Gaia Bottà

Il pugno di Pechino sul gaming autarchico

Il governo prima instilla il terrore nei cittadini, poi lamenta il fatto che la paura non fa decollare il mercato dei giochi online. La soluzione? Rassicurare i cittadini con una stretta ancor più salda

Roma - Sono pericolosi e "contengono elementi indesiderabili" i giochi online che appassionano i netizen cinesi. Spingono i giovani sulla strada della criminalità e la popolazione teme la violenza che propagandano. Per questo motivo le autorità della Repubblica Popolare si organizzeranno per irrigidire le norme che regolano il settore, per tranquillizzare i cittadini e per sospingere l'industria locale in un mercato che si fa di giorno in giorno sempre più ricco.

Magical Land, un rassicurante MMOG di statoSono sempre più insidiosi e violenti, sono in grado di irretire le giovani masse di cittadini e di traviarle spingendole verso comportamenti come il gioco d'azzardo, inaccettabile per la morale di stato al di là della Grande Muraglia. Sembrano non sortire alcun effetto i limitatori del tempo di gioco introdotti di recente, troppo facili da aggirare i bandi imposti ai giovani: allontanati dagli internet café si rifugiano in bugigattoli clandestini, capaci di ospitare in quaranta metri quadri trenta computer e altrettanti gamer ossessionati. I genitori rabbrividiscono, le famiglie che possono permetterselo spediscono i ragazzi in comunità di recupero.

La schedatura di coloro che giocano online? Uno strumento di controllo inefficace, capace solo di disegnare lo scenario attuale del settore: nel 2007 i giocatori online sono stati 40 milioni, in crescita del 23 per cento rispetto all'anno precedente. Più della metà dei giocatori pagano per trascorrere del tempo in mondi virtuali: ammontano a 10,5 milioni di yuan, quasi un miliardo di euro, gli introiti dell'industria di settore sul mercato cinese. Guadagni che si trasferiscono nelle casse di operatori esteri e ricompensano altresì i produttori di passatempi online edificanti e autarchici. Oltre il 60 per cento dei guadagni dell'intero settore va ai produttori cinesi di videogame online.
Ma a frenare questa crescita vertiginosa ci sono gli atteggiamenti della popolazione: "Nonostante l'industria videoludica online cinese sia in crescita negli ultimi anni, i giochi online continuano ad essere visti da molti come una sorta di oppio spirituale", ha spiegato Kou Xiaowei, rappresentante dell'organo statale che vigila su stampa ed editoria. "Se non faremo nulla per cambiare questa situazione, prima o poi l'industria ne soffrirà". Sono ormai 210 milioni i netizen cinesi: un bacino di utenza potenziale a cui non si può rinunciare.

Nessun dettaglio trapela riguardo alle strategie che il governo cinese intende mettere in campo per ridimensionare la paure che serpeggiano fra i cittadini. Rivedere l'atteggiamento censorio, l'aggressività delle accuse contro l'industria videoludica si dimostrerebbe complesso. C'è chi ritiene che i cittadini verranno tranquillizzati con la promessa di un'ulteriore stretta repressiva.

Gaia Bottà
17 Commenti alla Notizia Il pugno di Pechino sul gaming autarchico
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  • "Il governo prima instilla il terrore nei cittadini"

    ah sì ? come ? bolle i bambini che giocano ai mud ?

    " poi lamenta il fatto che la paura non fa decollare il mercato dei giochi online. La soluzione? Rassicurare i cittadini con una stretta ancor più salda"

    certo stretta salda, mica come noi, con videogame porno censurati, il sangue tinto di verde, ragazzini arrestati perchè avevano inserito come scenari di shoot-em-up le piantine della scuola


    "Sono sempre più insidiosi e violenti, sono in grado di irretire le giovani masse di cittadini e di traviarle spingendole verso comportamenti come il gioco d'azzardo, inaccettabile per la morale di stato al di là della Grande Muraglia."

    mentre in italia i siti dei bookmaker inglesi non li ha bloccati nessuno, vero ?

    ma un minimo di equilibrio anche solo nel riportare gli articoli é proprio impossibile eh ?
    ma forse dovrei contentarmi, è già tanto che non compaia il tag censura come accade di solito anche a sproposito quando si parla di stati canaglia
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > Mamma mia quanto ti fanno rosicare gli articoli
    > che parlano della
    > Cina...

    più che altro mi indispongono gli articoli poco equilibrati

    > Secondo il tuo ragionamento non si può parlare
    > della Cina senza citare (in negativo
    > naturalmente) ogni altra singola nazione del
    > pianeta.

    veramente secondo il mio ragionamento non è corretto -solo in base alle proprie convenienze o convinzioni- considerare un male in una parte del mondo ciò che in un altro viene considerato cosa buona e giusta

    > Smetti di leggerli, o meglio, smetti di leggere
    > gli articoli di PI, che ti fai un favore.

