Giuseppe Cubasia

ITer di carriera

di Giuseppe Cubasia - Quanti modi ci sono per fare carriera? Perché le librerie sono piene di volumi sull'argomento? E cosa può fare un lavoratore IT? Alcune considerazioni e qualche dritta

Roma - Quali sono le azioni che si devono intraprendere e quali i talenti che si dovrebbero possedere per fare carriera nell'IT? Esiste un modello da seguire per realizzarsi? L'agenzia Jobsintown.de (una delle maggiori agenzie per il collocamento al lavoro della Germania) con un'immagine provocatoria (vedi qui sotto) denuncia il metodo universalmente praticato e maggiormente conosciuto, e ricorda anche che esistono modi migliori di far carriera.

the ass-kisser project


Ma quali sono questi modi? E soprattutto, sono applicabili alla nostra realtà ICT italiana?
Esaminiamo la situazione.
L'ICT è in fortissima ascesa, come conferma l'ultimo rapporto Istat, oltre il 90% delle imprese italiane è informatizzato ed un dipendente su 3 usa il computer. Inoltre stando ai dati raccolti da Almalaurea sulla percentuale di laureati dopo un anno dalla laurea, si nota che oltre 50% dei laureati in materie scientifiche sono già entrati nel mondo del lavoro. Questi due dati confermano quanto detto prima, e cioè che avere un titolo accademico, meglio se specializzato, è una garanzia di sicura occupazione. È poi cosa risaputa che 1/3 degli annunci di lavoro riguarda il settore ICT, come citato dal Sole.

Se poi quest'occupazione porti poi anche a dei guadagni ragguardevoli è tutto da verificare.
L'articolo di PI ed i due articoli di Dario Banfi ci dicono che la professione dell'Informatico nel nostro paese è tra le meno retribuite d'Europa.

Entrare nel mondo del lavoro non è difficile per una figura informatica, il difficile viene dopo, come far riconoscere il proprio talento.

Jean de La Bruyère, nato nel 1645, diceva che non vi sono che due modi per fare carriera: o grazie alla propria ingegnosità o grazie all'imbecillità altrui.

A questo proposito Francesco Varanini esperto di comunicazione e di organizzazione del personale nel 2000 scriveva un articolo sulle Skill per fare carriera, ponendosi la domanda: ma come ha fatto a fare carriera quello lì?
Riporto qui un passo significativo dell'articolo: "... l'attenzione smodata alla propria carriera si manifesta in persone dotate, assolutamente in grado di affermarsi a partire dai propri talenti. È vero, ma questa verità non sconferma la tesi che qui sosteniamo. Il fatto è che con i propri talenti è difficile convivere. Impostare su questi la propria affermazione è oneroso. I talenti esigono lavoro, vanno coltivati, fatti fruttare. E poi vanno imposti in un contesto presumibilmente dominato da persone prive di talenti, che appunto costruiscono la propria affermazione sull'autoconvinzione che i talenti non sono necessari per affermarsi. Chi è dotato di talenti troverà così comodo o rintanarsi nel suo cantuccio, rinunciando ad entrare in competizione, alimentando il proprio equilibrio attraverso la lamentela: "sono qui nell'angolo perché nessuno capisce il mio valore". Oppure troverà comodo accettare le regole del facile gioco dell'atteggiamento arrogante: la moneta cattiva scaccia quella buona, i talenti resteranno nel cassetto, e la gara si giocherà attorno alla capacità di sgomitare e di mettere in cattiva luce l'altro."

Ritengo importante sottolineare come Varanini ci confermi che la frase citata da de La Bruyère è di grande attualità. Esistono realmente delle regole per poter far carriera sia in modo positivo, facendo emergere il proprio talento, sia invece mettendosi in buona luce. Riprenderò dopo questo ultimo concetto.

D'altro canto la grande quantità di libri che si trovano in commercio sull'argomento ne è la conferma. Si va dall'ambizioso titolo del solito esperto americano How to Become a CEO di Jeffrey J. Fox, tradotto in italiano in 75 modi per fare carriera, al più italiano Come fare carriera nelle aziende dell'era digitale. Manuale scandaloso di management, di Pier Giorgio Pernotto, solo per citare 2 dei 100 titoli che si promuovono come la Bibbia da seguire per la perfetta riuscita della Vostra carriera. Non mancano a proposito anche i consigli spiccioli di saggezza popolare come le famosissime lezioni del corvo.

Quel che è sicuro è che, per chi ha talento ed idee, un ambiente di lavoro stimolante è di certo il miglior modo di avere delle possibilità per emergere.

