Marco Calamari

Cassandra Crossing/ Un dono (più) intelligente

di Marco Calamari - Perché donare a quelle associazioni che si battono per i diritti dell'individuo nell'era digitale? Perché appoggiare iniziative così e non quelle contro la fame nel Mondo?

Roma - Ieri mentre stavo mettendo in cantiere la consueta puntata natalizia, durante una pausa di lavoro mi è caduto l'occhio sul numero di file della directory in cui conservo le bozze pubblicate di Cassandra Crossing. Mi è preso un colpo. Il numero era 100.
Un veloce controllo, in effetti la redazione ed il direttore di Punto Informatico avevano appena pubblicato la centesima puntata, fatto che in altri casi più importanti verrebbe certamente festeggiato.
Devo ammettere che mi sono emozionato; oltre ad una prova di pazienza dai miei 16 lettori e di stima da un bel gruppo di professionisti, mi sono reso conto che in quei bit c'era anche un pezzo di vita.

Grazie a tutti di cuore.
Sono ormai più di 2 anni, visto che l'articolo da cui tutto è cominciato, frutto di un periodo di ferie estive turbolento ma produttivo, risale appunto al 2 settembre 2005. Mi ha fatto piacere rileggerlo, perché ha conservato tutta la sua attualità, e dispiacere, visto che i problemi che descriveva incombono ancora su di noi.

Ma è Natale, tempo non di tristezze ma di ferie e di riflessioni, di somme tirate e di nuovi progetti, di buoni propositi insomma. Io ne approfittero' per cercare di trarne energie e spunti per le prossime cento puntate.
Il 25 dicembre è anche il tempo prediletto per tradizionali buone azioni (che non sono comunque vietate durante tutto il resto dell'anno). Persino quelli che si sono distratti per 11 mesi in questo periodo sentono il dovere di fare qualcosa, di regalare qualcosa. Mi permetto quindi di raccontarvi cosa ho deciso di fare io e perché.
Innanzitutto mi sono accorto che quello che ho potuto stanziare negli anni scorsi non era abbastanza, e data l'occasione ci ho aggiunto i proventi indegnamente concessimi dalla mai abbastanza lodata Direzione di questa rivista. Il dono di un anno di Cassandra insomma. Poi ne ho scelto la destinazione, facendo una difficile scelta tra molte possibilità, tra associazioni che si muovono nel mondo digitale.

A qualcuno potrebbe venire un legittimo dubbio; donare ad associazioni di questo tipo e non a quelle che sfamano i bambini del terzo mondo ha un senso? Io penso di sì. Nella storia non è mai stato possibile risolvere i problemi uno alla volta, specie quelli endemici nel "genus homo" come la fame nel mondo. Se insieme alla lotta contro la fame non si fossero portate avanti anche scienza e tecnologia, il mondo sarebbe un posto molto peggiore.
Queste associazioni si propongono di aiutare gli abitanti del primo, secondo e terzo mondo a non soffrire altri tipi di fame, fame di libertà, fame di diritti civili, che per il fatto di riguardare bit non sono comunque meno importanti. Qualcuno qui, oggi, deve occuparsi anche questo, e siccome servono anche soldi mi permetto di suggerirvi come aiutarli.

La mia personale selezione tra tanti enti degni che accettano offerte in denaro ed in tempo si trova qui sotto, insieme ad una personale e sintetica motivazione ed ai link al sito ed alla pagina delle donazioni. Se avete un carta di credito od un account tipo PayPal il pagamento è semplicissimo, ma anche in caso contrario le banche o semplicemente un amico che lo faccia per voi sono soluzioni sempre possibili, quindi non scoraggiatevi.

Fateci un pensierino ed auguri di Buone Feste a voi ed ai vostri cari.

Marco Calamari

Electronic Frontier Foundation
è una storica e grande associazione americana per la difesa dei diritti civili in Rete. Ha una staff, cosa molto costosa, e proprio grazie a questo ha potuto realizzare azioni importantissime di lobby sul Parlamento americano e partecipare, come "spina nel fianco" a costose ed altrimenti semisegrete associazioni tecnologiche deleterie per i diritti civili, come ad esempio il DVB (il Trusted Computing della televisione digitale).
Credetemi, si meritano i vostri soldi, associatevi e mandateglieli qui

Wikipedia
oltre a possedere la pura bellezza di una enciclopedia libera e gratuita scritta direttamente dall'umanità, questa organizzazione è quanto di più vicino possibile ad una UNICEF della fame digitale; i loro server non stanno pero' in Rete gratis. Versare qualcosa qui alla Wikimedia Foundation è quasi un dovere.

The Tor Project
inutile parlarne ancora in questa sede, oggi sono la frontiera tecnologica delle libertà digitali; i loro programmatori, a cominciare da Nick, devono pur mangiare e se lavorano a tempo pieno su Tor qualcuno li deve sostenere. Mandare qualche soldo qui è probabilmente l'intervento più efficace a breve termine per chi desideri difendere le libertà digitali.

