Alfonso Maruccia

Non c'è più il warez di una volta

Lo dice The Hacker Quarterly che accusa: ormai tutti pensano solo al profitto. Al proprio profitto

Roma - Che fine ha fatto il warez? Questo il dirompente interrogativo che si pongono i redattori del celeberrimo 2600: The Hacker Quarterly, secondo cui nella scena underground la passione è stata sostituita dal profitto, e i craccatori sono per la gran parte passati al "lato oscuro" del business a scrocco.

Il mondo del warez, temuto dall'industria del software come la peggiore minaccia alla vendita di prodotti originali e ben noto a quanti siano perennemente a caccia di "crack" e software sprotetti, sarebbe in realtà al tracollo a causa della perdita dello spirito originario, ovvero il cracking fatto per il puro piacere di farlo e per distribuire all'intera community il frutto del proprio operato.

A dirlo non sono esperti di sicurezza troppo sicuri di sé, reporter informatici in cerca di scoop o editor privi di fantasia. A dirlo come accennato è una delle più celebri pubblicazioni della scena hacker: 2600: The Hacker Quarterly.
"Il warez non è più quello di una volta" si afferma nel numero invernale del magazine americano appena distribuito nelle edicole. La pubblicazione, accanto alla trattazione di argomenti quali le darknet, mette in luce l'attuale struttura dei siti di accesso al materiale warez e ai codici "liberati" da protezioni e restrizioni alla copia, composta principalmente da amministratori di sistema e webmaster la cui unica passione è il denaro, e che non si fanno scrupolo di usare le donazioni degli utenti per il proprio tornaconto o per fare la bella vita.

"C'è troppa quantità e troppa poca qualità warez in circolazione in questi giorni" riporta CrunchGear. 2600, nonostante sia esponente del movimento "Grey hat" che professa la neutralità dell'hacking rispetto a chi lo considera come una pratica di natura morale da usare per fare del bene (White hat) e a chi usa le proprie conoscenze "proibite" per motivazioni malvagie, personali o di mero profitto (Black hat), si lamenta del fatto che in sostanza oggi gli hacker siano diventati tutti, chi più chi meno, Black hat dal portafogli gonfi e dalla carriera piratesca dai rischi minimi.

La denuncia del magazine non svela, a conti fatti, uno stato di cose poi così nuovo: l'uscita di scena del collettivo della celebre crew internazionale DrinkOrDie, falcidiata a colpi di processi e condanne da scontare in prigione, non ha fatto altro che accelerare il già avviato processo di trasformazione del settore.

Da territorio inesplorato da attraversare con attenzione e procedendo a tentoni, il warez è diventato una vera e propria industria, in cui chi è disposto a pagare un modico prezzo può ottenere il tanto agognato software pirata e magari anche altro. È lo stesso processo degenerativo evolutivo che tra l'altro colpisce la scena dei virus writer, in cui l'approccio amatoriale ha lasciato il posto al business dei trojan, worm e botnet che sferzano la moderna rete telematica con tempeste periodiche e oltremodo dannose per utenti e aziende.

Alfonso Maruccia
43 Commenti alla Notizia Non c'è più il warez di una volta
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  • Dunque, solo per amor di discussione vorrei far notare le solite cose:

    1) Spesso IN ITALIA non si trova l'agognato software da acquistare: bisogna rivolgersi al mercato americano, con tutti i problemi relativi alla fatturazione e allo scarico del materiale acquistato.

    2) Altrettanto spesso l'unico modo di comprare il software di cui sopra è la carta di credito, la cui sicurezza è un'alea...

    3) Il costo di certi software è talmente alto, in proporzione alla loro utilità da essere ridicolo..

    4) Le verioni trial spesso sono castrate.

    Per questo, secondo me, tanto spesso ci si rivolge alle versioni crackate.
    Che poi sono tutte da ridere: il 95% dei crack scaricati da internet impesta la macchina con spyware, trojan, e merdazze varie. In barba agli antivirus ....


    Salud
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo santanasta so
    > Dunque, solo per amor di discussione vorrei far
    > notare le solite
    > cose:
    >
    > 1) Spesso IN ITALIA non si trova l'agognato
    > software da acquistare: bisogna rivolgersi al
    > mercato americano, con tutti i problemi relativi
    > alla fatturazione e allo scarico del materiale
    > acquistato.

    tipo?

