Gaia Bottà

Realtà aumentata, il futuro secondo Intel

Il CEO del chipmaker si presenta al pubblico del CES in mezzo a concerti virtuali e dichiarazioni di principio. Tutto passa per dispositivi sempre più piccoli e per connessioni ubique

Las Vegas - È il turno di Paul Otellini sotto i riflettori del Consumer Electronic Show, l'evento che raduna a Las Vegas i principali player dell'industria di settore. Il presidente e CEO di Intel ha fatto la sua entrata in scena con una dichiarazione ad effetto: "È il momento di reinventare l'elettronica di consumo e l'intrattenimento, un'opportunità che non si presentava all'industria dai tempi dell'introduzione della televisione".

Otellini al CESSarà un'opportunità che fa perno sulla rete, su una Internet sempre più "personale", pronta a servire l'individuo in maniera flessibile, dinamica e proattiva, capace di accompagnare le persone in una realtà aumentata fatta di servizi, di intrattenimento, di socialità.

Un esempio? Otellini ha presentato la demo di un dispositivo internet da utilizzare in mobilità: combinando tecnologie per il riconoscimento delle immagini, sistemi di posizionamento, potendo fruire di una connessione permanente alla rete, l'individuo potrà godere di stratificazioni di dati in grado di spiegare la realtà, di consentirgli di interagire con essa.
Ma il percorso per mettere a disposizione questo tipo di strumenti su un mercato in costante crescita è irto di ostacoli ancora da superare. Sarà necessario concentrarsi sulla produzioni di dispositivi sempre più piccoli e capaci di garantire prestazioni sempre più elevate, arginando i problemi legati ai consumi e alla dispersione di energia. Una questione a cui Intel dedica da tempo interesse e risorse, anche in vista dell'integrazione su un solo chip di un numero sempre più elevato di funzionalità accessorie: si partirà con Canmore, un chip che dalla seconda metà dell'anno animerà tv e set top box per fornire agli utenti un'esperienza di intrattenimento che integrerà internet e servizi tradizionali.

Il secondo ostacolo? Ottenere connessioni ubique e permanenti è una questione ancora da risolvere. Intel da tempo preme per la soluzione WiMax: entro la fine dell'anno, ha previsto il CEO del colosso di Santa Clara, raggiungerà 150 milioni di utenti, 250 milioni entro la fine del 2010. Un presupposto indispensabile per fruire di quelli che Otellini definisce Mobile Internet Device, strumenti capaci di garantire una convergenza realmente centrata sull'individuo.

Ma per muovere verso una realtà di informazioni in rete capaci di permeare la vita delle persone, Otellini concorda con Bill Gates: sarà necessario mettere a punto delle interfacce sempre più naturali, lavorando a tecnologie che trasformeranno il modo in cui le persone interagiscono con le macchine e con l'informazione.

La prima jam session virtuale


Gli effetti speciali sono riservati al gran finale: Otellini sfodera un esempio in tempo reale. Chiama sul palco il frontman degli Smash Mouth Steve Harwell e orchestra la prima jam session virtuale del mondo con il contributo di eJamming AUDiiO, che ha permesso ai musicisti di suonare contemporaneamente in una sala di registrazione virtuale, distribuita e connessa in rete, e di BigStage, che ha trasformato gli Smash Mouth in avatar tridimensionali animati da Organic Motion sul palco di pixel allestito da Virtual Heroes. Un assaggio della Internet personale, una anticipazione delle opportunità che Otellini invita a cogliere.

Gaia Bottà
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