Lauro Venturi, amministratore delegato di Siaer, counselor e coach, cita un esempio di ambiente stimolante in un suo intervento al convegno sulle risorse umane e non umane tenuto a Milano nello scorso ottobre. Venturi cosi descrive l'ottima azienda: "Un buon ambiente di lavoro nel quale, oltre ad uno stipendio adeguato, ci sia la possibilità di imparare continuamente cose nuove e di essere valutati in modo chiaro. Troppo spesso si predica che le persone, nell'economia della conoscenza, sono la risorsa più importante e poi a loro si dedica un decimo del tempo riservato alla valutazione di una nuova tecnologia o di un nuovo segmento di mercato".
In pratica, avere un buon capo ed esercitare l'intelligenza emotiva sono dei fondamentali presupposti per lavorare proficuamente. A questo proposito voglio segnalare due libri che ritengo fondamentali, sia dal punto di vista professionale sia dal punto di vista umano per capire bene a cosa mi riferisco, entrambi di Daniel Goleman: "Essere Leader" ed "Intelligenza Emotiva".

Ricercando questi valori tra le aziende segnalate nella classifica delle migliori in Italia da Great Place to work vediamo che vi sono solo due aziende di Software ed inoltre sono anche straniere.

È un dato che fa riflettere.
Avere talento non è condizione necessaria e sufficiente per emergere qui in Italia, ovvero i talenti vi sono, ma mancano le ditte che permettano loro di emergere?
Mancano dei dati certi su questo e sono anche di difficile reperimento. Infatti per poter rispondere occorrerebbe un'analisi all'interno delle aziende, che in genere sono restie a questo tipo di azioni i cui effetti non sono sempre prevedibili in termini di ritorno d'immagine.

Riprendendo invece il tema sulla Visibilità (il mettersi in Buona Luce) segnalo l'esempio citato da un anonimo blogger per indicare un preciso parametro che permette di valutare il successo personale in azienda. Riporto qui la parte centrale del suo intervento: "In ogni grande azienda, dare visibilità al proprio lavoro è fondamentale. Non importa se siete incompetenti, se siete dei super professionisti, se siete gli esperti mondiali di una materia, se siete manager, se siete gli ultimi della catena gerarchica. Se non date visibilità al vostro lavoro, siete FOTTUTI!"

Il miglior modo per me di sintetizzare il significato del concetto Visibilità è nel motto:
"I camerieri del Papa sono Principi". Non è infatti il tipo di lavoro che fate che vi qualifica, ma per chi lavorate!

Se fate una perfetta presentazione o lavoro per il Vostro cliente vi dirà al massimo bravo, ma se lo fate per il Vostro Dirigente (o Ceo) ne avrete maggiore Visibilità (con quel che ne comporta).
Ovviamente poi il lavoro va realizzato, ma per quello ci sono i Bravi Informatici, quelli che non hanno Visibilità, ma che poi alla fine risolvono.

Se iniziate la Vostra carriera dal basso, come ottimo tecnico esperto di soluzioni, ben difficilmente poi riuscirete ad essere visibile al Top Management.

Se non riuscite già dall'inizio ad affiancarvi ad un Mentor di alto livello, è meglio iniziare dall'alto la propria carriera in una start-up (o da un settore IT piccolo, ma in espansione, e quindi d'alto interesse in una grande azienda). In questo modo conquisterete da subito una posizione di Visibilità che crescendo manterrete, anche cambiato lavoro in una ditta con maggiori opportunità professionali.

Alla fine poi si cresce perché l'azienda cresce, o perché il Vostro capo cambia lavoro.
Dopo qualche progetto ben riuscito la Vostra visibilità ed affidabilità si consoliderà ed a questo punto vi basterà non sbagliare per tenervi saldamente la posizione conquistata.

Il discorso è assolutamente diverso se andate all'estero. Lì è possibile mettere in pratica le Vostre idee e sperimentare il Vostro potenziale, anche da giovanissimi e con scarse mezzi, grazie ad un diverso sistema paese.
In certi paesi una persona di talento è messa sempre nella possibilità di dimostrare che cosa sa fare e cosa può portare in azienda, perché, specie nell'IT, sono le persone e la loro conoscenza ed idee il patrimonio più grande che un'azienda possiede. E si usa un solo parametro per tutti: la capacità di generare Business.

Un'ultima considerazione: qualsiasi cosa vogliate fare per realizzarvi fatela adesso, fatela ora, prima dei 35 anni se possibile. Una delle mie frasi preferite è: "Non esistono grandi uomini, solo grandi ambizioni", ed io aggiungo "realizzate da qualcuno che si è alzato dalla sedia per realizzarle" !

