Mandriva e TurboLinux sposano i loro pinguini

I due famosi marchi stanno collaborando alla realizzazione di un sistema operativo comune da utilizzare come base per tutte le loro future distribuzioni Linux. Un'iniziativa che sa di déjà vu

Parigi - Tokyo non è mai stata tanto vicina a Parigi, almeno nel mondo Linux. La francese Mandriva e la giapponese TurboLinux ora si sono però strette la mano per dare il via ad un progetto, chiamato Manbo-Labs, che prevede la condivisione di risorse e tecnologie con le quali realizzare delle fondamenta software comuni. Su tali fondamenta le due società intendono erigere le loro future distribuzioni Linux.

Se gli intenti espressi da Mandriva e Turbolinux non suonano nuovi è perché, in effetti, non lo sono affatto. Negli scorsi anni gli stessi propositi hanno infatti animato altre iniziative simili, tra le quali la più nota e ambiziosa fu UnitedLinux, un'alleanza costituita nel 2002 da SuSE Linux (in seguito acquisita da Novell), Caldera (ora SCO Group), Conectiva (fusasi con Mandrake per dar vita a Mandriva) e Turbolinux. Questo progetto naufragò circa un paio d'anni più tardi, e non ebbe maggiore fortuna nemmeno il più recente Linux Core Consortium, che di fatto ricostituiva UnitedLinux con l'assenza di SuSE Linux e l'aggiunta di Progeny Linux.

Gli osservatori fanno notare che alleanze di questo tipo, alle quali si può iscrivere anche la Debian Common Core (DCC), non hanno mai avuto molta fortuna. A favore di Mandriva e Turbolinux c'è però il fatto che il patto sia stato stipulato da due soli membri, e questo dovrebbe semplificare di molto i rapporti di collaborazione, soprattutto in fase decisionale.
Le due società affermano che il Manbo-Labs le aiuterà a tagliare i costi di sviluppo e supporto e ad investire maggiormente sulla tecnologia e la qualità del prodotto. Si aspettano inoltre di riuscire a stringere più solide partnership con i produttori di software e di hardware.

Nel comunicato emesso dalle due aziende si spiega che il codice del proprio sistema operativo comune sarà rilasciato sotto la licenza GPL, e che questo si troverà alla base della distribuzione Mandriva Linux 2008 Spring, attesa il prossimo aprile.

I due partner si dicono disponibili ad accogliere nel proprio progetto anche altri distributori di Linux, a patto che supportino il formato di pacchetti RPM.
33 Commenti alla Notizia Mandriva e TurboLinux sposano i loro pinguini
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  • Vorrei riprendere il discorso di prima, la frammentarietà delle disto è una debolezza in quanto confondono l'utente alle prime armi, ma è il più grande punto di forza di Linux, in quanto danno la possibilità di scegliere in base alle proprie esigenze e preferenze; ad esempio di distro a carattere multimediale vi sono 64studio (Debian based), Ubuntu Studio (Ubuntu Based), JackLab (Suse based), e così via; in base alla preferenza di un gestore di pacchetti, delle applicazioni contenute, del look'n'feel e di mille altre variabili un utente sceglie la sua distro per i suoi scopi.

    In virtù di questo sarebbe stupido concentrarsi solo su una distro, come ad esempio Ubuntu o PCLinuxOS, in quanto se ad esempio voglio stabilita assoluta del sistema esse neanche si qualificano, infatti in tal caso utilizzerò Debian oppure la "most stable" Slackware, se chiedo un sistema server allora utilizzerò una Red Hat Enterprise, se voglio una distro multimediale mi orienterò verso una 64studio, etc..

    Inoltre considerando le due distro Desktop oriented citate, le quali sono in cima alla classifica di Distrowatch, è impossibile dire quale sistema di gestione pacchetti è il migliore, o meglio il più utilizzato, essendo per Ubuntu Dpkg e per PCLinuxOS è RPM.

    Concludo dicendo che la miglior distro, il miglior sistema di gestione pacchetti, è quello più adatto a noi, o quello che preferiamo.

    P.S. akitotenk: non ho provato gentoo ma so cosa vuoi dire: Linux From Scratch.
  • - Scritto da: Simon the Sorcerer
    > Vorrei riprendere il discorso di prima, la
    > frammentarietà delle disto è una debolezza in
    > quanto confondono l'utente alle prime armi

    Da sempre l'ampia scelta può mettere in crisi, specie chi è abituato a non avere scelta.


    > il più grande punto di forza di Linux, in quanto
    > danno la possibilità di scegliere in base alle
    > proprie esigenze e preferenze

    E' anche una caratteristica inscindibile dal software libero. E' proprio la libertà di modificare ed adattare che produce un gran numero di varianti.

    > In virtù di questo sarebbe stupido concentrarsi
    > solo su una distro, come ad esempio Ubuntu o
    > PCLinuxOS

    Sarebbe impossibile ed inutile. Ci sarà sempre qualcuno in disaccordo che continuerà ad usare/modificare/creare altre distribuzioni, anche solo per il gusto di farlo. La propulsione alla base del free software è la libertà di decidere se, cosa e come sostenere attivamente, non l'imposizione di deviare il proprio supporto su un progetto diverso per 'concentrare gli sforzi'. Siamo parte di una comunità, non di una azienda. Non so se sono riuscito a spiegarmi, è un concetto difficile da esprimere bene in due frasi.

