Roma - Analisi genetica take-away: svela i più reconditi segreti annidati nel DNA, rivela attitudini incise nei geni, porta alla luce possibili problemi di salute. Il servizio
23andMe,
premiato al
World Economic Forum di Davos e già operativo negli Stati Uniti,
promette ora di rivelare ai netizen europei e canadesi la loro identità genetica. Per il corrispettivo di 999 dollari, spese di spedizione escluse.

Basta un campione di saliva, da prelevare con l'apposito kit fornito da 23andMe e da rispedire all'azienda; bastano quattro settimane per ottenere il referto, online. Le 23 coppie di cromosomi che compongono il genoma umano vengono analizzate per estrarre il
mezzo milione di dati utile a tracciare un quadro genetico dell'utente.
Le rivelazioni che 23andMe fornisce ai richiedenti? Spiega loro le caratteristiche del cerume secreto dalle ghiandole del canale uditivo e suggerisce gli alimenti più adatti al metabolismo di ciascuno, illustra le predisposizioni dei soggetti a certi tipi di sport, dispensa assaggi di futuro e accompagna gli utenti in tuffi nel passato ripercorrendo la storia dei loro antenati.
Analogamente a quanto proposto da
deCODE genetics, 23andMe non si concentra sull'analisi del singolo gene portatore di una malattia: si concentra piuttosto sul
polimorfismo dei singoli nucleotidi, gli errori e le variazioni che si verificano nel trasmettere un'informazione genetica nel momento in cui si origina una nuova cellula. Se è vero che da ciò è possibile dedurre quali siano le predisposizioni nel soggetto, è altresì vero che solo di predisposizioni si tratta.
23andMe non comunica all'utente il prossimo insorgere di malattie, né può rassicurarlo in merito: i fattori ambientali, lo stile di vita pesano molto più delle predisposizioni. Per questo motivo,
assicurano Linda Avey e Anne Wojcicki, moglie del fondatore di Google Sergey Brin e insieme ad Avey a capo del progetto, 23andMe non scatena allarmismi riguardo alla salute del soggetto o del patrimonio genetico che potrà tramettere ai propri figli: si limita a offrire consigli e
raccomandazioni.
Ma non è tutto: analogamente a quanto
offerto dal canadese
DNA Ancestry Project, 23andMe si propone ai consumatori anche in una veste social. È possibile confrontare il proprio patrimonio genetico con quello di amici e parenti che si sono sottoposti all'analisi, così da riscontrare caratteri ereditari, affinità e divergenze.
Il tutto si svolgerà nella piena
tutela della riservatezza degli utenti: impossibile consegnare dati
così sensibili nelle mani di stato e mercato. Le
rassicurazioni offerte dall'azienda sembrano tuttavia non placare le
polemiche che stanno
infiammando la rete: a
foraggiare il progetto ci ha pensato Google, con un investimento di 3,9 milioni di dollari. Proprio mentre Google Health
sta per vedere la luce.
Gaia Bottà