    e come potrei ? quì ho l'occasione di incontrare gente che si preoccupa per me, come te in questo casoOcchiolino
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: anonymous
    > > veramente secondo il mio ragionamento non è
    > > corretto -solo in base alle proprie convenienze
    > o
    > > convinzioni- considerare un male in una
    > parte
    > del
    > > mondo ciò che in un
    > > altro viene considerato cosa buona e
    > giusta

    >
    > Non ha ile idee chiare.
    > Considerare un male è una interpretazione
    > di quanto scritto da *UN* articolista, al limite
    > della maggioranza della
    > redazione.
    > Viene considerato cosa buona e giusta è un
    > pensiero di qualcun'altro che non è lo stesso
    > articolista, nè la redazione di PI (mi puoi
    > portare articoli in cui PI afferma che per
    > esempio la censura in Italia sui siti di gioco è
    > una cosa
    > positiva?).
    > Visto che i soggetti sono diversi mi sembra
    > illogico che tu ti lamenti della loro
    > incoerenza.
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 18 gennaio 2008 16.44
    > --------------------------------------------------

    Può darsi anche che abbia le idee poco chiare.

    Ma guarda in tutti gli altri articoli di PI (anche postati dagli stessi articolisti) dove si riporta come governi d'italia e d'oltreoceano normano in identico modo su gaming e scommesse in quanti nelle sintesi si dice:

    "Il governo prima instilla il terrore nei cittadini"

    o qualcosa di analogo (coè non "giro di vite" o "intolleranza" ma "INSTILLA IL TERRORE")

    Nota come identiche misure riportate dagli stessi articolisti se si parla di stati canaglia hanno il tag censura mentre se si parla di altri stati no.

    Poi dimmi se le idee non si confondono un po' anche a te.

    Inoltre anche dandoti ragione sul discorso articolisti diversi troverei un po' strano (e perciò indicativo) da parte di una testata affidare sempre articoli su stati canaglia a soloni intransigenti e articoli sugli altri stati a liberal ipertolleranti, a meno che non rientri nelle competenze (cioè nel caso l'articolista sia un sinologo, un cremlinologo, un esperto di affari persiani ecc.), ma in tal caso mi aspetterei che la competenza suggerisse non l'assenza di partigianeria (che trovo legittima e IN PARTE condivido -per dire, non sono uno di quelli che va in giro con la maglietta di mao o hu jintao-) ma un po' più di equilibrio. Tutto quì.
    non+autenticato
  • contenuto non disponibile
  • - Scritto da: unaDuraLezione
    > - Scritto da: anonymous
    >
    > > "Il governo prima instilla il terrore nei
    > > cittadini"
    > >
    > > o qualcosa di analogo (coè non "giro di vite" o
    > > "intolleranza" ma "INSTILLA IL
    > > TERRORE")
    >
    > quindi in soldoni il tuo problema è che la
    > locuzione "giro di vite", quando usata per peasi
    > occidentali, è
    > blanda.
    > Ok, ne prendo attoSorride
    > --------------------------------------------------
    > Modificato dall' autore il 18 gennaio 2008 17.58
    > --------------------------------------------------

    Esatto, ma penso sia più importante di quanto sembra a prima vista: per me lo scopo di certa informazione non è dare notize ma creare associazioni mentali (anche fuori luogo e arbitrarie rispetto all'argomento dell'articolo) per l' orientamento dell'opinione pubblica.

    Ora però non mi considerare un troll complottista eh, non penso ci sia un grande progetto di disinformazione con la cia la massoneria le corporation e i rettiliani, solo che trovo i media più vulnerabili di un tempo all'irresistibile fascino dell potere e dei luoghi comuni.
    non+autenticato
  • E' vero. Lungi dall'essere il divertimento per quei cinque minuti con asteroids o space invaders, i giochi odierni sono interminabili momenti di fuga dalla realta', di bombardamento sensoriale che ammazza la creatività. A parte le simulazioni sportive che sono molto migliorate dai tempi di pole position... o di hyper olympics... vabbe'... comunque fa bene il governo cinese a togliere i giovani da questa strada, per farne cittadini modello che lavoreranno dalla mattina alla sera con sempre meno diritti e sempre piu' efficienza per procurarsi denaro che finirà gestito dalle multinazionali del debito, unico valore, bastone e carota della loro esistenza fino alla fine... Eh vuoi mettere, tutta un'altra vita. Grazie, governi mondiali, che ci indicate la retta via.
    non+autenticato
  • Ma sì, il governo cinese fa bene a curare i cittadini dalla dipendenza da Internet, altrimenti chi ci manda a morire nelle miniere con una paga miserrima, nessuna politica di sicurezza, ecc.?
  • - Scritto da: Severissimus
    > Ma sì, il governo cinese fa bene a curare i
    > cittadini dalla dipendenza da Internet,
    > altrimenti chi ci manda a morire nelle miniere
    > con una paga miserrima, nessuna politica di
    > sicurezza,
    > ecc.?