Il Progetto Winston Smith
essendo uno dei fondatori e non solo un simpatizzante mi vergogno un po' di includerlo nella lista. Ma gli ho dato (anche) dei soldi, e quindi ne ha diritto. In Italia ha realizzato iniziative come e-privacy ed il Big Brother Award.
Qualche soldo qui potrebbe assicurargli un futuro.

The Freenet Project
Freenet è un'altra delle frontiere digitali, in passato il top, oggi sottoposta ad una lunga e dolorosa ma molto promettente riscrittura, ormai quasi completata. Il buon Matthew, che lavora a tempo pieno per il progetto insieme a tanti altri, ha bisogno anche di pagare l'affitto. Un contributo qui servirà a sostenere lui e tutti i bravi ragazzi che ci hanno già regalato tanto.

Free Software Foundation
esatto, proprio l'associazione di quell'antipatico, trasandato americano con i capelli lunghi e dal temperamento etilista (speriamo che il fegato non lo tradisca mai). Quello lì, con la sua perseveranza al limite della maniacalità nel promuovere la forma più pura di software libero, ha cambiato il mondo e sta contribuendo a cercare di tenerlo sulla retta via. Non moltissimi se ne sono accorti. Un giorno i libri di storia lo ricorderanno, ma nel frattempo un contributo spedito qui sarà senz'altro speso bene.
In Europa abbiamo la fortuna di avere una filiale, la Free Software Foundation Europe; anche loro si meritano un aiuto.

Tutte le release di Cassandra Crossing sono disponibili a questo indirizzo
24 Commenti alla Notizia Cassandra Crossing/ Un dono (più) intelligente
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  • cioè gente, è natale e qualcuno deve per forza fare l'irritante!!!
    cavolo è natale, non rompete come al solito, l'autore scrive quel cavolo che gli pare!! se per lui è giusto donare a queste associazioni, lo scrive e nessuno si deve permettere di sostituirsi al suo cervello pensando di avere la verità assoluta

    ripeto: cavolo ormai è natale!!!!
    non+autenticato
  • - Scritto da: spannocchia tore
    > cavolo è natale, non rompete come al solito,
    > l'autore scrive quel cavolo che gli pare!!
    Ed io come lettore posso fare i commenti che mi pare. Vuoi forse impedirmelo? Le discussioni, se fatte con serenità sono l'anima di internet.

    > se per
    > lui è giusto donare a queste associazioni, lo
    > scrive

    Se per me il suo ragionamento è sbagliato, lo scrivo.

    > e nessuno si deve permettere di
    > sostituirsi al suo cervello

    E nessuno deve permettersi di sostituirsi al mio cervello, in questo. Eventualmente l'autore dell'articolo risponderà, se vuole. Calamari ha avuto la cortesia di farlo, con toni civili, esattamente come i miei. Forse un po' grezzi, ma non ostili.

    > pensando di avere la
    > verità
    > assoluta
    Vedi, il problema è che tu predichi bene la libertà di parola dell'autore e razzoli molto male pretendendo di censurare la mia. Non si tratta di verità assoluta o meno, si tratta proprio del fatto che sia io che Calamari siamo liberi di dire la nostra, e di avviare una discussione sul suo articolo, se la cosa rimane su toni accettabili per entrambi, e tu non sei nessuno, ma proprio nessuno, per venire a dire a me quello che devo o non devo permettermi, o quello che può fare o non fare Calamari. Quindi, poche chiacchiere, ciccio, se hai qualcosa di utile alla discussione dillo, sennò puoi pure evitare commenti idioti come questo.

    > ripeto: cavolo ormai è natale!!!!
    Che fortuna.
    non+autenticato
  • - Scritto da: gentiluomo
    > deve fare la reclàm
    >Sorride

    Si, ma dopo la reclàm vai a nanna eh
  • Mi sembra ovvio che il senso del titolo sia: fate una donazione ad un ente no-profit che opera per il progresso dell'umanità, dono più intelligente dell'ennesimo profumo o cellulare. Non: donare alla FSF è più intelligente di donare all'UNICEF. Ma pare che a qualcuno sia sfuggito.
    non+autenticato
  • - Scritto da: nevernow
    > Mi sembra ovvio che il senso del titolo sia: fate
    > una donazione ad un ente no-profit che opera per
    > il progresso dell'umanità, dono più intelligente
    > dell'ennesimo profumo o cellulare. Non: donare
    > alla FSF è più intelligente di donare all'UNICEF.
    > Ma pare che a qualcuno sia
    > sfuggito.

    A me pare che l'articolo non dica esattamente questo. Ma magari mi sbaglio.
    non+autenticato
  • Prima una nota di colore:

    "Un giorno i libri di storia lo ricorderanno, ma nel frattempo un contributo spedito qui sarà senz'altro speso bene. "

    Si, in una distilleria.
    -----------
    Fine sarcasmo, inizio parte seria:
    Per quale motivo donare soldi ad una di queste associazioni dovrebbe essere un dono più intelligente rispetto che a mandarle ad associazioni che cercano di combattere la fame fisica? Fare una classifica del genere mi sembra tutto tranne che intelligente.