    > è impossibile dire
    > quale sistema di gestione pacchetti è il
    > migliore, o meglio il più utilizzato

    E' simpatia o vicinanza al proprio modo di lavorare. Sul mio PC ho Fedora e Ubuntu, (sul PC più vecchio ho Debian) e mi piacciono entrambe. Ma ne provo anche tante altre, a decine: non ne ho trovata nessuna che sia inutile.

    > Concludo dicendo che la miglior distro, il
    > miglior sistema di gestione pacchetti, è quello
    > più adatto a noi, o quello che preferiamo.

    Concetto chiaro, semplice, forse banale, ma verissimo.

    Ben vengano accordi come questo: la base tecnologica comune, ma due distribuzioni distinte.
    non+autenticato
  • La frammentazione non confonde solo l'utente alle prime armi ma anche le software house.
    O queste, quando sviluppano, compilano tutte le librerie staticamente facendo la più grossa porcata possibile quando si sviluppa su un sistema unix like (che l'hanno messo a fare l'hfs ? che senso ha dividere tutto il file system in categorie se poi si finisce ad avere una cartella indipendente per ogni programma) o devono studiarsi distro per distro che tutte le librerie che utilizzeranno siano sempre le stesse.

    Va dove vuoi, nessun produttore di nessuna distro ti garantisce che si limita a prendere i sorgenti di una libreria ed a compilarli senza farci altro.
    Grazie alla gpl tutti possono permettersi di farci sopra quello che vogliono il che si traduce in patch casalinghe a fronte di qualche bug se non pure a delle aggiunte non richieste tali da aumentare le eventuali incompatibilità.
    Un programmatore quando sviluppa un programma, deve richiamare delle funzioni da queste librerie e se lo fa è perchè è sicuro di quello che usa ma se la libreria di supporto "cambia" da distro a distro, lo sviluppatore deve rimettersi a controllare ogni volta, testare ed eventualmente correggere. Tutto tempo e soldi extra che se ne vanno e dal momento che gli utenti del mondo linux non sono centinaia di milioni (miliardi nel caso di windows) questo tipo di spese è immediatamente scoraggiato dalla fonte.

    La libertà è una bella cosa ma come sempre il troppo stona.
    non+autenticato
  • > La frammentazione non confonde solo l'utente alle
    > prime armi ma anche le software
    > house.
    > O queste, quando sviluppano, compilano tutte le
    > librerie staticamente facendo la più grossa
    > porcata possibile quando si sviluppa su un
    > sistema unix like (che l'hanno messo a fare l'hfs
    > ? che senso ha dividere tutto il file system in
    > categorie se poi si finisce ad avere una cartella
    > indipendente per ogni programma) o devono
    > studiarsi distro per distro che tutte le librerie
    > che utilizzeranno siano sempre le
    > stesse.

    Le librerie alla base del sistema sono sempre le stesse, o meglio sono le stesse fornite di bug-fixes, a volte necessari altre volte superflui e deleteri; le software house non devono linkare tutte le librerie staticamente (perché oltre ad essere una porcata, non beneficia delle proprietà delle librerie linkate dinamicamente) ma solo compilare lo stesso codice per le distro principali.
    Infatti ho compilato lo stesso codice senza problemi ne in runtime ne in compile-time sia in debian, che in slackware, logicamente non si può pretendere che un software funzioni senza ricompilazione e senza problemi con 2 versioni diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre librerie.

    Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm ufficiali) e funziona su più distro (sulla stessa architettura) senza particolari problemi.

    Inoltre credo che un controllo del sistema si possa implementare a livello di macro di autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in quanto non sono esperto di tali tools.

    > La libertà è una bella cosa ma come sempre il
    > troppo
    > stona.

    Ma se si limita la libertà, anche solo per il bene comune ci si avvicinerà, all'universo distopico di Brave New World di Huxley, in cui per il bene comune, la personalità veniva pressochè annullata in modo sistematico, tramite condizionamento.

    Citando un film: "You're either a one or a zero. Alive or dead". Questo per la natura effimera della libertà; una volta che vi hai rinunciato è persa, e riconquistarla costa fatica.
  • >
    > Le librerie alla base del sistema sono sempre le
    > stesse,

    E chi te lo assicura ? Puoi linkare una pagina di canonical, redhat, debian o altro dove specificano esplicitamente questa cosa ?
    Si parla si di sviluppo software ma sotto sotto è sempre e solo un discorso di soldi. Un rischio di spesa per quanto aleatorio finisce sempre per pesare nel bilancio finale.



    o meglio sono le stesse fornite di
    > bug-fixes, a volte necessari altre volte
    > superflui e deleteri;

    Ah ecco... mi pareva e chi li scrive questi bug fixes ? L'autore/team di riferimento di quella determinata libreria (al limite prendono quello di un collaboratore esterno e lo elevato a fix ufficiale) o i team di ogni distribuzione col rischio di trovare N modi diversi per risolvere il problema (bell'esercizio didattico sicuramente) collegato però al fatto che i programmi potrebbero non trovarsi ?