    >
    > 2) Altrettanto spesso l'unico modo di comprare il
    > software di cui sopra è la carta di credito, la
    > cui sicurezza è
    > un'alea...

    ma da quando comprare con carta di credito non è sicuro?

    toh guarda, io uso la carta soprattutto per acquisti su internet (do il numero solo a banche e istituti di credito), nei negozi tradizionali invece non mi fido (non vedo nulla) e preferisco generalmente pagare in contanti

    >
    > 3) Il costo di certi software è talmente alto, in
    > proporzione alla loro utilità da essere
    > ridicolo..

    non penso che il software costi poi così tanto, eccetto alcuni pochi programmi di punta tipo photoshop e company

    per il resto è difficile trovare software per uso personale o workstation (non parlo di applicativi server) con prezzi superiori alle 50-60 euro

    >
    > 4) Le verioni trial spesso sono castrate.

    la verità è che tutti speriamo di trovare qualcosa di gratuito in giro con funzioni simili, tutto qui
    non+autenticato
  • - Scritto da: pippo santanasta so

    > 1) Spesso IN ITALIA non si trova l'agognato
    > software da acquistare: bisogna rivolgersi al
    > mercato americano, con tutti i problemi relativi
    > alla fatturazione e allo scarico del materiale
    > acquistato.

    Qualche volta. Comunque purtroppo si trova quasi tutto tradotto in itaGliano alla cazzo, o con un manuale itaGliano tradotto alla cazzo. E' difficilino trovare le cose in lingua originale, non sfigate.

    > 2) Altrettanto spesso l'unico modo di comprare il
    > software di cui sopra è la carta di credito, la
    > cui sicurezza è
    > un'alea...

    Manco merita risposta.

    > 3) Il costo di certi software è talmente alto, in
    > proporzione alla loro utilità da essere
    > ridicolo..

    Se non ti sta bene basta che non lo compri o te lo scrivi da te.

    > 4) Le verioni trial spesso sono castrate.

    Le vuoi full per usarle a sbafo all'infinito ?
    E lo credo che sono castrate. Se speri che si fidino di te, che vuoi le cose contrassegno e che costino poco.

    > Per questo, secondo me, tanto spesso ci si
    > rivolge alle versioni
    > crackate.

    Perche' sono gratis. Basta.

    > Che poi sono tutte da ridere: il 95% dei crack
    > scaricati da internet impesta la macchina con
    > spyware, trojan, e merdazze varie. In barba agli
    > antivirus

    Se sei una pera che prende qualunque cose da ovunque gli capiti che colpa ho io ? L'opinione e' tutta tua, comunque.

    > ....

    Su questo sono d'accordo.
    non+autenticato
  • beh se i crack diventano a pagamento.... pirateremo anche quelli!!!!
    A parte gli scherzi, non ho notato una diminuzione di crack sulla rete. Basta stare attenti e passare tutto all'antivirus e si trova ancora tutto quello che serve.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: Anonimo
    > beh se i crack diventano a pagamento....
    > pirateremo anche
    > quelli!!!!
    la prossima frontiera saranno i crack con drm da craccare a loro volta ma rotflA bocca aperta
    non+autenticato
  • Il fatto è che negli ultimi anni si sono diffusi molti software open-source che non costano nulla e molto spesso funzionano meglio dei concorrenti a pagamaento. E' chiaro che la gente non ha più necessità di crakkare un software a pagamento.

    Ciao e W l'open-source!Occhiolino
    non+autenticato
  • concordo pienamente.

    ed è molto meglio così..
    non+autenticato
  • Oggi, il 90% del software che uso è Open Source o Freeware(OxygenOffice, AVG Antivirus, Zone Alarm, Pixia, Spybot, ecc.) 1 programma della Magix comprato (39 euro si possono benissimo pagare per un software che ne vale la pena), mentre l'unico software che ho non originale è un programma di masterizzazione di cui ho la versione precedente in originale e quella successiva no (anche se penso che cercherò un programma free anche per masterizzare).
    Solo 5 o 6 anni fa era impensabile avere tanto software a disposizione gratuitamente.
    Circa tre anni fa ho avuto un grosso problema con uno spyware che mi ha bloccato la connessione ad internet e non riuscivo ad eliminarlo. Il centro assistenza presso cui mi appoggio voleva formattarmi l'Hard disk e reinstallare tutto ma io non ero d'accordo (a parte che mi costava 30 euro) e quindi ho tentato come ultima carta "Spybot search & destroy".
    L'ho scaricato tramite un altro computer e l'ho installato nel mio (completo di aggiornamenti).
    Dopo aver fatto la scansione mi ha segnalato 3 errori che mi ha rimosso dopo un nuovo boot del PC.
    Ho provato a connettermi ed ha funzionato subito.
    Allora sono andato sul sito del programma ed ho fatto una donazione di 5 euro tramite Paypal (mi sembrava il minimo, visto che avevo risparmiato tempo e denaro)
    Penso che, se ognuno di noi pagasse anche solo 1 euro per ogni programma che usa, il software Open potrebbe svilupparsi maggiormente.
    non+autenticato
  • Anche io sono passato completamente ai programmi free.
    Per masterizzare ti consiglio InfraRecorder (http://infrarecorder.sourceforge.net/)

    ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: LampadaBlu
    > Anche io sono passato completamente ai programmi
    > free.
    > Per masterizzare ti consiglio InfraRecorder
    > (http://infrarecorder.sourceforge.net/)