    Fra l'altro, considerazione ad occhi chiusi: è tutto molto bello, le libertà digitali i diritti e tutto. Ma ora una piccola domanda: cosa se ne fanno i bambini del terzo mondo del tuo contributo alle libertà digitali se domani sono morti di fame o malattia?
    Te lo dico io, caro Calamari: una beneamata mazza. Avrei considerato decisamente più intelligente donare ad entrambi. Una goccia nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di gocce.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    >
    > Fra l'altro, considerazione ad occhi chiusi: è
    > tutto molto bello, le libertà digitali i diritti
    > e tutto. Ma ora una piccola domanda: cosa se ne
    > fanno i bambini del terzo mondo del tuo
    > contributo alle libertà digitali se domani sono
    > morti di fame o
    > malattia?
    > Te lo dico io, caro Calamari: una beneamata
    > mazza. Avrei considerato decisamente più
    > intelligente donare ad entrambi. Una goccia
    > nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di
    > gocce.

    Agire solo secondo l'istinto porta spesso a fare la cosa sbagliata. Agire per ragionamento e' una delle cose che distingue un bambino da un adulto responsabile. Farsi forza per agire secondo ragionamento e non secondo istinto e' quello che distingue un adulto da un genitore.

    Il 99.99% di chi dona lo fa ad associazioni tipo Unicef; pensi davvero che il restante 0.01% faccia la cosa giusta se divide a meta'?

    Ciao.   Marco
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    > Prima una nota di colore:
    >
    > "Un giorno i libri di storia lo ricorderanno, ma
    > nel frattempo un contributo spedito qui sarà
    > senz'altro speso bene.
    > "
    >
    > Si, in una distilleria.
    > -----------
    > Fine sarcasmo, inizio parte seria:
    > Per quale motivo donare soldi ad una di queste
    > associazioni dovrebbe essere un dono più
    > intelligente rispetto che a mandarle ad
    > associazioni che cercano di combattere la fame
    > fisica? Fare una classifica del genere mi sembra
    > tutto tranne che
    > intelligente.
    >
    > Fra l'altro, considerazione ad occhi chiusi: è
    > tutto molto bello, le libertà digitali i diritti
    > e tutto. Ma ora una piccola domanda: cosa se ne
    > fanno i bambini del terzo mondo del tuo
    > contributo alle libertà digitali se domani sono
    > morti di fame o
    > malattia?
    > Te lo dico io, caro Calamari: una beneamata
    > mazza. Avrei considerato decisamente più
    > intelligente donare ad entrambi. Una goccia
    > nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di
    > gocce.


    Si possono fare entrambe le cose. Non è vero che le libertà digitali non servono per risolvere la fame nel mondo. La libertà di comunicazione serve anche a quello. (Metti che un anonimo documenti con internet che i soldi destinati all'unicef o altre associazioni umanitarie in un determinato paese illiberale sono invece utilizzati per costruire armi. E se succede in Italia figurati se non succede in Africa. Con Tor può farlo.) Se vuoi aiutare i poveri diventando povero (dedicando il 100% del tuo tempo e dei tuoi soldi a loro) sei come chi, per salvare qualcuno finito nelle sabbie mobili, ci si "butta" pure lui (La solidarietà al 100% come la intendi tu è questo)
    non+autenticato
  • Blackstorm,ti stai sbagliando.
    Wikipedia fa ottima informazione medica.
    digli poco!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    [...]
    > Per quale motivo donare soldi ad una di queste
    > associazioni dovrebbe essere un dono più
    > intelligente rispetto che a mandarle ad
    > associazioni che cercano di combattere la fame
    > fisica?

    questo dove lo hai letto? nell'articolo di M. Calamari NON c'è scritto

    > Fare una classifica del genere mi sembra
    > tutto tranne che
    > intelligente.

    concordo!
    M. Calamari non l'ha fatta...
    qualcun'altro in un post sembra invece che l'abbia fatta... indovina chi?

    > Fra l'altro, considerazione ad occhi chiusi: è
    > tutto molto bello, le libertà digitali i diritti
    > e tutto. Ma ora una piccola domanda: cosa se ne
    > fanno i bambini del terzo mondo del tuo
    > contributo alle libertà digitali se domani sono
    > morti di fame o
    > malattia?

    e del tuo contributo? quanti ne salvi con il tuo?

    un esempio:
    migliaia e migliaia di persone muoiono nel mondo (Africa, India, ecc.) a causa della mancanza di cure per l'AIDS dovuta agli altissimi costi dei farmaci imposti dalle cause farmaceutiche che detengono i brevetti (la c.d. proprietà intellettuale)...
    Electronic Frontier Foundation si batte per migliorare le normative internazionali sul copyright e sui brevetti...
    su Wikipedia si possono trovare informazioni al riguardo (es. il Caso Glivec, in India)...
    quante persone potrebbero essere curate se le cose cambiassero grazie a "lotte" come queste???