    > Infatti ho compilato lo stesso codice senza
    > problemi ne in runtime ne in compile-time sia in
    > debian, che in slackware, logicamente non si può
    > pretendere che un software funzioni senza
    > ricompilazione e senza problemi con 2 versioni
    > diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre
    > librerie.

    Beh questa situazione non va bene oltretutto non metterti nella condizione dell'appassionato programmatore ma dell'azienda/software house dove ogni compilata corrisponde ad un aumento di spese. Parti dalla condizione che una volta ottenuti dei binari quelli, se c'è veramente compatibilità, dovrebbero girare su tutte le distro linux senza azioni aggiuntive.
    Questa condizione si può raggiungere su linux al piccolo prezzo di fissare degli standard e delle milestone periodiche su quali librerie utilizzare.


    >
    > Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è
    > one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm
    > ufficiali) e funziona su più distro (sulla stessa
    > architettura) senza particolari
    > problemi.

    Firefox pure, poi vai a guardare dentro e scopri fior di librerie statiche (se non sbaglio fork delle gtk)

    >
    > Inoltre credo che un controllo del sistema si
    > possa implementare a livello di macro di
    > autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in
    > quanto non sono esperto di tali
    > tools.


    Non servono tanti walkthroughs solo un po' di organizzazione a monte e meno fanatismo in generale.
    I casi sono due, se il mondo linux vuole guadagnare mercato deve confrontarsi col mondo reale ed i suoi problemi diversamente si rimane nell'università e nelle cantine dove lo scopo ultimo è quello didattico.

    >
    > > La libertà è una bella cosa ma come sempre il
    > > troppo
    > > stona.
    >
    > Ma se si limita la libertà, anche solo per il
    > bene comune ci si avvicinerà, all'universo
    > distopico di Brave New World di Huxley,

    Non esagerare, non sto dicendo di passare da un estremo all'altro, ci sono tante sfumature di grigio in mezzo, si chiamano compromessi e con un po' di impegno si può trovare il giusto equilibrio che non scontenta troppo entrambi i lati.
    non+autenticato
  • > > Le librerie alla base del sistema sono sempre le
    > > stesse,
    >
    > E chi te lo assicura ? Puoi linkare una pagina di
    > canonical, redhat, debian o altro dove
    > specificano esplicitamente questa cosa
    > ?
    > Si parla si di sviluppo software ma sotto sotto è
    > sempre e solo un discorso di soldi. Un rischio di
    > spesa per quanto aleatorio finisce sempre per
    > pesare nel bilancio
    > finale.
    >
    > > o meglio sono le stesse fornite di
    > > bug-fixes, a volte necessari altre volte
    > > superflui e deleteri;
    >
    > Ah ecco... mi pareva e chi li scrive questi bug
    > fixes ? L'autore/team di riferimento di quella
    > determinata libreria (al limite prendono quello
    > di un collaboratore esterno e lo elevato a fix
    > ufficiale) o i team di ogni distribuzione col
    > rischio di trovare N modi diversi per risolvere
    > il problema (bell'esercizio didattico
    > sicuramente) collegato però al fatto che i
    > programmi potrebbero non trovarsi
    > ?

    Un consiglio leggi prima l'intera frase (non lo dico in senso ironico, quanto in senso irenico(pacifico); così da non dover scrivere due cose diverse relative a due periodi correlati tra loro). Poi vorrei specificare che le software house dovrebbero fare riferimento ai pacchetti standard, in quanto se funziona con glibc funzionerà anche con glibc+debpatch (questo è cio che fanno gli sviluppatori in ambito open, dunque credo che anche per le software house potrebbe andare bene).

    > > Infatti ho compilato lo stesso codice senza
    > > problemi ne in runtime ne in compile-time sia in
    > > debian, che in slackware, logicamente non si può
    > > pretendere che un software funzioni senza
    > > ricompilazione e senza problemi con 2 versioni
    > > diverse di glibc nonchè eventuali patch, e altre
    > > librerie.
    >
    > Beh questa situazione non va bene oltretutto non
    > metterti nella condizione dell'appassionato
    > programmatore ma dell'azienda/software house dove
    > ogni compilata corrisponde ad un aumento di
    > spese. Parti dalla condizione che una volta
    > ottenuti dei binari quelli, se c'è veramente
    > compatibilità, dovrebbero girare su tutte le
    > distro linux senza azioni
    > aggiuntive.
    > Questa condizione si può raggiungere su linux al
    > piccolo prezzo di fissare degli standard e delle
    > milestone periodiche su quali librerie
    > utilizzare.
    >
    >
    > >
    > > Comunque posso ricordarti OpenOffice.org che è
    > > one-time compiled da Sun (nei pacchetti rpm
    > > ufficiali) e funziona su più distro (sulla
    > stessa
    > > architettura) senza particolari
    > > problemi.
    >
    > Firefox pure, poi vai a guardare dentro e scopri
    > fior di librerie statiche (se non sbaglio fork
    > delle
    > gtk)

    VariCAD (http://www.varicad.com/) vi sono versioni per Debian e per Fedora, ho controllato il pacchetto deb e non mi sembra vi siano librerie statiche (o per lo meno librerie di sistema) all'interno.