Giuseppe Cubasia
Cubasia blog

I precedenti interventi di G.C. sono disponibili a questo indirizzo
77 Commenti alla Notizia ITer di carriera
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  • Ah si si possono leggere tanti libri, si puo' anche dare visibilita' al proprio lavoro.
    Il problema dopo parecchi TEMPO all'estero e' una sola, triste brutta ma la sacrosanta verita':
    In italia di veri INFORMATICI ce ne saranno si e no al massimo 200-300 il resto e' carne da ciappi.
    Caro Giuseppe, ma non ti sei reso conto che nei ced, presso i grossi clienti, ci sono sempre le stesse persone?
    Sai perche'? Perche' sono le uniche che i problemi possono risolverli e non aggiungerne altri.
    Parliamoci chiaro Giuseppe, il livello medio dei tecnici in Italia fa schifo, ci sono pochi eccellenti e tanta gente che potrebbe fare benissimo da concime.
    ah quelli bravi ci sono, anche i geni, ma alla fine non si accontentano, non si mettono nel cantuccio, arrivano al limite della sopportazione, prendono le valigie e in italia (come giusto che sia non tornano piu')
    il resto e' tutte chiacchere e distintivo.
    Io sono questo, io sono quell'altro, ma davanti ad un problema serio, strillano come scimmie guardando quel terminale con lo sguardo perso nel vuoto, aspettando uno di quei 200 o 300 sparsi venga mosso a pieta' o spostato a forza a risolvere il problema al resto delle mezze calzette che infestano il nostro settore.
    I livello medio ripeto FA SCHIFO.
    Cercarli qui? seeeeee, a parte pochi illuminati, hai letto che commenti? io a questa gente nemmeno un cavo ethernet gli farei attaccare, figuriamoci a fargli fare i lavori seri.
    In ultima analisi, quelli bravi si conoscono tutti, gli altri? concime.
    Il professionista e colui che fa tale lavoro da parecchio tempo e a livelli alti.
    Molti non se ne vanno dall'italia anche perche' dopo cinque minuti all'estero sarebbero rispediti a calcioni nel culo nella penisola. Ecco la verita'.
    C'e' chi non puo', ma c'e' chi (tanti troppi) non vuole perche' sa in fondo di non valere assolutamente nulla.
    Geek si nasce non si diventa e modestamente quei trecento "lo nacquero" il resto, che si fotta.
    non+autenticato
  • Esiste un mondo fantastico. Un mondo dove vivono persone corrette che si aiutano a vicenda, dove in maniera oggettiva si valuta chi realmente apporta dei benefici, e dove chi dirige sa scegliere i propri collaboratori in base alla regola: scegliamo il migliore per il lavoro migliore.
    Dove chi parla e basta è puntualmente sputtanato e dove chi paga sa per cosa paga. Nel mondo fantastico l'economia è vincente e la politica è onesta.

    PECCATO che cosi non sia...
    Lo so io, lo sapete vopi. il rsto è fuffa
  • - Scritto da: Giuseppe Cubasia
    > Esiste un mondo fantastico. Un mondo dove vivono
    > persone corrette che si aiutano a vicenda, dove
    > in maniera oggettiva si valuta chi realmente
    > apporta dei benefici, e dove chi dirige sa
    > scegliere i propri collaboratori in base alla
    > regola: scegliamo il migliore per il lavoro
    > migliore.
    > Dove chi parla e basta è puntualmente sputtanato
    > e dove chi paga sa per cosa paga. Nel mondo
    > fantastico l'economia è vincente e la politica è
    > onesta.
    >
    > PECCATO che cosi non sia...
    > Lo so io, lo sapete voi. il resto è fuffa

    non si pretende di cambiare il mondo, ma almeno di associarsi per difendere i propri di diritti si, per convenienza, mica per ideale, magari sfruttando la rete, se fossimo in abbastanza sarebbero i sindacati a darci considerazione...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Giuseppe Cubasia
    > Esiste un mondo fantastico. Un mondo dove vivono
    > persone corrette che si aiutano a vicenda, dove
    > in maniera oggettiva si valuta chi realmente
    > apporta dei benefici, e dove chi dirige sa
    > scegliere i propri collaboratori in base alla
    > regola: scegliamo il migliore per il lavoro
    > migliore.
    > Dove chi parla e basta è puntualmente sputtanato
    > e dove chi paga sa per cosa paga. Nel mondo
    > fantastico l'economia è vincente e la politica è
    > onesta.
    >
    > PECCATO che cosi non sia...
    > Lo so io, lo sapete vopi. il rsto è fuffa


    giuseppe si aiutano quelli che valgono (tra di loro) quelli che non aiutano e perche' non sanno di valere un cacchio, e come fanno ad aiutarti se nemmeno loro dopo tutti questi anni c'hanno mai capito una cippa?
    e' ovvio che vivano costantemente con il braccio davanti alla tastiera (come alle elementari) perche' quel poco che nelle loro teste vuote e' entrato cercano di tenerselo il piu' possibile, sperando di continuare a cavarsela. Quelli bravi si aiutano, perche' sanno di valere e sanno anche che nessuno mettera' mai in discussione quello che fanno e come lo fanno.
    L'elite appunto. Il resto come ti ho detto si fotta. il nostro e' un paese di pochi informatici e di tanti cialtroni.
    Nella mia personale esperienza ho conosciuto persone che hanno cambiato la storia dell'informatica (inventori di chiavi di criptazione, sistemi operativi, linguaggi di programmazione) e tutta gente alla mano? E sai perche' perche' non si preoccupano di quello che pensano gli altri perche' sanno di valere.
    Quelli che si rintanano, sono dei poveretti destinati prima o poi a vendere la pizza al taglio.
    ciao
    non+autenticato
  • A mio parere le strategie che portano ad atteggiamenti aggressivi nei confronti del posto di lavoro, di colleghi, o dei superiori non sono affatto vincenti. Possono esserlo a breve termine, ma mai a medio lungo termine.