    "le libertà digitali i diritti e tutto" (come li chiami tu) NON SONO SOLE COSE ASTRATTE, SONO COSE SOSTANZIALI DA CUI DIPENDONO LA VITA (E LE CONDIZIONI DI VITA) DI TUTTE LE PERSONE

    ecco cosa se ne fanno i bambini del terzo mondo del contributo alle libertà digitali: forse così domani NON ce ne saranno altri che saranno morti di fame o di malattia!

    > Te lo dico io, caro Calamari: una beneamata
    > mazza.

    sic! ma come si fa a ragionare così... terra terra...

    > Avrei considerato decisamente più
    > intelligente donare ad entrambi.

    scusa... mi puoi indicare dove, nell'articolo, M. Calamari dice di non farlo?

    > Una goccia
    > nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di
    > gocce.

    appunto... anche i "doni" suggeriti da M. Calamari sono gocce, tanto quanto le altre... e forse ancor di più

    auguri
    non+autenticato
  • Già: dove sta l'intelligenza, ma anche il sarcasmo e la parte seria?!
    Non voglio mettermi anch'io in cattedra ad insegnare per non toglierti il posto Occhiolino ma vorrei proporti solo una riflessione.
    E' difficilissimo sfamare l'umanità, prova ne sia che tantissimi bambini continuano a morire nel terzo mondo (e personalmente ci aggiungerei anche quelli che da noi meno drammaticamente NON NASCONO), ma forse aiutando "anche" (e non "solo" come hai forzatamente interpretato) le associazioni proposte da Calamari darai un contributo ai figli di quei bambini che con un po' di fortuna oggi riescono a sopravvivere.

    Auguri a tutti
  • Dunque, risposta cumulativa.
    Partiamo da Marco Calamari, che ha avuto la gentilezza di rispondermi:

    "Il 99.99% di chi dona lo fa ad associazioni tipo Unicef; pensi davvero che il restante 0.01% faccia la cosa giusta se divide a meta'?"

    Si. Perchè il fatto che tutti gli altri donino solo ad associazioni umanitarie, non è una giustificazione valida, per me, per non donare personalmente. Tutto qui.

    Passiamo ora a Giuseppe:
    "Si possono fare entrambe le cose."
    Non ho mai detto il contrario.

    "Non è vero che le libertà digitali non servono per risolvere la fame nel mondo. La libertà di comunicazione serve anche a quello. (Metti che un anonimo documenti con internet che i soldi destinati all'unicef o altre associazioni umanitarie in un determinato paese illiberale sono invece utilizzati per costruire armi. E se succede in Italia figurati se non succede in Africa. Con Tor può farlo.)"

    Non ho detto questo. Ho detto che un bambino che crepa di malaria, delle libertà digitali non se ne fa nulla. Non sto dicendo che non va donato a certe associazioni, sto solo dicendo che nella mia personale visione, bisognerebbe fare entrambe le cose. Il concetto che forse non ho chiarito è che donare ad una associazione umanitaria non è in mutua esclusione con il donare ad associazioni che si occupano di libertà digitali.

    "Se vuoi aiutare i poveri diventando povero (dedicando il 100% del tuo tempo e dei tuoi soldi a loro) sei come chi, per salvare qualcuno finito nelle sabbie mobili, ci si "butta" pure lui (La solidarietà al 100% come la intendi tu è questo)"
    Sbagliato. Non ho mai detto questo. Ti prego di non mettermi in bocca parole che non ho detto.

    Luca Astolfi fa un commento molto acuto:
    "Blackstorm,ti stai sbagliando.
    Wikipedia fa ottima informazione medica.
    digli poco!"

    Forse mi sbaglio, ma prima di permettere ai bambini e agli adulti di leggere la Wikipedia, secondo me sarebbe molto utile che loro sapessero leggere, e che imparassero l'inglese, o una lingua nella quale le informazioni sono disponibili. Poi possono benissimo applicare i consigli di wikipedia. E se magari vicino ci fosse un medico competente che può sopperire a eventuali mancanze e può effettuare medicazioni e simili (cosa che wikipedia non può fare, come è ovvio), è ancora meglio. Ripeto che non ho mai parlato di mutua esclusione delle due cose.

    E ora passiamo a CCC, che ha dato una risposta alquanto articolata:
    "> Per quale motivo donare soldi ad una di queste
    > associazioni dovrebbe essere un dono più
    > intelligente rispetto che a mandarle ad
    > associazioni che cercano di combattere la fame
    > fisica?

    questo dove lo hai letto? nell'articolo di M. Calamari NON c'è scritto"

    Forse ti è sfuggito il titolo: "Un dono (più) intelligente". In seguito l'articolo dice che ha senso donare alle associazioni che cita piuttosto che ai bambini del terzo mondo. A me l'associazione pare palese. Se a te non pare, pazienza.