    > > Inoltre credo che un controllo del sistema si
    > > possa implementare a livello di macro di
    > > autoconf, nonostante non possa esserne sicuro in
    > > quanto non sono esperto di tali
    > > tools.
    >
    >
    > Non servono tanti walkthroughs solo un po' di
    > organizzazione a monte e meno fanatismo in
    > generale.

    Non è fanatismo, è libertà di scelta; "non mi piace lo tolgo, non è funzionale lo cambio, potrebbe sevire a chi ha le mie esigenze: lo pubblico"

    > I casi sono due, se il mondo linux vuole
    > guadagnare mercato deve confrontarsi col mondo
    > reale ed i suoi problemi diversamente si rimane
    > nell'università e nelle cantine dove lo scopo
    > ultimo è quello didattico.

    Il mondo linux vuole guadagnare mercato, ma non al costo di tagliarsi le gambe; inoltre vorrei farti notare che buona parte del web è su server POSIX dei quali una buona parte è su sistema linux.

    > > > La libertà è una bella cosa ma come sempre il
    > > > troppo
    > > > stona.
    > >
    > > Ma se si limita la libertà, anche solo per il
    > > bene comune ci si avvicinerà, all'universo
    > > distopico di Brave New World di Huxley,
    >
    > Non esagerare, non sto dicendo di passare da un
    > estremo all'altro, ci sono tante sfumature di
    > grigio in mezzo, si chiamano compromessi e con un
    > po' di impegno si può trovare il giusto
    > equilibrio che non scontenta troppo entrambi i
    > lati.

    Il mondo non è bianco e nero, vi sono anche sfumature di grigio, su questo siamo d'accordo ma come succede spesso una volta accettato un compromesso è più facile accettarne un altro, ed è questo ciò che mi preoccupa; che cosa succederebbe se Linux-Standardizzato diventasse ciò che è windows oggi, a livello di diffusione e di chiusura verso i concorrenti? Si dice: "Per eliminare un vizio, bisogna sostituirlo con un altro" ma se il secondo supera in gravità il primo ne sarà valsa la pena?
  • > Un consiglio leggi prima l'intera frase (non lo
    > dico in senso ironico, quanto in senso
    > irenico(pacifico); così da non dover scrivere due
    > cose diverse relative a due periodi correlati tra
    > loro). Poi vorrei specificare che le software
    > house dovrebbero fare riferimento ai pacchetti
    > standard, in quanto se funziona con glibc
    > funzionerà anche con glibc+debpatch (questo è cio
    > che fanno gli sviluppatori in ambito open, dunque
    > credo che anche per le software house potrebbe
    > andare
    > bene).

    Intanto però vai a mediaworld e non trovi software per linux, compri una stampante o un hardware e non trovi il CD con i driver per linux. Il fatto che esistano repository e progetti vari sostitutivi non giustifica la questione.
    Nessuno meglio dell'azienda che produce la stampante è capace di scrivere i migliori driver per la stampante stessa, stesso discorso ad esempio per le schede video.
    Oltretutto è una questione di principio dal momento che sono loro a prendere i soldi. Però la questione di principio va a farsi friggere quando non ci sono certezze matematiche.
    Non bisogna far fare ai programmatori il lavoro degli amministratori contabili.
    Questi ultimi quando si inaugura un nuovo progetto prendono un pezzo di carta, tracciano una tabella e cominciano a segnare tanti "-" quante sono sia le spese certe che quelle probabili. Se questi "-" sforano il budget previsto o il rapporto di guadagno preventivato si stoppa tutto.
    La non assoluta certezza di compatibilità è una spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di carta.



    >
    > VariCAD (http://www.varicad.com/) vi sono
    > versioni per Debian e per Fedora, ho controllato
    > il pacchetto deb e non mi sembra vi siano
    > librerie statiche (o per lo meno librerie di
    > sistema)
    > all'interno.

    1 esempio dovrebbe convincermi che è tutto ok ? Troppo poco, veramente.



    >
    > Non è fanatismo, è libertà di scelta; "non mi
    > piace lo tolgo, non è funzionale lo cambio,
    > potrebbe sevire a chi ha le mie esigenze: lo
    > pubblico"

    Sai perchè una volta esistevano computer multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ? Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè limitati ad una shell, ma semplici a livello di organizzazione. E' ovvio che se si fanno casini a monte, bisognerà farne altrettanti a valle per tornare alla semplicità originaria. (tanto le risorse energetiche sono infinite, continuiamo pure a sprecarne)



    > Il mondo linux vuole guadagnare mercato, ma non
    > al costo di tagliarsi le gambe; inoltre vorrei
    > farti notare che buona parte del web è su server
    > POSIX dei quali una buona parte è su sistema
    > linux.
    >

    E chi si taglia le gambe. Mica dico che bisogna annullare la comunità semplicemente bisogna responsabilizzarla. Unire gli sforzi comuni e specializzare quelli particolari senza però dover reinventare la ruota per ogni cavolata (tipo inventarsi una distro nuova solo perchè cambia interfaccia grafica)



    > Il mondo non è bianco e nero, vi sono anche
    > sfumature di grigio, su questo siamo d'accordo ma
    > come succede spesso una volta accettato un
    > compromesso è più facile accettarne un altro, ed
    > è questo ciò che mi preoccupa; che cosa
    > succederebbe se Linux-Standardizzato diventasse
    > ciò che è windows oggi, a livello di diffusione e
    > di chiusura verso i concorrenti? Si dice: "Per
    > eliminare un vizio, bisogna sostituirlo con un
    > altro" ma se il secondo supera in gravità il
    > primo ne sarà valsa la
    > pena?