    1) Crescete insieme ai vostri colleghi. Se avete appreso qualcosa di nuovo, comunicatelo, non c'è nulla da nascondere, sono segreti di pulcinella. Confrontatevi invece sulle strategie per affrontare un progetto.

    2) Se vedete un collega in difficoltà dategli una mano vigorosa se potete

    3) Se vi sentite in difficoltà chiedete aiuto ai vostri colleghi, chiedete pareri al vostro superiore su come poter affrontare la situazione.

    4) Evitate guerre di religione sulle tecnologie, quelle che danno risultati veloci e più prestanti sono le migliori e si scelgono da sole con il tempo. E con il tempo poi cambieranno, ma sempre codice rimane.

    5) Affrontate ogni situazione, dal mettere a posto una workstation ad un progetto di identity management fino al rifacimento di un ERP sempre dall'altro, parlando di compiti e ruoli e cercando di identificare le criticità coinvolgendo tutti i membri del vostro team, chiedendo e ascoltanto, facilitate anche la comunicazione e non cercate di essere leader per forza. Non anteponete mai la tecnologia all'organizzazione e non chiamate l'organizzazione Analisi.

    6) Evitate di affrontare un progetto partendo subito da diagrammi di GANTT, flowchart, UML e altro. Quegli schemi si fanno quando l'idea è chiara nella testa, e non c'è nulla di migliore del linguaggio naturale (discusso con tutti) per arrivare velocemente alla definizione di una buona strategia. Gli schemi li farete fare ad un membro del team il cui ruolo sia quello di documentare il tutto, questo membro non è il team leader, è un ruolo che dovrebbe ciclare tra i vari membri del team.

    7) Per i teal leader, o project manager o i Dirigenti IT: Coinvolgete le vostre risorse, tutte, non date mai per scontato nulla di un progetto, fate anche le domande più banali, coinvolgete tutti. Non consideratevi i Capi Caporali, il vostro ruolo è coordinare, favorire e condividere lo scambio delle informazioni, state attenti ad imporre regole troppo ferree, ricordatevi le che le tolleranze sono una componente normale di ogni aspetto umano e di ogni fenomeno fisico.

    8) Non ostinatevi a fare tutto da soli, pensate bene al progetto e concentratevi sul core di esso, cercate componenti che possano unite al vostro core portarvi al risultato finale.

    9) Non andate ad oltranza, avete bisogno di riposo ogni giorno, trovatevi un hobby o un impegno che usciti dal lavoro vi faccia cambiare totalmente contesto. Affrontate l'hobby non come affrontate il lavoro, stimolatevi cercando e provando altri modi di procedere e di vedere le cose.

    10) Se qualcuno vi etichetta come precisi, o come poco precisi, fate in modo da staccarvi subito l'etichetta di dosso, e non affibiatene nemmeno voi. Fate parte di un ambiente che per essere stimolante ha bisogno anche del vostro stimolo a migliorarlo, sia professionalmente che umanamente.


    Bene, ecco le mie dieci regole, se poi non bastasse a fare una carriera strepitosa, bè, almeno potrete sempre dire di esservi divertiti e mantenere un buon ricordo del tempo andato. La qualità di vista, il vero benessere si misura dentro di se, i soldi oltre una certa soglia minima di dignità e partecipazione sociale vogliono dire davvero poco.