    "M. Calamari non l'ha fatta...
    qualcun'altro in un post sembra invece che l'abbia fatta... indovina chi?"

    E indovina chi dovrebbe imparare a leggere bene quello che ho scritto?

    "e del tuo contributo? quanti ne salvi con il tuo?"
    Non mi pare di aver mai dato importanza al numero di bambini salvati. Quello di cui sono certo è che un bambino prima ha bisogno di essere curato e alfabetizzato, poi che gli si dia pure accesso ai contenuti digitali. Non sono contro questo, non l'ho mai detto.

    "Electronic Frontier Foundation si batte per migliorare le normative internazionali sul copyright e sui brevetti...
    su Wikipedia si possono trovare informazioni al riguardo (es. il Caso Glivec, in India)...
    quante persone potrebbero essere curate se le cose cambiassero grazie a "lotte" come queste???"

    Allora:
    -Battersi contro il diritto d'autore e i brevetti così come sono può essere condivisibile o meno, ma attento, non è detto che la modifica su alcune parti di queste normative vada ad influenzare anche i brevetti farmaceutici.

    -Attualmente il fatto che su wikipedia ci siano informazioni su queste cose, a chi sta ancora morendo di malaria non glie ne sbatte una cippa.

    ""le libertà digitali i diritti e tutto" (come li chiami tu) NON SONO SOLE COSE ASTRATTE, SONO COSE SOSTANZIALI DA CUI DIPENDONO LA VITA (E LE CONDIZIONI DI VITA) DI TUTTE LE PERSONE"

    Le libertà digitali lo sono solo nella misura in cui sono accessibili. Prima bisogna che la vita non si spenga a 5 anni per una maledetta zanzara. Poi possiamo parlare di liberta digitali e tutto il resto. E noto che oltre ad essere estremamente ostile non hai capito quello che ho scritto.

    "ecco cosa se ne fanno i bambini del terzo mondo del contributo alle libertà digitali: forse così domani NON ce ne saranno altri che saranno morti di fame o di malattia!"
    Certo. Potranno navigare su internet, e guardare la bella grafica di Wikipedia. Chi se ne frega se poi non la sanno leggere? Se continui a non cpaire quel che dico, non so che farci.

    "> Avrei considerato decisamente più
    > intelligente donare ad entrambi.
    scusa... mi puoi indicare dove, nell'articolo, M. Calamari dice di non farlo?"
    Leggilo. Magari col cervello attaccato. E poi rileggi, sempre a cervello attaccato il mio commento. Forse ti risulteranno chiare alcune piccole sottigliezze.(a toni ostili rispondo con toni ostili.)

    "> Una goccia
    > nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di
    > gocce.

    appunto... anche i "doni" suggeriti da M. Calamari sono gocce, tanto quanto le altre... e forse ancor di più"

    Certo, immagino come siano felici i bambini con la malaria di andare su wikipedia, mentre stanno morendo e non sanno nemmeno cosa vuol dire leggere. Ma sicuramente verrò frainteso. Evidentemente il fatto che due approcci non si escludano a vicenda esula da certe menti limitate.

    Infine, strappapanni:
    "Già: dove sta l'intelligenza, ma anche il sarcasmo e la parte seria?!"

    L'intelligenza sta in un commento dai toni cortesi, il sarcasmo nel fatto che Stallman è un ubriacone (invitato ad un certo convegno si è presentato sbronzo come un irlandese), la parte seria se non la vedi, problemi tuoi.

    "Non voglio mettermi anch'io in cattedra ad insegnare per non toglierti il posto ma vorrei proporti solo una riflessione."
    Non mi pare di essermi messo in cattedra.

    "E' difficilissimo sfamare l'umanità, prova ne sia che tantissimi bambini continuano a morire nel terzo mondo (e personalmente ci aggiungerei anche quelli che da noi meno drammaticamente NON NASCONO),"
    Gocce nel mare, infatti. Ne sono cosciente.

    "ma forse aiutando "anche" (e non "solo" come hai forzatamente interpretato) le associazioni proposte da Calamari darai un contributo ai figli di quei bambini che con un po' di fortuna oggi riescono a sopravvivere."