    Di nuovo stai esagerando.
    non+autenticato
  • > Intanto però vai a mediaworld e non trovi
    > software per linux, compri una stampante o un
    > hardware e non trovi il CD con i driver per
    > linux. Il fatto che esistano repository e
    > progetti vari sostitutivi non giustifica la
    > questione.

    Sul fatto dei driver gli sviluppatori del kernel stanno lavorando per creare una API che permetta di inserire driver senza ricompilare moduli o l'intero kernel.

    > Nessuno meglio dell'azienda che produce la
    > stampante è capace di scrivere i migliori driver
    > per la stampante stessa, stesso discorso ad
    > esempio per le schede video.

    Strano allora che i computer GNU/Linux si comportino benissimo quando si usano driver free mentre crashino quando si usano driver proprietari ATI ad esempio...

    > La non assoluta certezza di compatibilità è una
    > spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di
    > carta.

    Conosci qualche programma che funziona su una distribuzione e non su un'altra?
    Io so che ho scritto un programma per GNU/Linux e questo funziona pure su MacOsX senza nessuna modifica.

    > Sai perchè una volta esistevano computer
    > multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ?

    Per multimediale intendi prince of persia vero?

    > Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè
    > limitati ad una shell, ma semplici a livello di
    > organizzazione.

    Certo programmare con gli interrupt è molto più semplice che programmare ad oggetti.


    > E chi si taglia le gambe. Mica dico che bisogna
    > annullare la comunità semplicemente bisogna
    > responsabilizzarla. Unire gli sforzi comuni e
    > specializzare quelli particolari senza però dover
    > reinventare la ruota per ogni cavolata (tipo
    > inventarsi una distro nuova solo perchè cambia
    > interfaccia grafica)

    Sai cosa è un repository? Sai che le distribuzioni debian based usano gli stessi repository di debian?
    Sai che quindi tra l'una e l'altra la differenza sta unicamente nei programmi installati?
    Ti piacerebbe una versione di windows che ti installa 500 programmi che non ti servono o una che ti installa solo quelli che ti servono?
    non+autenticato
  • > Sul fatto dei driver gli sviluppatori del kernel
    > stanno lavorando per creare una API che permetta
    > di inserire driver senza ricompilare moduli o
    > l'intero
    > kernel.

    Guarda che "driver" nel pensiero moderno non è solo più un codice per far andare un hardware ma è anche tutta quella serie di pannelli di controllo "lato utente" che permettono di impostare tutto il necessario. Paradossalmente ci vogliono più soldi a fare quei front end che tutto il resto visto che ognuno di questi deve fare i conti con la vastità di distribuzioni disponibili. Quello che dici te è utile ma poco più di un contentino. Sono molte le cose da unificare e regolare.



    >
    > > Nessuno meglio dell'azienda che produce la
    > > stampante è capace di scrivere i migliori driver
    > > per la stampante stessa, stesso discorso ad
    > > esempio per le schede video.
    >
    > Strano allora che i computer GNU/Linux si
    > comportino benissimo quando si usano driver free
    > mentre crashino quando si usano driver
    > proprietari ATI ad
    > esempio...


    E' risaputo che se Ati licenziasse tutti i suoi team di sviluppo e li sostituisse con dei bambini delle medie otterrebbe risultati migliori, non solo su linux.
    Prendi però il caso di nvidia: i driver open source se lo sognano di far andare il 3D e fino a prova contraria, questo è un mercato molto importante forse il più importante tra quelli dell'utente desktop



    > > La non assoluta certezza di compatibilità è una
    > > spesa probabile ma un "-" sicuro sul pezzo di
    > > carta.
    >
    > Conosci qualche programma che funziona su una
    > distribuzione e non su
    > un'altra?
    > Io so che ho scritto un programma per GNU/Linux e
    > questo funziona pure su MacOsX senza nessuna
    > modifica

    Io so che se scrivo:

    #include <stdio.h>

    main()
    {
    printf("Hello World\n");
    }

    lo faccio girare su qualsiasi sistema informatico dal 70 ad oggi e so anche che se mi faccio un culo quadro e mi riscrivo da zero le librerie e le funzioni che penso utilizzerò nel mio programma, otterrò lo stesso risultato (salvo limiti del hw).
    Purtroppo so che appena uso una libreria gpl scritta da qualcun altro, nessuno mi garantisce che questa libreria, nel passaggio da una distro ad un'altra si mantenga sempre uguale, per cui devo mettermi a fare tutta una serie di test aggiuntivi per essere sicuro che tutto torni. Non so te ma io e la maggior parte delle software house serie, vediamo questa cosa come una spesa inutile o quanto meno veramente molto discutibile.