    Distinti Saluti

    Claudio RubensOcchiolino
    non+autenticato
  • Applausi
    non+autenticato
  • Ci si dimentica sempre che prima del proprio mestiere e prima del proprio lavoro si ha una dignità da difendere.
    Pensare così tanto a come fottere il resto del mondo è tipico delgi informatici, è tipico trovare in questo settore gente che conosce una istruzione in più e pare custodisca il Santo Graal.
    Palloni gonfiati, questo è panorama dell'informatico professionista italiano, gente che quando incontra uno che palesemente non ne sa se ne approfitta, gente che quando incontra uno che ne sa cerca subito di dimostrare al resto del mondo che le sue soluzioni sono le migliori.
    Questa non è creatività, nei miei dieci anni di esperienza ho potuto notare come i veri sfigati sono gli informatici, e più ne sanno e più sono sfigati. Non i manager.
    Dopotutto basta prendere una qualunque persona, fargli un pò di formazione e dopo 6 mesi si ha un programmatore!
    Ma dove sta la complessità dico io? Sono istruzioni messe in fila una dietro l'altra, altro che arte! Altro che creatività! Gli italiani informatici non hanno successo, nè in Italia nè all'estero, manca la progettualità, quella crea vera innovazione, le idee, metterle poi in codice è qualcosa che possono fare in tanti, e non è arte.
    Sbagliate, pensare di essere dei Leonardo Da Vinci quando è un settore dove non c'è spazio per essere tali.
    I veri Leonardo Da Vinci sono altri, Jobs, Gates e compagnia cantando, chi crea un business, qualcosa che attrae l'attenzione del mondo è un Leonardo, gli altri sono solo bravi artigiani e basta, e non mi sembra mai di aver visto che gli artigiani si lamentino perchè non sono ancora diventati dirigenti.
    Abbassare la cresta, siete impiegati come tanti altri, solo vi occupare di altre cose, ed è colpa vostra se non avete la capacità ddi chiedere aumenti, non avete la capacità di dire che gli straordinari ve li devono pagare, non avete a capacità di farvi rispettare come persone.
    Riflettete e imparate dai vostri sbagli e dagli sbagli altrui, non criticate ma osservate e studiate il comportamento dei vostri capi e dei vostri colleghi, cercate di pensare che fate parte di un TEAM, e tutti voi che vi credete team leader imparate prima a capire cosa vuol dire davvero lavorare in team, focalizzatevi sul progetto da portare a termine, non cercate di farlo da soli, cercate legami con gli altri, comunicate, esprimete umanità! Intelligenza emotiva!
    Cercate coesione tra di voi, e sforzatevi di capire il meglio che c'è anche nelle idee degli altri.
    Altrimenti sarete solo dei mediocri che si credono dei professionisti. Il panorama dell'informatica italiana è questo, pavoni, palloni gonfiati, copia-incollisti, furboni.
    Se invece capite che l'informatica è anche una passione, dividete la passione dal lavoro.
    Sviluppatevi prima come uomini, il resto verrà...

    Saluti

    Claudio Rubens
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Rubens
    > è tipico
    > trovare in questo settore gente che conosce una
    > istruzione in più e pare custodisca il Santo
    > Graal.

    Da incorniciare

    > Palloni gonfiati, questo è panorama
    > dell'informatico professionista italiano, gente
    > che quando incontra uno che palesemente non ne sa
    > se ne approfitta, gente che quando incontra uno
    > che ne sa cerca subito di dimostrare al resto del
    > mondo che le sue soluzioni sono le
    > migliori.

    Da incorniciare. Fra l'altro per questo che non esiste una categoria/associazione/quant'altro degli informatici.
    Quando due medici o due avvocati si incontrano si chiamano "colleghi" l'un l'altro e non si sognerebbero mai di criticare il lavoro del collega.
    Quando due "informatici" si incontrano, e' per stabilire chi ne sa di piu' (di cosa, poi?) e per stabilire che l'altro non sa nulla.
    Figuriamoci poi se uno deve mettere le mani nel codice altrui!

    > Questa non è creatività, nei miei dieci anni di
    > esperienza ho potuto notare come i veri sfigati
    > sono gli informatici, e più ne sanno e più sono
    > sfigati.

    da incorniciare.
    Soprattutto "non e' creativita'", sarebbe ora che si cominciasse a diventare dei professionisti.
    Quando viene assegnato un progetto, il committente si aspetta che venga portato a termine. Non c'e' nulla di geniale o straordinario in questo, e' la cosa piu' normale che esista. Eppure il progetto sembra portato a termine grazie alle straordinarie capacita' di un informatico.

    > Sbagliate, pensare di essere dei Leonardo Da
    > Vinci quando è un settore dove non c'è spazio per
    > essere
    > tali.
    Lo spazio potrebbe esserci, ma prima di tutto ci sarebbe bisogno di creare dei professionisti. Di persone straordinarie e fuori dal comune il panorama informatico italiano e' pieno.
    E' un po' come guidare la macchina: sembra che il 90% degli italiani si ritengano automibilisti con capacita' superiori alla mediaSorride

    > Riflettete e imparate dai vostri sbagli e dagli
    > sbagli altrui, non criticate ma osservate e
    > studiate il comportamento dei vostri capi e dei
    > vostri colleghi, cercate di pensare che fate
    > parte di un TEAM, e tutti voi che vi credete team
    > leader imparate prima a capire cosa vuol dire
    > davvero lavorare in team, focalizzatevi sul
    > progetto da portare a termine, non cercate di
    > farlo da soli, cercate legami con gli altri,
    > comunicate, esprimete umanità!
    Verissimo

    > Se invece capite che l'informatica è anche una
    > passione, dividete la passione dal
    > lavoro.
    > Sviluppatevi prima come uomini, il resto verrà...
    Da incorniciare
    Da quanto ho visto in vent'anni che faccio il lavoro: tanta passione, poca professionalita'.
    In molte persone, tanto bagaglio tecnico, professionalita' zero!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Claudio Rubens

    > Abbassare la cresta, siete impiegati come tanti
    > altri, solo vi occupare di altre cose, ed è colpa
    > vostra se non avete la capacità ddi chiedere
    > aumenti, non avete la capacità di dire che gli
    > straordinari ve li devono pagare, non avete a
    > capacità di farvi rispettare come
    > persone.


    e un sindacato in rete a questo servirebbe...
    non+autenticato
  • ...sono quelli che mi fanno più ridere.
    Ok, sei in un'azienda che non riconosce il tuo valore (o meglio, il valore che CREDI di avere): nessuno ti vieta di aprire partita IVA e metterti in proprio.
    I clienti, in quanto tali, sono interessati alla qualità (e al prezzo) del servizio, se sei veramente bravo non avrai problemi ad importi sul mercato.