    Allora, probabilmente il mio intervento non era assolutamente chiaro. Ripeto, non ho mai parlato di mutua esclusione. Mai. Rileggere per credere.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    [...]
    > E ora passiamo a CCC, che ha dato una risposta
    > alquanto
    > articolata:
    > "> Per quale motivo donare soldi ad una di queste
    > > associazioni dovrebbe essere un dono più
    > > intelligente rispetto che a mandarle ad
    > > associazioni che cercano di combattere la fame
    > > fisica?
    >
    > questo dove lo hai letto? nell'articolo di M.
    > Calamari NON c'è
    > scritto"
    >
    > Forse ti è sfuggito il titolo: "Un dono (più)
    > intelligente". In seguito l'articolo dice che ha
    > senso donare alle associazioni che cita piuttosto
    > che ai bambini del terzo mondo. A me
    > l'associazione pare palese. Se a te non pare,
    > pazienza.

    mah... Calamari rifletteva più che altro fra se e se... e nel "più intelligente" il più è fra parentesi...
    inoltre NON dice di donare SOLO alle associazioni pro libertà digitali (cito): "Se insieme alla lotta contro la fame non si fossero portate avanti anche scienza e tecnologia, il mondo sarebbe un posto molto peggiore."

    > "M. Calamari non l'ha fatta...
    > qualcun'altro in un post sembra invece che
    > l'abbia fatta... indovina
    > chi?"
    >
    > E indovina chi dovrebbe imparare a leggere bene
    > quello che ho
    > scritto?

    ho letto bene quello che hai scritto (cito):
    "Avrei considerato decisamente più intelligente donare ad entrambi."

    e ora rileggi la citazione precedente di Calamari...

    > "e del tuo contributo? quanti ne salvi con il
    > tuo?"
    > Non mi pare di aver mai dato importanza al numero
    > di bambini salvati. Quello di cui sono certo è
    > che un bambino prima ha bisogno di essere curato
    > e alfabetizzato, poi che gli si dia pure accesso
    > ai contenuti digitali. Non sono contro questo,
    > non l'ho mai
    > detto.

    forse non hai colto il senso del donare alle associazioni pro libertà digitali: non si tratta di aiutare i bimbi del c.d. terzo mondo ad avere accesso alle libertà digitali MA di aiutare queste associazioni affinché aiutino tutti NOI a godere delle libertà digitali ovvero ad essere informati ovvero a sapere come e perché quei bimbi soffrono e muoiono...
    questo è il pre-requisito per poter fare qualcosa: se nessuno sa cosa succede che so, in Birmania, perché le informazioni (che oggi sono "digitali") ci vengono negate o limitate o taroccate, pensi che si possa fare qualcosa?

    > "Electronic Frontier Foundation si batte per
    > migliorare le normative internazionali sul
    > copyright e sui
    > brevetti...
    > su Wikipedia si possono trovare informazioni al
    > riguardo (es. il Caso Glivec, in
    > India)...
    > quante persone potrebbero essere curate se le
    > cose cambiassero grazie a "lotte" come
    > queste???"
    >
    > Allora:
    > -Battersi contro il diritto d'autore e i brevetti
    > così come sono può essere condivisibile o meno,
    > ma attento, non è detto che la modifica su alcune
    > parti di queste normative vada ad influenzare
    > anche i brevetti
    > farmaceutici.

    non è detto ma lo scopo è anche e soprattutto questo

    > -Attualmente il fatto che su wikipedia ci siano
    > informazioni su queste cose, a chi sta ancora
    > morendo di malaria non glie ne sbatte una
    > cippa.

    verissimo: ma se non lo sa nessuno (perché le libertà digitali ci sono negate) chi ci va a curarli?

    lo capisci il senso dell'articolo?

    > ""le libertà digitali i diritti e tutto" (come li
    > chiami tu) NON SONO SOLE COSE ASTRATTE, SONO COSE
    > SOSTANZIALI DA CUI DIPENDONO LA VITA (E LE
    > CONDIZIONI DI VITA) DI TUTTE LE
    > PERSONE"
    >
    > Le libertà digitali lo sono solo nella misura in
    > cui sono accessibili.

    ma che significa???
    cosa vuol dire che "libertà accessibili" ?
    mi sa che confondi la/le libertà con la/le tecnologie...

    >Prima bisogna che la vita
    > non si spenga a 5 anni per una maledetta zanzara.
    > Poi possiamo parlare di liberta digitali e tutto
    > il resto.

    ripeto: le libertà digitali di cui parla Calamari non sono riferite ai bambini che muoiono di malaria...
    sono invece le libertà digitali che permettono a NOI di sapere come e perché quei bambini muoiono e di agire (se vogliamo) di conseguenza

    >E noto che oltre ad essere estremamente
    > ostile non hai capito quello che ho
    > scritto.

    sono ostile perché il tuo post era abbastanza ostile (polemico, un po' spocchioso e supponente, anche volgare nel finale) e perché secondo me sei tu che non hai capito né l'articolo di Calamari né quello che ho scritto...
    e mi fa rabbia che non si colga il punto e l'importanza di quanto detto nell'articolo...

    cmq... mi scuso per la "ostilità"...
    non mi interessa fare polemiche inutili né essere aggressivo, soprattutto con chi, come te, credo abbia un atteggiamento costruttivo

    > "ecco cosa se ne fanno i bambini del terzo mondo
    > del contributo alle libertà digitali: forse così
    > domani NON ce ne saranno altri che saranno morti
    > di fame o di
    > malattia!"
    > Certo. Potranno navigare su internet, e guardare
    > la bella grafica di Wikipedia. Chi se ne frega se
    > poi non la sanno leggere? Se continui a non
    > cpaire quel che dico, non so che
    > farci.

    neppure io...
    come già detto, il senso è completamente diverso: le libertà digitali di cui si parla non sono l'accesso a internet dei bambini africani...

