Secondo Federico Bellono di FIOM CGIL i dipendenti chiedono "un cambio al vertice di Olivetti" e "un rilancio produttivo dell'azienda", inoltre si attendono "smentite" sulle "voci di un drastico ridimensionamento" e sui rumors di una "strategia che preveda una riduzione del personale".

A suo dire la lettera è "quantomai opportuna in un momento in cui continua l'incertezza sul futuro della Olivetti". "È ormai evidente - ha anche sottolineato - che prima della fine dell'anno non ci saranno novità". "Speriamo che questo gesto - ha anche dichiarato Bellono - possa servire per rilanciare l'attenzione da parte delle istituzioni".
La lettera è stata trasmessa anche agli enti locali e al Governo.
15 Commenti alla Notizia Olivetti, dipendenti preoccupati
Ordina
  • E poi si sentono le lamantele di qualcuno che dice che l'Italia non ha perso il settore d'eccellenza dell'elettronica e dei computer.
    Ora cancelliamo anche i rimasugli della Olvetti che, ricordiamo, un pò più di un decenno fa aveva dei computer competitivi con la grande IBM.
    Non so se qualcuno ricorda gli M24 che contemporaneamente all'IBM 8088 aveva una capacità di elaborazione doppia ed anche una doppia definizione sul monitor, ad un prezzo pressochè uguale al più blasonato IBM.
    Già, ma ad un certo punto la nostra amministarzione pubblica ha preferito le macchine di provenienza straniera e il titolare dell'Olivetti messo sotto processo perchè sarebbe stato un corruttore....
    Già qualcuno per salvare la propria azienda si assogettava alla politica delle bustarelle...(che gran criminale!).
    Poi la Olivetti aveva immesso sul mercato un nuovo processore ed un nuovo computer che venne presto supportato dai sistemi operativi in uso (compreso Windows).
    Il processore innovativo con caratteristiche superiori agli altri....
    Ma perchè mai l'Italia (o il sistema Italia) dovrebbe aiutare i migliori prodotti fabbricati nel nostro Paese?
    Meglio far chiudere queste "singolarità".
    W al DECADEZA!!!!
    Se esistono delle singolarità, ricordiamo che sono molto pericolose: potrebbero far arricchire i poveri!
    non+autenticato
  • correggo:
    - Scritto da: Robert
    > E poi si sentono le lamantele di qualcuno che
    > dice che l'Italia ha perso il settore
    > d'eccellenza dell'elettronica e dei
    > computer.
    non+autenticato
  • Quando Olivetti rifilò a caro prezzo gli M24 alla PA non erano più all'avanguardia.
    Lo scandalo poi era comunque generalizzato, la PA italiana era l'unica nel mondo "civile" che acquistasse anche grandi quantità di macchinari al prezzo di listino, senza sconti quantità che qualsiasi amministratore privato appena decente o qualsiasi amministratore pubblico onesto avrebbe chiesto e ottenuto.
    non+autenticato
  • Nel primo caso significa che la olivetti ha solo 214 dipendenti?! Mi sembrano veramente pochi... ci credo che hanno paura di essere esternalizzati... hanno la spada di damocle sulla testa!
    non+autenticato
  • Almeno prima produceva il Prodest PC128S (Il mio primo PC!), un clone di un pc Acorn. Quanti ricordi programmando in basic mi facevo i primi videogiochi visto che quelli a corredo facevano cagare. Papà ancora mi chiedo perchè non mi comprasti un C64?
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 dicembre 2007 12.08
    -----------------------------------------------------------
  • hahaha! stessa identica cosa!
    Il mio di papà era un tantinello braccine corte, lo capisco ma ero tagliato fuori dagli scambi con gli amici sigh!
    non+autenticato
  • Si ma il C64 costava decisamente di meno, il fatto è che veniva visto come macchina da giochi, invece il pc128s doveva essere una macchina professionale, in realtà era un clone e ce l'avevo solo io In lacrime
    Vabbè poi mi sono rifatto con l'Amiga però... Ficoso
    -----------------------------------------------------------
    Modificato dall' autore il 19 dicembre 2007 15.03
    -----------------------------------------------------------
  • Cosa produce ora dopo il crollo?
    Stampanti costosissime ed orribili a vedersi o anche altro?
    non+autenticato
  • E che vuoi che produca 214 dipendenti in attesa di pensione, tanto vale mandarli a casa pagati, anche per poter smantellare l'apparato di 428 dirigenti che serve per gestire il non-lavoro dei 214 Sorride
  • - Scritto da: italianman
    > Cosa produce ora dopo il crollo?
    > Stampanti costosissime ed orribili a vedersi o
    > anche altro?

    E' la leader di mercato nel settore delle stampanti bancarie da sportello (60-65% del mercato mondiale grazie all'eccellenza qualitativa della famiglia PR2) e il primo marchio italiano per quanto riguarda i registratori di cassa.
    E' presente anche nei settori office (principalmente copiatrici), gaming (macchine da gioco, quelle che trovate nei negozi sisal e dal tabacchino), ticketing (bigliettatrici). Oltre a fax e MFP, che sono i prodotti per cui è più conosciuta.
    Tutti i bolli emessi elettronicamente dai tabacchini sono fatti da macchine Olivetti (un architettura di sicurezza all'avanguardia basata interamente su know-how italiano (algoritmi crittografici e PKI a parte) e per quanto ne so l'infrastruttura non basata su PC più ampia e diffusa sul territorio esistente al mondo, oltre 30.000 stazioni).
    non+autenticato
  • > E' la leader di mercato [cut]

    Sarà.
    Ma se le cose stessero realmente così, non sarebbero con le pezze al culo.
    Evidentemente qualche problemino c'è.