    Ehh ma è sempre difficile, i talenti che si rintanano nel cantuccio alla fine sotto sotto sanno di non essere professionisti di alto livello, giustificano il loro fallimento lavorativo con i problemi dell'economia italiana, e poi mettendosi in proprio gli verrebbe la tachicardia permanente: niente più sanitucchia e pensionucchia di stato, niente più articolo 18 dello statuto dei lavoratori, niente più protezione del papà-stato, il reddito non è più "fisso", ecc...

    E a quarantanni magari si ritrovano con 1500-2000 euro netti al mese chiedendosi come è mai possibile che in Italia (proprio nel paese che loro credono essere alla fame) girino tantissimi SUV da 50000-100000 euro, che loro non si potranno permettere mai, neanche se facessero altri 2-3 step di carriera come lavoratori dipendenti (perchè nemmeno un dirigente entry-level si può permettere un suv, tranne forse quelli più economici).

    "Eh ma quelli col suv avranno sicuramente rubato", dicono loro Rotola dal ridere .
    E tornano mestamente alla loro vita di m***a, contenti che forse, a 60 anni, avranno finito di pagare le rate del mutuo per un bilocale di 60 mq a 50 km dalla più vicina grande città (perchè anche chi ha più di 150 mq nel centro di una grande città "ha sicuramente rubato", ovvio, no? Rotola dal ridere ), mutuo magari pagato con l'aiuto della dolce compagna, che si sono sposati perchè lavorando in due si arriva meglio a fine mese (wow! Questo sì che è amore! Sì l'amore tra gli SFIGATI! Rotola dal ridere ).

    Comunque oggi mi avete deluso un po' tutti, come ha detto anche Nome e cognome, speravo anch'io che ci fosse la solita trafila di post degli sfigati che si piangono addosso, invece oggi quasi niente, uff In lacrime .
    non+autenticato
  • Gordon, di cosa ti occupi tu?
    In quali campi hai alte e fruttuose competenze?
    non+autenticato
  • consulenza informatica a PMI (sistemi informativi, gestionali, ecc...).
    Però ormai l'informatica in senso stretto è solo una frangia ormai minoritaria del mio business, ha margini troppo bassi per i miei gusti.

    - Scritto da: bi biiii
    > Gordon, di cosa ti occupi tu?
    > In quali campi hai alte e fruttuose competenze?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gordon
    > consulenza informatica a PMI (sistemi
    > informativi, gestionali,
    > ecc...).
    > Però ormai l'informatica in senso stretto è solo
    > una frangia ormai minoritaria del mio business,
    > ha margini troppo bassi per i miei
    > gusti.
    >
    Beh, concordo con te. Non mi sembra che sia un settore che offra grandi margini, e nemmeno grande prospettiva di crescita.
    Direi che non dovrebbe essere nemmeno una frangia minoritaria del business, altrimenti come fai a mantenere il SUV?
    Ammettilo, lo fai solo per passione ...Sorride
    non+autenticato
  • - Scritto da: Shpalman
    > - Scritto da: Gordon
    > > consulenza informatica a PMI (sistemi
    > > informativi, gestionali,
    > > ecc...).
    > > Però ormai l'informatica in senso stretto è
    > solo
    > > una frangia ormai minoritaria del mio business,
    > > ha margini troppo bassi per i miei
    > > gusti.
    > >
    > Beh, concordo con te. Non mi sembra che sia un
    > settore che offra grandi margini, e nemmeno
    > grande prospettiva di
    > crescita.
    > Direi che non dovrebbe essere nemmeno una frangia
    > minoritaria del business, altrimenti come fai a
    > mantenere il SUV?
    >
    > Ammettilo, lo fai solo per passione ...Sorride

    beh è ovvio, per ogni mestiere è necessario avere un po' di passione, altrimenti non si ha comunque successo (basta vedere la fine che stanno facendo gli artigiani che si sono buttati sull'immobiliare negli ultimi 2 anni).

    P.S.: niente suv, ho una SL 500, tutto un altro mondo
    non+autenticato
  • > beh è ovvio, per ogni mestiere è necessario avere
    > un po' di passione, altrimenti non si ha comunque
    > successo (basta vedere la fine che stanno facendo
    > gli artigiani che si sono buttati
    > sull'immobiliare negli ultimi 2
    > anni).
    >
    > P.S.: niente suv, ho una SL 500, tutto un altro
    > mondo
    Ma... dimmi un po'. Come fai? Non che vogliamo rubarti il lavoro, solo capire.