    > "> Avrei considerato decisamente più
    > > intelligente donare ad entrambi.
    > scusa... mi puoi indicare dove, nell'articolo, M.
    > Calamari dice di non
    > farlo?"
    > Leggilo. Magari col cervello attaccato. E poi
    > rileggi, sempre a cervello attaccato il mio
    > commento. Forse ti risulteranno chiare alcune
    > piccole sottigliezze.(a toni ostili rispondo con
    > toni
    > ostili.)

    cito nuovamente Calamari:
    "Se insieme alla lotta contro la fame non si fossero portate avanti anche scienza e tecnologia, il mondo sarebbe un posto molto peggiore." che mi pare chiaro e lineare, senza sottigliezze o sottintesi...

    se invece ce ne sono nella tua risposta, scusa ma non ho voglia di andarli a cercare né credo che l'argomento "meriti" di essere trattato per "sottigliezze"

    > "> Una goccia
    > > nell'oceano magari, ma l'oceano è fatto di
    > > gocce.
    >
    > appunto... anche i "doni" suggeriti da M.
    > Calamari sono gocce, tanto quanto le altre... e
    > forse ancor di
    > più"
    >
    > Certo, immagino come siano felici i bambini con
    > la malaria di andare su wikipedia, mentre stanno
    > morendo e non sanno nemmeno cosa vuol dire
    > leggere. Ma sicuramente verrò frainteso.

    no... quello che dici è chiaro
    solo che non c'entra nulla con l'articolo di Calamari

    > Evidentemente il fatto che due approcci non si
    > escludano a vicenda esula da certe menti
    > limitate.

    non ti seguo: dato che questo è esattamente ciò che dice Calamari (che ho già citato 2 volte al riguardo) proprio non capisco perché ti ostini con questa tua precisazione...

    è questo, principalmente, che non si capisce del tuo post: te la prendi con Calamari (e con me) perché dici che escude i due approcci che invece indica esplicitamente! boh...

    ciao
    buon 2008
    non+autenticato
  • - Scritto da: CCC
    > - Scritto da: Blackstorm
    > >
    > > Forse ti è sfuggito il titolo: "Un dono (più)
    > > intelligente". In seguito l'articolo dice che ha
    > > senso donare alle associazioni che cita
    > piuttosto
    > > che ai bambini del terzo mondo. A me
    > > l'associazione pare palese. Se a te non pare,
    > > pazienza.
    >
    > mah... Calamari rifletteva più che altro fra se e
    > se... e nel "più intelligente" il più è fra
    > parentesi...
    > inoltre NON dice di donare SOLO alle associazioni
    > pro libertà digitali (cito): "Se
    > insieme alla lotta contro la fame non si
    > fossero portate avanti anche scienza e
    > tecnologia, il mondo sarebbe un posto molto
    > peggiore."


    Personalmente, leggendo l'articolo mi è sembrato che il senso fosse un altro. Tant'è che anche nella sua risposta al mio commento Calamari ha detto:
    Il 99.99% di chi dona lo fa ad associazioni tipo Unicef; pensi davvero che il restante 0.01% faccia la cosa giusta se divide a meta'?

    Questo vuol dire, e correggimi se sbaglio, che lui considera il donare ad entrambe le parti meno "giusto" (notare le virgolette) che donare solo ad una delle due tipologie...

    >ho letto bene quello che hai scritto (cito):
    >"Avrei considerato decisamente più intelligente donare ad >entrambi."
    >e ora rileggi la citazione precedente di Calamari...

    Credo che ci sia stato un fraintendimento: quello su cui ho puntato il dito è stato il fatto che Calamari, di suo, e per sua ammissione ha donato interamente ad associazioni di tipo tecnologico. Cosa che personalmente non condivido, a prescindere da quanti donano all'una o all'altra.

    >ma che significa???
    >cosa vuol dire che "libertà accessibili" ?
    >mi sa che confondi la/le libertà con la/le tecnologie...

    Libertà accessibili nel senso non solo della tecnologia, ma dell'accessibilità ai diritti digitali. Se io non ho accesso a wikipedia, o cmq ad una macchina con connettività, evidentemente non me ne faccio nulla di avere la libertà di leggermi il sorgente di un software, per fare un esempio...

    >sono ostile perché il tuo post era abbastanza ostile >(polemico, un po' spocchioso e supponente, anche volgare >nel finale)
    Non era mia intenzione. Di solito scrivo sotto l'impulso del momento, e divento un po' passionale, ma ti assicuro che non c'era nessuna intenzione se non quella di avere un chiarimento.