    Quoto il consiglio, ottimo programma.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • Io ci lavoro poco con le foto, giusto correggere un po' gli occhi rossi e la saturazione.
    Oltre Pixia, puoi provare Photofiltre che in pochi Mb racchiude un programma completo ed include vari plug-in e la traduzione in italiano (da scaricare a parte).
    questo è il sito: http://photofiltre.free.fr/
    Dai un'occhiata, ne vale la pena.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • contenuto non disponibile
  • Straquoto!!!!
    Fan Linux

    - Scritto da: Zio Bill
    > Oggi, il 90% del software che uso è Open Source o
    > Freeware(OxygenOffice, AVG Antivirus, Zone Alarm,
    > Pixia, Spybot, ecc.) 1 programma della Magix
    > comprato (39 euro si possono benissimo pagare per
    > un software che ne vale la pena), mentre l'unico
    > software che ho non originale è un programma di
    > masterizzazione di cui ho la versione precedente
    > in originale e quella successiva no (anche se
    > penso che cercherò un programma free anche per
    > masterizzare).
    > Solo 5 o 6 anni fa era impensabile avere tanto
    > software a disposizione
    > gratuitamente.
    > Circa tre anni fa ho avuto un grosso problema con
    > uno spyware che mi ha bloccato la connessione ad
    > internet e non riuscivo ad eliminarlo. Il centro
    > assistenza presso cui mi appoggio voleva
    > formattarmi l'Hard disk e reinstallare tutto ma
    > io non ero d'accordo (a parte che mi costava 30
    > euro) e quindi ho tentato come ultima carta
    > "Spybot search &
    > destroy".
    > L'ho scaricato tramite un altro computer e l'ho
    > installato nel mio (completo di
    > aggiornamenti).
    > Dopo aver fatto la scansione mi ha segnalato 3
    > errori che mi ha rimosso dopo un nuovo boot del
    > PC.
    > Ho provato a connettermi ed ha funzionato subito.
    > Allora sono andato sul sito del programma ed ho
    > fatto una donazione di 5 euro tramite Paypal (mi
    > sembrava il minimo, visto che avevo risparmiato
    > tempo e
    > denaro)
    > Penso che, se ognuno di noi pagasse anche solo 1
    > euro per ogni programma che usa, il software Open
    > potrebbe svilupparsi
    > maggiormente.
    non+autenticato
  • Bene bene... finalmente cominciamo a vedere concordanza fra le cose e i loro nomi.
    I movimenti "underground" non sono mai stati così underground.
    Ovvero: se la diffusione di warez a livello hobbistico comporta gli stessi rischi di qeullo lucrativo forse mi conviene almeno mettere da parte qualcosa per le arance... oppure codici, keygen ecrack diventano davvero underground e viaggiano via email protette (raro), CD o DVD, supporti vari (pen drive et similia) e solo in piccole cerchie di conoscenti diventando, de facto, "very underground"...
    H5N1
    1641
  • - Scritto da: H5N1
    [...]

    mi fai un disegnino, mica ho capito quello che hai scritto
    non+autenticato
  • ...che il warez, anche se c'è, non si vede.
    Viaggia molto più "underground" (nascosto, sottoterra) di prima.
    Ma questo non significa che la sua produzione sia in calo, bensì la sua offerta.
    H5N1
    1641
  • secondo me ai tempi dei twilight (chi se li ricorda? esistono ancora?) prima del 2000 credo, chi aveva del warez lo teneva li a venerarlo, provare programmi che altri non avrebbero mai potuto avere era una cosa che dava soddisfazione, non li andavi a dare a cani e porci, solo ad amici fidati, in cambio di porno magari.
    ora nell'era della 20mbit, e della meno "professionalita" degli adolescenti, a chi vuoi che interessi?
    adesso, per assurdo, il tempo impiegato dalla scoperta del warez viene speso in msn e affini...
    sono cambiate le esigenze delle persone, c'è emule, i torrent...
    una volta quanti programmi crakkati non funzionavano? 0
    ora tiri giu 8 autocad e forse 2 vanno, i keigen spesso sono finti ed hanno i virus.
    si è proprio perso lo spirito.
    anche una volta lucravi, ma era come una tassa sul rischio, e non erano grandi numeri. adesso ogni giorno c'è un pirla che si fa beccare con milioni di cd pirata...
    i soldi modificano tutto
  • Il grande dilemma: "per fortuna" o "purtroppo"?
    H5N1
    1641
  • è da vedere chi ci guadagna o rimette, le cose sono cambiate, ma i danni all'industria ci sono ancora.
  • - Scritto da: lellykelly
    > secondo me ai tempi dei twilight (chi se li
    > ricorda? esistono ancora?)

    Io me li ricordo! Ma non so se esistono ancora,
    erano dei lavori davvero notevoli, c'era pure
    l'interfaccia d'installazione comune per
    tutti gli applicativi!
    non+autenticato
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