    Ok sei bravo, molto bravo. Lo sono anch'io, le aziende come fanno a capire che sono io la soluzione dei loro problemi e contattarmi?
    Come consigli tu, apro una partita IVA e poi? Arrivano tutti da me ed io scelgo quelli che mi propongono piu' di 400 EUR + iva / dd?
    Come hai cominciato? E' interessante affrontare questo punto, no?
    Inoltre, se fai consulenza a PMI e' piuttosto facile trovare consulenti a prezzi inferiori. Se le aziende non cambiano e' perche' non trovano (sarebbe strano), oppure perche' si rendono conto effettivamente dell'alta qualita' che fornisci. Come funziona?

    Fra l'altro, mi sembra poco: il ginecologo di mia moglie vuole 450 euro a visita.
    Pero' garantisce la qualita' del servizio: c'e' scritto sull'opuscolo che distribuisce.
    Nel suo "manuale della qualita'" dice che le visite durano ALMENO 20 minuti. La clientela e' molto selezionata (accompagno volentieri mia moglie, le pazienti sono tutte splendide. Fra l'altro anche mia moglie e' una bellissima donna)
    Immagino che tu abbia un lavoro di livello piu' alto di un ginecologo (per trovare un ginecologo guardo le pagine gialle), come giustifichi questa differenza di guadagno?
    (il ginecologo, oltre alle macchine, ha la barca ed un aereo privato)
    non+autenticato
  • Buon per il ginecologo di tua moglie se guadagna così tanto, io un aereo privato, specie se si parla di quelli da 5-10 milioni di euro, probabilmente non potrò comprarlo mai. Del resto sulla mia sl viaggio benissimo, mi accontento.

    Quanto alle tariffe, ti garantisco che un ingegnere informatico con 10 anni di esperienza anche in multinazionali di alto livello, può chiedere anche più di 400 euro al giorno, specie con alcune di queste multinazionali del consulting che chiedono anche 1000 euro al giorno per persona.

    Sul come si parte,è la classica domanda che viene fatta a chiunque abbia avuto successo professionale in QUALUNQUE ambito: lavorando, facendo conoscenze - professionali e personali - e sapendosi rivendere (cosa giustamente impossibile per chi magari ha un aspetto trasandato da nerd, ovvio).

    Secondo me se lo chiedi al ginecologo di tua moglie ti dirà lo stesso.


    Buon weekend
    - Scritto da: Shpalman
    > > beh è ovvio, per ogni mestiere è necessario
    > avere
    > > un po' di passione, altrimenti non si ha
    > comunque
    > > successo (basta vedere la fine che stanno
    > facendo
    > > gli artigiani che si sono buttati
    > > sull'immobiliare negli ultimi 2
    > > anni).
    > >
    > > P.S.: niente suv, ho una SL 500, tutto un altro
    > > mondo
    > Ma... dimmi un po'. Come fai? Non che vogliamo
    > rubarti il lavoro, solo
    > capire.
    >
    > Ok sei bravo, molto bravo. Lo sono anch'io, le
    > aziende come fanno a capire che sono io la
    > soluzione dei loro problemi e
    > contattarmi?
    > Come consigli tu, apro una partita IVA e poi?
    > Arrivano tutti da me ed io scelgo quelli che mi
    > propongono piu' di 400 EUR + iva /
    > dd?
    > Come hai cominciato? E' interessante affrontare
    > questo punto,
    > no?
    > Inoltre, se fai consulenza a PMI e' piuttosto
    > facile trovare consulenti a prezzi inferiori. Se
    > le aziende non cambiano e' perche' non trovano
    > (sarebbe strano), oppure perche' si rendono conto
    > effettivamente dell'alta qualita' che fornisci.
    > Come
    > funziona?
    >
    > Fra l'altro, mi sembra poco: il ginecologo di mia
    > moglie vuole 450 euro a
    > visita.
    > Pero' garantisce la qualita' del servizio: c'e'
    > scritto sull'opuscolo che
    > distribuisce.
    > Nel suo "manuale della qualita'" dice che le
    > visite durano ALMENO 20 minuti. La clientela e'
    > molto selezionata (accompagno volentieri mia
    > moglie, le pazienti sono tutte splendide. Fra
    > l'altro anche mia moglie e' una bellissima
    > donna)
    > Immagino che tu abbia un lavoro di livello piu'
    > alto di un ginecologo (per trovare un ginecologo
    > guardo le pagine gialle), come giustifichi questa
    > differenza di
    > guadagno?
    > (il ginecologo, oltre alle macchine, ha la barca
    > ed un aereo
    > privato)
    non+autenticato
  • - Scritto da: Gordon
    >
    > Sul come si parte,è la classica domanda che viene
    > fatta a chiunque abbia avuto successo
    > professionale in QUALUNQUE ambito: lavorando,
    > facendo conoscenze - professionali e personali -
    > e sapendosi rivendere (cosa giustamente
    > impossibile per chi magari ha un aspetto
    > trasandato da nerd, ovvio).
    >
    Si, lo so che e' la classica domanda, ed hai dato la classica risposta.
    Ma... perdonami, sono un tipo pratico (molto pratico): TU, come sei partito?
    Non puoi rispondermi "lavorando", quello e' il target.
    Come hai fatto a farti le conoscenze, per esempio?
    Poi posso immaginare che ti sappia vendere benissimo e che anche l'aspetto abbia la sua importanza.
    Ma e' la partenza che mi interessa... una volta finita la festa di laurea e messo in frigo il pezzo di torta rimanente, cosa hai fatto?
    non+autenticato
  • sono entrato per quattro anni in una società di consulenza (non una body rental di provincia, se no non si combina nulla), ho mantenuto buone relazioni coi clienti per cui ho lavorato.