    >e perché secondo me sei tu che non hai capito né >l'articolo di Calamari né quello che ho scritto...
    >e mi fa rabbia che non si colga il punto e l'importanza di >quanto detto nell'articolo...

    Allora ci siamo fraintesi, evidentemente. Io ho colto benissimo il punto, solo che vorrei capire in che modo questo sia più o meno "giusto" rispetto a donare ad entrambe le tipologie di associazioni.

    >non ti seguo: dato che questo è esattamente ciò che dice >Calamari (che ho già citato 2 volte al riguardo) proprio >non capisco perché ti ostini con questa tua >precisazione...
    >è questo, principalmente, che non si capisce del tuo post: >te la prendi con Calamari (e con me) perché dici che >escude i due approcci che invece indica esplicitamente! >boh...

    Cerco di essere più chiaro: nonostante Calamari abbia detto chiaramente che non si escludono a vicenda, lui ha deciso di fare donazioni solo alle associazioni di tipo "digitale" (passami il termine), chiamandolo un dono (più) intelligente. Che il termine sia fra parentesi, non cambia il significato, per me. E' questo che mi dà fastidio, il fatto che il tono dell'articolo sembri dare più importanza ad una delle due tipologie.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Blackstorm
    > - Scritto da: CCC
    > > - Scritto da: Blackstorm
    [...]
    > Credo che ci sia stato un fraintendimento: quello
    > su cui ho puntato il dito è stato il fatto che
    > Calamari, di suo, e per sua ammissione ha donato
    > interamente ad associazioni di tipo tecnologico.
    > Cosa che personalmente non condivido, a
    > prescindere da quanti donano all'una o
    > all'altra.

    per come lo ha fatto e motivato io personalmente invece condivido...

    in ogni caso è una sua libera scelta no?

    > >ma che significa???
    > >cosa vuol dire che "libertà accessibili" ?
    > >mi sa che confondi la/le libertà con la/le
    > tecnologie...
    >
    > Libertà accessibili nel senso non solo della
    > tecnologia, ma dell'accessibilità ai diritti
    > digitali. Se io non ho accesso a wikipedia, o cmq
    > ad una macchina con connettività, evidentemente
    > non me ne faccio nulla di avere la libertà di
    > leggermi il sorgente di un software, per fare un
    > esempio...

    ok... capito il senso...
    anche se, scusa se te lo dico francamente, non mi pare c'entri molto con l'articolo in cui si parlava di dette libertà in generale e, al più, con riferimento a noi (e non ai bambini del c.d. terzo mondo)

    [...]
    > Allora ci siamo fraintesi, evidentemente. Io ho
    > colto benissimo il punto, solo che vorrei capire
    > in che modo questo sia più o meno "giusto"
    > rispetto a donare ad entrambe le tipologie di
    > associazioni.
    >
    > >non ti seguo: dato che questo è esattamente ciò
    > che dice >Calamari (che ho già citato 2 volte al
    > riguardo) proprio >non capisco perché ti ostini
    > con questa tua
    > >precisazione...
    > >è questo, principalmente, che non si capisce del
    > tuo post: >te la prendi con Calamari (e con me)
    > perché dici che >escude i due approcci che invece
    > indica esplicitamente!
    > >boh...
    >
    > Cerco di essere più chiaro: nonostante Calamari
    > abbia detto chiaramente che non si escludono a
    > vicenda, lui ha deciso di fare donazioni solo
    > alle associazioni di tipo "digitale" (passami il
    > termine), chiamandolo un dono (più) intelligente.
    > Che il termine sia fra parentesi, non cambia il
    > significato, per me. E' questo che mi dà
    > fastidio, il fatto che il tono dell'articolo
    > sembri dare più importanza ad una delle due
    > tipologie.

    non credo che Calamari volesse dare più importanza a una tipologia in generale piuttosto che all'altra...

    dal suo post di risposta:
    "l 99.99% di chi dona lo fa ad associazioni tipo Unicef; pensi davvero che il restante 0.01% faccia la cosa giusta se divide a meta'?"
    mi pare si capisca chiaramente cosa intenda e cioé che, posto che il 99,99% dona ad associazioni tipo unicef, dividere a metà il restante 0.01% non cambia nulla rispetto all'unicef (il mio 0.005% rispetto a tutto il resto che va all'Unicef è praticamente nulla) mentre cambia eccome rispetto alle altre associazioni (che ricevono ben poche donazioni e per le quali uno 0.005% in più fa la differenza...)
    non+autenticato
  • approffitto per far i complimenti al miglior articolo della giornata.

    come mai solo 4 commenti in croce?
    non+autenticato
  • Perchè in tanti preferiscono trollare,altri invece preferiscono parlare solo di diritti senza riconoscere i propri doveri pensando che è tutto loro dovuto senza nessuno sforzo...
    non+autenticato
  • a malincuore mi tocca quotare.
    Che amarezza...
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