    vero, mica noi che lavoriamo in modernissime e sicurissime fonderie con una paga ottima e abbondante: visto a Torino ?

    ricorda che la paga non si misura in soldi ma in POTERE D'ACQUISTO: se uno nel suo paese con 2 eurocent di paga giornaliera si può permettere un chilo di pane e un altro in un'altra nazione con 2 euro se ne può permettere solo mezzo, quello è il più povero, anche se guadagna di più.

    inoltre la gente a lavorare nelle fabbriche del terzo mondo per 2 lire non ce la mandano i loro governi ma le nostre ditte (quelle che licenziano noi, che riducono gli stipendi a noi per aumentare i profitti degli azionisti e i premi ai managers)

    tanto finchè trovano i fessi che pensano che il problema siano gli abitanti dei paesi poveri e i loro governi avranno vita facile
    non+autenticato
  • > vero, mica noi che lavoriamo in modernissime e
    > sicurissime fonderie con una paga ottima e
    > abbondante: visto a Torino
    > ?
    >
    > ricorda che la paga non si misura in soldi ma in
    > POTERE D'ACQUISTO: se uno nel suo paese con 2
    > eurocent di paga giornaliera si può permettere un
    > chilo di pane e un altro in un'altra nazione con
    > 2 euro se ne può permettere solo mezzo, quello è
    > il più povero, anche se guadagna di
    > più.
    >
    Bene, allora fai una cosa: vai a lavorare in Cina e appena succede un incidente come quello dela Thyssen e magari anche più grave, organizza una bella manifestazione di protesta... ah, fammi sapere l'indirizzo a cui devo far mandare la corona e le condoglianze.


    > inoltre la gente a lavorare nelle fabbriche del
    > terzo mondo per 2 lire non ce la mandano i loro
    > governi ma le nostre ditte (quelle che licenziano
    > noi, che riducono gli stipendi a noi per
    > aumentare i profitti degli azionisti e i premi ai
    > managers)
    >
    > tanto finchè trovano i fessi che pensano che il
    > problema siano gli abitanti dei paesi poveri e i
    > loro governi avranno vita
    > facile
    Sì, vero, le nostre ditte sfruttano la situazione dei lavoratori cinesi, ma il governo connivente che dice di preoccuparsi per la loro salute non trova niente di meglio da fare che occuparsi del dilagare di Internet, che sfugge alla propaganda, invece di proteggere la popolazione dal neocolonialismo.
  • Il cambio è sbagliato!
    10 milioni di yuan sono quasi 1 MILIONE di euro! il cambio è circa
    10,5 yuan = 1€

    oppure 1mld € = 10 mld yuan... qual è la cifra giusta?
    non+autenticato
  • - Scritto da: Andrea Azzini
    > Il cambio è sbagliato!
    > 10 milioni di yuan sono quasi 1 MILIONE di euro!
    > il cambio è
    > circa
    > 10,5 yuan = 1€
    >
    > oppure 1mld € = 10 mld yuan... qual è la cifra
    > giusta?

    In ogni caso, è poca cosa considerata l'estensione e popolazione della cina (a permettersi i videogiochi ci son solo i ricconi che possono permettersi di non fare un c***o dalla mattina alla sera)
    non+autenticato
  • > In ogni caso, è poca cosa considerata
    > l'estensione e popolazione della cina (a
    > permettersi i videogiochi ci son solo i ricconi
    > che possono permettersi di non fare un c***o
    > dalla mattina alla
    > sera)
    A permettersi i videogiochi ci son solo i ricconi? Dove l'hai visto? In quale citta', esattamente?
    non+autenticato
  • Non è colpa della censura o del controllo se pochi cinesi videogiocano (e figuriamoci, se giocano si rincoglioniscono e non protestano, è l'ultimo dei problemi del governo di pechino) è che se lavorano 16 ore al giorno non hanno più tempo e voglia di giocare, e se guadagnano mezzo dollaro l'ora non han più i soldi per comprare computer e connessione.
    non+autenticato
  • si! e grazie anche al razzo e al mazzo!
    e non dimentichiamoci del lazzo!
    non+autenticato
  • - Scritto da: Farting Burper
    > Non è colpa della censura o del controllo se
    > pochi cinesi videogiocano (e figuriamoci, se
    > giocano si rincoglioniscono e non protestano, è
    > l'ultimo dei problemi del governo di pechino) è
    > che se lavorano 16 ore al giorno non hanno più
    > tempo e voglia di giocare, e se guadagnano mezzo
    > dollaro l'ora non han più i soldi per comprare
    > computer e
    > connessione.
    16 ore al giorno per mezzo dollaro? Dove l'hai visto? Quale citta'?
    non+autenticato