    Dopo aver deciso di mettermi in proprio, ho individuato quei clienti per cui ho lavorato che:
    1)erano stati ben impressionati dal mio lavoro
    2)non avevano realmente bisogno di una grande società di consulenza per le loro necessità

    Quindi ho strappato tali clienti al mio ex datore di lavoro (e qui ovviamente ho fatto leva sulla buona impressione che riesco a dare)A bocca aperta
    In parte ho anche collaborato come consulente esterno a progetti del mio ex datore di lavoro, grazie alle buone relazioni che avevo col management.

    Il parco clienti si è poi allargato frequentando club, associazioni imprenditoriali e contando anche su un discreto passaparola tra le aziende clienti.

    La mia storia non è molto diversa da quella di molti che si sono messi in proprio, solo che se chiedi ad un informatico di fare conoscenze in un associazione imprenditoriale spesso ti chiede "Come devo andare vestito?", il che rende tutto più facile a chi conosce un po'il mondo.

    RI-buon weekend


    - Scritto da: Shpalman
    > - Scritto da: Gordon
    > >
    > > Sul come si parte,è la classica domanda che
    > viene
    > > fatta a chiunque abbia avuto successo
    > > professionale in QUALUNQUE ambito: lavorando,
    > > facendo conoscenze - professionali e personali -
    > > e sapendosi rivendere (cosa giustamente
    > > impossibile per chi magari ha un aspetto
    > > trasandato da nerd, ovvio).
    > >
    > Si, lo so che e' la classica domanda, ed hai dato
    > la classica
    > risposta.
    > Ma... perdonami, sono un tipo pratico (molto
    > pratico): TU, come sei
    > partito?
    > Non puoi rispondermi "lavorando", quello e' il
    > target.
    > Come hai fatto a farti le conoscenze, per esempio?
    > Poi posso immaginare che ti sappia vendere
    > benissimo e che anche l'aspetto abbia la sua
    > importanza.
    >
    > Ma e' la partenza che mi interessa... una volta
    > finita la festa di laurea e messo in frigo il
    > pezzo di torta rimanente, cosa hai
    > fatto?
    non+autenticato
  • voi due siete ridicoli...
    mi domando che valore darete ai vostri figli, che bisogna solo essere belli e ricchi?
    mammamia che gentaccia...

    (ps: non sono un cantinaro nerd sfigato, lavoro e guadagno abbastanza per permettermi follie ogni tanto, però quello che mi piace veramente non si può comprare con i soldi)
    non+autenticato
  • - Scritto da: ...
    > voi due siete ridicoli...
    > mi domando che valore darete ai vostri figli, che
    > bisogna solo essere belli e
    > ricchi?
    > mammamia che gentaccia...
    >

    mi hai strappato le parole di bocca, mi immagino il tipo "di successo" costantemente a 90g con, cravatta, perennemente impomatato, a fare sorrisi di circostanza agli amministratori delegati delle "multinazionali" per poter guadagnare quei 100e di piu' al giorno.
    Io la chiamo sottomissione che rasenta la schiavitu', non voglio essere costretto per soldi a far quello che vogliono persone che non stimo rinunciando alla mia dignita'.
    Io vado in giro come mi pare, ho i capelli lunghi, i jeans strappati, il mio stipendio da consulente e' di 2700 euro (in Italia) netti al mese (certificabili) e sono sicuro che li prendo per meritocrazia non per essermi inginocchiato in frac davanti a nessuno.
    A prescindere dai soldi che oggi hai e domani in recessione potresti non avere piu', cerca dei valori e modelli positivi a cui ispirarti, gente che ha cambiato il mondo con un'idea, che ha sfondato o che e' rimasta povera in canna ma sempre conservando la proria integrita'.
    Ti faccio due nomi: Jeffrey Skilling e Nikola Tesla. Il primo e' l'EX-CEO della Enron, definito la persona piu' brillante della new economy oggi e' in carcere e quasi nessuno se lo ricorda piu', il secondo e' morto povero ma milioni di persone (io in primis) darebbero tutto per avere il suo genio

    my 2c
    non+autenticato
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