    Che palle, ogni volta che c'è un brand "storico" a rischio, si chiama in causa lo Stato.

    Che poi siamo noi, lo Stato, mica il Mago Merlino con la bacchetta magica: chiamare lo Stato a metterci una pezza significa che i soldi delle nostre tasse verranno utilizzati per salvare sti poveri cristi.
    Se i soldi non ci sono, vuol dire nuove tasse.

    Forse è semplicemente ora di chiudere baracca e burattini.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Mythos
    > > E' la leader di mercato [cut]
    >
    > Sarà.
    > Ma se le cose stessero realmente così, non
    > sarebbero con le pezze al culo.
    > Evidentemente qualche problemino c'è.

    In una grande azienda ci sono sempre anime (divisioni, linee di prodotti, gruppi di lavoro) diverse. E' tipicamente italiano cercare di salvare la mela marcia usando la mela sana (che finisce per marcire anche lei).
    Più o meno quello che succede quando per coprire le perdite nell'anima "più figa" si tagliano gli investimenti nelle anime sane, rischiando l'estendersi della malattia.
    Ti assicuro che insieme ad aree purtroppo ormai indifendibili ce ne sono altre di eccellenza assoluta.
    Se solo si avesse il coraggio della ritirata strategica, invece del "teniamo su tutto il fronte, non è vero che è troppo lungo", si potrebbe ripartire da lì.

    >
    > Che palle, ogni volta che c'è un brand "storico"
    > a rischio, si chiama in causa lo Stato.

    E chi lo ha fatto? Neanche chi ci lavora dentro lo ha mai fatto. Sei tu che pensi male. La lettera è indirizzata al padrone, cioè a TI. Almeno su argomenti come questi, che decidono della vita di migliaia di persone, perchè non fate uno sforzo per trattenervi dal parlare di situazioni che non conoscete a fondo?

    >
    > Che poi siamo noi, lo Stato, mica il Mago Merlino
    > con la bacchetta magica: chiamare lo Stato a
    > metterci una pezza significa che i soldi delle
    > nostre tasse verranno utilizzati per salvare sti
    > poveri cristi.
    >
    > Se i soldi non ci sono, vuol dire nuove tasse.
    >
    > Forse è semplicemente ora di chiudere baracca e
    > burattini.

    Guarda che Olivetti è lo specchio della situazione del paese, solo un po' in anticipo (come da sua tradizione).
    E' stata affossata da quegli stessi mali che incancreniscono l'Italia tutta: politica, lotte di potere, approfittatori, strategie di breve periodo, nessuna visione di lungo periodo, meritocrazia al contrario e via cantando. Sulla pelle dei tanti capaci, competenti, onesti che l'hanno tenuta in piedi fino ad oggi, e che ancora sanno difendere le eccellenze acquisite con tanta fatica nel tempo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: precisino

    > Guarda che Olivetti è lo specchio della
    > situazione del paese, solo un po' in anticipo
    > (come da sua
    > tradizione).

    QUOTO!. E poi lo stesso ragionamento lo si puo' applicare per qualsiasi azienda di rilevanza nazionale. Vedi Alitalia.
  • - Scritto da: Sladek
    > - Scritto da: precisino
    >
    > > Guarda che Olivetti è lo specchio della
    > > situazione del paese, solo un po' in anticipo
    > > (come da sua
    > > tradizione).
    >
    > QUOTO!. E poi lo stesso ragionamento lo si puo'
    > applicare per qualsiasi azienda di rilevanza
    > nazionale. Vedi
    > Alitalia.

    Su Alitalia ogni volta che c'è un compratore in vista, il governo temporeggia. Lo sapete perché?
    Perché i possibili compratori sono dispostissimi a mantenere i livelli occupazionali del personale operativo, piloti, tecnici, hostess, stewart, personale a terra negli aeroporti e perfino di molti uffici, ma giustamente vogliono disfarsi dei 2000 raccomandati di ferro imboscati al centro direzionale della Magliana.
    non+autenticato
  • Secondo me,

    sfruttando il centenario e puntando ad una nicchia
    precisa e poco presenziata del mercato non sarebbe
    difficile auspicare un rilancio d'immagine e, in un
    paio d'anni, ripensare l'azienda dalle basi. Ci sono
    troppe esperienze e troppa innovazione nella storia
    di Olivetti per non provarci sul serio. Non si tratta
    d'importare e marchiare un prodotto, anche ottimo,
    ma di integrare e sviluppare qualcosa di nuovo, anche
    se ovviamente a partire dalla realta' del mercato contemporaneo. Farlo pensando al grande mercato, a quel mainstream che aspetta sempre nuove idee e che
    scarseggia di tecnologie intelligenti in molti ambiti.

    Si dice che Adriano Olivetti volesse un albero davanti alla finestra di ogni operaio, mentre mi hanno personalmente raccontato di come, a Cupertino, la gente di una Apple che ancora provava a inventare, passasse dalla Olivetti per imparare e scambiare idee, e voi state qui a paragonarla ad Alitalia...

    Io un paio di idee le ho, e ben chiare da anni,
    se a qualcuno interessano mi scriva. Fossi abbastanza
    ricco mi sarei comprato il marchio da un bel po', chi
    lo possiede non lo merita e non lo ha mai capito.

    buona giornata,
    alex