    >
    > > Sai perchè una volta esistevano computer
    > > multimediali con 8Mhz e meno di 1Mb di ram ?
    >
    > Per multimediale intendi prince of persia vero?

    Per multimediale intendo che ci facevi le stesse cose di adesso. Cosa non facevi con un amiga rispetto ad ora ? Ti svelerò un segreto: le scene 3D di Babylon 5 le hanno fatte lì sopra senza Gigahertz di velocità e Gigabyte di Ram.

    >
    > > Perchè si facevano sopra os semplici, non perchè
    > > limitati ad una shell, ma semplici a livello di
    > > organizzazione.
    >
    > Certo programmare con gli interrupt è molto più
    > semplice che programmare ad
    > oggetti.

    Prova BeOS: un os fatto tutto ad oggetti che filava come un treno con un P133. Di nuovo, siamo fuori misura di parecchio senza reali motivi.



    >
    > Sai cosa è un repository? Sai che le
    > distribuzioni debian based usano gli stessi
    > repository di
    > debian?

    Ah si ? archive.ubuntu.ecc... sarebbe un repository di debian ? Devo rintracciare commenti di gente che su ubuntu (distribuzione debian based al 100%) non è riuscita a far andare i pacchetti di debian senza i soliti bartegazzi tipici di un utente esperto del pinguino ?

    > Sai che quindi tra l'una e l'altra la differenza
    > sta unicamente nei programmi
    > installati?

    Come no... è tutto così evidente e semplice che se non si trovano molte software house tradizionali disposte ad investire su linux è solo colpa di microsoft che fa i magheggi...

    BEEP: si invita la comunità a maturare che questa aria fritta ha stufato !


    > Ti piacerebbe una versione di windows che ti
    > installa 500 programmi che non ti servono o una
    > che ti installa solo quelli che ti
    > servono?


    Ti piacerebbe una distribuzione di linux dove finalmente vai a comprare una qualunque periferica del cavolo e sei sicuro di vederla andare al massimo senza compromessi (tecnici, di licenza, semplicità d'uso/installazione) e senza dover spulciare forum in ogni dove per essere sicuro che giri ? A me dopo 15 anni non farebbe certo schifo.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Guarda che "driver" nel pensiero moderno

    E driver, nel pensiero antico? Sento rumor d'unghie sugli specchi.

    > solo più un codice per far andare un hardware ma
    > è anche tutta quella serie di pannelli di
    > controllo "lato utente"

    Ne hai di fantasia, eh?

    > ci vogliono più soldi a fare quei front end che
    > tutto il resto visto che ognuno di questi deve
    > fare i conti con la vastità di distribuzioni
    > disponibili.

    Davvero pensi che qualcuno creda a queste invenzioni? Hai mai compilato un programma? Hai almeno una vaga idea delle reali differenze tra le distribuzioni?

    > Sono molte le cose da unificare e regolare.

    Qualche esempio?

    > E' risaputo che se Ati licenziasse tutti i suoi
    > team di sviluppo e li sostituisse con dei bambini
    > delle medie otterrebbe risultati migliori

    Tua opinione personale. Opinabile.

    > Prendi però il caso di nvidia: i driver open
    > source se lo sognano di far andare il 3D

    Solo finché saranno rese note le specifiche. Questo dimostra solo quanto gli sviluppatori Open siano stati bravi.

    > questo è un mercato molto importante forse il
    > più importante tra quelli dell'utente desktop

    Hai dati oggettivi su cui basare tali affermazioni?

    > Purtroppo so che appena uso una libreria gpl
    > scritta da qualcun altro, nessuno mi garantisce
    > che questa libreria, nel passaggio da una distro
    > ad un'altra si mantenga sempre uguale

    Ipotesi, non realistica. La pressi è il mantenimento della compatibilità delle librerie con le versioni precedenti. Ti è mai capitato di trovare una libreria che cessi di funzionare? Hai mai avuto di questi problemi? Fai esempi.

    > devo mettermi a fare tutta una serie di test
    > aggiuntivi per essere sicuro che tutto torni.

    Aggiuntivi? In che senso? Tu scrivi software e poi non lo testi? Si sente ancora stridio d'unghie.

    > Non so te ma io e la maggior parte delle software
    > house serie, vediamo questa cosa come una spesa
    > inutile o quanto meno veramente molto discutibile.

    Tu certamente. Chi sarebbero le 'software house' serie? Quelle che sviluppano da sole tutte le librerie perché quelle già pronte sono pericolose? E' un discorso ridicolo.
    Hai mai lavorato in una software house 'seria'? Hai mai programmato sul serio?

    > Per multimediale intendo che ci facevi le stesse
    > cose di adesso. Cosa non facevi con un amiga
    > rispetto ad ora?

    Tu adesso lavori su un Amiga o su un PC? E perché?

    > Prova BeOS: un os fatto tutto ad oggetti che
    > filava come un treno con un P133. Di nuovo, siamo
    > fuori misura di parecchio senza reali motivi.

    Questo vale per tutto il software. Che cosa vuoi dimostrare? Fino a prova contraria il software libero generalmente ha bisogno di meno risorse di un corrispondente software chiuso. Forse perché è scritto meglio?

    > Devo rintracciare commenti di gente che su ubuntu
    > (distribuzione debian based al 100%) non è riuscita a far
    > andare i pacchetti di debian

    Io normalmente non ho problemi ad installare precompilati per Debian su Ubuntu. Ma ho installato anche degli RPM convertiti con Alien. E dunque?

    > Come no... è tutto così evidente e semplice che se non si
    > trovano molte software house tradizionali disposte ad investire
    > su linux è solo colpa di microsoft che fa i magheggi...

    No, se non le trovi è solo perché non cerchi bene.
    Prova a scrivere su Google 'Sun Microsystems', 'IBM', 'Novell', 'AMD', 'Intel', 'Citrix', 'Adobe', 'Yahoo', ovviamente 'Google' e 'Red Hat' ed ora persino Microsoft ha rilasciato (con molte limitazioni) il codice del framework .NET...

    Ti servono altri nomi o ti basta così?

    > BEEP: si invita la comunità a maturare che questa
    > aria fritta ha stufato!

    Ti ci devi abituare. GNU, Linux e le comunità libere sono mature continuano a crescere in numero e dimensione. Apri gli occhi.
    non+autenticato
  • Io lo trovo assurdo.
    Secondo te una software house dovrebbe adattare le proprie applicazioni per distribuzioni differenti di uno stesso so?
    distribuzioni che, tra l'altro, sono diffuse un giorno e morte quello dopo.
    Roba da matti!
    non+autenticato
  • Si chiama evoluzione naturale.
    Per anni s'è voluto credere alle storielle che ogni pirla su questo pianeta avrebbe dovuto crearsi la sua distro incompatibile finchè si voleva perchè tanto bastava diffondere i sorgenti (siamo tutti esperti programmatori no ? ecchesarà mai prendere i sorgenti di un open office o di un gimp e convertirli sulla propria distro nel probabilissimo caso che non basti un semplice repack).
    In passato abbiamo toccato quota oltre 500 distribuzioni che si facevano guerra per accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2% (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati nel mondo.
    Adesso da un po' questo numero esagerato di distribuzioni è letteralmente scemato a meno della metà e continua sempre più a scendere a forza di alleanze e nascita di nuovi standard e cooperazioni vere, tangibili su tutti i fronti (compresi salti della barricata verso microsoft quando si tratta di certi supporti).
    Alla lunga, col tempo il buon senso trionferà. Arriverà il giorno dove avremo non più di una decina di distribuzioni ognuna seriamente specializzata in un campo con i suoi utenti, i suoi programmatori, applicativi dedicati e soprattutto mercato.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Si chiama evoluzione naturale.
    > Per anni s'è voluto credere alle storielle che
    > ogni pirla su questo pianeta avrebbe dovuto
    > crearsi la sua distro incompatibile finchè si
    > voleva perchè tanto bastava diffondere i sorgenti
    > (siamo tutti esperti programmatori no ? ecchesarà
    > mai prendere i sorgenti di un open office o di un
    > gimp e convertirli sulla propria distro nel
    > probabilissimo caso che non basti un semplice
    > repack).
    > In passato abbiamo toccato quota oltre 500
    > distribuzioni che si facevano guerra per
    > accaparrarsi la bellezza di forse 30/40 milioni
    > di utenti in tutto il mondo cioè lo 0.2%
    > (abbondante) di tutti gli utenti informatizzati
    > nel
    > mondo.
    > Adesso da un po' questo numero esagerato di
    > distribuzioni è letteralmente scemato a meno
    > della metà e continua sempre più a scendere a
    > forza di alleanze e nascita di nuovi standard e
    > cooperazioni vere, tangibili su tutti i fronti
    > (compresi salti della barricata verso microsoft
    > quando si tratta di certi
    > supporti).
    > Alla lunga, col tempo il buon senso trionferà.
    > Arriverà il giorno dove avremo non più di una
    > decina di distribuzioni ognuna seriamente
    > specializzata in un campo con i suoi utenti, i
    > suoi programmatori, applicativi dedicati e
    > soprattutto
    > mercato.

    Lo spero, basterebbe mettersi d'accordo su poche cose
    non+autenticato
  • 30 milioni di persone
    0,2% del totale delle persone informatizzate
    =
    15 miliardi di persone informatizzate nel mondo.

    forse un po' troppi...
    non+autenticato
  • Dici?
    A me sembra troppo anche il 2% a meno che P.I. non intenda possessore di computer = informatizzato

    Perche' allora oltre agli umani vanno aggiunte, non me ne vogliano la Lipu, il WWF e Greenpeace, tante bestie.

    --
    >A<
  • è vero che esistono tante distribuzioni ma i core sono 3 o 4
    quelle che vanno per la maggiore sono le Debian trainate da Ubuntu che sti sta consolidando sempre più.
    Poi abbiamo la suse che in virtu dell'arco microsoft forse sul piano commerciale avrà qualche vantaggio
    La Redhat(fedora) che è sempre andata benino
    la SLax e la gentoo che nonostante siano considerate debian based sono parecchio diverse come filosofia.
    Se gia mi consideri Kubuntu e ubuntu 2 distribuzioni diverse a si allora saremo almeno a 1 milione di distribuzioni!
    io sono contento di sto accordo mandriva non mi paice particolarmente ma i prodotti turbolinux sono moolto validi quindi benvenga
  • > la SLax e la gentoo che nonostante siano
    > considerate debian based sono parecchio diverse
    > come
    > filosofia.

    ???

    Debian based = Distribuzioni che partono da Debian e si evolvono in un altra direzione, esse sfruttano il sistema Dpkg e Patch di 3 parti ai sorgenti delle applicazioni.

    Gentoo = Source Based Distribution = Una distribuzione priva di pacchetti binari e che prevede la compilazione, in questo caso automatizzata da Portage, di tutto il software; questo sistema prevede l'applicazione di patch di 3 parti ai vari componenti del sistema.

    Slax = Slackware Live = Slackware Based = Una distribuzione basata su Slackware, in questo caso una Live, utilizza il gestore di pacchetti Pkg-Tools, i sorgenti sono generalmente privi di patch di 3 parti e, in questo caso, il sistema è memorizzato in macro pacchetti .ro ovvero un filesystem read-only montato in loopback.

    Vorrei inoltre sottolineare che se accorpiamo tutte le distribuzioni per categorie considerandole uguali si perdono i contributi individuali che portano alla scelta di una o dell'altra distro; come dire che non c'è bisogno di avere 10000 gruppi musicali dello stesso genere dato che suonano musica pressochè uguale, che si accorpino in un unico gruppo tutti coloro che suonano rock, cosi non si contendono più ciacuno il 5% degli appasionati.

    Il mondo delle distro è bello perchè è vario, e chiunque può trovare, grazie alle ...

    >500 distribuzioni che si facevano guerra per accaparrarsi >la bellezza di forse 30/40 milioni di utenti in tutto il >mondo cioè lo 0.2% (abbondante) di tutti gli utenti >informatizzati nel mondo.

    ... una distribuzione perfettamente adattata alle sue esigenze, e non solo una ma per ciascun tipo di distro, ma varie e cio contribuisce alla liberta di scelta del sistema operativo, in base a preferenze, a utilizzo, anche a simpatia e a bellezza del logo (Nonostante non sono le cose che guardo in un OS, altri non la pensano allo stesso modo); le molte distribuzioni possono essere una debolezza, ma anche il maggior punto di forza del pinguino.
  • purtroppo però sono daccordo con i tanti che pesano che se ci si concentrasse su 4 o5 distrizioni la situazione migliorebbe.
    poi grazie per la correzzione sulla slax, e gentoo.
    poi ad esempio perchè tenere 2 formati di pacchetti il DEB e RPM secondo me il deb è molto + completo.
    Ultimamente ubuntu si sta candidando a distribuzione definitiva dovrebbe concentrarsi in molti su questa,
    questo è quello che penso!

    ora un solo commento finale la gento compilata dallo stage 0 è una delle cose + meravigliose che abbia mai visto come velocità!
  • - Scritto da: akitotenk

    > poi ad esempio perchè tenere 2 formati di
    > pacchetti il DEB e RPM secondo me il deb è molto
    > +
    > completo.

    Sulla base di cosa sarebbe più completo? In fondo un'applicazione può essere pacchettizzata sia in RPM che in DEB. Spero che DEB non sia giudicato migliore solo perchè ci sono 18000 pacchetti disponibili con debian. Inoltre anche nelle distro RPM-based vi sono tool per installare pacchetti DEB.

    > Ultimamente ubuntu si sta candidando a
    > distribuzione definitiva dovrebbe concentrarsi in
    > molti su
    > questa,
    > questo è quello che penso!

    Alla mia Slackware non rinuncerei mai, e tanta altra gente come me. Non vedo perchè debba essere Ubuntu la versione definitiva... solo perchè è più semplice?!? ma la stabilità della slackware è irraggiungibile (ho provato più distro sulla stessa macchina).

    Io non dico che le distro debbano per forza rimanere così tante, fusioni e accordi sono benvenuti ma la versatilità e la possibilità di fare scelte consapevolmente proprie è il punto di forza di linux.
  • Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia la gestione delle dipenze mentre gli rpm no! quindi un deb che riesce a installarsi senza forzature andra quasi sicuramente un rpm no.
    Ripeto per utenti pro la gentoo e la slax sono un altro pianeta ma a mio avviso è come paragonare un desktop e un server. Ubuntu è la distribuzione per desktop più semplice e intuitiva cavolo se nel mondo linux esistessero solo slax e gentoo non so quanti lo userebbero.
  • > Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia
    > la gestione delle dipenze mentre gli rpm no!
    > quindi un deb che riesce a installarsi senza
    > forzature andra quasi sicuramente un rpm
    > no.

    entrambi hanno il controllo dipendenze, solo che quello deb è più accurato.
  • - Scritto da: akitotenk
    > Allora mettiamola cosi i pacchetti Deb hanno gia
    > la gestione delle dipenze mentre gli rpm no!

    Ma tu parli conoscendo le cose? Questa informazione totalmente falsa, dove l'hai recepita? Se preferisci i .deb usa distribuzione basata su .deb!!!
    non+autenticato